Salta al contenuto principale

Siemens chiude OpenRadioss, ma non può chiudere il codice già liberato

Inviato da tuxsa il
radioos

OpenRadioss non continuerà più come progetto aperto sotto la guida della società che ne controlla lo sviluppo. Siemens, dopo aver acquisito Altair, ha deciso di concentrare gli investimenti futuri sulla versione commerciale Simcenter Radioss, mentre il sito del progetto libero viene ritirato e lo sviluppo pubblico viene di fatto interrotto. È certamente una cattiva notizia per la comunità scientifica e tecnica che negli ultimi quattro anni aveva potuto utilizzare, studiare e contribuire a un software professionale di simulazione estremamente sofisticato, ma la vicenda dimostra contemporaneamente qualcosa di fondamentale: quando un programma è stato realmente distribuito con una licenza libera, neppure il proprietario originario può cancellare successivamente le libertà che ha già concesso sul codice pubblicato.

Per comprendere la portata della decisione bisogna innanzitutto capire cosa sia Radioss, perché non stiamo parlando di una piccola applicazione sperimentale né di uno dei tanti programmi destinati all'uso quotidiano sul desktop.

Radioss è un solutore agli elementi finiti, utilizzato per simulare fenomeni fisici complessi e soprattutto eventi altamente dinamici come collisioni automobilistiche, impatti, deformazioni, esplosioni, cadute e comportamento dei materiali sottoposti a sollecitazioni estreme. Software di questo genere viene impiegato nell'ingegneria automobilistica, aerospaziale, industriale e nella ricerca, permettendo di simulare virtualmente fenomeni che sarebbe costoso, difficile o talvolta pericoloso riprodurre continuamente attraverso prove fisiche.

Nel 2022 Altair compì una scelta particolarmente significativa rendendo disponibile OpenRadioss, una versione aperta della propria tecnologia, sotto licenza GNU Affero General Public License versione 3, consentendo così a ricercatori, sviluppatori, università e imprese non soltanto di utilizzare gratuitamente il programma, ma di accedere al codice sorgente, studiarlo, modificarlo e contribuire al suo sviluppo.

Per un settore come quello della simulazione ingegneristica, nel quale alcuni dei programmi più importanti sono prodotti commerciali costosi e strettamente proprietari, la disponibilità di una tecnologia di questo livello sotto licenza libera rappresentava qualcosa di particolarmente significativo.

Poi è arrivata Siemens.

Dopo l'acquisizione di Altair, l'azienda ha deciso di modificare radicalmente la strategia relativa a Radioss e oggi spiega che, dopo quattro anni di ricerca guidata anche dalla comunità, intende concentrare gli investimenti futuri all'interno del proprio portafoglio Simcenter. Agli utilizzatori vengono quindi indicati principalmente due percorsi: il prodotto commerciale Simcenter Radioss oppure un programma di ricerca e sviluppo attraverso il quale istituzioni accademiche, ricercatori e partner industriali potranno collaborare con Siemens secondo modalità definite dall'azienda.

Il sito OpenRadioss viene nel frattempo ritirato e reindirizzato verso la nuova offerta Siemens.

Potremmo fermarci qui e raccontare semplicemente l'ennesima storia di un progetto aperto che viene abbandonato dopo un'acquisizione aziendale, ma perderemmo proprio la parte più interessante della vicenda.

Siemens può interrompere OpenRadioss, ma non può cancellare OpenRadioss.

La differenza è enorme.

Il codice che Altair ha già distribuito sotto GNU AGPLv3 rimane infatti coperto da quella licenza. L'acquisizione dell'azienda, il cambiamento della strategia commerciale o la decisione di non pubblicare più nuove versioni con la stessa licenza non trasformano retroattivamente in software proprietario ciò che è stato legittimamente ricevuto come Software Libero.

Chi possiede una copia del codice può quindi continuare a utilizzarlo secondo i termini della licenza, studiarlo, modificarlo e redistribuirlo, e può perfino creare un fork dal quale far nascere un progetto indipendente.

Ed è qui che una licenza libera dimostra di essere qualcosa di molto più importante di una semplice dichiarazione di buone intenzioni.

Se OpenRadioss fosse stato soltanto un programma del quale Altair permetteva gratuitamente il download, Siemens avrebbe potuto chiudere il sito e concludere sostanzialmente la storia del progetto; gli utenti avrebbero eventualmente conservato le copie già scaricate, ma non avrebbero avuto automaticamente il diritto di prendere il codice, modificarlo e costruirne una nuova versione indipendente.

La GNU AGPL cambia completamente la situazione perché le libertà concesse attraverso la licenza non dipendono dalla permanenza della benevolenza dell'azienda che le ha originariamente accordate.

Questo non significa naturalmente che domani nascerà automaticamente un OpenRadioss indipendente capace di competere con il prodotto commerciale Siemens, perché possedere il diritto giuridico di continuare un progetto e possedere le risorse necessarie per farlo sono due cose profondamente differenti.

Un software di simulazione di questa complessità richiede competenze estremamente specialistiche, sviluppatori capaci di lavorare su algoritmi numerici e calcolo ad alte prestazioni, infrastrutture per test e validazione, documentazione, sistemi di integrazione continua e una comunità sufficientemente numerosa da sostenere il lavoro nel lungo periodo. Una grande azienda dispone inoltre di ingegneri, clienti industriali, dati di validazione e risorse economiche che una comunità nata spontaneamente potrebbe non riuscire facilmente a replicare.

La libertà della licenza non risolve quindi il problema della sostenibilità.

Ma impedisce almeno che il problema della sostenibilità venga trasformato in un divieto.

La comunità può provarci.

Ed è una distinzione tutt'altro che teorica.

