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partecipazione democratica

La legge elettorale non appartiene alla maggioranza. Appartiene al popolo

Inviato da enzo de simone il
C'è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui, ormai da decenni, in Italia discutiamo della legge elettorale. Ogni volta ricominciamo quasi dallo stesso punto: una maggioranza politica ritiene che il sistema vigente non sia più adeguato, presenta una nuova formula, calcola soglie, collegi, premi, liste, coalizioni e meccanismi di attribuzione dei seggi, mentre le opposizioni denunciano il tentativo di costruire una legge favorevole a chi in quel momento governa. Poi cambiano maggioranza e opposizione, ma troppo spesso non cambia il metodo. È questo metodo che riteniamo inaccettabile. Il problema, infatti, viene prima della discussione tra proporzionale e maggioritario, tra preferenze e collegi uninominali, tra premi di maggioranza e soglie di sbarramento. La domanda preliminare dovrebbe essere un'altra: è democraticamente accettabile che una maggioranza politica possa modificare, con una normale maggioranza parlamentare, le regole attraverso le quali verrà scelta la maggioranza politica successiva? Per noi la risposta è no.

Il Consiglio comunale in streaming? Bene. Ma non chiamatela partecipazione

Inviato da tuxsa il
La richiesta avanzata da alcune associazioni salernitane - termine che ormai viene utilizzato con una certa generosità e che finisce per comprendere anche aggregazioni e coalizioni protagoniste di recenti esperienze elettorali cittadine - di trasmettere in diretta streaming le sedute del Consiglio comunale di Salerno è certamente condivisibile. Più informazione è sempre meglio di meno informazione. Consentire a chi non può essere fisicamente presente di seguire una seduta consiliare significa rendere più accessibile ciò che accade nelle istituzioni cittadine. Ma fermiamoci alle parole corrette: questa è trasparenza, è informazione. Non è ancora partecipazione democratica.