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Dove trovare le risorse: finanziare il Piano senza dipendere dai bandi

Inviato da tuxsa il

Ora dobbiamo affrontare la domanda successiva: Da dove vengono le risorse?

La risposta non può essere: dai fondi europei. O almeno, non soltanto.

Un Piano che guarda al 2050 non può vivere aspettando il prossimo bando.

I finanziamenti esterni saranno importanti, talvolta decisivi ma Salerno Verde deve diventare progressivamente una politica ordinaria della città, e quindi deve entrare anche nella programmazione economica ordinaria.

Il primo principio: non inseguire i soldi, finanziare le priorità

L’ordine corretto deve essere:

  • prima individuiamo il bisogno;
  • poi definiamo il progetto;
  • infine cerchiamo la fonte finanziaria più adatta.

Non il contrario. Se parte tutto da un bando, il rischio è costruire il progetto che il finanziamento consente, non quello che la città realmente necessita.

Una pluralità di fonti

Salerno Verde avrà bisogno di combinare più strumenti. Possiamo individuare alcune grandi famiglie:

1. Bilancio comunale ordinario

2. Programmazione delle opere pubbliche

3. Fondi regionali

4. Fondi nazionali

5. Programmi europei

6. Risorse per scuole e adattamento climatico

7. Accordi con altri enti pubblici

8. Contributi privati e sponsorizzazioni regolamentate

9. Eventuali compensazioni ambientali previste dagli strumenti vigenti

10. Integrazione con cantieri già finanziati

Nessuna di queste fonti, da sola, è sufficiente.

Il bilancio comunale viene prima di tutto

Se il Comune considera realmente il verde una infrastruttura urbana, una parte delle risorse deve essere stabile.

  • Manutenzione.
  • Alberi.
  • Monitoraggio.
  • Dati.
  • Piccoli interventi.

Non possono dipendere ogni anno dall’esistenza di un finanziamento straordinario. Questa è la prova più concreta della priorità politica.

La manutenzione deve essere ordinaria

Soprattutto la gestione non può essere affidata ai bandi. Un finanziamento può pagare:

  • la realizzazione di un parco;
  • la messa a dimora degli alberi;
  • la costruzione di un rain garden.

ma negli anni successivi serviranno comunque:

  • irrigazione;
  • potature;
  • pulizia;
  • controlli;
  • riparazioni.

Queste risorse devono essere prevedibili.

Una quota stabile

Non fissiamo oggi una percentuale. Ma il principio è chiaro:

una quota stabile del bilancio deve sostenere ogni anno Salerno Verde.

Non soltanto nuove opere. Anche:

  • cura;
  • dati;
  • partecipazione;
  • sistemi informativi.

Inserire Salerno Verde nella programmazione ordinaria

Il Piano deve dialogare con:

  • bilancio;
  • programmazione triennale;
  • opere pubbliche;
  • manutenzioni;
  • edilizia scolastica;
  • mobilità;
  • interventi sul patrimonio.

L’obiettivo nel lungo periodo è evitare che esistano: “i progetti Salerno Verde” da una parte e “la normale città” dall’altra.

Ogni spesa urbana può contribuire

  • Una strada deve comunque essere rifatta.
  • Una scuola deve comunque essere riqualificata.
  • Un parcheggio deve comunque essere sistemato.
  • Una piazza deve comunque essere manutenuta.

La domanda è: possiamo utilizzare parte di quella spesa per produrre anche benefici climatici ed ecologici?

Questa potrebbe essere una delle principali fonti reali di Salerno Verde.

Il costo marginale

Se inseriamo alberi, permeabilità o drenaggio durante un cantiere già previsto, il costo aggiuntivo può essere molto inferiore rispetto a un intervento separato. Per questo il coordinamento vale quasi quanto un finanziamento.

Non contabilizzare due volte

Naturalmente dobbiamo essere corretti. Se un progetto stradale da 2 milioni comprende 150.000 euro di interventi verdi, non possiamo dire contemporaneamente: “abbiamo investito 2 milioni in Salerno Verde” e “2 milioni nella strada”.

Serve una contabilità trasparente del contributo effettivo.

Il Green Budget Tag

In una fase matura potremmo introdurre un sistema semplice per identificare le spese comunali che contribuiscono agli obiettivi del Piano. Per esempio:

Salerno Verde Tag

applicato a interventi già esistenti.

