Nei capitoli precedenti abbiamo costruito tre pilastri digitali del progetto:
- Un Sistema Informativo capace di organizzare i dati.
- Una politica Open Data capace di renderli accessibili e riutilizzabili.
- Una strategia basata su Software Libero, codice pubblico e sviluppo controllabile dall’Amministrazione.
Ora dobbiamo trasformare tutto questo in qualcosa che il cittadino possa realmente usare, non un portale istituzionale da visitare una volta, non una vetrina, non una raccolta di documenti ma un vero strumento civico operativo.
Lo chiameremo:
Piattaforma Civica Salerno Verde
La sua funzione principale dovrà essere semplice: permettere a ogni cittadino di capire cosa sta accadendo, cosa è previsto, dove intervenire, come partecipare e come verificare i risultati.
La piattaforma non viene prima dei dati
Dobbiamo però mantenere la gerarchia stabilita finora. Prima:
- dati;
- processi;
- responsabilità;
- API;
- procedure.
Poi: interfaccia.
Se costruiamo una piattaforma molto bella sopra dati incompleti, segnalazioni che nessuno gestisce e progetti non aggiornati, avremo soltanto digitalizzato il problema. La piattaforma deve essere la porta di accesso a un sistema che funziona già dietro.
Una domanda semplice: cosa succede vicino a me?
La piattaforma dovrebbe partire da una domanda estremamente concreta: Cosa sta succedendo nel mio quartiere?
Inserendo un indirizzo o selezionando un'area, il cittadino dovrebbe poter vedere, progressivamente:
- parchi vicini;
- alberi censiti;
- scuole verdi;
- progetti in corso;
- interventi previsti;
- segnalazioni pubbliche;
- aree deimpermeabilizzate;
- corridoi verdi;
- indicatori locali.
Il territorio deve diventare il vero menu del sistema.
La mappa come interfaccia principale
Salerno Verde è un progetto territoriale per questo la mappa dovrebbe avere un ruolo centrale. Non una mappa decorativa ms una mappa interrogabile. Il cittadino dovrebbe poter selezionare:
- un albero;
- un parco;
- un progetto;
- una scuola;
- una segnalazione;
- un'area strategica.
E accedere alla relativa scheda.
Ma non soltanto mappe
Non tutti utilizzano bene una interfaccia cartografica. La piattaforma deve offrire anche:
- ricerca testuale;
- elenchi;
- filtri;
- pagine di quartiere;
- dashboard;
- schede semplici.
La mappa deve essere importante non esclusiva.
Una home page utile
La pagina iniziale dovrebbe evitare di essere dominata da slogan. Potrebbe offrire immediatamente poche funzioni. Per esempio:
- Esplora la mappa
- Segnala un problema o un'opportunità
- Consulta i progetti
- Scarica gli Open Data
- Vedi gli indicatori
- Partecipa
Se un cittadino entra nel sito, deve capire in pochi secondi cosa può fare.
Nessuna registrazione per consultare
Visualizzare:
- mappe;
- progetti;
- indicatori;
- dataset;
- documenti
non dovrebbe richiedere un account. L'informazione pubblica deve essere consultabile liberamente e l'eventuale autenticazione serve soltanto quando è realmente necessaria, per esempio per alcune forme di partecipazione o gestione delle proprie segnalazioni.
Account soltanto dove serve
Anche per inviare una segnalazione potremmo valutare modalità che riducano al minimo le barriere. In alcuni casi potrebbe essere sufficiente:
- email;
- verifica;
- codice della segnalazione.
In altri potrebbe essere utile un sistema di autenticazione. La soluzione dovrà rispettare:
- privacy;
- abusi;
- sicurezza;
- semplicità.
Non imponiamo complessità inutile.
La scheda del progetto
Ogni intervento Salerno Verde dovrebbe avere una pagina standard. Per esempio:
Pocket Park – Via X
Codice: SV-2028-014
Stato: Progettazione
Quartiere: ...
Responsabile: settore ...
Costo previsto: ...
Finanziamento: ...
Inizio previsto: ...
Fine prevista: ...
Superficie interessata: ...
Suolo deimpermeabilizzato: ...
Nuovi alberi: ...
Manutenzione prevista: ...
Poi:
- mappa;
- documenti;
- fotografie;
- cronologia;
- indicatori.
Una struttura uniforme rende confrontabili i progetti.
Lo stato deve essere evidente
Il cittadino non dovrebbe leggere una lunga relazione per capire se un progetto sia:
- finanziato;
- in progettazione;
- in corso;
- fermo.
Lo stato deve essere immediatamente visibile. Possiamo usare:
- In valutazione
- Programmato
- Finanziato
- Progettazione
- In gara
- In corso
- Completato
- In monitoraggio
- Sospeso
- Annullato
La trasparenza comincia anche dal linguaggio.
La cronologia del progetto
Ogni scheda dovrebbe conservare gli eventi principali.
- 12 marzo – inserito nel programma.
