Le prime due parti di Salerno Verde hanno risposto a due domande fondamentali. La prima: che città abbiamo? La seconda: che città vogliamo? Ora dobbiamo affrontare la domanda più difficile: come possiamo realizzarla davvero? È questo il compito della Parte III.
Non aggiungere un'altra visione alla visione. Non costruire un elenco di opere desiderabili né immaginare trasformazioni prive di rapporto con le possibilità economiche, amministrative e tecniche della città. Dobbiamo trasformare le idee sviluppate finora in un programma possibile. Significa stabilire priorità, responsabilità, strumenti, tempi e risorse. Significa capire cosa può essere fatto subito, cosa richiede alcuni anni e cosa può essere raggiunto soltanto attraverso una strategia di lungo periodo. Significa soprattutto accettare un principio di realtà: non tutto può essere fatto contemporaneamente e non tutto ciò che immaginiamo sarà necessariamente realizzabile nella forma inizialmente proposta. Un Piano credibile deve saper scegliere.
Dalla strategia al programma
La Parte II ha costruito una struttura complessiva:
- Cintura Verde Collinare.
- Corridoi ecologici.
- Rete dei parchi.
- Città dei 300 metri.
- Forestazione urbana.
- Deimpermeabilizzazione.
- Città-spugna.
- Scuole verdi.
- Corridoio Verde Costiero.
- Mille piccoli spazi verdi.
La Parte III dovrà trasformare questa struttura in: azioni.
Per ogni grande proposta proveremo quindi a rispondere a domande concrete:
Chi deve realizzarla?
Cosa bisogna fare?
Quando?
Quanto può costare?
Come possiamo finanziarla?
Come ne misuriamo i risultati?
E aggiungeremo una domanda che caratterizza profondamente questo progetto: con quali strumenti aperti possiamo governarla?
Cominciare da ciò che possiamo fare
Salerno Verde guarda al 2050 ma non può aspettare il 2050. Alcune trasformazioni richiederanno decenni, altre possono cominciare quasi immediatamente.
- Aprire un dataset.
- Censire un'area.
- Pubblicare una mappa.
- Individuare uno spazio da deimpermeabilizzare.
- Sperimentare una scuola verde.
- Piantare correttamente alcuni alberi.
- Costruire un progetto pilota.
La strategia di lungo periodo deve quindi convivere con azioni visibili nel breve periodo.
Realismo prima degli annunci
In questa parte eviteremo, per quanto possibile, numeri privi di una base conoscitiva. Non prometteremo migliaia di alberi senza sapere quanto costerà mantenerli, non assegneremo milioni di euro a progetti dei quali non conosciamo ancora dimensioni e fattibilità, non indicheremo date impossibili soltanto per rendere il Piano più ambizioso.
- Quando possediamo dati utilizzeremo dati.
- Quando possiamo costruire una stima, dichiareremo che si tratta di una stima.
- Quando sarà necessario uno studio tecnico, lo diremo.
Anche riconoscere ciò che ancora non sappiamo fa parte di un Piano serio.
Open Data come infrastruttura democratica
I dati avranno un ruolo centrale non soltanto per i tecnici. Salerno Verde dovrà essere progressivamente conoscibile anche dai cittadini.
- Alberi.
- Parchi.
- Suolo.
- Progetti.
- Interventi.
- Costi.
- Manutenzione.
- Indicatori.
dove possibile, questi dati dovranno essere pubblicati in formati aperti, documentati e riutilizzabili.
Il principio sarà: Open by default.
Il dato pubblico non deve essere soltanto consultabile ma deve poter essere analizzato, confrontato, riutilizzato e controllato.
Software Libero come scelta strategica
La stessa impostazione riguarda gli strumenti tecnologici. Salerno Verde privilegerà Software Libero, standard aperti e interoperabilità. Non semplicemente per ridurre i costi delle licenze ma per costruire un'infrastruttura che possa essere:
- conosciuta;
- modificata;
- riutilizzata;
- migliorata;
- condivisa.