Non un nuovo capitolo di bilancio necessariamente ma uno strumento di classificazione.

A cosa servirebbe

Potremmo sapere ogni anno quanto della spesa comunale ha contribuito a:

  • verde;
  • permeabilità;
  • acqua;
  • ombra;
  • biodiversità.

Questo permette di vedere quanto Salerno Verde sta entrando davvero nelle politiche ordinarie.

Attenzione al greenwashing contabile

Non dobbiamo etichettare come “verde” qualunque intervento contenente due alberi. Servono criteri.

Un progetto può essere classificato: contributo principale oppure contributo secondario.

La metodologia deve essere pubblica.

Fondi regionali

La Regione può rappresentare una fonte importante per:

  • ambiente;
  • difesa del suolo;
  • rigenerazione;
  • mobilità;
  • scuole;
  • forestazione;
  • protezione civile.

ma Salerno Verde deve arrivare ai bandi con progetti già coerenti con la propria priorità. Non cominciare a pensare al territorio il giorno della pubblicazione dell’avviso.

Fondi nazionali

Analogamente potranno esistere programmi nazionali legati a:

  • rigenerazione urbana;
  • adattamento climatico;
  • forestazione;
  • dissesto;
  • scuole;
  • mobilità sostenibile;
  • riqualificazione energetica e ambientale.

La disponibilità cambierà nel tempo per questo la struttura operativa deve essere capace di monitorare le opportunità.

Un piccolo presidio dei finanziamenti

La Cabina di Regia potrebbe avere una funzione specifica:

Funding Desk Salerno Verde

Non necessariamente un nuovo ufficio.

Una responsabilità chiara per:

  • monitorare bandi;
  • valutare coerenza;
  • associare finanziamenti alla pipeline dei progetti.

Non partire dal bando

Il Funding Desk non dovrebbe chiedere: “Che progetto possiamo inventare per questo finanziamento?”

Dovrebbe aprire il Piano degli Interventi e chiedere: “Quale progetto prioritario è coerente con questo finanziamento?”

La differenza è enorme.

La pipeline diventa fondamentale

Prima abbiamo costruito una pipeline di interventi a differenti livelli di maturità. Quando esce un bando:

  • progetti pronti;
  • studi preliminari;
  • opportunità verificate.

possiamo scegliere rapidamente. La capacità di ottenere finanziamenti nasce anche dalla preparazione preventiva.

I fondi europei

I programmi europei possono sostenere molte componenti del Piano.

  • Ambiente.
  • Clima.
  • Ricerca.
  • Innovazione.
  • Digitalizzazione.
  • Partecipazione.
  • Mobilità.

ma hanno spesso:

  • regole complesse;
  • cofinanziamenti;
  • tempi;
  • rendicontazione.

Non devono diventare una dipendenza strutturale.

I fondi europei come acceleratore

La formula dovrebbe essere:

i fondi europei accelerano Salerno Verde, non lo rendono possibile.

Se arrivano, possiamo fare di più, se non arrivano, il Piano continua almeno nella propria struttura essenziale.

Progetti europei e sperimentazione

I finanziamenti europei possono essere particolarmente utili per:

  • progetti pilota;
  • ricerca;
  • monitoraggio;
  • piattaforme;
  • collaborazione tra città.

Perché consentono talvolta di sperimentare soluzioni che il bilancio ordinario difficilmente finanzierebbe all’inizio.

Ma attenzione alla fine del progetto

Un programma europeo dura, per esempio, tre anni. Poi finisce. Che cosa rimane?

  • Software.
  • Dati.
  • Personale formato.
  • Metodo.
  • Infrastrutture.

La sostenibilità successiva deve essere prevista fin dall’inizio.

No al progetto europeo che muore con il finanziamento

Questo è un rischio molto frequente.

Piattaforma realizzata --> Progetto terminato --> Server spento -->Personale non più disponibile.

Salerno Verde deve accettare un finanziamento tecnologico soltanto se esiste una strategia per il dopo.

Scuole

Le Scuole Verdi possono intercettare risorse provenienti da programmi differenti.

  • Edilizia scolastica.
  • Efficientamento.
  • Rigenerazione.
  • Sicurezza.
  • Ambiente.

