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Quanto costa Salerno Verde: costruire un modello economico realistico

Inviato da tuxsa il

Arrivati a questo punto dobbiamo affrontare una delle domande più delicate dell’intero progetto:

Quanto costa Salerno Verde?

È una domanda inevitabile ma sarebbe sbagliato rispondere oggi con un’unica cifra. Non sappiamo ancora:

  • quanti interventi saranno realmente necessari;
  • quale sarà la baseline definitiva;
  • quanti spazi potranno essere deimpermeabilizzati;
  • quali opere richiederanno acquisizioni;
  • quali progetti saranno realizzati insieme ad altri cantieri;
  • quali costi emergeranno dalla manutenzione nel tempo.

Fornire oggi un numero complessivo sarebbe quindi poco serio. Salerno Verde deve adottare un altro metodo:

costruire un modello dei costi.

Non un totale immaginario ma una struttura capace di stimare progressivamente il costo reale del Piano.

Prima distinzione: costruire e mantenere

Il primo errore da evitare è considerare soltanto il costo iniziale.

Un albero costa quando viene acquistato e piantato ma costa anche negli anni successivi.

Un parco costa quando viene realizzato ma costa anche quando deve essere:

  • pulito;
  • irrigato;
  • potato;
  • riparato;
  • monitorato.

Per questo ogni intervento deve distinguere almeno:

CAPEX – costi di realizzazione

e

OPEX – costi di gestione e manutenzione.

Un Piano che conosce soltanto i CAPEX è un Piano economicamente incompleto.

Il costo di vita dell’intervento

Possiamo quindi introdurre una regola generale.

Ogni progetto deve avere, almeno in forma indicativa:

  • costo iniziale
  • costo annuale di gestione
  • eventuali costi di rinnovo o sostituzione.

Non pretendiamo una previsione perfetta fino al 2050 ma dobbiamo sapere quale impegno futuro stiamo assumendo.

Costare meno non significa essere più economico

Immaginiamo due soluzioni. La prima costa meno da realizzare, ma richiede molta manutenzione mentre la seconda costa di più inizialmente, ma funziona bene per vent’anni con costi ridotti. Quale è più economica? La risposta non può venire soltanto dal prezzo iniziale.

Per questo Salerno Verde deve ragionare in termini di: costo totale di possesso.

Un catalogo dei costi

Il Piano dovrebbe costruire progressivamente un:

Catalogo dei Costi Salerno Verde

con costi unitari indicativi per le principali categorie di intervento. Per esempio:

  • €/albero correttamente messo a dimora;
  • €/m² di depaving;
  • €/m² di pocket park;
  • €/m² di riqualificazione di parco;
  • €/m² di pavimentazione drenante;
  • €/m² di rain garden;
  • €/m² di scuola verde;
  • €/m lineare di percorso ombreggiato.

Non valori rigidi ma ordini di grandezza aggiornabili.

I primi costi devono venire dai progetti pilota

Il primo progetto di depaving ci dirà quanto costa davvero, a Salerno:

  • demolire;
  • smaltire;
  • preparare il terreno;
  • realizzare il drenaggio;
  • piantare;
  • mantenere.

Il primo pocket park ci darà un primo valore locale. Il primo rain garden un altro. Poco alla volta il Catalogo diventa più affidabile.

Non inventare numeri “nazionali” e applicarli automaticamente

I prezzi dipendono da:

  • accessibilità del cantiere;
  • sottoservizi;
  • vincoli;
  • dimensioni;
  • materiali;
  • terreno;
  • trasporti;
  • manutenzione.

Un costo osservato in un’altra città può essere utile come riferimento ma non deve essere applicato automaticamente. Salerno Verde deve produrre progressivamente i propri costi reali.

Range, non cifre uniche

Per molte categorie sarà più corretto avere:

  • costo minimo indicativo
  • costo medio
  • costo massimo osservato

anziché: “un albero costa X”.

Questo evita una falsa precisione.

Esempio concettuale

Per un nuovo albero potremmo distinguere:

  • pianta;
  • trasporto;
  • buca;
  • substrato;
  • tutore;
  • irrigazione;
  • prima manutenzione;
  • eventuale sostituzione.

Il costo non è soltanto: “prezzo dell’albero al vivaio”.

Il costo dell’albero deve includere la sopravvivenza

Questa è una regola fondamentale. Se piantiamo un albero e non prevediamo:

  • irrigazione;
  • controlli;
  • cura nei primi anni,

abbiamo sottostimato il costo. Il vero costo deve essere quello necessario a trasformare una pianta acquistata in: un albero che sopravvive.

Quanto costa un albero morto?

Molto più di quanto sembri.

  • Costo iniziale.
  • Costo di rimozione.
  • Costo di sostituzione.
  • Tempo perso.
  • Mancati benefici.

Per questo spendere un po’ di più in attecchimento può essere economicamente razionale.