Il repository pubblico di OpenRadioss aveva accumulato più di cinquemila commit e il progetto aveva costruito negli anni una comunità di sviluppatori, ricercatori e utilizzatori. Le copie del repository che già esistono possono essere conservate e la natura distribuita di Git rende particolarmente difficile far scomparire completamente un codice che è stato pubblicato e clonato da numerose persone.

In questi giorni sono già comparse copie pubbliche del repository originale, una delle quali conserva oltre 5.100 commit ed è stata archiviata come repository di sola lettura il 2 ottobre. Questo non costituisce ancora la nascita di un nuovo progetto comunitario, ma dimostra materialmente perché pubblicare il codice con una licenza libera produce conseguenze che sopravvivono alla decisione successiva dell'azienda.

È anche importante evitare un equivoco frequente.

Il fatto che Siemens possa decidere di sviluppare privatamente le future versioni di Radioss non costituisce di per sé una violazione della GNU AGPL.

Chi detiene i diritti necessari sul codice può distribuirne versioni differenti sotto condizioni differenti e può decidere che le nuove modifiche realizzate internamente non vengano pubblicate nello stesso modo, purché naturalmente vengano rispettati i diritti e le licenze degli eventuali contributi di terzi incorporati nel prodotto.

Ciò che non può fare è richiamare le copie precedentemente distribuite e dichiarare improvvisamente che quelle libertà non esistono più.

Questa distinzione è fondamentale per comprendere realmente il Software Libero.

Quando diciamo che un programma è libero non stiamo dicendo semplicemente che oggi possiamo scaricarlo gratuitamente oppure che in questo momento il produttore pubblica il sorgente su GitHub; stiamo dicendo che esiste una licenza giuridicamente efficace attraverso la quale vengono riconosciute determinate libertà a chi riceve il programma.

Ed è proprio nei momenti di conflitto tra gli interessi della comunità e quelli del produttore originario che comprendiamo quanto questa differenza sia importante.

Finché azienda e comunità vogliono esattamente la stessa cosa, una licenza potrebbe quasi sembrare un dettaglio burocratico.

Quando le loro strade si separano, diventa invece essenziale.

La vicenda OpenRadioss offre anche una lezione importante alle Pubbliche Amministrazioni, alle università e alle organizzazioni che scelgono le proprie infrastrutture digitali.

Adottare Software Libero non significa garantirsi automaticamente che il produttore continuerà a svilupparlo per sempre, perché nessuna licenza può obbligare qualcuno a finanziare indefinitamente un progetto; significa però evitare che la fine dell'interesse commerciale del produttore coincida necessariamente con la fine del diritto degli utenti a utilizzare e sviluppare quel software.

Un'impresa può essere acquisita.

Una strategia commerciale può cambiare.

Un prodotto può non essere più considerato conveniente.

Un dirigente può decidere che le risorse debbano essere concentrate altrove.

Queste sono dinamiche perfettamente normali dell'economia e non esiste una licenza capace di eliminarle.

Ciò che possiamo fare è costruire condizioni nelle quali una decisione aziendale non possieda automaticamente il potere di cancellare la possibilità tecnica e giuridica di continuare un progetto.

Ed è esattamente ciò che una licenza libera consente.

Naturalmente il caso OpenRadioss mette in evidenza anche un problema sul quale il movimento del Software Libero dovrebbe riflettere maggiormente: la dipendenza dei progetti aperti dalle imprese che ne finanziano quasi interamente lo sviluppo.

Possiamo avere un codice formalmente libero e contemporaneamente una comunità che non possiede le risorse necessarie per mantenerlo autonomamente. In quel caso la libertà esiste realmente sul piano giuridico, ma può risultare difficile esercitarla sul piano pratico.

Per questo un ecosistema libero maturo ha bisogno non soltanto di licenze, ma anche di competenze distribuite, documentazione accessibile, infrastrutture indipendenti e comunità capaci di assumere progressivamente responsabilità sul progetto.

È lo stesso problema che incontriamo quando parliamo di autonomia digitale nella Pubblica Amministrazione.

Non basta chiedere il codice sorgente se nessuno, al di fuori del fornitore, possiede le conoscenze necessarie per comprenderlo; allo stesso modo, non basta utilizzare una licenza libera se l'intera infrastruttura di sviluppo rimane materialmente nelle mani di un unico soggetto.

La licenza è una condizione necessaria, ma deve essere accompagnata dalla capacità concreta di esercitare le libertà che riconosce.

OpenRadioss rappresentava un esperimento particolarmente interessante proprio perché portava Software Libero in un settore altamente specialistico, nel quale l'accesso a strumenti professionali può costituire una barriera importante per università, piccoli gruppi di ricerca e ricercatori indipendenti.

La decisione di Siemens interrompe quell'esperimento nella forma nella quale lo abbiamo conosciuto dal 2022, e da questo punto di vista è difficile considerarla una buona notizia per l'ecosistema aperto.

Ma non può cancellarne completamente i risultati.

Il codice pubblicato esiste.

La cronologia dello sviluppo esiste.

Le copie distribuite esistono.

La licenza esiste.

E soprattutto esiste il diritto di qualcuno, se avrà competenze, risorse e volontà sufficienti, di riprendere quel codice e continuare da dove lo sviluppo ufficiale si è fermato.

È probabilmente questa la lezione più importante dell'intera vicenda.

Il Software Libero non garantisce che un'azienda rimanga per sempre dalla parte della comunità; garantisce qualcosa di molto più concreto: che la comunità non debba necessariamente scomparire quando l'azienda decide di andarsene.

Adesso scopriremo se intorno a OpenRadioss esiste una comunità abbastanza forte da esercitare davvero questa libertà.