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La legge lo consente. Ma è giusto? Il caso delle foto diffuse dalla Questura di Salerno

Inviato da enzo de simone il
Una ragazza di 23 anni viene aggredita il 23 settembre nel centro storico di Salerno, in un episodio di estrema gravità sul quale magistratura e forze dell’ordine hanno naturalmente il dovere di indagare fino all’individuazione del responsabile. Su questo non può esistere alcuna discussione, così come non può esservi alcuna esitazione nell’esprimere solidarietà alla giovane vittima e nel pretendere che chi ha commesso un gesto tanto grave venga individuato e chiamato a risponderne secondo la legge. Esiste però un’altra questione, distinta dalla gravità dell’aggressione e dalla necessità di individuarne l’autore, sulla quale riteniamo necessario riflettere, perché riguarda il rapporto tra attività investigativa, diritti individuali e trasformazioni profonde prodotte dalla società digitale. Nel corso delle indagini, infatti, la Questura di Salerno ha deciso di rendere pubbliche le immagini di un uomo ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, chiedendo ai cittadini di contribuire alla sua identificazione; l’uomo è stato successivamente rintracciato ad Ariano Irpino, fermato e condotto in carcere, mentre attraverso il proprio difensore si è dichiarato innocente.

Non abbiamo un problema con l’Intelligenza Artificiale. Abbiamo un problema con la nostra cultura digitale

Inviato da enzo de simone il
Da mesi, forse da anni, discutiamo dei pericoli dell’Intelligenza Artificiale come se improvvisamente fosse comparso davanti a noi un oggetto completamente estraneo alla storia recente della tecnologia e della società. Si moltiplicano gli allarmi, gli appelli alla regolamentazione, le richieste di nuovi divieti, le previsioni catastrofiche e le descrizioni di un futuro nel quale le macchine potrebbero sottrarci capacità, lavoro, autonomia e persino la possibilità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Molti di questi problemi esistono e sarebbe irresponsabile negarli. Ma concentrando quasi tutta l’attenzione sull’Intelligenza Artificiale rischiamo di non vedere qualcosa di molto più grande e, soprattutto, di molto più antico: non abbiamo ancora imparato, come società, a usare consapevolmente gli strumenti digitali che già possediamo.

Meta paga miliardi per la dipendenza dai social. Ma educare vale più che vietare

Inviato da enzo de simone il
La notizia arrivata dagli Stati Uniti è di quelle destinate a fare rumore: Meta, la società proprietaria di Facebook e Instagram, ha raggiunto un accordo da fino a 16,68 miliardi di dollari per chiudere una parte rilevante del contenzioso avviato negli Stati Uniti sui danni provocati ai minori dall'uso dei social network. Una cifra enorme. Ma sarebbe un errore fermarsi alla cifra.

Ubi Social, Ibi Ius

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Autore
Editore
Anno pubblicazione
2018
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Attraverso un quadro costituzionale di social network e l’approfondimento del regime di responsabilità previsto per gli intermediari digitali, in questo libro cerchiamo di capire se e come le norme giuridiche esistenti, o quelle auspicabili in prospettiva de jure condendo, possano offrire valide soluzioni da superare ai principali problemi che l’enorme diffusione di queste forme di comunicazione pone.

Tipo Risorsa
Libro
Fondo Librario

Puntata 5 – Il turismo dei selfie: quando l'immagine sostituisce l'esperienza

Inviato da tuxsa il
Uno degli aspetti più sorprendenti del turismo contemporaneo è che, pur vivendo nell'epoca in cui è più facile viaggiare, conoscere culture diverse e accedere a una quantità praticamente illimitata di informazioni, il rapporto con i luoghi sembra diventare sempre più superficiale

Facebook, Instagram e WhatsApp a pagamento? È il momento di scoprire le alternative libere

Inviato da tuxsa il
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una progressiva trasformazione dei social network e delle piattaforme di comunicazione. Quelli che inizialmente venivano presentati come servizi gratuiti sono diventati enormi macchine pubblicitarie che raccolgono dati personali, profilano gli utenti e monetizzano ogni aspetto della nostra attività online.

Un regalo inaccettabile alle Big Tech

Inviato da enzo de simone il
L’inserimento di icone e riferimenti a piattaforme private come Facebook, Instagram, X e altre su siti istituzionali o di servizio pubblico solleva importanti questioni riguardanti la neutralità tecnologica, la dipendenza da piattaforme proprietarie e la privacy degli utenti

Oltre il Recinto: Perchè la Pubblica Amministrazione deve scegliere il Fediverso

Inviato da enzo de simone il

Oggi, quando un Ministero, un Comune o una Protezione Civile pubblicano un avviso su Facebook o X (Twitter), lo fanno convinti di utilizzare uno strumento "gratuito" per raggiungere il massimo numero di persone. In realtà, stanno pagando un prezzo altissimo in termini di sovranità digitale.