Il costo della chioma

Nel lungo periodo potremmo sviluppare anche un indicatore diverso.

Non soltanto: €/albero.

Ma: costo per unità di chioma prodotta nel tempo.

Un albero grande e ben gestito può risultare molto più conveniente di numerose piantumazioni fallite.

Non serve calcolarlo subito ma è un concetto interessante per la valutazione futura.

Il depaving

Per la deimpermeabilizzazione il costo deve comprendere almeno:

  • rimozione della superficie;
  • smaltimento;
  • eventuali bonifiche;
  • preparazione del terreno;
  • nuova sistemazione;
  • drenaggio;
  • vegetazione;
  • manutenzione iniziale.

Non ogni depaving costa uguale

Rimuovere un piccolo tratto di asfalto senza sottoservizi è una cosa. Intervenire in una piazza con:

  • reti;
  • fondazioni;
  • impianti

è un’altra.

Per questo il Catalogo dovrà distinguere tipologie.

Il pocket park

Il costo può variare enormemente. Un microspazio semplice:

  • alberi;
  • suolo;
  • sedute

può avere una struttura molto diversa da un progetto architettonico complesso.

Salerno Verde dovrebbe privilegiare, quando appropriato: qualità ecologica e robustezza prima della spettacolarità.

Anche per contenere i costi.

Il costo della complessità

Ogni elemento aggiunto produce:

  • costo iniziale;
  • costo di manutenzione;
  • possibile guasto.

Fontane sofisticate.

Sistemi automatici.

Arredi speciali.

Non significa evitare ogni innovazione. Significa chiedersi sempre: serve davvero?

Semplice può essere più resiliente

  • Una buona pavimentazione drenante.
  • Alberi correttamente posizionati.
  • Vegetazione adatta.
  • Sedute robuste.

possono produrre più valore di un progetto tecnologicamente complesso e difficile da mantenere. La sostenibilità economica coincide spesso con la semplicità progettuale.

I parchi

Per i grandi parchi dobbiamo distinguere almeno:

  • riqualificazione;
  • nuova realizzazione;
  • manutenzione ordinaria;
  • manutenzione straordinaria.

Un parco già esistente può richiedere investimenti molto inferiori rispetto a uno nuovo. Per questo recuperare bene il patrimonio esistente può essere una scelta economicamente molto efficace.

Il costo della manutenzione differenziata

Non tutto il verde richiede lo stesso livello di cura.

  • Prato intensamente utilizzato.
  • Area naturalistica.
  • Bosco urbano.
  • Giardino storico.
  • Rain garden.

hanno costi diversi.

Il Piano deve quindi collegare il costo alla tipologia di gestione, non soltanto ai metri quadrati.

La foresta urbana

Anche la forestazione ha costi differenti.

  • Strada stretta.
  • Parcheggio.
  • Parco.
  • Collina.

Non possiamo usare un unico costo medio.

Serve distinguere almeno tra:

  • alberatura urbana complessa;
  • piantumazione in area verde;
  • forestazione estensiva.

I costi nascosti delle alberature stradali

Nelle strade possono essere rilevanti:

  • spostamento sottoservizi;
  • rifacimento marciapiedi;
  • protezione radicale;
  • ridisegno della sosta;
  • irrigazione.

Il costo della pianta può diventare una parte piccola dell’intervento complessivo.

Scuole Verdi

Per ogni scuola dovremo distinguere:

  • depaving;
  • alberi;
  • rain garden;
  • orti;
  • attrezzature;
  • percorso esterno;
  • eventuale raccolta dell’acqua.

Non serve un modello identico per tutti gli edifici ma il Catalogo può aiutare a costruire pacchetti indicativi di intervento.

Pacchetto base, intermedio, completo

A titolo metodologico potremmo avere:

SCUOLA VERDE – BASE 

depaving limitato + alberi.

INTERMEDIA

depaving + alberi + rain garden.

COMPLETA

trasformazione integrata del cortile e dei percorsi.

Non come standard rigido ma come strumento di stima.

Rain garden e drenaggio

Qui i costi devono comprendere:

  • progettazione idraulica;
  • scavo;
  • substrati;
  • vegetazione;
  • collegamenti;
  • manutenzione.

e soprattutto la verifica del contesto.

Un rain garden progettato male può costare poco all’inizio e molto dopo.

Il costo dell’acqua

Una città più verde avrà anche maggiore bisogno di gestire l’irrigazione, soprattutto nei primi anni. Dobbiamo quindi considerare:

  • consumo;
  • infrastrutture;
  • personale;
  • eventuale riuso di acqua.

Il Piano del Verde e il Piano dell’Acqua devono essere economicamente collegati.

Il costo della piattaforma digitale

Salerno Verde avrà anche costi non fisici.

  • Sistema Informativo.
  • Database.
  • Server.
  • Piattaforma Civica.
  • Open Data.
  • Sicurezza.
  • Backup.
  • Sviluppo.
  • Formazione.