Questo rende particolarmente importante coordinare: lavori edilizi e trasformazione degli spazi esterni.

Se una scuola viene già riqualificata

Questo è il momento ideale per chiedere:

  • possiamo depavimentare?
  • piantare?
  • gestire l’acqua?

Creare un secondo cantiere pochi anni dopo sarebbe inefficiente.

Fondi per il rischio climatico e idraulico

Alcuni interventi verdi possono contribuire contemporaneamente a:

  • adattamento climatico;
  • drenaggio;
  • riduzione del ruscellamento;
  • miglioramento ambientale.

Il rain garden non deve essere necessariamente finanziato soltanto come “verde”. La natura trasversale del Piano amplia le possibilità finanziarie.

Ma non forzare artificialmente le categorie

Un progetto deve rispondere realmente agli obiettivi del programma finanziatore. Non possiamo definire climaticamente strategico qualunque intervento soltanto per ottenere un fondo. La coerenza tecnica deve venire prima.

Altri enti pubblici

Molti sistemi territoriali attraversano competenze differenti.

  • Corsi d’acqua.
  • Strade.
  • Costa.
  • Trasporto.
  • Demanio.

La realizzazione può quindi richiedere accordi finanziari e operativi con altri enti.

Un corridoio non conosce i confini amministrativi

Se un tratto strategico appartiene a un soggetto differente, il Comune non può semplicemente ignorarlo. Serve:

  • accordo;
  • co-programmazione;
  • cofinanziamento quando possibile.

La rete ecologica richiede anche cooperazione istituzionale.

Accordi con l’Università

La collaborazione con l’Università può contribuire soprattutto a:

  • ricerca;
  • monitoraggio;
  • analisi;
  • strumenti digitali;
  • formazione.

Non sostituisce il finanziamento ordinario ma può ridurre duplicazioni e aumentare la qualità.

Progetti di ricerca

Alcune componenti innovative potrebbero entrare in: progetti di ricerca nazionali o europei. Per esempio:

  • monitoraggio microclimatico;
  • analisi della chioma;
  • citizen science;
  • modelli di priorità.

Il risultato però deve tornare al Sistema Informativo.

Il sapere finanziato pubblicamente deve rimanere pubblico

Quando una ricerca produce dati rilevanti per Salerno Verde, gli accordi dovrebbero prevedere, quando possibile:

  • accesso;
  • riuso;
  • licenze appropriate;
  • metodologia.

La conoscenza non deve tornare chiusa dentro una pubblicazione o un progetto universitario.

Privati: sì, ma dentro una regia pubblica

Le risorse private possono essere utili.

  • Sponsorizzazioni.
  • Contributi.
  • Accordi.

ma devono rispettare una regola: il finanziatore non compra la priorità.

È il Piano a stabilire:

  • dove;
  • cosa;
  • come.

“Adotta un’aiuola” non è il modello del Piano

Piccole forme di collaborazione possono essere utili ma Salerno Verde non può affidare la propria strategia alla capacità dei singoli territori di trovare sponsor altrimenti i quartieri più ricchi o più attrattivi riceverebbero più verde. Esattamente il contrario dell’equità.

Sponsorizzare un intervento già prioritario

Il modello corretto è: il Comune individua una priorità. Un privato può contribuire a finanziarla.

Non: un privato offre risorse e decide dove collocare l’intervento.

La sponsorizzazione deve essere trasparente

La scheda del progetto deve indicare:

  • soggetto;
  • importo;
  • durata;
  • condizioni.

Nessuna ambiguità tra: contributo e influenza sulle decisioni.

Il verde non deve diventare pubblicità

Targhe e riconoscimenti, quando previsti, devono essere proporzionati. Un parco pubblico non deve diventare una vetrina commerciale permanente.

Compensazioni ambientali

In alcuni casi strumenti urbanistici o ambientali possono prevedere misure compensative. Queste risorse possono contribuire a Salerno Verde ma dobbiamo mantenere una gerarchia molto chiara: evitare il danno prima di compensarlo.

Non comprare il diritto di consumare suolo

Una compensazione non deve diventare: costruisci qui e pianta alberi altrove.

Alcune funzioni territoriali non sono sostituibili. Un corridoio perso in un punto può non essere ricostruibile altrove.

