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La Mappa Civica: segnalare, verificare, trasformare

Inviato da tuxsa il

Nel capitolo precedente abbiamo definito la partecipazione come un processo continuo: Conoscere --> Proporre --> Discutere --> Seguire -->Verificare.

Adesso dobbiamo costruire uno degli strumenti più concreti attraverso i quali questa partecipazione può diventare operativa sul territorio: una mappa. Non una semplice cartografia da consultare ma una mappa nella quale cittadini, tecnici e Amministrazione possano incontrarsi intorno a luoghi reali.

La chiameremo:

Mappa Civica Salerno Verde

La sua funzione sarà permettere alla comunità di indicare:

  • problemi;
  • opportunità;
  • proposte;
  • trasformazioni da osservare;
  • luoghi nei quali intervenire.

E soprattutto permettere di sapere che cosa accade dopo la segnalazione.

Non una mappa delle lamentele

Il primo rischio è costruire una piattaforma nella quale compaiano soltanto problemi:

  • Rifiuti.
  • Alberi secchi.
  • Aiuole degradate.
  • Panchine rotte.

Sono informazioni importanti ma Salerno Verde vuole andare oltre. La Mappa Civica deve registrare anche: opportunità.

  • Uno slargo che potrebbe ospitare un albero.
  • Una parte di parcheggio potenzialmente deimpermeabilizzabile.
  • Un percorso scolastico completamente privo di ombra.
  • Un piccolo terreno pubblico sottoutilizzato.
  • Una connessione possibile tra due aree verdi.

La mappa non deve raccontare soltanto: ciò che non funziona. Deve aiutare a individuare: ciò che potrebbe funzionare diversamente.

Due grandi famiglie

Potremmo quindi distinguere fin dall'inizio:

SEGNALAZIONI DI CRITICITÀ

Qualcosa presenta un problema.

SEGNALAZIONI DI OPPORTUNITÀ

Qualcosa potrebbe essere migliorato o trasformato.

Questa distinzione è importante perché i processi successivi saranno differenti.

Un ramo spezzato richiede manutenzione.

Un nuovo pocket park richiede progettazione.

Le categorie

La Mappa Civica potrebbe utilizzare un numero limitato di categorie principali.

Alberi

  • Albero danneggiato.
  • Giovane pianta secca.
  • Possibile nuova alberatura.
  • Filare incompleto.

Ombra

  • Fermata esposta.
  • Percorso scolastico privo di ombra.
  • Piazza troppo mineralizzata.

Microverde

  • Spazio residuale.
  • Piccolo lotto.
  • Slarghi.
  • Possibile pocket park.

Suolo

  • Superficie asfaltata sovradimensionata.
  • Possibile depaving.

Acqua

  • Problemi di drenaggio.
  • Area soggetta a ristagni.
  • Possibile rain garden.

Parchi e giardini

  • Manutenzione.
  • Accessibilità.
  • Attrezzature.
  • Possibili miglioramenti.

Corridoi

  • Interruzione di un percorso.
  • Possibile connessione ecologica.

Aree strategiche

  • Trasformazioni territoriali da verificare.
  • Segnalazioni civiche.
  • Nuovi atti o progetti conosciuti.

Poche categorie ben definite sono migliori di decine difficili da utilizzare.

La posizione è parte dell'informazione

Una segnalazione civica tradizionale può dire: “manca ombra nella zona di Pastena”. È utile ma ancora troppo generico. Una segnalazione georeferenziata può dire: “questo tratto di marciapiede, lungo circa cento metri, è completamente esposto nelle ore pomeridiane.”

La posizione rende la proposta:

  • analizzabile;
  • confrontabile;
  • aggregabile;
  • verificabile.

Punto, linea o area

Non tutte le segnalazioni hanno la stessa geometria.

Un albero è un: punto.

Un percorso senza ombra è una: linea.

Una piazza da deimpermeabilizzare è una: area.