Queste spese devono essere visibili.

Software Libero non significa costo zero

Lo abbiamo già chiarito. Può ridurre:

  • licenze;
  • lock-in;
  • costi di cambio.
  • Ma richiede comunque:
  • competenze;
  • manutenzione;
  • supporto.

Il vantaggio economico deve essere valutato nel lungo periodo.

Costi digitali: CAPEX e OPEX

Anche qui distinguiamo:

  • sviluppo iniziale;
  • migrazione;
  • configurazione

da:

  • server;
  • supporto;
  • aggiornamenti;
  • sicurezza;
  • manutenzione annuale.

Una piattaforma pubblica abbandonata perché nessuno ha finanziato l’OPEX è un investimento sprecato.

Il valore dello sviluppo in house

Costruire competenze interne può richiedere investimenti in:

  • personale;
  • formazione.

Ma può ridurre nel tempo:

  • dipendenza;
  • costi di modifica;
  • tempi di risposta;
  • duplicazioni.

Il confronto economico deve quindi essere pluriennale.

Non confrontare stipendio interno con solo preventivo esterno

Un’analisi seria deve considerare:

  • durata;
  • continuità;
  • riuso;
  • manutenzione;
  • trasferimento di conoscenza.

Non basta dire: “il fornitore costa meno per questo singolo sviluppo”.

La domanda è: quanto costa il sistema in cinque o dieci anni?

La partecipazione ha un costo

  • Laboratori.
  • Facilitazione.
  • Mappe.
  • Comunicazione.
  • Restituzione.
  • Moderazione.
  • Piattaforma.
  • Personale.

Salerno Verde deve riconoscere che una buona partecipazione richiede risorse. Non è un’attività gratuita affidata esclusivamente al volontariato.

Quanto costa non partecipare?

Anche questa è una domanda economica. Un progetto costruito senza conoscere bene il territorio può produrre:

  • opposizione;
  • revisioni;
  • ritardi;
  • errori;
  • uso insufficiente.

La partecipazione può evitare alcuni di questi costi. Non sempre è misurabile facilmente ma deve entrare nel ragionamento.

Il costo dei dati

Anche la conoscenza costa.

  • Rilievi.
  • Censimenti.
  • Immagini.
  • Analisi.
  • Aggiornamenti.

Ma dati migliori possono evitare:

  • progetti sbagliati;
  • duplicazioni;
  • interventi in luoghi inadatti.

Il costo della conoscenza è spesso un investimento che riduce il costo dell’errore.

Un Piano senza baseline può costare molto di più

  • Se piantiamo dove non serve.
  • Se rifacciamo un parco già sufficiente.
  • Se ignoriamo un quartiere molto più critico.

le risorse vengono spese comunque ma producono meno beneficio. La priorità basata sui dati è quindi anche una politica di efficienza economica.

Il costo della tutela

Tutela non significa costo zero. Può richiedere:

  • studi;
  • manutenzione;
  • gestione;
  • acquisizioni;
  • accordi.

Ma dobbiamo confrontarlo con il costo di perdere un’area e tentare di ricrearne successivamente la funzione.

Il valore del suolo non consumato

Un terreno permeabile conserva:

  • capacità di assorbimento;
  • possibilità future;
  • funzione ecologica.

Questi benefici non compaiono sempre nei bilanci tradizionali. Salerno Verde dovrebbe cercare di considerarli almeno nelle valutazioni.

Non monetizzare tutto

Possiamo stimare alcuni servizi ecosistemici ma sarebbe sbagliato pensare che tutto abbia bisogno di un prezzo monetario per avere valore.

  • Paesaggio.
  • Biodiversità.
  • Memoria.
  • Salute.
  • Qualità urbana.

possono avere valori difficili da trasformare in euro. La valutazione economica deve aiutare la decisione non sostituirla.

Beneficio/costo, non solo costo

Per ogni grande progetto dobbiamo chiedere: quanto costa?

Ma anche:

  • quale beneficio produce?
  • Quante persone serve?
  • Quanto suolo recupera?
  • Quanta chioma?
  • Quanto rischio riduce?

Un progetto più costoso può essere più conveniente se produce benefici molto maggiori.

Costo per beneficiario

Per alcuni interventi può essere utile stimare:

costo per popolazione servita.

Non come unico criterio ma come strumento di confronto. Un piccolo intervento in un luogo molto frequentato può risultare estremamente efficace.

Costo per m² recuperato

Per il depaving possiamo misurare: €/m².

Questo ci permetterà nel tempo di capire:

  • quali tecniche;
  • quali contesti;
  • quali cantieri

sono più efficienti.

Costo per albero sopravvissuto

Un indicatore molto interessante potrebbe essere:

costo effettivo per albero vivo dopo tre anni.

È più significativo del costo iniziale per pianta.

Costo della mancata manutenzione

Un parco lasciato degradare può richiedere successivamente una grande riqualificazione.