Se la compensazione è inevitabile

Deve essere:

  • proporzionata;
  • documentata;
  • preferibilmente vicina all’impatto;
  • coerente con la Mappa delle Priorità.

Non un intervento scelto arbitrariamente.

Una banca delle compensazioni?

In futuro si potrebbe valutare un registro trasparente delle misure ambientali collegate alle trasformazioni.

Per ogni compensazione:

  • origine;
  • obbligo;
  • importo o intervento;
  • localizzazione;
  • stato.

Un altro possibile dataset pubblico.

Ma con prudenza giuridica

Questi strumenti dipendono dalla normativa e dagli strumenti urbanistici applicabili. Nel dossier manteniamo quindi il principio generale. La configurazione concreta dovrà essere verificata caso per caso.

Donazioni

Potrebbero esistere anche contributi volontari.

  • Cittadini.
  • Fondazioni.
  • Imprese.

Ma non costruirei il Piano su un grande sistema di microdonazioni. Può essere accessorio ma non strutturale.

Crowdfunding civico?

Per piccoli progetti potrebbe teoricamente essere sperimentato ma pone domande importanti. Perché un quartiere dovrebbe raccogliere privatamente i soldi per avere un servizio pubblico essenziale? Rischiamo di rafforzare le disuguaglianze.

Usarlo soltanto per elementi aggiuntivi

Se mai utilizzato, il crowdfunding dovrebbe riguardare:

  • elementi aggiuntivi;
  • progetti comunitari;
  • iniziative specifiche.

Non sostituire la responsabilità pubblica su:

  • alberi;
  • parchi;
  • manutenzione.

Fondazioni e filantropia

Anche fondazioni possono sostenere:

  • educazione;
  • ricerca;
  • innovazione;
  • partecipazione.

Sono opportunità utili.

Ma ancora una volta:

  • il Piano definisce le priorità.
  • La fonte finanziaria le sostiene.

Risorse non monetarie

Finanziare non significa soltanto trasferire denaro. Un ente può mettere a disposizione:

  • dati;
  • personale;
  • spazi;
  • strumenti;
  • competenze.

Una scuola può partecipare al monitoraggio. L’Università fornire ricerca. Il valore deve essere riconosciuto anche se non compare come trasferimento monetario.

Ma contabilizzare con prudenza

Non dobbiamo gonfiare il valore del Piano attribuendo prezzi arbitrari a ogni ora di volontariato. Le risorse non monetarie vanno documentate non usate per costruire numeri propagandistici.

Il ruolo del volontariato

Può essere prezioso per:

  • citizen science;
  • cura collaborativa;
  • partecipazione;
  • educazione.

Non deve sostituire:

  • manutentori;
  • tecnici;
  • personale amministrativo.

Una infrastruttura pubblica deve avere risorse pubbliche sufficienti.

Personale come risorsa

Uno dei costi e delle risorse più importanti sarà proprio la capacità interna. Un dipendente formato in:

  • GIS;
  • Open Data;
  • gestione del verde

è una risorsa pluriennale. La programmazione economica deve quindi includere anche:

  • formazione;
  • rafforzamento delle competenze.

Assumere o formare?

Dipenderà dalla situazione reale.

Prima la Mappa delle Competenze  e poi decidere:

  • formazione interna;
  • nuove professionalità;
  • supporto esterno.

Non partire da soluzioni organizzative predefinite.

La capacità amministrativa condiziona la capacità di spendere

Avere milioni disponibili non significa riuscire a trasformarli in buoni progetti. Servono:

  • tecnici;
  • progettazione;
  • gare;
  • controlli;
  • monitoraggio.

Finanziare la capacità amministrativa è quindi parte del Piano.

Il paradosso dei fondi

Una città può avere: molte risorse e pochi progetti pronti. Oppure: molti progetti e poca capacità di gestirli.

Il Piano deve cercare equilibrio.

Una riserva per la progettazione

Come già proposto, una parte stabile delle risorse dovrebbe finanziare:

  • fattibilità;
  • rilievi;
  • progetti;
  • studi.

Questo permette di costruire la pipeline.

Una riserva per il cofinanziamento

Allo stesso modo potrebbe essere prudente prevedere una piccola capacità finanziaria per partecipare rapidamente a programmi che richiedono quota comunale. Non un assegno in bianco. Una previsione programmata.

