Nei capitoli precedenti abbiamo costruito gli strumenti:
- Sistema Informativo.
- Open Data.
- Software Libero.
- Piattaforma Civica.
Ora dobbiamo affrontare il punto più importante: come devono essere usati questi strumenti dentro un processo democratico reale?
Perché una piattaforma, da sola, non crea partecipazione, un dataset aperto non crea automaticamente comunità, un questionario online non equivale a una decisione condivisa.
Salerno Verde propone quindi un modello diverso:
- Non il cittadino che viene informato alla fine.
- Non il cittadino che viene consultato quando le scelte sono già quasi definite.
Ma un cittadino che può entrare nel processo: prima, durante e dopo la decisione.
Partecipazione non significa consenso
Il primo principio deve essere molto chiaro: partecipare non significa essere tutti d'accordo. Una città è fatta di interessi diversi:
- Residenti.
- Commercianti.
- Automobilisti.
- Pedoni.
- Ciclisti.
- Proprietari.
- Studenti.
- Anziani.
- Famiglie.
- Associazioni.
Un intervento può produrre benefici per alcuni e costi o disagi per altri. La partecipazione non deve nascondere questo conflitto. Deve renderlo: visibile, informato e democraticamente governabile.
Partecipare prima
La partecipazione ha poco valore quando arriva troppo tardi. Se il progetto è già:
- finanziato;
- disegnato;
- approvato;
- cantierabile,
lo spazio reale di modifica può essere molto piccolo.
Salerno Verde propone quindi una regola:
Partecipare prima che la soluzione sia già scelta.
Prima di decidere dove collocare il pocket park:
- quale problema vogliamo risolvere?
- Prima di ridisegnare una piazza:
- quali usi deve continuare ad avere?
Prima di intervenire su una strada:
- quale equilibrio vogliamo tra mobilità, sosta, alberi e pedonalità?
La partecipazione deve contribuire a definire la domanda, non soltanto commentare la risposta.
Quattro livelli di partecipazione
Per evitare di utilizzare la stessa parola per processi molto diversi, Salerno Verde potrebbe distinguere quattro livelli.
1. INFORMAZIONE
Il cittadino conosce:
- dati;
- progetti;
- tempi;
- costi;
- documenti.
2. SEGNALAZIONE
Il cittadino comunica:
- un problema;
- un'opportunità;
- una criticità;
- una possibile area di intervento.
3. CONSULTAZIONE
Il cittadino esprime osservazioni su una proposta o sulle alternative.
4. CO-PROGETTAZIONE CIVICA
Per alcuni interventi appropriati cittadini, tecnici e amministrazione lavorano insieme alla definizione della soluzione.
Non ogni progetto richiede il quarto livello. La partecipazione deve essere proporzionata alla decisione.
Non tutto può essere co-progettato
Questo è importante. La verifica della stabilità di un albero non è materia da assemblea pubblica così come la progettazione idraulica di un sistema complesso richiede competenze specialistiche ma decidere quale funzione dare a una piazza è anche una scelta civica.
Salerno Verde deve quindi distinguere: ciò che richiede competenza tecnica da ciò che richiede scelta collettiva.
La tecnica non deve diventare uno schermo
Vale però anche il principio opposto. Dire: “lo hanno deciso i tecnici” non può diventare il modo per chiudere una discussione politica.
I tecnici possono spiegare:
- cosa è possibile;
- quali rischi;
- quali costi;
- quali alternative.
ma scegliere tra due opzioni tecnicamente possibili è una decisione politica e sociale.
La tecnica informa, La città decide attraverso le proprie istituzioni democratiche.
Un processo standard
Per i progetti che richiedono partecipazione potremmo utilizzare una sequenza comune.
CONOSCI → PROPONI → VALUTA → DISCUTI → DECIDI → RESTITUISCI → MONITORA
Ogni fase deve lasciare una traccia.
CONOSCI
Prima del confronto devono essere pubblicati dati e informazioni essenziali. Per esempio:
- stato attuale;
- problema;
- vincoli;
- costi indicativi;
- alternative possibili.