  • Un albero mal gestito può creare problemi.
  • Un sistema drenante non mantenuto può perdere funzionalità.

La manutenzione regolare può essere economicamente più conveniente della manutenzione straordinaria ripetuta.

Prevenire invece di riparare

Questo principio vale anche economicamente.

  • Piccoli interventi programmati.
  • Controlli.
  • Cura.
  • Possono ridurre:
  • emergenze;
  • ripristini;
  • abbattimenti;
  • sostituzioni.

Salerno Verde deve considerare la manutenzione anche come politica di contenimento dei costi futuri.

Costi diretti e indiretti

Nei grandi progetti potrebbe essere utile distinguere:

DIRETTI

  • opere;
  • personale;
  • manutenzione.

INDIRETTI

  • modifiche alla mobilità;
  • perdita temporanea di parcheggi;
  • cantieri;
  • altre conseguenze.

Non tutto è sempre monetizzabile ma deve essere considerato.

Anche i benefici possono essere indiretti

Più ombra può favorire:

  • camminabilità;
  • uso dello spazio pubblico;
  • attività commerciali.

Un parco migliore può aumentare:

  • uso sociale;
  • attrattività.

La valutazione deve quindi evitare una contabilità troppo stretta.

Non gonfiare i benefici per giustificare i progetti

Questo è un rischio altrettanto serio. Se trasformiamo ogni albero in: migliaia di euro di beneficio certo, rischiamo di costruire numeri poco credibili.

Dove utilizziamo stime economiche dei servizi ecosistemici dobbiamo dichiarare:

  • metodo;
  • ipotesi;
  • limiti.

Trasparenza delle stime

Ogni stima di costo deve avere almeno:

  • fonte;
  • anno;
  • metodo;
  • livello di affidabilità.

Per esempio: stima preliminare ±30% è molto più corretta di un numero apparentemente preciso.

Classi di affidabilità

Potremmo utilizzare:

CLASSE A

costo da progetto esecutivo o contratto.

CLASSE B

stima da progetto preliminare.

CLASSE C

ordine di grandezza da casi analoghi.

Questo aiuta a capire quanto sia solida la cifra.

Non confrontare stime di classe diversa come se fossero equivalenti

Un costo derivato da un progetto esecutivo e uno da una media nazionale non possono essere messi sullo stesso piano senza spiegazione. La qualità del dato economico deve essere visibile.

Il database dei costi

Tutti i costi finali dei progetti dovrebbero alimentare automaticamente il:

Database dei Costi Reali Salerno Verde.

Per ogni intervento:

  • categoria;
  • dimensione;
  • costo previsto;
  • costo aggiudicato;
  • costo finale;
  • costo di gestione.

Dopo alcuni anni avremo una base conoscitiva molto potente.

Scostamenti

Il sistema dovrebbe calcolare: preventivo vs costo finale.

Questo permette di capire:

  • quali tipologie sono più difficili da stimare;
  • dove si verificano più varianti;
  • quali modelli funzionano meglio.

Le varianti devono essere leggibili

Quando un progetto aumenta significativamente di costo, la scheda dovrebbe indicare:

  • variante;
  • motivazione;
  • nuovo importo.

La trasparenza economica deve accompagnare quella progettuale.

Open Data anche sui costi

Le informazioni economiche pubblicabili del Piano dovrebbero essere disponibili anche come Open Data.

  • Codice progetto.
  • Costo previsto.
  • Finanziamento.
  • Costo finale.
  • Manutenzione.

Naturalmente rispettando le norme e le fasi amministrative.

Il cittadino deve poter chiedere: quanto abbiamo speso?

Non attraverso una ricerca tra decine di atti ma direttamente dalla scheda del progetto e possibilmente poter scaricare i dati complessivi.

Il bilancio Salerno Verde

Nel tempo potremmo arrivare a un:

Bilancio Salerno Verde

che distingua ogni anno almeno:

  • manutenzione;
  • nuove realizzazioni;
  • dati e monitoraggio;
  • tecnologia;
  • partecipazione;
  • progettazione.

Questo rende visibile la struttura reale della spesa.

Quanto spendiamo per mantenere rispetto a creare?

È una domanda fondamentale. Se investiamo: 10 milioni in nuove opere e quasi nulla nella manutenzione, stiamo costruendo un problema futuro.

Il rapporto tra CAPEX e OPEX deve essere monitorato.

Una soglia di sostenibilità gestionale

Prima di aggiungere nuovo patrimonio dovremmo chiederci:

abbiamo capacità e risorse per mantenerlo?

Se no, potremmo dover:

  • ridurre;
  • rinviare;
  • semplificare.

Non è rinunciare, è progettare in modo sostenibile.

Il Piano non deve crescere più rapidamente della capacità di cura

Questa potrebbe diventare una regola economica centrale.

  • Nuovo verde.
  • Nuovi alberi.
  • Nuove infrastrutture.

devono crescere insieme a:

  • personale;
  • budget;
  • competenze.