- 20 giugno – finanziamento approvato.
- 14 ottobre – progetto definitivo approvato.
- 3 febbraio – lavori iniziati.
Il cittadino può così capire come il progetto si è mosso nel tempo.
Anche i ritardi devono comparire
Se la fine prevista era settembre e siamo a dicembre, il dato non deve essere nascosto. Potremmo mostrare: Scadenza superata e una breve nota: “ritardo dovuto a...”
La piattaforma non deve essere uno strumento di propaganda ma uno strumento di rendicontazione.
I documenti devono essere collegati
- Delibere.
- Determine.
- Progetti.
- Relazioni.
- Pareri.
quando pubblicabili, dovrebbero essere raggiungibili direttamente dalla scheda. Il cittadino non dovrebbe dover cercare un atto in tre portali differenti conoscendone già il numero. La piattaforma può diventare una porta di accesso leggibile alla documentazione amministrativa esistente.
Non duplicare gli atti
Questo non significa necessariamente creare una seconda copia di ogni documento. Quando esiste un archivio istituzionale affidabile, possiamo collegarlo. La piattaforma deve integrare non produrre ulteriori silos.
La scheda dell'albero
Per gli alberi pubblici censiti potremmo prevedere una scheda molto più semplice.
- Identificativo.
- Specie.
- Posizione.
- Anno di impianto se noto.
- Dimensioni indicative.
- Stato pubblico disponibile.
- Eventuale ultima manutenzione significativa.
Non tutti i dati tecnici interni devono essere pubblicati ma abbastanza da permettere al cittadino di conoscere il patrimonio.
“Segnala un problema su questo albero”
Dalla scheda potrebbe essere possibile avviare direttamente una segnalazione. Per esempio:
- albero danneggiato;
- ramo caduto;
- giovane albero secco;
- tutore rotto.
La localizzazione è già nota ed il cittadino non deve reinserire tutto. L'integrazione migliora la qualità delle segnalazioni.
La scheda del parco
Per ogni parco:
- mappa;
- ingressi;
- orari;
- accessibilità;
- attrezzature;
- fontanelle;
- trasporto pubblico;
- principali caratteristiche;
- eventuali lavori;
- documenti;
- Open Data.
Il parco diventa un oggetto informativo vivo.
Una piattaforma utile anche prima di uscire di casa
Il cittadino potrebbe chiedere:
- questo parco è aperto?
- ha un ingresso accessibile?
- ci sono zone ombreggiate?
- come ci arrivo in autobus?
Naturalmente non tutte queste informazioni saranno disponibili fin dall'inizio ma la piattaforma deve essere progettata per poterle integrare.
I quartieri come livello di lettura
Una sezione potrebbe permettere di scegliere un quartiere e visualizzare:
- copertura arborea;
- parchi;
- progetti;
- segnalazioni;
- accesso al verde;
- scuole;
- indicatori.
Questo rende molto più comprensibile il principio di equità territoriale.
Il profilo verde del quartiere
Potremmo arrivare a costruire una scheda sintetica:
Profilo Verde – Quartiere X
- Copertura arborea: ...
- Popolazione entro 300 m dal verde: ...
- Superficie permeabile: ...
- Alberi pubblici censiti: ...
- Progetti attivi: ...
- Principali criticità: ...
Il dato urbano diventa leggibile localmente.
Confrontare sì, classificare con cautela
La piattaforma potrebbe permettere confronti tra quartieri ma evitiamo classifiche semplicistiche del tipo: “quartiere più verde”.
Contesti e morfologie sono differenti. I confronti devono servire soprattutto a mostrare diseguaglianze e priorità.
Il Cruscotto Salerno Verde
La piattaforma dovrà integrare anche gli indicatori principali. Non centinaia ma pochi indicatori chiave. Per esempio:
- copertura arborea;
- suolo deimpermeabilizzato;
- popolazione entro 300 metri dal verde;
- tasso di sopravvivenza degli alberi;
- scuole verdi;
- stato dei corridoi;
- progetti completati.
Con:
- baseline;
- obiettivo;
- valore attuale;
- andamento.
Ogni indicatore porta ai dati
Se il cruscotto mostra: Copertura arborea: 21,4% deve essere possibile cliccare e vedere:
- definizione;
- anno;
- metodo;
- dataset;
- eventuale codice di elaborazione.
Il grafico è la superficie mentre il dato aperto rimane sotto.
Dal numero alla mappa
Un indicatore medio può nascondere differenze enormi per questo, quando appropriato, il dato deve poter essere visto anche geograficamente. Non soltanto: 21,4% cittadino. Ma: dove è alta? dove è bassa?
Questo è fondamentale per la partecipazione.
“Segnala”
Arriviamo alla funzione probabilmente più importante dal punto di vista civico. La piattaforma deve permettere al cittadino di segnalare: criticità e opportunità.
Non soltanto problemi. Questo è un elemento caratterizzante.