Una partecipazione senza informazioni rischia di trasformarsi in una somma di impressioni.
PROPONI
I cittadini possono presentare:
- osservazioni;
- idee;
- alternative;
- segnalazioni.
Attraverso:
- piattaforma;
- incontri;
- laboratori;
- altri canali accessibili.
VALUTA
Le proposte vengono sottoposte a verifica.
- Fattibilità tecnica.
- Costi.
- Proprietà.
- Sicurezza.
- Compatibilità.
e non tutto sarà realizzabile.
DISCUTI
Le alternative realistiche tornano al confronto pubblico. A questo punto la discussione è più utile perché si concentra su opzioni concretamente praticabili.
DECIDI
La decisione finale viene assunta dagli organi competenti. La partecipazione non elimina la responsabilità politica, la rende più informata.
RESTITUISCI
Dopo la decisione deve essere pubblicata una sintesi.
- Cosa è stato proposto?
- Cosa è stato accolto?
- Cosa no?
- Perché?
Questa fase è fondamentale.
MONITORA
Una volta realizzato l'intervento, cittadini e amministrazione possono verificare se ha prodotto i risultati promessi.
La partecipazione continua quindi anche dopo l'inaugurazione.
Il diritto alla restituzione
Questo dovrebbe diventare uno dei principi più forti di Salerno Verde: ogni processo partecipativo deve produrre un esito leggibile.
Non necessariamente: “la proposta del cittadino è stata accolta”. Ma almeno: “è stata valutata e questo è il risultato”.
Partecipare significa sapere che fine ha fatto il proprio contributo.
La Relazione delle Decisioni
Per i progetti più importanti possiamo introdurre un documento semplice:
Relazione delle Decisioni
con:
- tema;
- partecipanti;
- principali proposte;
- valutazione tecnica;
- decisioni;
- motivazioni.
Non una relazione di cento pagine ma un documento comprensibile.
Laboratori di Quartiere
La piattaforma digitale non basta. Molte questioni si comprendono meglio:
- camminando;
- guardando;
- misurando;
- parlando con chi vive il luogo.
Per questo la Parte III deve prevedere veri:
Laboratori Salerno Verde di Quartiere
Non assemblee generiche ma incontri operativi.
Un laboratorio parte dalla mappa
Ogni laboratorio dovrebbe avere a disposizione:
- mappa;
- dati;
- fotografie;
- indicatori;
- progetti esistenti.
e chiedere ai partecipanti di lavorare su problemi concreti.
- Dove manca ombra?
- Quali spazi sono inutilizzati?
- Quali percorsi sono difficili?
- Quale area potrebbe diventare microverde?
Sopralluogo prima della sala
In molti casi il laboratorio potrebbe iniziare proprio dal territorio con una breve camminata di quartiere.
- Tecnici.
- Cittadini.
- Associazioni.
- Scuole.
Prima:
- Si osserva.
- Si fotografa.
- Si segnala.
Poi si torna sulla mappa.
Questo riduce la distanza tra discussione astratta e realtà.
Le passeggiate climatiche
Potremmo sperimentare anche specifiche:
Passeggiate Climatiche
Percorsi durante i quali osservare:
- ombra;
- materiali;
- alberi;
- temperature;
- accessibilità;
- acqua.
Particolarmente utili nei mesi più caldi. Il corpo stesso diventa strumento di percezione della città.
I bambini
Nelle aree intorno alle scuole il contributo dei bambini e dei ragazzi può essere particolarmente prezioso. Non chiediamo soltanto:
“disegna il parco dei tuoi sogni”.
Possiamo chiedere:
- dove aspetti i genitori?
- dove fa più caldo?
- quale strada usi?
- dove ti senti insicuro?
È conoscenza reale del territorio.
Gli anziani
Gli anziani possono contribuire in modo differente.
- Memoria.
- Percorsi.
- Difficoltà di sosta.
- Esigenza di ombra.