Quando possibile, dovrà essere valorizzato anche lo sviluppo in house, eventualmente in collaborazione con università, comunità, altre amministrazioni e sviluppatori. E quando il software viene realizzato con risorse pubbliche, il principio verso cui tendere deve essere semplice: Public Money, Public Code.
Ciò che Salerno sviluppa può diventare patrimonio anche di altre città. E ciò che altre comunità hanno già sviluppato può essere riutilizzato da Salerno.
Partecipare significa poter incidere
La seconda grande infrastruttura della Parte III non sarà tecnologica. Sarà democratica.
Partecipazione non significherà soltanto organizzare assemblee o chiedere ai cittadini cosa ne pensano. Significherà costruire strumenti attraverso i quali sia possibile:
- segnalare;
- proporre;
- contribuire ai dati;
- seguire un progetto;
- conoscere lo stato di una segnalazione;
- verificare gli impegni;
- controllare i risultati.
E soprattutto ricevere una risposta. Partecipare significa poter incidere e verificare. Non significa che ogni proposta debba essere accolta. Significa che deve poter entrare in un processo trasparente nel quale sia possibile sapere cosa ne è stato fatto e perché.
Digitale e territorio
La partecipazione non sarà soltanto online. Mappe digitali e Open Data dovranno convivere con:
- laboratori di quartiere;
- sopralluoghi;
- scuole;
- associazioni;
- incontri pubblici;
- citizen science.
Una piattaforma può aiutare la democrazia non può sostituirla.
Prima sperimentare, poi estendere
Un'altra parola guiderà questa parte: prototipo.
- Prima di trasformare decine di strade possiamo sperimentarne una.
- Prima di costruire una grande infrastruttura digitale possiamo realizzare una versione minima funzionante.
- Prima di estendere un modello di scuola verde possiamo verificarlo su alcuni istituti.
- Prima di moltiplicare i rain garden possiamo misurare quelli sperimentali.
La sequenza sarà: SPERIMENTA → MISURA → CORREGGI → ESTENDI.
Le risorse
Salerno Verde costerà e dobbiamo dirlo chiaramente. Alberi, manutenzione, personale, depaving, sistemi informativi, parchi e infrastrutture ecologiche richiedono risorse. Cercheremo quindi di distinguere sempre: quanto costa realizzare da quanto costa mantenere.
Fondi europei, nazionali e regionali potranno essere importanti ma un principio rimarrà fermo: una politica strutturale non può vivere soltanto di bandi occasionali.
Se consideriamo il verde un'infrastruttura urbana, una parte delle risorse deve entrare stabilmente nella programmazione ordinaria della città.
Una trasformazione per fasi
La Parte III costruirà quindi una strada che dal presente conduca al 2050.
- Non una lunga lista di opere.
- Una sequenza.
- Conoscenza.
- Organizzazione.
- Progetti pilota.
- Prime realizzazioni.
- Estensione.
- Consolidamento.
- Monitoraggio.
- Correzione.
Alcuni risultati potranno essere raggiunti nei primi anni mentre altri richiederanno il tempo biologico degli alberi e degli ecosistemi. Il cronoprogramma dovrà rispettare entrambi.
Il nostro criterio
Per tutta la Parte III adotteremo quindi una regola. Ogni proposta dovrà cercare di rispondere a:
- CHI
- COSA
- QUANDO
- QUANTO
- COME
- COME SI MISURA
- CON QUALI STRUMENTI APERTI
Se non siamo ancora in grado di rispondere, individueremo almeno ciò che serve per poterlo fare.
Dalla città immaginata alla città possibile
Questa sarà quindi la parte più operativa di Salerno Verde. Non quella nella quale ridimensionare la visione costruita finora. Quella nella quale dimostrare che una visione ambiziosa può essere scomposta in passaggi realistici.
- Un albero.
- Una scuola.
- Un dataset.
- Un piccolo spazio deimpermeabilizzato.
- Un progetto pilota.
- Un corridoio.
- Un parco.
- Una decisione urbanistica.
- Un bilancio.
Anno dopo anno.
Perché la Salerno Verde del 2050 non nascerà da una sola grande decisione. Nascerà da centinaia di decisioni coerenti prese nel tempo.
La Parte III proverà a definire come cominciare a prenderle.