Un fondo stabile per la manutenzione

La nuova programmazione dovrebbe rendere riconoscibile una quota stabile destinata alla cura. Non necessariamente un fondo formalmente autonomo ma una voce leggibile e prevedibile.

Pluriennalità

Molte spese del verde hanno senso solo su più anni.

  • Attecchimento degli alberi.
  • Gestione dei parchi.
  • Manutenzione digitale.

Per questo il bilancio deve avere una prospettiva pluriennale.

Non progettare con il solo budget dell’anno corrente

Un progetto può essere finanziato oggi ma il suo costo di manutenzione arriverà negli anni successivi. La decisione iniziale deve quindi valutare gli effetti sul bilancio futuro.

Il costo opportunità

Ogni euro investito in un progetto non può essere utilizzato altrove. Questa è la realtà.

La domanda non è soltanto: questo progetto è utile?

Ma: è più utile delle alternative che stiamo rinviando?

Grandi opere o molti piccoli interventi?

Non esiste una risposta automatica. Un grande corridoio può produrre un valore strutturale enorme così come cento microinterventi possono migliorare la prossimità.

Il portafoglio deve cercare un equilibrio.

Il rischio delle grandi opere

Un solo progetto può assorbire una parte enorme delle risorse. Questo può essere giustificato ma deve essere esplicito.

Il Piano deve mostrare:

  • cosa viene finanziato;
  • cosa viene rinviato.

Il rischio opposto

Fare soltanto piccoli interventi può produrre:

  • frammentazione;
  • assenza di trasformazioni strutturali.

Salerno Verde deve quindi finanziare contemporaneamente: rete capillare e progetti strategici.

Un portafoglio equilibrato

La programmazione finanziaria potrebbe distinguere quote indicative per:

  • manutenzione;
  • interventi diffusi;
  • progetti strategici;
  • conoscenza e digitale;
  • partecipazione.

Non fissiamo oggi percentuali ma monitoriamo il bilanciamento.

Costi per categoria

Il Cruscotto potrebbe mostrare quanto stiamo spendendo in:

  • forestazione;
  • depaving;
  • scuole;
  • parchi;
  • costa;
  • acqua;
  • digitale.

Questo rende immediatamente leggibili le priorità economiche reali.

Il bilancio racconta la politica meglio degli slogan

Possiamo dire che il verde è una priorità ma se il bilancio mostra il contrario, la politica reale è diversa. Per questo la trasparenza economica è una componente democratica del Piano.

Finanziamenti esterni

Una parte delle opere potrà essere finanziata da:

  • Regione;
  • Stato;
  • Unione Europea;
  • altri programmi.

ma dobbiamo distinguere tra: costo del progetto e costo per il bilancio comunale.

Un intervento da 2 milioni finanziato all’80% resta un progetto da 2 milioni. E avrà comunque costi futuri di gestione.

Non confondere finanziato con gratuito

Un finanziamento esterno può coprire la realizzazione ma raramente copre la manutenzione per decenni. Il Comune deve valutare la sostenibilità successiva.

Cofinanziamento

Alcuni programmi richiederanno una quota locale. Il Piano deve essere pronto con una: riserva di cofinanziamento compatibile con la programmazione. Non perdere opportunità per mancanza di una quota relativamente piccola.

Ma non inseguire ogni fondo

Se un bando finanzia qualcosa di poco coerente con le priorità, possiamo anche non partecipare.

Questo è un segno di maturità non ogni euro disponibile è un euro utile.

Sponsorizzazioni

Per alcuni interventi limitati possono contribuire soggetti privati ma il costo complessivo e il contributo devono essere pubblici.

E soprattutto la sponsorizzazione non deve determinare:

  • priorità;
  • contenuto;
  • appropriazione dello spazio.

Compensazioni

Eventuali strumenti di compensazione ambientale possono produrre risorse ma non devono diventare un meccanismo nel quale:

si consuma territorio e si compra verde altrove.

La gerarchia rimane: evitare → ridurre → compensare.

Valorizzare il lavoro già previsto

Una delle strategie più economiche rimane integrare Salerno Verde dentro cantieri già finanziati. Se dobbiamo rifare una strada, il costo marginale di:

  • depaving;
  • spazio radicale;
  • drenaggio

può essere molto inferiore rispetto a un nuovo intervento separato.

Contabilità del costo marginale

Per questi casi dovremmo distinguere:

  • costo dell’opera complessiva;
  • costo aggiuntivo Salerno Verde.

Questo ci permetterà di capire quanto valore ambientale possiamo ottenere integrando invece di duplicare.

Il principio “già che ci siamo” ha anche un valore economico

Un cantiere unico può ridurre:

  • demolizioni;
  • progettazioni duplicate;
  • disagi;
  • mobilitazioni di mezzi.

Il coordinamento può produrre risparmi reali.