- Cambiamenti storici.
Una città che invecchia deve progettare il verde anche con chi ne avrà maggiormente bisogno durante le ondate di calore.
Le persone con disabilità
La partecipazione deve includere direttamente chi vive le barriere.
- Una rampa progettata sulla carta può risultare inadeguata.
- Un percorso permeabile può essere difficile per una carrozzina.
- Un albero può essere collocato in modo da restringere un passaggio.
L'accessibilità non si verifica soltanto con una norma, si verifica anche con l'esperienza d'uso.
Le persone che non partecipano
Uno dei problemi più difficili è questo. Alle assemblee partecipano spesso:
- persone già attive;
- associazioni;
- cittadini con tempo e competenze.
Ma molte persone non partecipano e non significa che non abbiano bisogni.
Cercare attivamente chi manca
Se un quartiere è poco rappresentato, Salerno Verde dovrebbe cercare canali alternativi.
- Scuole.
- Mercati.
- Biblioteche.
- Centri sociali.
- Interviste brevi.
- Questionari in presenza.
La partecipazione non deve essere un servizio disponibile soltanto per chi sa già come utilizzarlo.
Partecipazione e orari
Anche gli orari degli incontri possono creare esclusione. Un incontro alle 10 del mattino favorisce alcuni, uno alle 20 altri.
Dove possibile possiamo alternare:
- orari;
- giorni;
- forme online;
- forme in presenza.
La democrazia ha anche una logistica.
Linguaggio comprensibile
Se presentiamo un progetto con:
- sigle;
- tavole tecniche;
- norme incomprensibili,
la partecipazione rimane formalmente aperta ma sostanzialmente riservata agli specialisti.
Dobbiamo quindi produrre anche:
- sintesi;
- mappe semplici;
- glossari;
- schede.
senza eliminare la documentazione tecnica originale.
Non semplificare fino a manipolare
La comunicazione deve essere accessibile ma neutrale. Se presentiamo: “Opzione A – nuova piazza verde” e “Opzione B – mantenimento di parcheggi e cemento” abbiamo già orientato la risposta.
Le alternative devono essere descritte correttamente. Anche questo è democrazia.
Partecipazione informata sui costi
Ogni scelta ha costi. Se proponiamo tre alternative per una piazza, dobbiamo indicare almeno in modo comparabile:
- costo iniziale;
- manutenzione;
- effetti principali.
Il cittadino deve poter vedere anche i vincoli reali.
Partecipare significa anche scegliere tra priorità
Un quartiere potrebbe desiderare contemporaneamente:
- nuovo parco;
- nuovi alberi;
- nuova scuola;
- più parcheggi;
- nuova pista ciclabile.
Lo spazio e il bilancio sono limitati. Un processo democratico serio deve discutere anche le rinunce.
Il bilancio partecipativo verde
Una parte limitata delle risorse potrebbe essere destinata in futuro a un:
Bilancio Partecipativo Verde
Il Comune definisce:
- budget;
- criteri;
- aree ammissibili.
I cittadini propongono, i tecnici verificano. Le proposte ammissibili vengono sottoposte a una procedura partecipativa.
Ma non tutto il Piano deve essere votato
Questo strumento può funzionare bene su interventi di scala limitata.
- Pocket park.
- Piccoli giardini.
- Microdepaving.
Non è adatto a decidere da solo:
- Bellaria;
- Cintura Verde;
- grandi corridoi;
- pianificazione urbanistica.
Le scelte strategiche richiedono processi più articolati e responsabilità istituzionale.
Il rischio del voto online
Un voto digitale può essere facilmente interpretato come espressione della città.
- Ma chi ha votato?
- Quali quartieri?
- Quali fasce di età?
- Quanto era informato?
Salerno Verde deve utilizzare questi strumenti con prudenza.
Un voto è una informazione non sempre una rappresentazione statistica della comunità.
Niente democrazia dei like
Questo principio va esplicitato. Le proposte non devono essere ordinate soltanto per numero di:
- like;
- cuori;
- clic.