Non solo “c'è un ramo rotto”
Le categorie potrebbero comprendere:
MANUTENZIONE albero danneggiato, area verde degradata.
OPPORTUNITÀ spazio potenzialmente deimpermeabilizzabile.
OMBRA percorso o fermata particolarmente esposti.
MICROVERDE proposta di pocket park o nuova aiuola.
ACQUA problema o opportunità con drenaggio urbano.
AREA STRATEGICA segnalazione relativa a una trasformazione da verificare.
La piattaforma diventa anche uno strumento di osservazione civica del territorio.
Una categoria molto delicata: trasformazioni territoriali
Qui dobbiamo applicare il metodo sviluppato fin dall'inizio. Un cittadino potrebbe segnalare: “si parla di una possibile trasformazione su quest'area”. La piattaforma non deve trasformare automaticamente questa frase in: progetto urbanistico in corso. Deve mostrarla chiaramente come: Segnalazione da verificare.
Stati differenti, linguaggio differente
Per evitare equivoci possiamo utilizzare marcatori chiari:
- Segnalazione civica
- Informazione verificata
- Atto pubblico disponibile
- Progetto documentato
La distinzione metodologica diventa interfaccia.
La segnalazione deve poter essere seguita
Dopo l'invio il cittadino riceve un identificativo. Per esempio: SV-SEG-2028-00581.
Potrà conoscere lo stato:
- Ricevuta
- In verifica
- Assegnata
- Valutata
- Programmabile
- Non programmabile
- Intervento previsto
- Risolta
Il processo diventa visibile.
“Non programmabile” deve avere una spiegazione
Una proposta può essere respinta per molti motivi:
- Area privata.
- Sottoservizi.
- Problemi di sicurezza.
- Spazio insufficiente.
- Intervento già previsto.
ma la risposta: “non accolta” non basta. Una breve motivazione rende la partecipazione molto più seria.
Partecipazione significa restituzione
Questo è uno dei principi centrali del Collettivo e deve diventare una regola del sistema. Il cittadino dedica tempo a:
- segnalare;
- proporre;
- partecipare.
L'Amministrazione deve restituire almeno:
- stato;
- esito;
- motivazione.
Non necessariamente la risposta desiderata ma "Una risposta tracciabile".
Proporre un piccolo spazio verde
Potremmo sviluppare anche una procedura specifica molto semplice.
Proponi uno spazio verde
Il cittadino indica sulla mappa un punto o una piccola area --> Descrive l'idea -->Può aggiungere una fotografia -->La proposta entra nel sistema.
Poi:
- verifica della proprietà;
- fattibilità;
- indice di priorità;
- eventuale inserimento nella Mappa delle Opportunità.
La proposta non diventa un concorso di popolarità
Evitiamo però un sistema nel quale vince la proposta con più “like”. Un quartiere molto attivo digitalmente potrebbe prevalere su uno con maggiore bisogno. L'apprezzamento civico può essere un'informazione ma mai il criterio principale.
I dati decidono la priorità, la partecipazione aggiunge conoscenza
La formula dovrebbe essere: bisogno misurato + fattibilità + conoscenza locale + decisione politica.
Non: più voti = progetto finanziato.
La partecipazione democratica è più complessa di una piattaforma sociale.
Consultazioni specifiche
Per alcuni interventi la piattaforma potrà ospitare vere consultazioni. Per esempio una riqualificazione di piazza. Possibili sezioni:
- documentazione;
- alternative;
- mappe;
- domande;
- osservazioni.
Non semplicemente: Sì / No.
Meglio domande concrete:
- quali usi?
- quali problemi?
- quali priorità?
Consultazione prima del progetto definitivo
La piattaforma deve essere utilizzata abbastanza presto perché il contributo possa incidere. Se pubblichiamo la consultazione dopo che:
- progetto;
- budget;
- soluzioni
sono ormai definiti, rimane pochissimo spazio reale. La partecipazione deve entrare prima.
La relazione finale della consultazione
Alla chiusura dovrebbe essere pubblicato un documento sintetico:
- numero di contributi;
- temi principali;
- proposte;
- decisioni;
- cosa è stato accolto;
- cosa no;
- perché.
Possiamo chiamarlo:
Restituzione pubblica
Senza restituzione la consultazione rimane incompleta.
I Laboratori di Quartiere entrano nella piattaforma
La partecipazione fisica e quella digitale devono essere collegate. Se un Laboratorio di Quartiere produce:
- una mappa;
- dieci proposte;
- tre priorità,
questi risultati devono essere pubblicati sulla piattaforma. Il cittadino che non ha potuto partecipare deve poterli vedere.
E la piattaforma deve entrare nei laboratori
Durante gli incontri si possono utilizzare:
- mappe;
- dati;
- segnalazioni già raccolte;
- indicatori.
Il digitale non sostituisce il tavolo fisico. Lo rende più informato.