Costi standard, ma non rigidi

Una volta accumulati dati sufficienti, il Comune potrebbe costruire prezzi di riferimento interni. Per esempio:

  • intervento tipo depaving.
  • Scuola verde base.

Non per sostituire i prezziari ufficiali o le procedure di gara ma per migliorare la programmazione preliminare.

Il preventivo rapido

Quando un cittadino propone un pocket park di 300 m², la Cabina di Regia potrebbe avere rapidamente un ordine di grandezza.

Non progetto esecutivo ma sufficiente per decidere se approfondire.

Il costo della progettazione deve essere visibile

Troppo spesso viene percepito come costo accessorio. In realtà una buona progettazione può ridurre:

  • errori;
  • varianti;
  • manutenzione futura.

Salerno Verde deve valorizzarla.

Spesa per progettare prima di finanziare l’opera

In alcuni casi sarà razionale investire oggi 50 per progettare bene prima di cercare  1000 per realizzare.

La pipeline dei progetti richiede una capacità progettuale stabile.

Il costo del monitoraggio

Anche il monitoraggio deve essere finanziato.

  • Rilievi.
  • Dati.
  • Sensori quando necessari.
  • Analisi.
  • Rapporti.

senza monitoraggio non sappiamo se l’investimento ha funzionato.

Una percentuale del progetto?

In futuro si potrebbe valutare se riservare una piccola quota dei principali interventi alla:

  • misurazione;
  • documentazione;
  • monitoraggio.

Non fissiamo oggi valori ma il principio è valido.

Il costo della trasparenza

  • Open Data.
  • Schede pubbliche.
  • Aggiornamenti.

Hanno un costo.

Ma sono parte della gestione del progetto non attività facoltative se avanza tempo.

Il costo democratico

Lo stesso vale per:

  • Laboratori;
  • consultazioni;
  • restituzione.

Quando appropriate devono entrare nel quadro economico. La democrazia partecipativa ha un costo amministrativo.

Ma deve essere proporzionata

Un microintervento non può avere un processo partecipativo che costa più dell’opera stessa. La complessità deve essere proporzionata.

Un modello di costo per scala

Potremmo quindi distinguere:

MICROINTERVENTO

stima semplice.

INTERVENTO ORDINARIO

quadro economico standard.

PROGETTO STRATEGICO

valutazione completa del ciclo di vita.

Costi del rischio

Nei grandi interventi dovrebbe esistere anche una quota o una valutazione degli imprevisti.

  • Sottoservizi.
  • Terreni.
  • Vincoli.
  • Inflazione.

Non per gonfiare le cifre ma per non produrre preventivi irrealistici.

Aggiornare i costi con l’inflazione

Un progetto previsto nel 2035 non può utilizzare automaticamente prezzi del 2027. Le stime devono avere: anno di riferimento e metodo di aggiornamento.

Il tempo costa

Ritardi possono produrre:

  • aumenti prezzi;
  • ulteriore progettazione;
  • perdita di finanziamenti.

Il sistema dovrebbe quindi monitorare anche gli effetti economici dei ritardi.

Quanto costa non fare?

Questa domanda sarà spesso difficile ma non possiamo ignorarla.

  • Non deimpermeabilizzare.
  • Non aumentare ombra.
  • Non mantenere alberi.

può produrre nel tempo costi sociali e ambientali.

Non sempre possiamo quantificarli precisamente ma il confronto economico non può considerare il non intervento come: costo zero.

Il caso del consumo di suolo

Costruire su un terreno produce:

  • valore;
  • entrate;
  • attività.

Ma comporta anche la perdita di:

  • permeabilità;
  • funzioni ecologiche;
  • possibilità future.

La valutazione politica deve considerare entrambi.

Il costo dell’irreversibilità

Alcune trasformazioni sono difficili o impossibili da invertire. Il loro costo non è soltanto quello contabile ma anche:

perdita di opzioni future.

Questo è particolarmente importante nelle aree strategiche.

Non trasformare tutto in analisi costi-benefici

Salerno Verde non deve diventare un modello nel quale una collina viene tutelata soltanto se un foglio elettronico dimostra che produce più euro di un edificio. La decisione urbana ha anche dimensioni:

  • culturali;
  • politiche;
  • paesaggistiche.

Il modello economico serve a rendere le scelte più realistiche non a ridurle a contabilità.

Il principio di prudenza economica

Ogni proposta deve quindi rispondere:

  • possiamo pagarla?
  • possiamo mantenerla?
  • quali altre scelte rinviamo per finanziarla?

Sono domande difficili ma proprio per questo devono essere esplicite.

Un semaforo finanziario

Per il portafoglio potremmo utilizzare stati come:

  • Copertura disponibile
  • Copertura parziale
  • Da finanziare
  • Costo da stimare

Non confondere il progetto desiderato con il progetto finanziato.

Il cittadino vede la differenza

Una scheda può dire:

Costo stimato: 500.000 €

Finanziamento disponibile: 0 €

Questa informazione è molto più trasparente di: “progetto previsto”.