Una proposta in un quartiere popoloso e digitalmente attivo potrebbe ottenere migliaia di interazioni mentre una molto più necessaria in un quartiere meno connesso poche. Il bisogno deve essere misurato anche indipendentemente dalla popolarità.
La partecipazione entra nell'Indice di Priorità?
Potrebbe entrare come uno degli elementi. Per esempio:
- grado di sostegno civico;
- numero di segnalazioni coerenti.
Ma con peso limitato.
Il cuore dell'indice deve rimanere:
- bisogno;
- vulnerabilità;
- deficit;
- beneficio.
Associazioni e comitati
Le realtà organizzate sono fondamentali perchè conoscono spesso il territorio molto bene. Possono produrre:
- dossier;
- mappe;
- monitoraggi;
- proposte.
Salerno Verde deve riconoscerne il contributo ma senza attribuire loro una rappresentanza automatica di tutta la popolazione.
Le imprese
Anche le attività economiche devono essere coinvolte quando una trasformazione le riguarda. Un nuovo viale alberato può modificare:
- sosta;
- carico e scarico;
- accessibilità.
La discussione deve affrontare queste esigenze. Ma l'interesse economico è una componente non l'unica.
I proprietari
Quando una proposta coinvolge direttamente una proprietà privata, il confronto deve essere particolarmente corretto. Il proprietario non può essere trattato come semplice ostacolo.
Possiede:
- diritti;
- interessi;
- responsabilità.
La tutela ambientale deve essere perseguita attraverso strumenti legittimi e trasparenti.
La comunità e le aree strategiche
Bellaria è l'esempio più evidente. La comunità può dichiarare: consideriamo il colle strategico e chiediamo tutela preventiva.
Questo è legittimo anche prima di conoscere ogni futura intenzione privata ma quando si discute di una specifica trasformazione, servono:
- atti;
- dati;
- proprietà;
- strumenti urbanistici.
La partecipazione politica e il rigore documentale devono convivere.
Il cittadino osservatore
Salerno Verde introduce anche una forma di partecipazione meno tradizionale.
Non soltanto: presentare proposte.
Anche: osservare il territorio nel tempo.
Custodia civica
Potremmo chiamarla:
Custodia Civica Salerno Verde
Gruppi o singoli cittadini possono seguire:
- un parco;
- un tratto di fiume;
- un'area collinare;
- una scuola;
- un corridoio.
E possono:
- Segnalare cambiamenti.
- Documentare.
- Confrontare fotografie.
Custodire non significa controllare le persone
La custodia riguarda:
- territorio;
- patrimonio;
- trasformazioni pubbliche.
Non deve diventare:
- vigilantismo;
- sorveglianza dei cittadini;
- conflitto con proprietari.
Serve ed è indispensabile una policy molto chiara.
Fotomonitoraggio civico
In alcuni luoghi potremmo definire punti fotografici fissi ovvero na fotografia periodica dallo stesso punto.
- Bellaria.
- Irno.
- Litoranea.
- Pocket park.
questo costruisce nel tempo un archivio visuale molto potente.
OpenStreetMap e mappatura collaborativa
Quando appropriato, i cittadini potrebbero contribuire anche a migliorare dati aperti esterni come OpenStreetMap.
- Percorsi.
- Fontanelle.
- Accessi.
Ma dobbiamo distinguere: dato comunale ufficiale da dato collaborativo esterno.
I due possono dialogare ma non devono essere confusi.
Mapping party
Potremmo organizzare occasionalmente giornate di mappatura.
- Scuole.
- Cittadini.
- Comunità OpenStreetMap.
Obiettivo concreto:
- mappare gli accessi ai parchi;
- fontanelle;
- percorsi pedonali.
Non eventi generici ma un dataset preciso da migliorare.
Citizen science
La partecipazione può produrre anche conoscenza ambientale.
- Impollinatori.
- Uccelli.
- Fioriture.
- Temperature.
Ma qui occorre maggiore rigore metodologico.