La Mappa Civica dovrebbe, almeno progressivamente, poter gestire queste tre forme ma senza rendere lo strumento troppo difficile.

Prima versione semplice

Nel Minimo Prodotto Civico Utile potremmo cominciare anche soltanto con: un punto sulla mappa e una descrizione. Gli operatori possono eventualmente trasformarlo successivamente nella geometria corretta. Ancora una volta, prima far funzionare il processo.

Fotografare

Una fotografia può aiutare moltissimo a comprendere il problema. Per esempio:

  • una grande superficie asfaltata;
  • un albero mancante;
  • una fermata sotto il sole.

La piattaforma potrebbe quindi consentire di allegare fotografie. Ma con indicazioni chiare:

  • evitare volti;
  • evitare targhe;
  • non fotografare dentro proprietà private senza motivo;
  • non pubblicare dati personali.

La fotografia documenta, non dimostra tutto

Anche questo principio deve essere chiaro. Una fotografia mostra una situazione in un determinato momento non dimostra necessariamente:

  • proprietà;
  • abusività;
  • responsabilità;
  • destinazione urbanistica.

Per questo la segnalazione deve rimanere distinta dalla verifica amministrativa.

La descrizione

Un buon modulo dovrebbe chiedere poche cose.

  • Che cosa hai osservato?
  • Perché ritieni importante segnalarlo?
  • Che tipo di intervento immagini?

Non richiedere al cittadino una relazione tecnica.

La proposta deve essere comprensibile e la verifica spetta poi agli uffici.

Segnalazione e proposta sono differenti

Per esempio: “Questo giovane albero è secco.” è una segnalazione mentre  “In questo parcheggio potrebbero essere eliminati alcuni posti per creare una fascia alberata.” è una proposta.

Entrambe sono utili ma devono entrare in processi differenti.

Lo stato iniziale

Una volta inviata, la segnalazione dovrebbe comparire come:

Ricevuta

Non automaticamente come: problema accertato.

È un passaggio fondamentale. La piattaforma pubblica deve utilizzare un linguaggio preciso.

Il ciclo di verifica

Potremmo utilizzare la sequenza:

RICEVUTA

IN VERIFICA

VERIFICATA

CLASSIFICATA

EVENTUALE AZIONE

CHIUSA

Per le proposte progettuali, invece:

RICEVUTA

VERIFICA PRELIMINARE

AMMISSIBILE / NON AMMISSIBILE

VALUTAZIONE DI PRIORITÀ

EVENTUALE PROGRAMMAZIONE

La procedura deve riflettere la natura del contributo.

Una segnalazione può essere corretta ma non prioritaria

Questo è un punto importante. Un cittadino può aver individuato una buona opportunità. La proposta può essere:

  • tecnicamente fattibile;
  • utile;

ma non prioritaria.

La piattaforma dovrebbe poterlo dire. Per esempio: “Proposta ammissibile – non inserita nel programma corrente.”

È molto più informativo di: “non accolta”.

Motivi standardizzati

Le risposte potrebbero utilizzare motivazioni comuni. Per esempio:

  • area privata;
  • problema già noto;
  • intervento già programmato;
  • sottoservizi incompatibili;
  • spazio insufficiente;
  • assenza di competenza comunale;
  • priorità inferiore rispetto ad altri interventi;
  • necessità di studio ulteriore.

Questo facilita anche l'analisi statistica.

Ma lasciare spazio alla spiegazione

Le categorie standard non devono trasformare la risposta in una frase automatica incomprensibile. Quando necessario, aggiungere una breve nota.

La partecipazione richiede anche linguaggio umano.

Una segnalazione pubblica deve essere anonimizzata

Se la Mappa Civica mostra i contributi, non deve necessariamente mostrare:

  • nome;
  • email;
  • telefono
  • del cittadino.

La segnalazione può essere pubblica mentre il segnalante no.