Nessun digital divide democratico
Dobbiamo essere molto attenti. Una piattaforma civica può aumentare la partecipazione di alcuni e contemporaneamente escludere:
- anziani;
- persone con poche competenze digitali;
- chi non dispone facilmente di connessione;
- chi preferisce altri canali.
- Per questo devono rimanere disponibili anche modalità:
- presenziali;
- telefoniche dove appropriate;
- assistite;
- tramite uffici o punti civici.
La piattaforma deve allargare, non restringere, la partecipazione.
Punti di accesso assistito
In alcune sedi pubbliche si potrebbe consentire supporto per:
- consultare;
- scaricare;
- presentare una segnalazione.
Biblioteche, URP, Altri spazi già esistenti; non serve necessariamente creare nuovi sportelli dedicati perchè possiamo utilizzare la rete esistente.
Accessibilità
La piattaforma deve essere progettata nativamente per essere accessibile. Non aggiungere una “modalità accessibile” successivamente. Serve attenzione a:
- tastiera;
- lettori di schermo;
- contrasto;
- struttura dei contenuti;
- mappe;
- moduli.
La partecipazione democratica non può escludere persone per una cattiva progettazione dell'interfaccia.
Le mappe pongono un problema particolare
Le informazioni geografiche possono essere difficili da utilizzare con alcune tecnologie assistive dobbiamo quindi offrire anche rappresentazioni alternative. Per esempio:
- elenchi per quartiere;
- ricerca per indirizzo;
- tabelle;
- descrizioni.
La mappa non deve essere l'unico modo per accedere al dato.
Mobile first, ma non app first
Molti cittadini accederanno dal telefono, la piattaforma deve quindi funzionare molto bene su dispositivi mobili ma questo non significa sviluppare immediatamente un'applicazione nativa.
Una buona web app può offrire gran parte delle funzioni e meno sistemi da mantenere.
PWA, se utile
Una Progressive Web App potrebbe essere valutata per funzioni come:
- segnalazioni dal territorio;
- fotografie;
- geolocalizzazione.
Ma soltanto se produce un vantaggio reale non perché la sigla sia moderna.
Fotografie nelle segnalazioni
Una fotografia può essere molto utile ma genera problemi da gestire:
- privacy;
- volti;
- targhe;
- dimensioni dei file;
- moderazione.
La piattaforma dovrà fornire indicazioni chiare e, quando necessario, strumenti di trattamento appropriati.
Moderazione
Uno spazio di partecipazione aperto può ricevere:
- spam;
- contenuti offensivi;
- segnalazioni false;
- dati personali impropri.
Serve quindi una policy pubblica di moderazione. Non censura delle opinioni ma regole su:
- contenuti;
- linguaggio;
- privacy;
- pertinenza.
Criticare l'Amministrazione deve essere consentito
Questo deve essere esplicito. Una piattaforma civica non può moderare una segnalazione semplicemente perché critica duramente una scelta pubblica. La moderazione deve riguardare:
- forma;
- legalità;
- sicurezza;
- dati personali.
Non il dissenso politico legittimo.
Segnalazioni pubbliche o private?
Non tutte devono necessariamente essere visibili integralmente. Potremmo distinguere: Alcune categorie possono alimentare una mappa pubblica anonimizzata. Altre, per ragioni di sicurezza o privacy, possono rimanere visibili soltanto all'utente e agli uffici.
La progettazione deve avvenire categoria per categoria.
Open Data sulle segnalazioni
I dati aggregati delle segnalazioni potrebbero essere molto utili. Per esempio:
- numero per categoria;
- quartiere;
- tempi medi di gestione;
- stati.
Questo permette di capire anche come funziona il sistema partecipativo. Naturalmente senza pubblicare dati personali.
Misurare la partecipazione
Non soltanto quanti account. Indicatori più interessanti potrebbero essere:
- segnalazioni ricevute;
- percentuale valutata;
- tempo medio di prima presa in carico;
- proposte inserite in programmi;
- consultazioni concluse con restituzione;
- quartieri coinvolti.
Misurare la qualità del processo, non soltanto il traffico sul sito.
Tempi di risposta realistici
La piattaforma non dovrebbe promettere: “risposta entro 48 ore” se l'organizzazione non può garantirla. Meglio distinguere tra:
- presa in carico;
- valutazione tecnica;
- eventuale intervento.
Una segnalazione di pericolo urgente ha tempi diversi da una proposta di nuovo pocket park.
Classificazione delle priorità
Le segnalazioni potrebbero essere classificate internamente:
Urgente sicurezza.
Ordinaria manutenzione.
Progettuale richiede valutazione.
Strategica riguarda pianificazione.
Il cittadino deve capire che categorie diverse hanno processi diversi.
La piattaforma non deve sostituire i canali di emergenza
Se cade un albero sulla strada o esiste una situazione immediatamente pericolosa, il cittadino deve utilizzare i canali previsti per le emergenze. La piattaforma deve indicarlo chiaramente e non possiamo creare aspettative sbagliate.