Un dato scientifico ha bisogno di:
- protocollo;
- formazione;
- validazione.
Collaborazione con università e naturalisti
Per i programmi di citizen science è utile definire:
- cosa osservare;
- come;
- quando;
- con quale strumento.
Il cittadino contribuisce mentre il coordinamento scientifico garantisce qualità sufficiente.
Distinguere osservazione e dato ufficiale
Anche in questo caso la piattaforma dovrà usare etichette chiare.
Osservazione civica non equivale automaticamente a: dato scientificamente validato.
Ma può comunque avere grande valore.
La partecipazione come apprendimento
Un cittadino che partecipa a un censimento degli alberi impara anche:
- specie;
- problemi;
- tempi di crescita;
- necessità di manutenzione.
Questo può rendere il dibattito successivo molto più maturo. La partecipazione non produce soltanto decisioni ma anche competenza civica diffusa.
I conflitti sugli alberi
È un tema particolarmente importante. Quando un grande albero viene abbattuto, il conflitto può esplodere rapidamente. Se il sistema ha già pubblicato:
- scheda;
- valutazione;
- motivazione;
- eventuale sostituzione,
la discussione parte da un livello differente.
Non necessariamente ci sarà accordo ma ci sarà informazione.
Consultazione sugli abbattimenti?
Non ogni intervento deve essere sottoposto a consultazione. Se un albero rappresenta un pericolo immediato, l'Amministrazione deve intervenire.
La partecipazione non può bloccare la sicurezza ma per interventi programmati significativi, soprattutto su filari o alberi di grande valore, una informazione preventiva può essere molto utile.
Differenziare urgenza e programmazione
La piattaforma dovrebbe quindi distinguere: intervento urgente di sicurezza da intervento programmato.
Nel secondo caso può esserci maggiore spazio per:
- informazione;
- documentazione;
- eventuali osservazioni.
La partecipazione sulla manutenzione
Anche la gestione ordinaria può beneficiare dei cittadini. Non decidendo tecnicamente come potare ma segnalando:
- zone problematiche;
- giochi rotti;
- irrigazione;
- rifiuti;
- alberi secchi.
Il patrimonio è troppo vasto perché gli uffici possano vedere tutto immediatamente.
Il cittadino sensore, ma non lavoratore gratuito
Possiamo utilizzare questa metafora con prudenza. Il cittadino può ampliare la capacità di osservazione della città ma non deve sostituire:
- ispettori;
- tecnici;
- manutentori.
La partecipazione segnala, l'Amministrazione verifica e interviene.
I patti di collaborazione
In alcuni piccoli spazi può esserci anche una cura condivisa.
- Associazioni.
- Scuole.
- Condomini.
ma con regole molto precise.
Lo spazio pubblico rimane pubblico. L'Amministrazione mantiene il livello essenziale di servizio.
Chi adotta non possiede
Nessuna adozione dovrebbe comportare:
- uso esclusivo;
- appropriazione;
- pubblicità sproporzionata;
- selezione degli utenti.
Il contributo alla cura deve rafforzare il bene comune non privatizzarlo.
Le sponsorizzazioni
Anche il sostegno economico privato può essere utile. Ma deve essere:
- trasparente;
- regolato;
- proporzionato.
Un'impresa può finanziare alberi ma non deve per questo determinare:
- specie;
- ubicazione;
- politica del verde.
La regia rimane pubblica.
La partecipazione dei tecnici indipendenti
Professionisti e ordini possono contribuire con:
- osservazioni;
- analisi;
- proposte.
Questo è utile particolarmente sui grandi progetti. La documentazione aperta consente loro di partecipare con argomenti tecnici.
Open Data rende la partecipazione adulta
Questo è uno dei motivi per cui abbiamo dedicato tanto spazio agli Open Data.
Un'associazione può dire: “questo quartiere ha meno alberi” ma con dati aperti può anche dimostrarlo.
Il confronto passa da: opinione contro opinione a: interpretazioni diverse dello stesso patrimonio informativo.