Pseudonimo? Probabilmente non serve

Non dobbiamo trasformare la piattaforma in un social network. Il valore è nel contenuto e nel luogo non nell'identità pubblica del segnalante. Questo riduce anche:

  • personalizzazione del conflitto;
  • competizione;
  • rischi privacy.

Segnalazioni duplicate

Molte persone potrebbero indicare lo stesso problema quindi il sistema dovrebbe poter aggregare. Invece di avere trenta punti sovrapposti: Segnalazione principale con “altre 29 segnalazioni simili”.

Questo migliora la leggibilità.

Non trasformarle in voti

Il fatto che trenta persone abbiano segnalato lo stesso luogo è un'informazione importante ma non deve automaticamente produrre priorità assoluta. Una criticità poco segnalata potrebbe essere molto più grave.

La frequenza entra nell'analisi ma non sostituisce la valutazione.

Il cittadino può confermare

Potremmo eventualmente permettere una funzione semplice: “Ho osservato anche io questa situazione.” Non un like ma una conferma territoriale. Può aiutare a capire la diffusione del problema ma deve essere utilizzata con prudenza.

Heatmap civica

Aggregando le segnalazioni potremmo produrre mappe molto interessanti. Per esempio:

  • dove vengono segnalati più percorsi senza ombra?
  • dove compaiono più proposte di microverde?
  • dove si concentrano problemi di drenaggio?

Questi dati possono diventare uno strato informativo per la programmazione.

Ma attenzione al bias

Una heatmap delle segnalazioni non rappresenta automaticamente una heatmap dei bisogni. Rappresenta anche:

  • dove le persone conoscono la piattaforma;
  • dove partecipano di più;
  • dove esistono associazioni attive.

Per questo deve sempre essere confrontata con i dati oggettivi.

Mappa civica + baseline

Questa è la forza vera del sistema. Una segnalazione dice: “qui manca ombra.” La baseline mostra: copertura arborea molto bassa. La mappa termica mostra: temperature elevate. La densità mostra: molti residenti.

A quel punto il contributo civico incontra la conoscenza tecnica.

Quando i dati non confermano la percezione

Può accadere anche il contrario. Un cittadino può percepire un'area come molto priva di verde mentre I dati possono mostrare una situazione migliore rispetto ad altre zone.

La segnalazione rimane valida come esperienza ma la priorità può essere differente.

La piattaforma deve permettere anche questo confronto.

Il valore della percezione

Non dobbiamo però commettere l'errore di considerare vera solo la misurazione quantitativa. Una strada può avere alberi e risultare comunque:

  • poco ombreggiata;
  • sgradevole;
  • difficile da percorrere.

La percezione del cittadino è anch'essa informazione. Non sostituisce i dati m li completa.

Le aree non conosciute

La Mappa Civica può essere particolarmente utile per trovare spazi che i database non mostrano bene.

  • Una piccola area residuale.
  • Un sentiero usato quotidianamente.
  • Uno slargo.
  • Un terreno che appare abbandonato.

Il cittadino possiede una conoscenza capillare impossibile da ottenere soltanto dall'alto.

Ma poi bisogna verificare la proprietà

Una superficie apparentemente inutilizzata potrebbe essere:

  • privata;
  • condominiale;
  • demaniale;
  • destinata a infrastrutture;
  • interessata da vincoli.

La prima verifica tecnica deve quindi comprendere almeno:

  • titolarità;
  • destinazione;
  • uso.

La scheda della verifica

Per le proposte più interessanti potremmo pubblicare progressivamente una piccola scheda. Per esempio:

Proprietà: comunale.

Destinazione: spazio pubblico.

Superficie: circa 240 m².

Sottoservizi: da verificare.

Distanza dal verde: elevata.

Copertura arborea area: bassa.

Esito preliminare: approfondire.

Il cittadino vede la proposta diventare conoscenza.