Una riserva per le emergenze del verde

  • Eventi meteorologici.
  • Problemi fitosanitari.
  • Danni.

possono richiedere risorse impreviste. La manutenzione del patrimonio naturale deve prevedere anche una capacità di risposta.

Ma emergenza non deve divorare prevenzione

Se tutte le risorse vengono continuamente spostate sulle emergenze, non costruiremo mai resilienza. Il bilancio deve proteggere anche una quota di:

  • prevenzione;
  • cura programmata.

Fondi climatici futuri

Tra oggi e il 2050 cambieranno:

  • programmi;
  • norme;
  • priorità europee e nazionali.

Non possiamo elencare oggi ogni futura opportunità. Per questo il Piano deve costruire una capacità permanente di intercettarle.

Non congelare le fonti nel dossier

Meglio definire: categorie di finanziamento e metodo di ricerca.

Gli specifici programmi dovranno essere aggiornati nel Piano triennale. Questo evita che il documento diventi rapidamente obsoleto.

Un Registro delle Opportunità Finanziarie

La Cabina di Regia potrebbe mantenere internamente un semplice registro.

  • Programma.
  • Scadenza.
  • Temi.
  • Cofinanziamento.
  • Progetti della pipeline compatibili.
  • Stato.

è organizzazione, non nuova burocrazia.

Software Libero anche nella gestione dei finanziamenti

Non serve necessariamente acquistare una piattaforma specifica. All’inizio può bastare un sistema semplice costruito con strumenti già disponibili e aperti. Il principio rimane: funzione prima dello strumento.

Trasparenza sui finanziamenti richiesti

La Piattaforma Civica potrebbe mostrare anche:

  • finanziamento richiesto;
  • esito;
  • importo ottenuto.

Questo rende visibile anche il percorso delle risorse.

Un progetto non finanziato non è necessariamente fallito

Può essere ripresentato oppure finanziato con altre fonti. La pipeline conserva la memoria.

Ma non tenere eternamente progetti morti

Se una proposta non è più coerente o fattibile, deve essere archiviata, con motivazione. Non mantenere artificialmente un catalogo infinito.

Una matrice delle fonti

Ogni progetto può essere collegato alle fonti potenzialmente appropriate. Per esempio:

Tipo di interventoBilancio comunaleRegione/Stato/UEAltri entiPrivati
Manutenzione ordinariaprincipalelimitatopossibileaccessorio
Alberaturepossibilepossibile
Depavingpossibilelimitato
Scuole Verdimolto rilevanteaccessorio
Corridoi strategicirilevanterilevantelimitato
Sistema Informativocollaborazione
Partecipazionecollaborazioneaccessorio

È uno schema concettuale non un vincolo finanziario.

La manutenzione resta il test

Possiamo trovare un finanziamento straordinario per realizzare cinquanta nuovi spazi.

La domanda rimane: chi li manterrà tra cinque anni?

Se non sappiamo rispondere, forse il finanziamento non è realmente una opportunità.

Valutare il costo successivo prima di accettare il fondo

Ogni finanziamento dovrebbe avere una:

verifica di sostenibilità post-finanziamento.

  • Quali costi annuali genera?
  • Possiamo sostenerli?
  • Con quale capitolo?

Un fondo può essere troppo grande?

In qualche caso sì. Se un programma finanzia un intervento che genererà costi di gestione sproporzionati, il Comune deve poter rinunciare o ridimensionare. Ottenere fondi non è un valore assoluto.

Spendere tutto non è l’obiettivo

Il successo non si misura da: 100% delle risorse spese ma da:

  • benefici prodotti;
  • qualità;
  • durata;
  • coerenza.

Naturalmente la capacità di spesa rimane importante ma non è sufficiente.

Investimenti verdi e debito

Per grandi infrastrutture potrebbe anche emergere la questione del finanziamento pluriennale o dell’indebitamento. Non entriamo qui negli specifici strumenti finanziari.

Il principio deve essere prudente: un debito di lungo periodo deve finanziare benefici anch’essi di lungo periodo e restare compatibile con la sostenibilità finanziaria dell’ente.

Non indebitarsi per la manutenzione ordinaria

La manutenzione deve essere sostenuta con risorse ordinarie. Finanziare a debito attività ricorrenti sarebbe un segnale di squilibrio.