Il calendario della partecipazione
Una sezione potrebbe mostrare:
- Laboratori di Quartiere;
- consultazioni aperte;
- sopralluoghi;
- Forum Salerno Verde;
- incontri tecnici pubblici.
Con:
- data;
- documenti preparatori;
- modalità di partecipazione;
- risultati successivi.
Non pubblicare un evento dopo che è avvenuto
La trasparenza partecipativa richiede preavviso sufficiente: Gli incontri devono essere comunicati in tempo e la documentazione essenziale disponibile prima.
Questo permette una partecipazione informata.
Newsletter o notifiche tematiche
Il cittadino potrebbe scegliere di ricevere aggiornamenti su:
- quartiere;
- progetto;
- Bellaria;
- Irno;
- scuole verdi;
- Open Data.
Senza bombardarlo di comunicazioni generiche.
La partecipazione aumenta quando l'informazione è pertinente.
Seguimi questo progetto
Una funzione semplice: Segui progetto
Il cittadino riceve notifiche quando cambia:
- stato;
- documentazione;
- scadenza;
- lavori.
Non deve controllare continuamente il sito.
Seguimi questa area
Ancora più interessante per le aree strategiche. Un cittadino potrebbe seguire:
- Colle Bellaria;
- Litoranea Orientale;
- Foce dell'Irno.
E ricevere aggiornamenti quando nella piattaforma vengono pubblicati:
- nuovi atti;
- progetti;
- studi;
- interventi.
Questo rafforza la politica preventiva del territorio.
Ma non promettere sorveglianza assoluta
La piattaforma potrà notificare ciò che entra nei sistemi integrati ma non garantire automaticamente che ogni atto prodotto da qualunque ente venga intercettato. La comunicazione deve essere chiara sui limiti.
Area “Documenti in evidenza”
Per le questioni strategiche potremmo raccogliere:
- PUC;
- varianti;
- progetti;
- studi;
- atti.
Non tutti i cittadini sanno dove cercarli. La piattaforma può fare un lavoro fondamentale di organizzazione della conoscenza pubblica.
Il linguaggio
I documenti amministrativi devono rimanere disponibili nella loro forma ufficiale ma la piattaforma dovrebbe anche offrire, per i principali progetti, una spiegazione in linguaggio più accessibile.
Non semplificare fino a deformare ma tradurre la complessità.
“In poche parole”
Ogni grande progetto potrebbe avere:
- Cos'è
- Perché viene realizzato
- Cosa cambia
- Quanto costa
- A che punto è
Poi, per chi vuole approfondire: documentazione completa.
Due livelli di lettura quindi.
Trasparenza radicale senza sovraccarico informativo
Pubblicare tutto può paradossalmente rendere difficile capire qualcosa. La piattaforma deve quindi organizzare.
Prima: informazione essenziale.
Poi: dettaglio.
Poi: dato grezzo.
Il cittadino sceglie quanto approfondire.
La sezione Open Data deve rimanere autonoma
Non nascondiamo i download dentro le pagine informative. Deve esistere un catalogo chiaramente riconoscibile. Con:
- dataset;
- API;
- licenze;
- metadati.
La piattaforma civica integra l'Open Data non lo trasforma in semplice visualizzazione.
La sezione Software Libero
Salerno Verde dovrebbe dichiarare apertamente anche ciò che utilizza e sviluppa. Una pagina potrebbe mostrare:
- componenti principali;
- repository;
- licenze;
- versioni;
- documentazione.
Questo rende visibile la politica tecnologica.
“Costruito con Software Libero”
Non come adesivo pubblicitario ma come informazione di trasparenza.
Il cittadino può sapere:
- quali componenti sono pubblici;
- dove trovare il sorgente;
- come segnalare un problema tecnico.
La roadmap pubblica
Una sezione:
Cosa stiamo costruendo
potrebbe mostrare:
- funzioni previste;
- prossimi dataset;
- moduli in sviluppo;
- miglioramenti.
La piattaforma stessa diventa un progetto aperto.
Issue tecniche e segnalazioni civiche vanno separate
Questo è importante. Un bug nella mappa deve andare nell'issue tracker software mentre un albero danneggiato nella piattaforma civica.
Sono due processi differenti e l'utente deve essere indirizzato correttamente.
La piattaforma come laboratorio di trasparenza
Salerno Verde può diventare un caso pilota più ampio per il Comune. Molti strumenti sviluppati potrebbero un giorno essere riutilizzati per altri progetti civici:
- lavori pubblici;
- mobilità;
- patrimonio;
- cultura.
Non allarghiamo ora lo scopo ma progettiamo pensando al possibile riuso.
Identità digitale civica, non brand commerciale
L'interfaccia dovrebbe avere una identità chiara ma non trasformarsi in un esercizio di branding. Prima:
- leggibilità;
- accessibilità;
- velocità;
- funzionalità.
Una piattaforma civica è buona se serve, non se impressiona.
Performance
Mappe molto pesanti e pagine lente possono rendere il sistema inutilizzabile soprattutto da mobile. Servono:
- ottimizzazione;
- cache;
- dati generalizzati dove appropriati;
- progressive loading.