Dalla Mappa Civica alla Mappa delle Opportunità

Le proposte verificate e ritenute interessanti possono confluire nella:

Mappa delle Opportunità Salerno Verde

che abbiamo introdotto nella Parte II.

Qui cambia lo status.

Non più semplice segnalazione ma: opportunità verificata da approfondire.

I colori devono dire la verità

L'interfaccia deve rendere immediatamente comprensibile la differenza tra:

  • segnalato;
  • verificato;
  • programmato;
  • realizzato.

Non vogliamo una mappa in cui tutto sembra ugualmente ufficiale. La simbologia è parte della metodologia.

Un esempio di legenda

Grigio – segnalazione civica.

Blu – verifica in corso.

Giallo – opportunità verificata.

Verde – intervento programmato.

Segno completato – intervento realizzato.

I colori definitivi saranno naturalmente una scelta progettuale.

La storia della segnalazione

Ogni contributo dovrebbe conservare una cronologia.

  • 15 marzo – ricevuta.
  • 22 marzo – assegnata.
  • 5 aprile – sopralluogo.
  • 12 aprile – valutata.
  • 20 maggio – inserita nella Mappa delle Opportunità.

La partecipazione diventa leggibile nel tempo.

Tempi medi

Il sistema può anche calcolare:

  • tempo medio di presa in carico;
  • tempo medio di verifica;
  • tempo medio di chiusura.

Ma categorie diverse devono avere tempi differenti. Una proposta progettuale non può essere trattata come una segnalazione manutentiva.

SLA? Con prudenza

Potremmo definire standard di servizio per:

  • presa in carico;
  • prima valutazione.

Ma evitare promesse irrealistiche sull'intervento finale. Un nuovo parco può richiedere anni.

La piattaforma deve distinguere: tempo della risposta da tempo della realizzazione.

Chi verifica?

Ogni categoria deve essere indirizzata automaticamente al settore competente.

Alberi → verde.

Suolo → uffici interessati.

Mobilità → settore competente.

Aree strategiche → urbanistica e altri uffici.

Il cittadino non deve conoscere l'organigramma comunale.

Competenza incerta

Alcune segnalazioni attraverseranno più competenze. La Cabina di Regia Salerno Verde deve aiutare proprio qui. Non restituire al cittadino: “non è nostro”.

Il sistema deve cercare il percorso corretto.

Fuori competenza comunale

Quando una questione riguarda:

  • Regione;
  • Provincia;
  • ANAS;
  • Consorzio;
  • altro ente,

la piattaforma dovrebbe indicarlo. Quando tecnicamente possibile, potrebbe anche fornire il riferimento al soggetto competente.

Non necessariamente inoltrare automaticamente ogni richiesta ma almeno evitare il vicolo cieco.

Segnalazioni su proprietà private

Una criticità ecologica può trovarsi in area privata. Per esempio un grande albero apparentemente danneggiato.

La piattaforma deve gestire questi casi con particolare cautela.

  • Il cittadino può segnalare.
  • L'Amministrazione verifica soltanto nell'ambito delle proprie competenze.

Nessuna esposizione pubblica ingiustificata del proprietario.

Segnalazioni di possibili trasformazioni

Questa è una delle funzioni politicamente più interessanti. Un cittadino può dire: “ho visto lavori preliminari” oppure: “circolano informazioni su una possibile trasformazione di quest'area”.

La Mappa Civica può registrare questa informazione come:

Segnalazione territoriale da verificare

Non come accusa e nemmeno come fatto accertato.

La comunità può vigilare prima

Questo ci permette di mettere in pratica il principio politico stabilito all'inizio del dossier: non aspettare necessariamente che un processo sia concluso. Una segnalazione può attivare:

  • ricerca di atti;
  • verifica urbanistica;
  • accesso alla documentazione pubblicata;
  • attenzione civica.

È monitoraggio preventivo del territorio.

