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cultura digitale
Da mesi, forse da anni, discutiamo dei pericoli dell’Intelligenza Artificiale come se improvvisamente fosse comparso davanti a noi un oggetto completamente estraneo alla storia recente della tecnologia e della società. Si moltiplicano gli allarmi, gli appelli alla regolamentazione, le richieste di nuovi divieti, le previsioni catastrofiche e le descrizioni di un futuro nel quale le macchine potrebbero sottrarci capacità, lavoro, autonomia e persino la possibilità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso.
Molti di questi problemi esistono e sarebbe irresponsabile negarli. Ma concentrando quasi tutta l’attenzione sull’Intelligenza Artificiale rischiamo di non vedere qualcosa di molto più grande e, soprattutto, di molto più antico: non abbiamo ancora imparato, come società, a usare consapevolmente gli strumenti digitali che già possediamo.
Per ritirare un libro devo avere WhatsApp? Quando una scelta privata diventa un obbligo di fatto
Sono andato in libreria per ritirare un libro che avevo ordinato. Il libro non era ancora arrivato. «Nessun problema», mi ha detto l’addetta. «Quando arriverà le verrà inviato un messaggio». Fin qui, nulla di strano. Se non fosse che quel messaggio, nelle due occasioni precedenti, non era mai arrivato, nonostante il mio indirizzo email e il mio numero di telefono fossero corretti. Per verificare il problema, l’addetta mi ha mostrato un cartoncino con un QR code di WhatsApp: «Controlli qui che i dati siano esatti». Ed è a quel punto che è emerso il vero problema.
Meta paga miliardi per la dipendenza dai social. Ma educare vale più che vietare
La notizia arrivata dagli Stati Uniti è di quelle destinate a fare rumore: Meta, la società proprietaria di Facebook e Instagram, ha raggiunto un accordo da fino a 16,68 miliardi di dollari per chiudere una parte rilevante del contenzioso avviato negli Stati Uniti sui danni provocati ai minori dall'uso dei social network. Una cifra enorme. Ma sarebbe un errore fermarsi alla cifra.
LibreTime: costruire una radio libera, automatizzata e partecipativa
Gestire una radio online non significa soltanto trasmettere musica: significa organizzare contenuti, persone, orari e responsabilità. LibreTime offre una piattaforma libera per automatizzare la programmazione e coordinare il lavoro di una redazione radiofonica. In questo articolo vediamo perché può essere una soluzione interessante per progetti indipendenti, comunitari e culturali.
L'Alta Corte francese boccia il divieto sui social: la repressione cede il passo al senso di realtà
Vuoi conoscere l’origine della tua famiglia di Salerno?
Hai mai desiderato scoprire da dove proviene la tua famiglia, chi erano i tuoi antenati, quali mestieri svolgevano o dove vivevano a Salerno due secoli fa? Oggi puoi farlo gratuitamente, online e con una facilità sorprendente grazie al Portale Antenati del Ministero della Cultura: un archivio digitale immenso che contiene milioni di documenti storici, tra cui registri di nascita, matrimonio e morte della provincia di Salerno.
Design, Heritage e cultura digitale
Autore
Editore
Anno pubblicazione
2022
Media Documento
Documento
Con la trasformazione digitale, l’aumento esponenziale del numero di strumenti e tipologie di supporto con cui le espressioni umane possono essere create e trasmesse porta con sé nuovi paradigmi culturali che alimentano produzioni creative e viceversa, dando origine a nuove domande su come il patrimonio “funziona”, cosa “fa” e cosa “conservi”. Questo è il contesto generale in cui è ambientato il progetto di ricerca descritto in questo libro, e la convergenza che si è creata nel tempo tra tecnologie, patrimonio culturale e design, che oggi sembrano attuare una triangolazione in cui ogni vertice favorisce il rapporto tra gli altri due, aprendo nuove e interessanti prospettive di ricerca da esplorare.
Scheda Bibliografica
Tipo Risorsa
Libro
Fondo Librario
Il Tirocinio Diretto Digitale Integrato (TDDI)
Editore
Anno pubblicazione
2022
Media Documento
Documento
L’apprendistato digitale diretto integrato rappresenta una nuova e cruciale modalità di apprendistato sperimentale con la funzione primaria di garantire a tutti la possibilità di vivere tutta questa esperienza pre-professionale attraverso modalità virtuali e ampliare e arricchire opportunità formative per futuri insegnanti pre-primari e insegnanti primari. Il progetto sperimentale nasce dalla necessità di rispondere alla necessità di garantire la praticabilità dei corsi di formazione professionale in un momento in cui, a causa della pandemia, non era possibile ospitare tutti gli studenti nelle scuole. È stato progettato con l’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana e derivato dal corso di laurea costante impegno nei confronti della USR Toscana per garantire agli studenti; diritto allo studio e alla valorizzazione delle scuole; disponibilità ad accogliere tirocinanti.
Scheda Bibliografica
Tipo Risorsa
Libro
Fondo Librario
Facebook, Instagram e WhatsApp a pagamento? È il momento di scoprire le alternative libere
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una progressiva trasformazione dei social network e delle piattaforme di comunicazione. Quelli che inizialmente venivano presentati come servizi gratuiti sono diventati enormi macchine pubblicitarie che raccolgono dati personali, profilano gli utenti e monetizzano ogni aspetto della nostra attività online.