Anche le prestazioni sono una forma di accessibilità.
Connessioni lente
Il sistema dovrebbe essere utilizzabile anche senza fibra o dispositivi recentissimi perchè non tutti hanno lo stesso hardware.
Questo deve influenzare le scelte tecnologiche.
Privacy senza dark pattern
Se utilizziamo cookie o strumenti di analisi, le scelte devono essere:
- chiare;
- minime;
- rispettose.
Non serve costruire una piattaforma civica aperta e poi utilizzare sistemi invasivi di tracciamento commerciale.
Analytics pubblici e rispettosi
Potremmo preferire strumenti di analisi compatibili con la filosofia del progetto e raccogliere soltanto ciò che serve per migliorare il servizio.
- Quanti visitano la mappa?
- Quali dataset sono usati?
- Quali funzioni funzionano?
Non abbiamo bisogno di costruire profili pubblicitari dei cittadini.
Nessuna pubblicità
La piattaforma deve rimanere un servizio civico. Eventuali collaborazioni o sponsorizzazioni non devono trasformare l'interfaccia in spazio commerciale.
API e piattaforma civica
Una scelta importante è fare in modo che anche l'interfaccia ufficiale utilizzi, per quanto possibile, le stesse API pubbliche.
Questo produce un vantaggio: se l'API è abbastanza buona da alimentare il servizio comunale, probabilmente sarà abbastanza buona anche per il riuso esterno. Il Comune diventa il primo utilizzatore dei propri Open Data.
Dogfooding pubblico
Possiamo prendere in prestito un concetto del software: usare noi stessi ciò che produciamo.
Se il portale comunale non riesce a utilizzare l'API Salerno Verde perché incompleta, dobbiamo migliorarla non costruire un canale privilegiato invisibile e lasciare al pubblico una versione peggiore.
Dati in tempo quasi reale? Solo dove serve
Non tutto richiede aggiornamenti immediati: Lo stato di una segnalazione può beneficiare di aggiornamenti rapidi mentre la copertura arborea no.
Evitiamo infrastrutture costose per dare una falsa sensazione di “real time”. La frequenza deve dipendere dalla natura del dato.
Offline e sopralluoghi
Gli operatori potrebbero avere bisogno di aggiornare alcune informazioni sul territorio. In futuro la piattaforma gestionale potrebbe supportare:
- rilievi mobile;
- sincronizzazione;
- fotografie;
- GPS.
Ma questa è una funzione interna. La sviluppiamo solo quando esiste un processo operativo chiaro.
Citizen science
La piattaforma potrebbe ospitare anche specifici programmi collaborativi. Per esempio:
- osservazione degli impollinatori;
- monitoraggio scolastico;
- fotografie stagionali degli alberi.
Ma devono avere:
- protocollo;
- obiettivo;
- responsabile;
- qualità del dato.
Non un contenitore generico di osservazioni.
Distinguere citizen science e segnalazioni
Una osservazione: “ho visto questa specie di farfalla” è diversa da: “questo albero è pericolante”. I due dataset hanno:
- processi;
- affidabilità;
- responsabilità
- differenti.
Il sistema deve distinguerli.
La piattaforma come archivio della memoria
Tra vent'anni potremmo consultare la scheda di un progetto completato nel 2029 e vedere:
- com'era prima;
- come è stato progettato;
- quanto è costato;
- cosa è cambiato;
- quali indicatori ha prodotto.
La piattaforma diventa un enorme archivio civico della trasformazione urbana.
Prima e dopo
Per molti interventi sarebbe utile mantenere fotografie standardizzate.
- Prima.
- Dopo.
- Uno, tre, cinque anni dopo.
Particolarmente per:
- alberature;
- depaving;
- pocket park;
- scuole.
Il cittadino vede il tempo biologico del progetto.
Non cancellare i progetti falliti
Se un progetto non funziona deve rimanere documentato. Possiamo spiegare:
- obiettivo;
- problema;
- correzione.
La piattaforma deve conservare anche la memoria degli errori. È essenziale per imparare.
Una sezione “Cosa abbiamo imparato”
Potrebbe raccogliere brevi note sui progetti pilota. Per esempio:
“questa specie ha mostrato bassa sopravvivenza in questo contesto”.
“questa soluzione di drenaggio ha richiesto più manutenzione del previsto”.
Trasformare gli errori in conoscenza condivisa.
Partecipazione e conoscenza si incontrano
A questo punto la piattaforma smette di essere soltanto un sito e diventa il luogo nel quale si incontrano:
- dato pubblico
- conoscenza tecnica
- decisione amministrativa
- osservazione civica
- controllo democratico
Questa è la sua vera funzione.
Minimo Prodotto Civico Utile
Anche qui dobbiamo applicare il principio incrementale. La prima versione non deve avere cinquanta funzioni e potrebbe contenere soltanto:
- mappa;
- progetti;
- primi Open Data;
- segnalazioni;
- indicatori essenziali.