Costo stimato non significa impegno di spesa

Anche questa distinzione deve essere chiara. La piattaforma deve spiegare gli stati economici.

Il budget annuale

Ogni anno dovremmo arrivare a sapere: quanto possiamo spendere realmente?

Su quali categorie?

Quanta manutenzione è già impegnata?

Quale margine rimane per nuove opere?

Solo allora il Piano annuale è credibile.

Il programma triennale

Il vero orizzonte economico iniziale dovrebbe essere almeno triennale.

Questo permette di:

  • progettare;
  • finanziare;
  • realizzare

interventi che difficilmente entrano in dodici mesi.

Il 2050 non avrà un unico bilancio

Questo è importante. Non dobbiamo tentare di calcolare oggi: “Salerno Verde costerà 327 milioni fino al 2050”.

Sarebbe poco credibile. Meglio costruire: cicli finanziari successivi. Ogni tre anni:

  • priorità;
  • costi;
  • risorse;
  • risultati.

Scenario minimo, intermedio, accelerato

Per la programmazione pluriennale potremmo utilizzare scenari.

SCENARIO MINIMO

risorse ordinarie disponibili.

SCENARIO INTERMEDIO

risorse ordinarie + finanziamenti realistici.

SCENARIO ACCELERATO

grandi programmi straordinari.

Questo permette di capire cosa può essere realizzato in condizioni diverse.

Ma lo scenario minimo deve funzionare

Salerno Verde non può esistere soltanto se arriva un grande finanziamento europeo. Lo scenario minimo deve garantire almeno:

  • manutenzione;
  • dati;
  • progettazione;
  • alcuni interventi prioritari.

Il Piano deve poter vivere con risorse ordinarie.

I finanziamenti accelerano, non creano il Piano

Questa è la formula.

Il Piano esiste.

Le priorità esistono.

I progetti esistono.

Un finanziamento straordinario permette di fare più velocemente.

Non di inventare la direzione.

Un bilancio leggibile dai cittadini

Il Rapporto annuale dovrebbe mostrare poche informazioni chiare.

  • Quanto previsto.
  • Quanto impegnato.
  • Quanto speso.
  • Quanto per manutenzione.
  • Quanto per nuove opere.
  • Quanto per quartieri prioritari.
  • Quanto per sistemi strategici.

Grafici semplici

Non serve pubblicare soltanto tabelle contabili.

Possiamo mostrare:

  • 40% manutenzione.
  • 25% forestazione e microverde.
  • 15% scuole.

ecc.

Naturalmente con i dati reali. In questo modo la spesa diventa comprensibile.

Open Budget Salerno Verde

Nel tempo potremmo arrivare a una piccola sezione:

Open Budget

collegata alle schede dei progetti.

Un’altra applicazione concreta della trasparenza preventiva.

La spesa deve poter essere seguita nel tempo

  • Previsto.
  • Finanziato.
  • Aggiudicato.
  • Speso.

È la stessa logica degli stati progettuali.

Non pretendere aggiornamento contabile in tempo reale

La pubblicazione deve essere compatibile con i sistemi amministrativi reali. Meglio un aggiornamento periodico affidabile che un “real time” tecnicamente fragile.

Quanto costa Salerno Verde?

Possiamo allora finalmente rispondere alla domanda iniziale.

Oggi: non lo sappiamo ancora, e sarebbe scorretto fingere di saperlo. Ma sappiamo come dobbiamo arrivare a saperlo.

Costruendo:

  • baseline;
  • Catalogo dei Costi;
  • progetti pilota;
  • database dei costi reali;
  • stima del ciclo di vita;
  • programmazione triennale;
  • bilancio annuale.

La prima cifra credibile

La prima vera cifra del Piano dovrebbe arrivare soltanto quando avremo almeno:

  • baseline;
  • primo portafoglio di interventi;
  • stima di manutenzione;
  • costi locali iniziali.

A quel punto potremo dire: questo è il costo del primo triennio. Una cifra concreta, finanziabile, controllabile.

Poi il Piano cresce

Dopo il primo triennio: aggiorniamo.

  • Nuovi costi reali.
  • Nuove priorità.
  • Nuovi finanziamenti.

Il modello diventa progressivamente più preciso.

Dal preventivo alla conoscenza economica

Dopo dieci anni Salerno dovrebbe poter conoscere:

  • quanto costa mediamente piantare e mantenere un albero nelle diverse condizioni;
  • quanto costa recuperare un m² di suolo;
  • quanto costa una scuola verde;
  • quanto costa mantenere le diverse tipologie di spazio.

Questa conoscenza è essa stessa patrimonio pubblico.

Pubblicarla

Naturalmente il Catalogo dei Costi, per quanto pubblicabile, dovrebbe essere Open Data.

Altre amministrazioni potrebbero utilizzarlo. E confrontarlo con i propri costi.

