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democrazia

La legge elettorale non appartiene alla maggioranza. Appartiene al popolo

Inviato da enzo de simone il
C'è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui, ormai da decenni, in Italia discutiamo della legge elettorale. Ogni volta ricominciamo quasi dallo stesso punto: una maggioranza politica ritiene che il sistema vigente non sia più adeguato, presenta una nuova formula, calcola soglie, collegi, premi, liste, coalizioni e meccanismi di attribuzione dei seggi, mentre le opposizioni denunciano il tentativo di costruire una legge favorevole a chi in quel momento governa. Poi cambiano maggioranza e opposizione, ma troppo spesso non cambia il metodo. È questo metodo che riteniamo inaccettabile. Il problema, infatti, viene prima della discussione tra proporzionale e maggioritario, tra preferenze e collegi uninominali, tra premi di maggioranza e soglie di sbarramento. La domanda preliminare dovrebbe essere un'altra: è democraticamente accettabile che una maggioranza politica possa modificare, con una normale maggioranza parlamentare, le regole attraverso le quali verrà scelta la maggioranza politica successiva? Per noi la risposta è no.

La legge lo consente. Ma è giusto? Il caso delle foto diffuse dalla Questura di Salerno

Inviato da enzo de simone il
Una ragazza di 23 anni viene aggredita il 23 settembre nel centro storico di Salerno, in un episodio di estrema gravità sul quale magistratura e forze dell’ordine hanno naturalmente il dovere di indagare fino all’individuazione del responsabile. Su questo non può esistere alcuna discussione, così come non può esservi alcuna esitazione nell’esprimere solidarietà alla giovane vittima e nel pretendere che chi ha commesso un gesto tanto grave venga individuato e chiamato a risponderne secondo la legge. Esiste però un’altra questione, distinta dalla gravità dell’aggressione e dalla necessità di individuarne l’autore, sulla quale riteniamo necessario riflettere, perché riguarda il rapporto tra attività investigativa, diritti individuali e trasformazioni profonde prodotte dalla società digitale. Nel corso delle indagini, infatti, la Questura di Salerno ha deciso di rendere pubbliche le immagini di un uomo ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, chiedendo ai cittadini di contribuire alla sua identificazione; l’uomo è stato successivamente rintracciato ad Ariano Irpino, fermato e condotto in carcere, mentre attraverso il proprio difensore si è dichiarato innocente.

Trump TV: il giudice riapre le porte ai giornalisti, ma resta accesa la TV del Presidente

Inviato da enzo de simone il
Quando pochi giorni fa abbiamo scritto di Trump TV, avevamo deciso di non liquidare il fenomeno con una battuta, nonostante il nome scelto dalla Casa Bianca e alcuni aspetti quasi grotteschi dell'operazione si prestassero facilmente all'ironia. La questione che ci interessava era molto più seria: mentre alcune importanti organizzazioni giornalistiche venivano escluse dalla Casa Bianca, l'amministrazione statunitense metteva in funzione un proprio flusso televisivo permanente, chiamandolo non White House TV o Presidential TV, ma semplicemente Trump TV. Avevamo quindi posto una domanda: che cosa accade quando il potere politico, oltre a limitare l'accesso di chi deve osservarlo dall'esterno, costruisce contemporaneamente uno strumento attraverso il quale può raccontare direttamente se stesso?

Trump TV: quando la voce del Presidente rischia di confondersi con quella dello Stato

Inviato da tuxsa il
C'è qualcosa che colpisce ancora prima di accendere Trump TV, ed è proprio il suo nome. Non White House TV, non Presidential TV, non un nome che richiami l'istituzione destinata a sopravvivere alle persone che temporaneamente la rappresentano, ma semplicemente Trump TV. Può sembrare una trovata di marketing e certamente contiene una fortissima componente comunicativa, ma proprio per questo solleva una domanda che non è affatto marginale: quando uno strumento ufficiale della Casa Bianca viene identificato con il cognome del Presidente in carica, dove termina la comunicazione dell'istituzione e dove comincia quella personale di Donald Trump?

Salerno, la democrazia non può fuggire dall'Aula

Inviato da enzo de simone il
Non è ancora accaduto. Ed è proprio per questo che ne parliamo adesso. Undici consiglieri di opposizione hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio comunale di Salerno per affrontare due questioni che meritano un confronto pubblico: la vicenda del Grand Hotel Salerno e quella relativa all'alienazione dei suoli della Foce dell'Irno.

Il Consiglio comunale in streaming? Bene. Ma non chiamatela partecipazione

Inviato da tuxsa il
La richiesta avanzata da alcune associazioni salernitane - termine che ormai viene utilizzato con una certa generosità e che finisce per comprendere anche aggregazioni e coalizioni protagoniste di recenti esperienze elettorali cittadine - di trasmettere in diretta streaming le sedute del Consiglio comunale di Salerno è certamente condivisibile. Più informazione è sempre meglio di meno informazione. Consentire a chi non può essere fisicamente presente di seguire una seduta consiliare significa rendere più accessibile ciò che accade nelle istituzioni cittadine. Ma fermiamoci alle parole corrette: questa è trasparenza, è informazione. Non è ancora partecipazione democratica.

Satana al Duomo? Un paradosso per capire cosa sta davvero accadendo a Salerno

Inviato da enzo de simone il
Immaginate per un momento che a Salerno venga organizzata la presentazione di un libro dal titolo «Come praticare il satanismo ed essere felici» nell’Atrio del Duomo. Un libro scritto da seguaci dichiarati di Satana, che rivendicano apertamente la forza del Male e la superiorità delle tenebre sulla luce. Un luogo sacro, simbolo della fede cristiana e della storia cittadina, trasformato in palco per l’apologia del diavolo.

Segretezza e trasparenza tra politica, arte, digitalizzazione. Dal segretario di lettere alla governamentalità algoritmica

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Anno pubblicazione
2024
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Il volume raccoglie i contributi di studiosi e studenti che hanno partecipato all’insegnamento di Filosofia Politica per il corso di studi magistrale in Filosofia del Dipartimento di Studi Umanistici della Università “Federico II” e alla sperimentazione didattica che ne è seguita. Le sfide e i problemi inediti cui sono sottoposti i sistemi democratico-costituzionali sono all’origine della scelta del programma di lavoro, dedicato ai temi della segretezza e della trasparenza democratica. Nei diversi ambiti del governo e dell’amministrazione, infatti, il ricorso alla segretezza e la ricerca della trasparenza e della visibilità/misurabilità politica hanno assunto un’importanza sempre maggiore. Il corso si è dunque posto l’obiettivo di illustrare i principali nuclei storici e concettuali che, a partire dalle riflessioni sulle arti del governo e attraverso l’analisi dei percorsi della sovranità, sono giunti a definire gli elementi fondativi di quella misura costituzionale tra segretezza e trasparenza che condiziona i regimi democratici contemporanei, in modo da rintracciare gli elementi di tensione che la attraversano. L’ipotesi è che, non solo il governo pubblico della segretezza rappresenti una tra le principali sfide della democrazia, ma anche la trasparenza si presenti con l’opacità tipica della segretezza. In tal senso, oggi il lessico e la grammatica della politica democratica sono messi in questione e richiedono uno sforzo di ripensamento di quella misura che la modernità ha predisposto, ma che la nostra attualità sembra aver messo in crisi.

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Libro
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