Ma quelle funzioni devono funzionare davvero.
Versione 0.1
Immaginiamo:
- Mappa
- Progetti
- Open Data
- Segnala
- Stato segnalazioni
- Indicatori principali
Già questo sarebbe un enorme salto rispetto a un normale sito informativo.
Poi ascoltare gli utenti
Dopo alcuni mesi analizziamo:
- cosa viene utilizzato?
- dove gli utenti si bloccano?
- quali richieste emergono?
Solo dopo aggiungiamo funzioni. Il cittadino partecipa anche al miglioramento dello strumento di partecipazione.
Codice pubblico della piattaforma
La Piattaforma Civica dovrebbe naturalmente essere uno dei candidati principali alla politica Public Money, Public Code.
- Repository pubblico.
- Licenza libera.
- Documentazione.
- Issue tracker tecnico.
così che anche altri Comuni potrebbero riutilizzarla.
Configurabile
Se ben progettata, la piattaforma potrebbe essere configurabile.
- Nome.
- Logo.
- Confini.
- Categorie.
- Workflow.
- Dataset.
In questo modo può diventare un software civico riusabile senza costruire una fork diversa per ogni città.
Un possibile risultato nazionale
Non è l'obiettivo iniziale ma è una possibilità interessante. Una città di medie dimensioni potrebbe sviluppare un modello di piattaforma civica per la gestione partecipata dell'infrastruttura verde che altre amministrazioni possono adottare.
Salerno diventerebbe produttrice di innovazione civica aperta.
Ma prima deve funzionare a Salerno
Non progettiamo pensando alla notorietà del software, progettiamo per risolvere problemi locali.
Il riuso sarà una conseguenza della buona architettura non l'obiettivo principale.
Il costo
La piattaforma avrà costi.
- Sviluppo.
- Server.
- Sicurezza.
- Manutenzione.
- Supporto.
- Moderazione.
- Gestione delle segnalazioni.
La voce più importante potrebbe persino non essere tecnologica: Le persone che devono far funzionare il processo.
Una piattaforma senza uffici che rispondono è inutile
Questo è forse il principio più importante dell'intero capitolo. Possiamo costruire il miglior software possibile ma se dietro il pulsante “Segnala” non esiste:
- responsabile;
- workflow;
- tempo;
- risposta,
la piattaforma produce soltanto frustrazione.
La partecipazione digitale comincia nell'organizzazione amministrativa, non nel codice.
Nessuna funzione senza un processo
Prima di inserire un pulsante chiediamo:
- chi riceve?
- chi valuta?
- che stati possiede?
- come si chiude?
- quali tempi?
Se non abbiamo una risposta, la funzione non è pronta.
Il servizio viene prima del software
Questa deve essere una regola assoluta: prima progettare il servizio, poi sviluppare il software che lo sostiene.
Non viceversa.
Il Patto di risposta
Potremmo rendere pubblico un piccolo:
Patto di risposta della Piattaforma Civica
che spieghi:
- cosa può essere segnalato;
- cosa no;
- quali stati esistono;
- quali tempi indicativi;
- cosa aspettarsi.
Una aspettativa realistica vale più di una promessa impossibile.
Il cittadino deve capire cosa può incidere
La piattaforma deve distinguere chiaramente: segnalazione di manutenzione da proposta progettuale da consultazione politica.
Non tutte producono lo stesso tipo di risposta ed evita false aspettative.
Trasparenza sulle competenze
Una segnalazione potrebbe riguardare qualcosa che non compete al Comune. In quel caso il sistema dovrebbe poter indicare: non di competenza comunale e, quando possibile, quale soggetto è competente.
Non lasciare semplicemente la richiesta senza risposta.
Interoperare con altri sistemi
Se esistono già strumenti comunali per:
- protocollo;
- segnalazioni;
- documenti;
- identità,
la Piattaforma Civica dovrebbe integrarli quando conveniente e non duplicare inutilmente. L'interoperabilità è parte della strategia.
Nessun nuovo sito
Questo è il rischio. Costruire:
- portale Salerno Verde;
- database Salerno Verde;
- segnalazioni Salerno Verde
completamente separati da tutto il resto del Comune. Il progetto deve invece diventare un modello di integrazione.
API anche interne
Le API non servono soltanto al pubblico. Possono collegare:
- protocollo;
- GIS;
- sistema lavori pubblici;
- Open Data;
- portale.
L'architettura aperta facilita anche la cooperazione tra uffici.
Un'unica identità del progetto
Il cittadino non dovrebbe sapere quale database o ufficio gestisce internamente la propria richiesta.
Vede: Salerno Verde e il sistema si occupa di instradarla. Questa è la funzione di una buona piattaforma.
La dashboard amministrativa
Dietro la componente pubblica serve naturalmente una interfaccia per gli operatori.
- Segnalazioni aperte.
- Progetti da aggiornare.