Confrontare tra città

Potrebbe emergere che una tipologia costa a Salerno molto più che altrove.

  • Perché?
  • Condizioni locali?
  • Capitolati?
  • Mercato?

La comparazione può migliorare l’efficienza.

Ma attenzione ai confronti facili

Due progetti con lo stesso nome possono essere molto differenti. Serve contesto.

La trasparenza economica non deve diventare populismo del prezzo più basso.

Spendere bene, non spendere poco

Questa deve essere la filosofia. Il progetto più economico non è automaticamente il migliore.

La domanda è: quale soluzione produce il miglior valore pubblico lungo tutto il proprio ciclo di vita?

Un euro ben speso è anche un euro mantenibile

Se realizziamo qualcosa che tra cinque anni non possiamo mantenere, probabilmente quella spesa iniziale non era realmente conveniente.

La disciplina economica protegge la visione

Essere realistici sui costi non significa ridimensionare Salerno Verde. Significa impedirgli di diventare un libro dei sogni.

Una grande visione può essere costruita attraverso:

  • piccole e grandi spese;
  • distribuite;
  • programmate;
  • accumulate nel tempo.

Non serve avere oggi tutti i soldi del 2050

Serve sapere:

  • cosa fare prima;
  • quanto costa;
  • come mantenerlo;
  • quale risultato produce.

Poi passare al ciclo successivo.

Il vero rischio economico

Il rischio più grande non è scoprire che Salerno Verde costa molto. È spendere molto senza una strategia.

  • Alberi piantati e persi.
  • Parchi realizzati e non mantenuti.
  • Piattaforme acquistate e abbandonate.
  • Cantieri scollegati.

questa è la spesa che il Piano deve cercare di evitare.

Il costo della frammentazione

La Cabina di Regia dovrà quindi verificare anche:

  • duplicazioni;
  • appalti separati;
  • sistemi incompatibili;
  • interventi non coordinati.

Una parte del finanziamento di Salerno Verde può derivare semplicemente dal spendere meglio risorse che già esistono.

Non tutto richiede nuove risorse

Alcune azioni consistono nel cambiare:

  • criteri;
  • procedure;
  • priorità.

Per esempio:

integrare Salerno Verde in un cantiere già previsto richiede magari un costo aggiuntivo limitato.

Questo deve essere uno degli elementi più realistici del Piano.

Costruire progressivamente una quota verde della spesa ordinaria

Nel lungo periodo Salerno Verde non deve essere un programma speciale separato. I suoi criteri devono entrare nella normale:

  • manutenzione;
  • riqualificazione;
  • edilizia scolastica;
  • mobilità;
  • opere pubbliche.

A quel punto non avremo più soltanto: “quanto spendiamo per Salerno Verde?”

Ma: quanto della spesa ordinaria della città contribuisce agli obiettivi di Salerno Verde?

È un passaggio molto importante.

Green budgeting

In una fase più matura potremmo persino classificare gli investimenti comunali secondo il loro contributo agli obiettivi ambientali.

Non per creare una nuova burocrazia pesante ma per rendere leggibile la coerenza del bilancio.

Il costo come dato politico

Alla fine anche il bilancio è una forma di partecipazione democratica. Dire: “vogliamo più verde” è semplice.

Decidere:

  • quanto siamo disposti a investire;
  • quale priorità rinviare;
  • quanto destinare alla manutenzione

è la politica reale.

La domanda che ogni progetto deve affrontare

Prima dell’approvazione dovremo quindi poter rispondere:

quanto costa realizzarlo?

quanto costa mantenerlo?

da dove vengono i soldi?

per quanti anni possiamo sostenerlo?

quali benefici misuriamo?

cosa rinunciamo a fare scegliendo questo progetto?

Se non sappiamo rispondere, la valutazione economica non è ancora completa.

Il principio conclusivo

Salerno Verde non deve promettere alla città: “realizzeremo tutto.”

Deve poter dire: “questa è la visione complessiva; questi sono gli interventi prioritari; questo è ciò che possiamo finanziare adesso; questo è ciò che prepariamo per dopo.”

È una differenza fondamentale perché il realismo non consiste nel rinunciare ai grandi obiettivi. Consiste nel costruire una strada economicamente percorribile per raggiungerli.

E questa strada deve essere fatta di:

  • costi visibili;
  • manutenzione finanziata;
  • progetti maturi;
  • risorse ordinarie;
  • finanziamenti straordinari utilizzati con coerenza;
  • dati economici aperti;
  • scelte politiche motivate.

Solo allora potremo rispondere seriamente alla domanda:

Quanto costa Salerno Verde?

Non con un numero inventato oggi ma con qualcosa di molto più utile:

un sistema pubblico capace di sapere, progetto dopo progetto, quanto stiamo spendendo, per che cosa, con quali risultati e con quali impegni per il futuro.

Ed è proprio questo che rende un grande progetto ambizioso realizzabile invece che semplicemente desiderabile.