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Diritto all’oblio, il Tribunale ferma Google: i diritti non possono dipendere da un modulo privato

Inviato da tuxsa il
Una decisione del Tribunale di Milano riporta al centro dell’attenzione una questione fondamentale della società digitale: chi decide che cosa deve continuare ad apparire quando cerchiamo il nome di una persona su Internet e, soprattutto, attraverso quali regole viene presa questa decisione? Il 6 ottobre 2026 il Tribunale di Milano ha accolto un’azione inibitoria collettiva promossa da alcuni membri dell’associazione Algopolio nei confronti di Google LLC, Google Ireland Limited e Google Italy S.r.l., intervenendo sulle procedure utilizzate dal motore di ricerca per gestire le richieste di deindicizzazione formulate nell’esercizio del cosiddetto diritto all’oblio. Google dovrà adeguare le proprie procedure entro il 15 novembre.

La legge lo consente. Ma è giusto? Il caso delle foto diffuse dalla Questura di Salerno

Inviato da enzo de simone il
Una ragazza di 23 anni viene aggredita il 23 settembre nel centro storico di Salerno, in un episodio di estrema gravità sul quale magistratura e forze dell’ordine hanno naturalmente il dovere di indagare fino all’individuazione del responsabile. Su questo non può esistere alcuna discussione, così come non può esservi alcuna esitazione nell’esprimere solidarietà alla giovane vittima e nel pretendere che chi ha commesso un gesto tanto grave venga individuato e chiamato a risponderne secondo la legge. Esiste però un’altra questione, distinta dalla gravità dell’aggressione e dalla necessità di individuarne l’autore, sulla quale riteniamo necessario riflettere, perché riguarda il rapporto tra attività investigativa, diritti individuali e trasformazioni profonde prodotte dalla società digitale. Nel corso delle indagini, infatti, la Questura di Salerno ha deciso di rendere pubbliche le immagini di un uomo ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, chiedendo ai cittadini di contribuire alla sua identificazione; l’uomo è stato successivamente rintracciato ad Ariano Irpino, fermato e condotto in carcere, mentre attraverso il proprio difensore si è dichiarato innocente.

LocalSend sfiderà i servizi Cloud: l'alternativa open source ad AirDrop conquista la community

Inviato da tuxsa il
LocalSend è una soluzione open-source e multipiattaforma (disponibile per Windows, macOS, Linux, Android e iOS) progettata per inviare file, foto, video e testi tra dispositivi collegati alla stessa rete Wi-Fi o locale, senza dover passare per Internet o servizi Cloud di terze parti. Perché sta riscuotendo così tanto successo: Privacy e Sicurezza Totale: Non richiedendo server esterni o account di registrazione, i dati condivisi non abbandonano mai la rete locale. Inoltre, la trasmissione tra dispositivi utilizza crittografia end-to-end (TLS/HTTPS). Cross-Platform Senza Vincoli: Supera il limite dei sistemi proprietari (come Apple AirDrop o Google Quick Share), consentendo il trasferimento immediato tra sistemi operativi differenti (ad esempio da uno smartphone Android a un PC Linux o Mac). Indipendenza e Codice Aperto: Il codice sorgente è interamente trasparente e controllabile dalla community, garantendo l'assenza di tracciamento, telemetria o pubblicità.

Guida a Lemmy: Cos'è e come funziona l'alternativa libera e federata a Reddit

Inviato da tuxsa il
In un’era in cui i grandi social network commerciali monetizzano la privacy, introducono algoritmi opachi e modificano unilateralmente le proprie politiche, cresce l'interesse verso il Fediverso. In questo panorama, Lemmy rappresenta la risposta aperta, decentralizzata e priva di tracciamenti al modello di aggregazione di notizie e discussione basato su forum. Ma cos'è esattamente Lemmy, come si differenzia dai social tradizionali e quali sono le sue peculiarità? Lemmy è un aggregatore di link e piattaforma di discussione open source basato su architettura federata. Sviluppato in linguaggio Rust, è progettato per essere estremamente leggero, veloce e semplice da installare anche su hardware modesto.

