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propaganda

Trump TV: il giudice riapre le porte ai giornalisti, ma resta accesa la TV del Presidente

Inviato da enzo de simone il
Quando pochi giorni fa abbiamo scritto di Trump TV, avevamo deciso di non liquidare il fenomeno con una battuta, nonostante il nome scelto dalla Casa Bianca e alcuni aspetti quasi grotteschi dell'operazione si prestassero facilmente all'ironia. La questione che ci interessava era molto più seria: mentre alcune importanti organizzazioni giornalistiche venivano escluse dalla Casa Bianca, l'amministrazione statunitense metteva in funzione un proprio flusso televisivo permanente, chiamandolo non White House TV o Presidential TV, ma semplicemente Trump TV. Avevamo quindi posto una domanda: che cosa accade quando il potere politico, oltre a limitare l'accesso di chi deve osservarlo dall'esterno, costruisce contemporaneamente uno strumento attraverso il quale può raccontare direttamente se stesso?

Trump TV: quando la voce del Presidente rischia di confondersi con quella dello Stato

Inviato da tuxsa il
C'è qualcosa che colpisce ancora prima di accendere Trump TV, ed è proprio il suo nome. Non White House TV, non Presidential TV, non un nome che richiami l'istituzione destinata a sopravvivere alle persone che temporaneamente la rappresentano, ma semplicemente Trump TV. Può sembrare una trovata di marketing e certamente contiene una fortissima componente comunicativa, ma proprio per questo solleva una domanda che non è affatto marginale: quando uno strumento ufficiale della Casa Bianca viene identificato con il cognome del Presidente in carica, dove termina la comunicazione dell'istituzione e dove comincia quella personale di Donald Trump?

Rifiuti elettronici, propaganda e realtà: quando le soluzioni esistono davvero

Inviato da enzo de simone il
Nel suo solito stile - quello di dividere, individuare presunti colpevoli e alzare i toni - il candidato sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, in una delle sue consuete filippiche, si lamenta del fatto che “vanno a rubare i PC e gli elettrodomestici lasciati per strada per andarseli a vendere” (sembra quasi uno sketch di Crozza :-) )

Guerra mediatica e difesa civica nell’era delle operazioni di informazione

Inviato da tuxsa il
Guerra Iran–USA: non è solo battaglia militare, è un'offensiva informativa studiata per confondere, manipolare e usare le vittime come strumenti narrativi. Distinguere verità e menzogna è ormai un atto di difesa civica: senza strumenti di verifica, educazione mediatica e pratiche editoriali rigorose, la popolazione diventa bersaglio e complice involontario di operazioni psicologiche