Investimento fisico e investimento digitale

Anche il Sistema Informativo produce valore pluriennale ma deve essere dimensionato correttamente. Non spendere milioni in una piattaforma quando il problema reale è la mancanza di:

  • dati;
  • persone;
  • processi.

Prima capacità, poi tecnologia

Se abbiamo 500.000 euro disponibili, potrebbe essere più utile investirne una parte in:

  • censimento;
  • formazione;
  • integrazione dei dati

che spendere tutto in una grande piattaforma. Il finanziamento deve seguire la priorità operativa.

Il principio della leva

Una buona spesa pubblica può sbloccare altre risorse. Per esempio: finanziare la progettazione di un corridoio può rendere possibile candidarlo successivamente a un programma più grande.

La progettazione può quindi avere un forte effetto leva.

Anche gli Open Data possono creare leva

Pubblicare dati può permettere a:

  • università;
  • professionisti;
  • associazioni

di produrre analisi senza nuovi costi per il Comune.

Non sostituisce il lavoro pubblico ma moltiplica il valore della conoscenza prodotta.

Il Software Libero può moltiplicare l’investimento

Un modulo finanziato una volta e riusato da più amministrazioni aumenta il valore sociale della spesa.

E Salerno può beneficiare degli sviluppi finanziati da altri. È un’altra forma di leva.

La partecipazione può generare conoscenza

Laboratori e Mappa Civica possono far emergere:

  • spazi;
  • problemi;
  • opportunità

che avrebbero richiesto ulteriori studi per essere individuati.

Ancora una volta, non lavoro gratuito sostitutivo ma Conoscenza aggiuntiva.

Il finanziamento deve essere leggibile

Per ogni progetto la scheda deve indicare chiaramente:

  • costo totale;
  • fonte;
  • quota comunale;
  • quota esterna;
  • eventuale privato;
  • costo futuro di gestione.

Niente formule vaghe come: “finanziato con fondi europei”.

Se il finanziamento è ancora richiesto

Indichiamo: candidatura presentata e non: finanziato.

La distinzione è essenziale.

Gli stati finanziari del progetto

Potremmo utilizzare:

  • Da finanziare
  • Candidatura presentata
  • Finanziamento parziale
  • Finanziato
  • Risorse impegnate
  • Spesa conclusa

Sono informazioni differenti.

Il cittadino può seguire anche questo

La trasparenza economica diventa parte del ciclo del progetto.

Un Open Budget progressivo

In futuro la sezione Open Budget può permettere di interrogare:

  • per anno;
  • quartiere;
  • categoria;
  • fonte finanziaria.

Quanto viene dal Comune?

Quanto da fondi esterni?

Quanto viene speso in manutenzione?

Non celebrare solo il finanziamento ottenuto

Il vero risultato arriva dopo. Finanziamento ottenuto --> Progetto realizzato --> Manutenzione garantita --> Beneficio misurato.

Solo allora il ciclo è completo.

Quante risorse servono ogni anno?

Questa domanda verrà affrontata realmente soltanto dopo:

  • baseline;
  • Catalogo dei Costi;
  • Programma degli Interventi.

A quel punto potremo costruire il primo bilancio triennale.

Una struttura a tre livelli

Potremmo immaginare:

LIVELLO 1 – RISORSE GARANTITE

Bilancio ordinario.

LIVELLO 2 – RISORSE PROGRAMMABILI

Fondi con elevata probabilità o accordi già impostati.

LIVELLO 3 – RISORSE OPPORTUNISTICHE

Bandi e programmi futuri non ancora certi.

Il Piano deve funzionare almeno sul Livello 1.

Non finanziare costi permanenti con risorse incerte

Una regola economica fondamentale.

  • Personale stabile.
  • Manutenzione strutturale.
  • Server essenziali.

devono avere fonti sufficientemente affidabili.

Un finanziamento triennale non può essere l’unica fonte di una funzione che deve durare venticinque anni.

Le risorse straordinarie finanziano soprattutto accelerazione e innovazione

  • Progetti pilota.
  • Grandi trasformazioni.
  • Nuove infrastrutture.

possono essere candidati a fondi straordinari.

La struttura minima del Piano deve rimanere ordinaria.

Una città pronta riceve meglio le opportunità

La migliore strategia per ottenere fondi non è aspettare i bandi.

