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gnu/linux

OpenSSH 10.6: la sicurezza guarda al futuro post-quantistico, mentre l’IA entra nella ricerca delle vulnerabilità

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È disponibile OpenSSH 10.6, nuova versione di uno degli strumenti fondamentali dell'infrastruttura Internet e dei sistemi GNU/Linux e Unix. La release corregge diversi problemi di sicurezza, rafforza alcune protezioni interne e introduce un nuovo algoritmo ibrido di firma resistente agli attacchi dei futuri computer quantistici, ma contiene anche una riflessione particolarmente interessante degli stessi sviluppatori sull'impiego dell'intelligenza artificiale nella ricerca delle vulnerabilità: gli strumenti automatici stanno effettivamente individuando problemi reali, ma il loro contributo diventa realmente utile soltanto quando viene accompagnato dall'analisi umana, da casi di test riproducibili e, possibilmente, da una correzione concreta.

Linux nei sistemi critici: ELISA accoglie Cregit e stress-ng per rendere il Software Libero più verificabile

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Linux continua a spingersi in territori nei quali un errore software non significa semplicemente chiudere e riaprire un programma. Il progetto ELISA, nato per favorire l'utilizzo di Linux e del Software Libero nei sistemi safety-critical, ha annunciato l'ingresso nel proprio ecosistema di Cregit e stress-ng, due strumenti molto differenti ma complementari: il primo permette di ricostruire con maggiore precisione la storia e la provenienza del codice, mentre il secondo sottopone hardware e software a centinaia di differenti condizioni di stress per verificarne comportamento, stabilità e affidabilità. La notizia può apparire estremamente specialistica, ma riguarda in realtà una trasformazione che sta avvenendo da tempo e che progressivamente porta Linux molto lontano dal computer sul quale lo abbiamo conosciuto.

FreeLinX: un Linux senza GNU, GCC e glibc

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Nel panorama delle distribuzioni Linux è relativamente facile imbattersi in un nuovo progetto. Molto più raro è incontrarne uno che cerchi realmente di costruire qualcosa di diverso alla base, invece di prendere una distribuzione già esistente, modificarne l'ambiente grafico, aggiungere alcuni programmi e pubblicare una nuova immagine ISO. FreeLinX appartiene decisamente alla seconda categoria. Il progetto si presenta infatti come una distribuzione Linux indipendente, costruita praticamente da zero, basata sul kernel Linux ma progettata deliberatamente per fare a meno di alcuni componenti che, da decenni, siamo abituati ad associare quasi automaticamente a un sistema GNU/Linux: GCC, glibc e buona parte dell'ambiente GNU. Al loro posto troviamo una combinazione decisamente meno comune: userland derivato da NetBSD, libreria C musl e toolchain LLVM/Clang.

coreboot 26.09: liberare il computer prima ancora che parta Linux

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È disponibile coreboot 26.09, nuova versione del progetto libero che prova a sostituire una delle componenti meno visibili e contemporaneamente più profonde dei nostri computer: il firmware utilizzato per inizializzare l'hardware prima dell'avvio del sistema operativo. La release porta oltre 1.300 modifiche realizzate da 120 autori e concentra gran parte del lavoro sulla sicurezza e sull'affidabilità del codice, ma offre soprattutto l'occasione per porre una domanda che spesso dimentichiamo quando parliamo di Software Libero: quanto è realmente libero un computer sul quale abbiamo installato GNU/Linux?

Qt 6.12 LTS: cinque anni di supporto per una delle fondamenta del desktop libero

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Qt 6.12 è disponibile. Pubblicata il 30 settembre 2026, la nuova versione del framework multipiattaforma è una release Long Term Support che sarà mantenuta per cinque anni e introduce miglioramenti importanti sul fronte della sicurezza, delle prestazioni grafiche e degli strumenti destinati agli sviluppatori. Dietro le singole novità c'è però una questione ancora più interessante: come si costruisce un'infrastruttura software capace di rimanere affidabile e mantenibile nel tempo? Per molti utenti GNU/Linux il nome Qt è inevitabilmente associato a KDE Plasma, ma limitarsi a questa relazione significherebbe descrivere soltanto una parte molto piccola del progetto. Qt è infatti un framework attraverso il quale gli sviluppatori possono costruire applicazioni grafiche e servizi destinati a sistemi operativi e dispositivi molto differenti, condividendo una parte considerevole dello stesso codice.