- Dataset scaduti.
- Scadenze.
La piattaforma deve aiutare anche chi deve rispondere ai cittadini.
Non costruire un sistema di controllo dei dipendenti
Gli indicatori operativi servono a capire se il processo funziona non a trasformare ogni attività in una classifica individuale. Le prestazioni vanno lette a livello organizzativo e secondo le regole del lavoro pubblico.
Misurare i colli di bottiglia
Se cento segnalazioni rimangono per mesi nello stesso stato, il sistema deve renderlo visibile. Potrebbe esserci:
- mancanza di personale;
- workflow sbagliato;
- competenza incerta.
La piattaforma diventa strumento di miglioramento amministrativo.
Dalla segnalazione alla programmazione
Il vero salto avviene quando i contributi civici vengono aggregati. Dieci segnalazioni isolate: “qui manca ombra” possono indicare un problema di quartiere.
La piattaforma può aiutare a trasformare microinformazioni in conoscenza programmatoria.
Ma senza confondere frequenza e importanza
Un problema molto segnalato non è automaticamente quello più grave. La frequenza è un indicatore e va combinato con:
- dati climatici;
- densità;
- vulnerabilità;
- fattibilità.
Ancora una volta, tecnologia e partecipazione supportano la decisione non la sostituiscono.
Una infrastruttura per il conflitto democratico
La piattaforma non deve cercare di mostrare una città sempre concorde. Una consultazione può produrre posizioni opposte.
Possiamo pubblicare:
- argomenti;
- dati;
- esiti.
Il conflitto, se civile e documentato, è parte della democrazia.
Niente “community” artificiale
Non abbiamo bisogno di trasformare il portale in un social network comunale con:
- follower;
- reazioni;
- gamification generalizzata.
La partecipazione civica ha logiche differenti. Pochi strumenti, seri, tracciabili.
Gamification soltanto dove appropriata
In attività educative o citizen science alcune dinamiche ludiche possono essere utili ma non dobbiamo attribuire punti a chi presenta più segnalazioni. Questo potrebbe incentivare quantità invece di qualità.
La qualità della partecipazione
Il successo della piattaforma non sarà: 100.000 utenti registrati. Sarà piuttosto:
- contributi utili;
- risposte;
- decisioni più informate;
- dati corretti;
- quartieri coinvolti;
- maggiore controllo pubblico.
Rapporto annuale sulla partecipazione
Accanto al Rapporto Salerno Verde potremmo pubblicare alcuni dati sulla piattaforma.
- Quante segnalazioni?
- Quante chiuse?
- Quante proposte inserite in programmazione?
- Quali consultazioni?
- Quali quartieri meno rappresentati?
Questo permette di migliorare anche la democrazia del progetto.
Cercare chi non partecipa
Se scopriamo che quasi tutti gli utenti provengono da pochi quartieri, non dobbiamo semplicemente congratularci per l'alta partecipazione. Dobbiamo chiedere: chi manca? E organizzare attività specifiche sul territorio.
La piattaforma non sostituisce la politica
Questa frase va ripetuta. Un software può raccogliere:
- dati;
- proposte;
- opinioni.
ma non può assumersi la responsabilità di decidere:
- dove costruire;
- quale area tutelare;
- come distribuire le risorse.
La piattaforma rende la decisione più aperta e verificabile. La decisione rimane pubblica.
Un luogo digitale in cui la città può vedere se stessa
Alla fine la Piattaforma Civica Salerno Verde dovrebbe permettere a Salerno di osservarsi.
- Dove sono i propri alberi.
- Dove manca il verde.
- Cosa sta cambiando.
- Cosa è stato promesso.
- Cosa è stato realizzato.
- Dove i cittadini segnalano problemi.
- Quanto siamo lontani dagli obiettivi.
È una specie di specchio pubblico del territorio.
Dalla piattaforma alla partecipazione attiva
Ma lo specchio non basta. Il cittadino deve poter :
- Intervenire.
- Segnalare.
- Proporre.
- Controllare.
- Seguire.
- Ricevere risposta.
È qui che la piattaforma diventa realmente civica.
Il principio conclusivo
Salerno Verde non deve chiedere al cittadino: “Hai qualcosa da dirci?” e poi lasciare il contributo in una casella.
Deve costruire una relazione più precisa:
SEGNALA → SEGUI → VERIFICA → RICEVI RISPOSTA
e, quando il tema è progettuale:
CONOSCI → PROPONI → DISCUTI → VEDI LA DECISIONE → CONTROLLA IL RISULTATO
Questa è partecipazione digitale attiva. Non sostituisce:
- assemblee;
- quartieri;
- associazioni;
- istituzioni.
Le collega e rende possibile una cosa molto semplice ma ancora troppo rara:
sapere che fine ha fatto la propria partecipazione.
La Piattaforma Civica Salerno Verde dovrà servire precisamente a questo. Non soltanto mostrare una città più verde.
Permettere alla città di partecipare alla sua costruzione.