La partecipazione deve produrre anche conflitto documentato
È perfettamente possibile che:
- Amministrazione;
- associazione;
- università
interpretino gli stessi dati in modo differente.
La piattaforma deve lasciare spazio a questa pluralità. La trasparenza non elimina il dissenso, lo rende più serio.
Forum annuale Salerno Verde
Tutte queste forme potrebbero convergere in un momento annuale.
Forum Salerno Verde
Il Comune presenta:
- Rapporto annuale;
- indicatori;
- progetti;
- ritardi;
- programma successivo.
La città discute. Non una celebrazione ma una verifica pubblica.
Il Forum deve partire dai risultati
Non lunghe presentazioni politiche. Prima:
- cosa avevamo promesso?
- cosa abbiamo fatto?
- cosa non abbiamo fatto?
- perché?
Poi la discussione.
La trasparenza aumenta la qualità del confronto.
Tavoli tematici
All'interno del Forum potrebbero esserci tavoli su:
- alberi;
- acqua;
- quartieri;
- costa;
- colline;
- Software Libero e Open Data;
- scuole.
Ma evitando strutture permanenti troppo pesanti.
Pubblicare tutto dopo il Forum
- Materiali.
- Presentazioni.
- Proposte.
- Sintesi.
- Decisioni successive.
Il Forum non deve vivere soltanto per chi era fisicamente presente.
Un Rapporto sulla Partecipazione
Ogni anno potremmo pubblicare una piccola sezione specifica.
- Quanti laboratori?
- Quante persone?
- Quanti quartieri?
- Quante proposte?
- Quante accolte?
- Quali gruppi risultano sottorappresentati?
La partecipazione deve essere anch'essa misurata e corretta.
La qualità conta più del numero
10.000 clic su un sondaggio possono avere meno valore di un laboratorio di cinquanta persone che produce una buona mappa di quartiere. Gli indicatori devono quindi combinare:
- quantità;
- diversità;
- risultati;
- restituzione.
Un indicatore fondamentale: il tasso di risposta
Potremmo misurare:
- percentuale delle segnalazioni valutate;
- percentuale delle consultazioni concluse con restituzione.
Questo dice molto più del numero di utenti registrati.
Partecipazione senza risposta = sfiducia
Se chiediamo continuamente ai cittadini di partecipare e poi:
- non rispondiamo;
- non pubblichiamo;
- non realizziamo;
- non spieghiamo,
la partecipazione produce l'effetto opposto ed aumenta la sfiducia. Meglio meno processi ma gestiti seriamente.
Non consultare su ciò che non può cambiare
Un altro principio. Se una decisione è già obbligata da:
- norma;
- sicurezza;
- vincolo tecnico,
non dobbiamo fingere che sia aperta.
Possiamo informare e spiegare ma una finta consultazione è peggiore di nessuna consultazione.
Dire chiaramente lo spazio decisionale
Ogni processo dovrebbe spiegare:
- Su cosa possiamo decidere insieme?
- Cosa è già definito?
- Quali sono i vincoli?
Questo rende la partecipazione più onesta.
Un esempio
Riqualificazione di una piazza.
Già definito:
- budget massimo;
- necessità di accesso ai mezzi di emergenza;
- numero minimo di posti per persone con disabilità.
Aperto:
- distribuzione del verde;
- sedute;
- usi;
- alcuni percorsi.
Il cittadino sa dove il proprio contributo può incidere.
La partecipazione non deve bloccare per sempre
Ogni processo deve avere:
- apertura;
- scadenza;
- decisione.
Possiamo riaprire il confronto se emergono elementi nuovi ma la città deve anche essere capace di realizzare.
Democrazia e capacità decisionale non sono opposte.
Il diritto al dissenso finale
Anche dopo un buon processo alcune persone rimarranno contrarie e devono poterlo essere. La qualità della partecipazione non si misura dal consenso finale ma da:
- accesso;
- correttezza;
- trasparenza;
- motivazione.