antiX 26.1: Debian 13 senza systemd continua la sua strada

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È disponibile antiX 26.1, nuovo aggiornamento della distribuzione GNU/Linux conosciuta soprattutto per due caratteristiche che la distinguono nel panorama attuale: la capacità di funzionare bene anche su computer non recenti e la scelta di continuare a offrire un sistema completamente utilizzabile senza systemd. La nuova versione è basata su Debian 13 “Trixie” e si presenta principalmente come un aggiornamento correttivo della serie 26, consolidando il lavoro svolto con la precedente versione. antiX è un progetto interessante proprio perché dimostra quanto la diversità tecnologica rimanga uno degli elementi più importanti del Software Libero. Mentre una parte molto ampia delle distribuzioni GNU/Linux ha adottato systemd come sistema di inizializzazione e gestione dei servizi, antiX continua a percorrere una strada differente e mette a disposizione dell'utente cinque differenti sistemi di init, mantenendo quindi una possibilità di scelta che altrove è diventata sempre più rara.

L’Olanda costruisce la postazione pubblica con NixOS: quando il Software Libero diventa autonomia dello Stato

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Nei Paesi Bassi sta prendendo forma un progetto che merita molta più attenzione di quella che normalmente riserviamo all'ennesima nuova distribuzione GNU/Linux. Si chiama DAWO — Digitaal Autonome Werkomgeving Overheid — e punta alla costruzione di un ambiente digitale interoperabile e autonomo destinato alla Pubblica Amministrazione, basato su tecnologie aperte e con NixOS al centro della componente relativa al sistema operativo. La distinzione è importante perché non stiamo parlando semplicemente della decisione di sostituire Windows con Linux su un certo numero di computer pubblici, ma del tentativo di affrontare una questione molto più generale: fino a che punto una Pubblica Amministrazione può considerarsi realmente autonoma quando gli strumenti attraverso i quali lavora quotidianamente, conserva documenti, gestisce identità e comunica dipendono da tecnologie, infrastrutture e fornitori sui quali non possiede un controllo effettivo?

Git 2.56: il Software Libero che conserva la memoria del codice continua a evolversi

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Git 2.56 è disponibile da oggi, 28 settembre 2026. La nuova versione del sistema distribuito di controllo del codice introduce nuovi strumenti per gestire i branch, miglioramenti nella risoluzione dei conflitti, nuove possibilità per l'automazione e numerose ottimizzazioni. Ma è anche una buona occasione per raccontare uno dei programmi liberi che hanno cambiato profondamente il modo nel quale viene costruito il software. Chi utilizza Git quotidianamente potrebbe considerarlo semplicemente uno strumento attraverso il quale eseguire commit, creare branch, inviare modifiche a un repository e successivamente unirle. Dietro questi comandi esiste però un'idea molto più importante. Git conserva la storia di un progetto.

GNU GDB 18.1: il Software Libero che permette di guardare dentro un programma mentre funziona

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GNU GDB 18.1 è disponibile. La nuova versione dello storico debugger del progetto GNU introduce importanti miglioramenti su Windows, nuovi strumenti per analizzare programmi e processi, estende le API Python e aggiunge il supporto a nuove piattaforme. Ma il rilascio offre soprattutto l'occasione per raccontare uno degli strumenti fondamentali e meno conosciuti attraverso i quali viene costruito il software che utilizziamo ogni giorno. Quando un programma smette di funzionare, produce un risultato sbagliato o si blocca apparentemente senza motivo, sapere che esiste un errore è soltanto l'inizio del problema. Bisogna capire dove si trova. Ed è qui che entra in gioco un debugger.

Samba 4.25: il Software Libero che fa dialogare Linux e Windows diventa più resistente ai guasti

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Samba 4.25.0 è disponibile. La prima versione stabile della nuova serie introduce importanti novità per l'alta disponibilità, i cluster e l'integrazione con sistemi di storage moderni, continuando contemporaneamente una storia iniziata più di trent'anni fa: permettere a sistemi GNU/Linux e Unix di comunicare con le reti e i servizi Microsoft attraverso implementazioni libere dei protocolli SMB. Per comprendere l'importanza di Samba bisogna partire proprio da qui.