Il sistema deve proteggere anche da accuse infondate

Proprio perché vogliamo permettere queste segnalazioni, dobbiamo costruire regole molto rigorose.

  • Non pubblicare accuse personali.
  • Non pubblicare come fatto ciò che è soltanto sospetto.
  • Non nominare soggetti senza necessità.

La piattaforma deve concentrarsi su: luogo, trasformazione, documenti, stato della verifica.

Non sul gossip.

Moderazione delle segnalazioni territoriali

Un moderatore può verificare che il testo:

  • non contenga diffamazioni;
  • dati personali;
  • accuse non pertinenti.

Ma non deve eliminare una segnalazione semplicemente perché politicamente scomoda.

Il criterio è la forma e la legalità non il contenuto critico.

La differenza tra moderazione e verifica

Moderazione: questo contenuto può essere pubblicato?

Verifica: questa informazione corrisponde a documenti o fatti osservabili?

Sono due funzioni diverse.

La Mappa dei cantieri Salerno Verde

All'interno dello stesso sistema potremmo mostrare anche gli interventi realizzati dall'Amministrazione. In questo modo il cittadino vede:

  • segnalazioni;
  • opportunità;
  • progetti;
  • cantieri;
  • risultati.

La mappa racconta l'intero ciclo.

“Questa proposta nasce da una segnalazione civica”

Quando un progetto deriva anche da contributi cittadini, sarebbe interessante indicarlo non per assegnare meriti individuali ma per rendere visibile che la partecipazione può realmente produrre conseguenze.

Dalla proposta all'opera

Immaginiamo:

  • 2027 – segnalato uno slargo completamente asfaltato.
  • 2027 – verifica: proprietà comunale.
  • 2028 – inserito nel programma microverde.
  • 2029 – finanziato.
  • 2030 – realizzato pocket park.

La scheda conserva l'intera storia.

Questa è partecipazione verificabile.

Il cittadino può seguire l'evoluzione

Chi ha segnalato lo spazio può ricevere aggiornamenti:

  • proposta verificata;
  • inserita in programmazione;
  • progetto pubblicato;
  • lavori iniziati;
  • intervento completato.

Non deve tornare ogni mese a controllare.

La mappa deve essere consultabile senza account

Ancora una volta: le informazioni pubbliche devono essere liberamente visibili.

L'account, se utilizzato, serve soltanto per:

  • gestire le proprie segnalazioni;
  • ricevere notifiche;
  • partecipare ad alcune consultazioni.

Accessibilità della mappa

Una mappa civica deve essere accompagnata da:

  • ricerca;
  • elenchi;
  • tabelle.

Chi non può utilizzare bene la componente cartografica deve comunque poter:

  • leggere le segnalazioni;
  • filtrare per quartiere;
  • conoscere lo stato.

Ricerca per quartiere

Il cittadino potrebbe chiedere:

  • mostrami le opportunità di Torrione.
  • mostrami le segnalazioni sul verde di Pastena.

Questo rende la mappa molto più utile nella vita quotidiana.

Filtri

  • Tipologia.
  • Stato.
  • Anno.
  • Quartiere.
  • Intervento.

Pochi filtri ben progettati.

La piattaforma non deve diventare un GIS specialistico per il cittadino.

Open Data della Mappa Civica

Le informazioni pubblicabili dovrebbero essere anche scaricabili. Per esempio:

  • ID;
  • categoria;
  • coordinate;
  • data;
  • stato;
  • esito.

Ed anonimizzate.

Questo consente di studiare:

  • partecipazione;
  • distribuzione;
  • tempi di risposta.

API delle segnalazioni pubbliche

In futuro potrebbe essere possibile anche interrogare questi dati via API.

Un'associazione potrebbe costruire un proprio cruscotto o un'università analizzare le differenze territoriali.

Ancora una volta: il portale ufficiale non deve monopolizzare il dato.

