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Cittadinanza digitale
Una decisione del Tribunale di Milano riporta al centro dell’attenzione una questione fondamentale della società digitale: chi decide che cosa deve continuare ad apparire quando cerchiamo il nome di una persona su Internet e, soprattutto, attraverso quali regole viene presa questa decisione?
Il 6 ottobre 2026 il Tribunale di Milano ha accolto un’azione inibitoria collettiva promossa da alcuni membri dell’associazione Algopolio nei confronti di Google LLC, Google Ireland Limited e Google Italy S.r.l., intervenendo sulle procedure utilizzate dal motore di ricerca per gestire le richieste di deindicizzazione formulate nell’esercizio del cosiddetto diritto all’oblio. Google dovrà adeguare le proprie procedure entro il 15 novembre.
Non abbiamo un problema con l’Intelligenza Artificiale. Abbiamo un problema con la nostra cultura digitale
Da mesi, forse da anni, discutiamo dei pericoli dell’Intelligenza Artificiale come se improvvisamente fosse comparso davanti a noi un oggetto completamente estraneo alla storia recente della tecnologia e della società. Si moltiplicano gli allarmi, gli appelli alla regolamentazione, le richieste di nuovi divieti, le previsioni catastrofiche e le descrizioni di un futuro nel quale le macchine potrebbero sottrarci capacità, lavoro, autonomia e persino la possibilità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso.
Molti di questi problemi esistono e sarebbe irresponsabile negarli. Ma concentrando quasi tutta l’attenzione sull’Intelligenza Artificiale rischiamo di non vedere qualcosa di molto più grande e, soprattutto, di molto più antico: non abbiamo ancora imparato, come società, a usare consapevolmente gli strumenti digitali che già possediamo.
Meta paga miliardi per la dipendenza dai social. Ma educare vale più che vietare
La notizia arrivata dagli Stati Uniti è di quelle destinate a fare rumore: Meta, la società proprietaria di Facebook e Instagram, ha raggiunto un accordo da fino a 16,68 miliardi di dollari per chiudere una parte rilevante del contenzioso avviato negli Stati Uniti sui danni provocati ai minori dall'uso dei social network. Una cifra enorme. Ma sarebbe un errore fermarsi alla cifra.
L'Alta Corte francese boccia il divieto sui social: la repressione cede il passo al senso di realtà
Il “bavaglio digitale” francese: quando la repressione sostituisce (maldestramente) l’educazione
Cittadinanza Digitale e Tecnocivismo
Editore
Anno pubblicazione
2020
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Cittadinanza Digitale
La cittadinanza digitale è la capacità di un individuo di partecipare attivamente e responsabilmente alla vita civica e sociale attraverso l'uso consapevole delle tecnologie digitali. Comprende diritti e doveri nell’ambiente digitale, come la tutela della privacy, la sicurezza online, l’accesso all’informazione e la partecipazione ai processi democratici tramite strumenti digitali.
Tecnocivismo
Il tecnocivismo è l’uso della tecnologia per promuovere il bene comune, rafforzare la partecipazione civica e migliorare la qualità della vita nelle comunità. Si fonda sull'idea che strumenti digitali, software liberi e dati aperti possano essere utilizzati in modo etico e collaborativo per affrontare sfide sociali, ambientali e politiche.
Scheda Bibliografica
Tipo Risorsa
Libro
Fondo Librario
Puntata 1.8 – Oltre la difesa individuale: regolamentazione, educazione, consapevolezza
Oltre il Divieto del Cellulare: Educare alla Cittadinanza Digitale Consapevole
La scuola italiana, oggi, risponde in modo confuso e insufficiente