È avere:

  • dati;
  • progetti;
  • costi;
  • priorità;
  • autorizzazioni;
  • partnership.

Quando l’opportunità arriva, la città è pronta.

Non tutte le partnership sono utili

Un progetto europeo può richiedere molti partner. Una sponsorizzazione può sembrare conveniente. Ma ogni collaborazione ha un costo di coordinamento.

La domanda deve essere sempre: porta valore reale al progetto?

Evitare partnership decorative

Università o associazioni non devono essere inserite nei progetti soltanto per rendere una candidatura più attraente. Devono avere:

  • ruolo;
  • responsabilità;
  • risultato.

Trasparenza anche sulle partnership

Chi fa cosa?

Con quali risorse?

Questo deve essere pubblico.

Finanziare l’equità

Le aree ad alto bisogno potrebbero non avere:

  • sponsor;
  • progetti pronti;
  • facile redditività politica.

Il bilancio comunale deve essere capace di compensare esattamente questa debolezza.

È una funzione fondamentale della spesa pubblica.

I fondi non devono seguire la capacità di lobbying

  • Quartieri più organizzati.
  • Imprese più forti.
  • Aree più visibili.

non devono ricevere automaticamente più risorse.

La Mappa delle Priorità deve rimanere il riferimento.

Una regola politica possibile

Prima di utilizzare una nuova fonte finanziaria chiedere:

quale priorità Salerno Verde possiamo soddisfare con questa risorsa?

È una domanda semplice ma può cambiare radicalmente la programmazione.

Il caso delle aree strategiche

Bellaria o altri grandi sistemi potrebbero richiedere:

  • studi;
  • eventuali acquisizioni;
  • gestione.

Questi costi possono essere significativi.

Non dovranno competere direttamente con il budget di manutenzione ordinaria. Servono programmazioni e fonti specifiche.

Acquisire non è sempre necessario

La tutela di un’area può avvenire anche attraverso:

  • pianificazione;
  • accordi;
  • regole.

L’acquisto pubblico è solo uno degli strumenti possibili.

La soluzione finanziaria dipende dalla strategia urbanistica.

Il costo di opportunità vale anche per il patrimonio

Acquistare un terreno può proteggere definitivamente un’area.

Ma utilizza risorse che non possono essere impiegate altrove.

Serve quindi una valutazione molto attenta del valore strategico.

La finanza deve seguire l’urbanistica

Non decidiamo di acquistare perché esiste un fondo.

Prima definiamo:

  • perché quell’area è strategica;
  • quale funzione deve avere;
  • quale strumento è più appropriato.

poi cerchiamo il finanziamento.

Il ruolo della fiscalità locale

Non proporrei in questa fase nuove imposte o tasse dedicate. Sarebbe prematuro e richiederebbe analisi giuridiche ed economiche molto più approfondite. Il dossier deve mantenere un approccio realistico.

Possiamo però affermare che la programmazione ordinaria del Comune dovrà progressivamente riflettere la priorità ambientale.

Evitare promesse finanziarie irrealistiche

Non scriviamo: “l’Europa finanzierà il 70%”. Non lo sappiamo.

Non scriviamo: “i privati copriranno parte dei costi”. Può accadere ma non è garantito.

La Parte III deve distinguere sempre: risorsa certa da risorsa potenziale.

Il primo Piano Triennale dovrà fare i conti veri

Quando arriveremo alla fase attuativa reale, per ogni intervento dovremo avere:

  • costo;
  • fonte;
  • disponibilità;
  • annualità.

È lì che la visione incontra definitivamente il bilancio.

Il principio del finanziamento responsabile

Ogni nuovo progetto deve rispondere:

chi paga la realizzazione?

chi paga la manutenzione?

per quanti anni?

cosa accade quando il finanziamento straordinario finisce?

Se manca la risposta all’ultima domanda, il progetto non è ancora finanziariamente maturo.

Il finanziamento come parte del progetto

Non è qualcosa che arriva dopo. La fonte finanziaria influenza:

  • tempi;
  • procedure;
  • rendicontazione;
  • durata.

Deve quindi entrare nella Scheda Intervento fin dall’inizio.