Segnalazioni aperte da troppo tempo

Il dataset permetterà anche di identificare:

  • richieste ferme;
  • categorie più lente;
  • quartieri con maggiori ritardi.

Questo produce controllo pubblico anche sull'organizzazione.

Ma attenzione agli indicatori grezzi

Un settore potrebbe avere tempi maggiori perché tratta casi più complessi ed i dati devono essere interpretati.

La trasparenza non deve diventare una classifica semplicistica degli uffici.

Mappa Civica e manutenzione

Una parte delle segnalazioni riguarderà inevitabilmente la manutenzione ordinaria. Queste potrebbero essere integrate, dove possibile, nei sistemi già utilizzati dal Comune senza  costruire processi duplicati.

La Mappa Civica deve essere un'interfaccia e non necessariamente il sistema gestionale sottostante.

Mappa Civica e programmazione

Le opportunità, invece, potrebbero alimentare periodicamente il processo di pianificazione. Per esempio ogni sei mesi la Cabina di Regia analizza:

  • proposte verificate;
  • distribuzione territoriale;
  • dati di bisogno;
  • costi preliminari.

E aggiorna la lista dei possibili interventi.

La mappa non decide il bilancio

Avere cento buone proposte non significa poterle realizzare tutte. La programmazione deve confrontarle con:

  • budget;
  • tempi;
  • priorità;
  • opportunità.

La piattaforma deve mostrarlo chiaramente.

“In attesa di risorse”

Potrebbe essere uno stato utile. La proposta è:

  • verificata;
  • ritenuta valida;
  • ma non finanziata.

È meglio mostrarlo che lasciare tutto sospeso.

La lista delle opportunità pronte

Potremmo costruire una piccola:

Pipeline dei progetti verdi

con interventi che hanno già superato alcune verifiche preliminari. Quando arriva un finanziamento appropriato, il Comune non parte da zero. Questa è anche una gestione più intelligente dei bandi.

Non progettare per il bando

La pipeline deve nascere dai bisogni poi, se arriva un finanziamento compatibile, possiamo utilizzarlo. Rovesciamo così la logica: non creiamo il progetto perché esiste il bando ma cerchiamo il bando perché esiste un progetto prioritario.

Mappa Civica nelle scuole

Le scuole potrebbero utilizzare una versione educativa dello strumento. Gli studenti possono:

  • mappare percorsi;
  • segnalare ombra;
  • individuare spazi;
  • partecipare a progetti strutturati.

ma i contributi di minori richiedono modalità appropriate e gestione della privacy.

Laboratori e mappa

Durante i Laboratori di Quartiere la Mappa Civica può essere proiettata, i partecipanti aggiungono o discutono segnalazioni ed alla fine il risultato del laboratorio rimane nel sistema. Non scompare in fotografie di post-it.

I post-it diventano dati

Questa immagine sintetizza bene il cambiamento. Un laboratorio tradizionale produce spesso:

  • mappe di carta;
  • appunti;
  • foto.

La Mappa Civica permette di tradurre quei contributi in:

  • coordinate;
  • categorie;
  • stati;
  • schede.

La partecipazione diventa patrimonio informativo permanente.

Ma conserviamo anche il contesto

Non tutto può essere ridotto a una coordinata. Una proposta complessa può richiedere:

  • relazione;
  • disegno;
  • allegato.

Il sistema deve permettere di collegarli. La struttura dati organizza non impoverisce necessariamente.

Mappa civica e memoria storica

Una segnalazione risolta non dovrebbe essere cancellata. Può passare a: chiusa e rimanere nello storico.

Tra cinque anni possiamo sapere:

  • quali problemi erano ricorrenti;
  • quali trasformazioni sono state realizzate.

Filtri temporali

Potremmo consentire di visualizzare:

  • 2027;
  • 2030;
  • 2040

e osservare come cambiano le segnalazioni. Forse un quartiere che nel 2027 segnalava soprattutto mancanza di ombra nel 2035 non la segnala più. È un indicatore qualitativo interessante.