F-Droid 2.0: dieci anni dopo, si rinnova lo store libero per Android

Inviato da tuxsa il
F-Droid 2.0 è arrivato. Dopo oltre un anno di sviluppo e quattordici versioni di test, il progetto ha pubblicato il più importante aggiornamento della propria applicazione degli ultimi dieci anni, ridisegnando quasi completamente l'interfaccia e modernizzando buona parte del codice. Ma la nuova versione arriva soprattutto in un momento nel quale il ruolo degli store alternativi e la libertà di installare software sui dispositivi Android stanno assumendo un'importanza che va molto oltre l'aspetto tecnico. F-Droid esiste dal 2010 e parte da un'idea molto semplice: costruire un ecosistema attraverso il quale trovare, installare e aggiornare applicazioni Android libere e open source senza dipendere necessariamente dallo store di Google. Non è semplicemente un catalogo di APK.

Non abbiamo un problema con l’Intelligenza Artificiale. Abbiamo un problema con la nostra cultura digitale

Inviato da enzo de simone il
Da mesi, forse da anni, discutiamo dei pericoli dell’Intelligenza Artificiale come se improvvisamente fosse comparso davanti a noi un oggetto completamente estraneo alla storia recente della tecnologia e della società. Si moltiplicano gli allarmi, gli appelli alla regolamentazione, le richieste di nuovi divieti, le previsioni catastrofiche e le descrizioni di un futuro nel quale le macchine potrebbero sottrarci capacità, lavoro, autonomia e persino la possibilità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Molti di questi problemi esistono e sarebbe irresponsabile negarli. Ma concentrando quasi tutta l’attenzione sull’Intelligenza Artificiale rischiamo di non vedere qualcosa di molto più grande e, soprattutto, di molto più antico: non abbiamo ancora imparato, come società, a usare consapevolmente gli strumenti digitali che già possediamo.

Levyra: musica libera da account, pubblicità e tracciamento. Un nuovo player open source per Android e Windows

Inviato da tuxsa il
Il panorama dei lettori musicali è affollatissimo, ma trovare un programma che provi a mettere insieme streaming, musica conservata localmente, download, testi sincronizzati, radio, riconoscimento dei brani e gestione della propria biblioteca senza costruire intorno all'utente un sistema di account e profilazione è decisamente meno comune. È proprio in questo spazio che prova a inserirsi Levyra, un progetto relativamente giovane e ancora poco conosciuto che merita attenzione soprattutto da parte di chi considera il Software Libero non soltanto una questione di licenza, ma anche uno strumento per mantenere il controllo sui propri dati e sui propri contenuti.

Per ritirare un libro devo avere WhatsApp? Quando una scelta privata diventa un obbligo di fatto

Inviato da enzo de simone il
Sono andato in libreria per ritirare un libro che avevo ordinato. Il libro non era ancora arrivato. «Nessun problema», mi ha detto l’addetta. «Quando arriverà le verrà inviato un messaggio». Fin qui, nulla di strano. Se non fosse che quel messaggio, nelle due occasioni precedenti, non era mai arrivato, nonostante il mio indirizzo email e il mio numero di telefono fossero corretti. Per verificare il problema, l’addetta mi ha mostrato un cartoncino con un QR code di WhatsApp: «Controlli qui che i dati siano esatti». Ed è a quel punto che è emerso il vero problema.

Perché LibreOffice ha detto “No” all’Intelligenza Artificiale (e perché è un’ottima notizia)

Inviato da enzo de simone il
In questi tempi sembra quasi un obbligo: se apri un'app o un programma, deve esserci un pulsante con le scintille che ti promette di scrivere testi al posto tuo, riassumere le tue email o creare diapositive in due secondi. Eppure, c'è chi ha deciso di andare controcorrente.