Una città che impara a finanziare il verde

Nel tempo Salerno Verde dovrebbe produrre anche competenza finanziaria. Sapere quali progetti:

  • sono più adatti a fondi europei;
  • possono essere coperti con bilancio ordinario;
  • richiedono accordi istituzionali;
  • possono utilizzare sponsorizzazioni.

La capacità finanziaria diventa parte dell’infrastruttura del Piano.

Un manuale interno dei finanziamenti

Dopo alcuni anni la Cabina di Regia potrebbe mantenere una semplice base di conoscenza.

  • Tipologia di intervento.
  • Fonte utilizzata.
  • Procedura.
  • Criticità.
  • Risultato.

non un documento pubblico necessariamente strutturale ma una memoria amministrativa per evitare di ricominciare ogni volta da zero.

Condividere anche questa conoscenza

Quando utile, procedure e modelli possono essere pubblicati. Un altro Comune potrebbe riusarli. Salerno potrebbe riusare quelli altrui. Anche la capacità di finanziamento può diventare cooperativa.

Il principio più importante

Alla fine, Salerno Verde non deve essere: un Piano in cerca di soldi.

Deve essere: un Piano con priorità chiare che utilizza in modo intelligente le risorse disponibili.

È una differenza politica enorme.

I bandi passano, la città rimane

I programmi europei cambiano.

I governi cambiano.

I fondi cambiano.

Gli alberi continueranno a richiedere acqua.

I parchi manutenzione.

Il Sistema Informativo aggiornamenti.

Per questo la struttura essenziale deve essere sostenuta dalla città stessa.

Le risorse ordinarie costruiscono continuità

Anche una disponibilità relativamente limitata, ma stabile, può produrre risultati importanti se accumulata nel tempo.

  • Un programma annuale di depaving.
  • Alberi ogni anno.
  • Scuole ogni anno.
  • Dati aggiornati ogni anno.

Dopo dieci anni il cambiamento può essere molto significativo.

Le risorse straordinarie producono salti

Quando arriva una grande opportunità possiamo realizzare:

  • un corridoio;
  • un grande parco;
  • una trasformazione costiera.

Le due logiche devono convivere.

Continuità + accelerazione

Possiamo quindi rappresentare il modello finanziario così:

RISORSE ORDINARIE → CONTINUITÀ

RISORSE STRAORDINARIE → ACCELERAZIONE

Questo è probabilmente il modello più realistico per un Piano fino al 2050.

Il cittadino deve sapere da dove vengono i soldi

Un altro principio di trasparenza. Ogni progetto deve indicare la propria provenienza finanziaria perché consente di capire anche:

  • vincoli;
  • limiti;
  • opportunità.

Nessun fondo giustifica un progetto incoerente

Questa deve essere la regola finale. Un finanziamento non rende automaticamente buona una scelta. Se un’opera:

  • consuma suolo;
  • contraddice la rete ecologica;
  • produce costi ingestibili,

non diventa coerente con Salerno Verde semplicemente perché qualcuno la finanzia.

Il denaro è uno strumento

Non la strategia. La strategia viene prima.

La risposta alla domanda iniziale

Da dove troveremo quindi le risorse? Da:

bilancio comunale;

integrazione con le opere ordinarie;

Regione;

Stato;

Unione Europea;

accordi con altri enti;

collaborazioni pubbliche;

contributi privati regolamentati;

eventuali strumenti compensativi legittimi;

migliore coordinamento della spesa che già esiste.

Ma soprattutto da una scelta preliminare: considerare il verde una infrastruttura da finanziare stabilmente e non una voce occasionale quando avanzano risorse.

Il principio conclusivo

Salerno Verde non deve chiedersi ogni anno: “C’è qualche bando per piantare alberi?”

Deve dire: “Queste sono le nostre priorità. Queste sono le risorse ordinarie. Questi sono i progetti pronti. Vediamo quali opportunità possono accelerarli.”

È questo il passaggio dalla dipendenza dalla finanza straordinaria alla programmazione.

Perché un Piano che guarda al 2050 deve essere capace di sopravvivere:

  • a un bando perso;
  • a un programma europeo terminato;
  • a un cambio di governo;
  • a una fase economica difficile.

E può farlo soltanto se possiede una propria base economica stabile.

I finanziamenti esterni devono aiutare Salerno Verde a correre.

Non devono essere ciò che gli permette di esistere.