Segnalazioni come termometro sociale

La Mappa Civica può mostrare anche come cambia l'attenzione dei cittadini.

All'inizio forse: manutenzione.

Poi: ombra.

Poi: biodiversità.

La partecipazione racconta anche l'evoluzione della cultura ambientale.

Abusi e spam

Naturalmente un sistema aperto può essere utilizzato male.

  • Segnalazioni ripetute.
  • Spam.
  • Messaggi offensivi.
  • Automazioni.

Serviranno:

  • rate limit;
  • moderazione;
  • controlli;
  • eventuale verifica dell'utente per alcune funzioni.

Ma senza rendere il servizio inutilmente difficile.

Segnalazioni anonime?

Potrebbero essere consentite in alcune categorie ma hanno vantaggi e limiti. Possono favorire la partecipazione ma rendono però difficile:

  • chiedere chiarimenti;
  • comunicare l'esito.

La soluzione va progettata in base al caso d'uso e non serve stabilirla oggi in modo assoluto.

Protezione da ritorsioni

Per alcune segnalazioni territoriali delicate il cittadino potrebbe desiderare che la propria identità non sia pubblicamente associata al contributo. Il sistema deve garantire questa protezione.

La trasparenza riguarda il processo pubblico non l'esposizione personale del cittadino.

La Mappa Civica non sostituisce l'accesso agli atti

Quando serve conoscere:

  • delibere;
  • pratiche;
  • progetti;
  • atti urbanistici,

gli strumenti formali rimangono.

La mappa può:

  • indirizzare;
  • collegare;
  • rendere visibile il problema.

Non modifica i diritti e le procedure previste dall'ordinamento.

Può però ridurre la necessità di chiedere

Se gli atti pubblicabili sono già collegati alla scheda dell'area, molti cittadini non avranno bisogno di presentare richieste per informazioni che il Comune può rendere disponibili direttamente.

È la trasparenza preventiva in azione.

Integrazione con l'Albo e gli atti

Per le aree strategiche si potrebbe verificare tecnicamente la possibilità di collegare:

  • atti pubblicati;
  • delibere;
  • determine;
  • eventuali strumenti urbanistici.

La scheda territoriale diventa un punto di accesso alla documentazione.

Automazione con prudenza

Potremmo immaginare sistemi che rilevano automaticamente nuovi atti contenenti riferimenti a determinate aree. Ma questo richiede:

  • metadati;
  • qualità;
  • verifica.

Non promettiamo una sorveglianza automatica perfetta.

L'automazione può aiutare ma il controllo umano rimane necessario.

Open source anche qui

La Mappa Civica sarà probabilmente uno degli strumenti digitali più specifici sviluppati per il Piano. È quindi un candidato naturale per:

  • codice libero;
  • repository pubblico;
  • API;
  • documentazione.

Riuso

Molte città hanno bisogno di strumenti simili e non necessariamente soltanto per il verde. Una architettura sufficientemente generica potrebbe essere adattata a:

  • mobilità;
  • spazi pubblici;
  • barriere architettoniche;
  • altre politiche civiche.

Ma ancora una volta: prima risolviamo bene il problema di Salerno.

Un modulo, non necessariamente un nuovo portale

Potrebbe essere una componente della Piattaforma Civica.

Non serve creare: mappacivica.salernoverde... più altri siti separati.

Una sola esperienza per il cittadino con molti moduli dietro.

La schermata ideale

Apri Salerno Verde --> Vai sulla mappa.

Clicchi: Segnala.

Indichi il punto.

Scegli: “mancanza di ombra”.

Scrivi due righe.

Allega una fotografia.

Invii.

Ricevi: SV-SEG-2030-01452

Dopo alcuni giorni: In verifica.

Poi: Verificata – opportunità di nuova alberatura.

Infine: Inserita nel programma 2031.