Non tutti i conflitti sono risolvibili
- Albero o parcheggio.
- Costruzione o tutela.
- Mobilità o sosta.
Alcune scelte comportano inevitabilmente un vincitore e un perdente relativo.
La politica deve assumersi questa responsabilità e non scaricarla sul processo partecipativo.
Partecipazione come responsabilità reciproca
Anche i cittadini devono accettare una cosa: lo spazio è limitato, le risorse sono limitate e non tutte le richieste possono essere soddisfatte.
Partecipare significa anche ascoltare:
- vincoli;
- esigenze altrui;
- dati.
Non soltanto presentare la propria domanda.
Democrazia deliberativa
Nei processi più importanti possiamo puntare non soltanto a raccogliere opinioni, ma a costruire momenti nei quali le persone possano:
- ascoltare esperti;
- confrontare alternative;
- discutere tra loro.
Questo produce spesso opinioni più informate rispetto a un sondaggio immediato.
Piccoli gruppi selezionati?
In alcuni casi potrebbe essere interessante sperimentare anche assemblee civiche o gruppi rappresentativi della popolazione ma sarebbe uno strumento più complesso.
Non lo assumiamo oggi come modello ordinario. Eventualmente potrà essere valutato per decisioni particolarmente strategiche.
Nessuna moda partecipativa
Come per la tecnologia, non dobbiamo adottare uno strumento perché è nuovo. La domanda deve essere:
questo metodo migliora realmente la decisione?
Se sì, usiamolo. Se no, scegliamo qualcosa di più semplice.
Partecipazione e Software Libero
La coerenza del progetto emerge qui con particolare forza.
- La piattaforma civica può essere libera.
- Il codice può essere controllato.
- I dati possono essere scaricati.
- La metodologia può essere verificata.
Il cittadino non partecipa dentro una scatola nera ma partecipa dentro un'infrastruttura il più possibile aperta.
Partecipazione come fork della proposta, non della città
Possiamo persino utilizzare una metafora del Software Libero. Una proposta pubblica può essere:
- letta;
- discussa;
- modificata;
- migliorata.
ma alla fine serve una versione condivisa da implementare.
La città non può avere contemporaneamente cinque versioni incompatibili della stessa piazza. Il processo produce alternative. La decisione finale produce una versione da realizzare.
Tutto deve essere versionato nella memoria pubblica
Proposta iniziale --> Osservazioni --> Versione modificata --> Decisione --> Realizzazione.
Questa storia deve rimanere consultabile. La partecipazione diventa parte della memoria amministrativa.
Dal cittadino spettatore al cittadino protagonista
Essere protagonista non significa governare direttamente ogni decisione ma poter:
- sapere;
- intervenire;
- proporre;
- contestare;
- seguire;
- verificare.
È una forma di cittadinanza molto più esigente. Anche per l'Amministrazione.
Il principio conclusivo
Salerno Verde non vuole una partecipazione nella quale il Comune dice: “abbiamo ascoltato i cittadini.”
Vuole poter dimostrare:
- chi ha potuto partecipare;
- su cosa;
- quali contributi sono arrivati;
- come sono stati valutati;
- quale decisione è stata presa;
- perché;
- quali risultati ha prodotto.
Questa è partecipazione democratica attiva. Non una cerimonia intorno al progetto ma una componente del progetto.
La regola di Salerno Verde
Per ogni processo partecipativo dovremo quindi chiederci:
- Il cittadino può conoscere?
- Può intervenire abbastanza presto?
- Può capire lo spazio reale della decisione?
- Può seguire il proprio contributo?
- Può conoscere la risposta?
- Può verificare il risultato?
Se manca una parte significativa di questa catena, la partecipazione è incompleta.
Perché una democrazia urbana non consiste soltanto nel dare la parola ai cittadini ma nel costruire processi nei quali quella parola possa entrare realmente nella decisione pubblica e lasciare una traccia verificabile.
È questo il passaggio che Salerno Verde propone: dal cittadino spettatore al cittadino protagonista.