È una sequenza semplice.ma politicamente molto significativa.

Quando la risposta è no

Oppure: Non programmabile.

Motivo: “nel sottosuolo è presente una rete che impedisce la messa a dimora di alberi di dimensione adeguata. Sarà valutata una soluzione alternativa di ombreggiamento.”

Anche questo è partecipazione riuscita.

Il cittadino ha ricevuto:

  • verifica;
  • motivazione;
  • informazione.

Partecipazione non significa ottenere sempre sì

Questo è fondamentale. Il successo della Mappa Civica non si misura dalla percentuale di proposte accolte ma dalla percentuale di proposte prese sul serio.

Un patto reciproco

Il cittadino si impegna a:

  • segnalare in buona fede;
  • descrivere correttamente;
  • rispettare persone e proprietà.

L'Amministrazione si impegna a:

  • registrare;
  • verificare;
  • rispondere;
  • rendere visibile lo stato.

Possiamo chiamarlo:

Patto della Mappa Civica

Una relazione semplice di responsabilità reciproca.

La domanda che il sistema deve sempre poter rispondere

Per ogni segnalazione:

  • Che fine ha fatto?

Se la piattaforma non riesce a rispondere, non sta svolgendo la propria funzione.

Dalla cartografia alla democrazia territoriale

Una mappa tradizionale dice: qui c'è un parco. La Mappa Civica può dire:

  • qui manca ombra;
  • qui un cittadino ha proposto un albero;
  • qui la proposta è stata verificata;
  • qui esiste un progetto;
  • qui i lavori sono terminati.

Il territorio smette di essere soltanto rappresentato ma diventa un processo pubblico leggibile.

Un archivio delle possibilità

Forse la funzione più interessante non sarà nemmeno registrare i problemi ma costruire nel tempo una grande banca delle possibilità. Centinaia di piccoli luoghi, spazi, connessioni, idee. Alcune verranno realizzate. Altre no.

Ma la città comincerà a conoscere meglio le proprie possibilità di trasformazione.

Una città vista da migliaia di occhi

Nessun ufficio, per quanto efficiente, può osservare quotidianamente ogni strada. I cittadini sì.

  • Vivono.
  • Camminano.
  • Aspettano.
  • Portano i figli a scuola.
  • Vedono un albero secco.
  • Una piazza rovente.
  • Uno slargo inutile.

La Mappa Civica permette di trasformare questa conoscenza diffusa in una risorsa pubblica.

Ma con un filtro pubblico

È proprio questo equilibrio a rendere il sistema affidabile.

  • Migliaia di occhi osservano.
  • L'Amministrazione verifica.
  • I dati misurano.
  • La politica decide.

Nessuno dei quattro elementi è sufficiente da solo.

Il principio finale

Salerno Verde non deve chiedere ai cittadini semplicemente di: “inviarci le vostre idee”. Deve costruire una procedura attraverso la quale quelle idee possano:

  • essere localizzate;
  • registrate;
  • verificate;
  • confrontate con i dati;
  • valutate;
  • programmate quando appropriate;
  • seguite nel tempo.

La Mappa Civica sarà quindi molto più di una funzione della piattaforma, sarà uno degli strumenti attraverso i quali il Piano renderà concreta una convinzione fondamentale: chi vive ogni giorno una città possiede una conoscenza che nessun ufficio può produrre da solo.

Quella conoscenza non deve sostituire:

  • tecnica;
  • dati;
  • amministrazione.

ma deve entrare in relazione con essi.

Perché la partecipazione attiva diventa davvero utile quando riesce a compiere questo passaggio:

dal “qui c'è un problema” al “sappiamo dov'è, lo abbiamo verificato e sappiamo che cosa ne stiamo facendo”.

È questa la funzione della Mappa Civica Salerno Verde. Una cartografia delle criticità - Una cartografia delle opportunità.

E soprattutto una cartografia pubblica della risposta della città.