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Trasparenza
Una decisione del Tribunale di Milano riporta al centro dell’attenzione una questione fondamentale della società digitale: chi decide che cosa deve continuare ad apparire quando cerchiamo il nome di una persona su Internet e, soprattutto, attraverso quali regole viene presa questa decisione?
Il 6 ottobre 2026 il Tribunale di Milano ha accolto un’azione inibitoria collettiva promossa da alcuni membri dell’associazione Algopolio nei confronti di Google LLC, Google Ireland Limited e Google Italy S.r.l., intervenendo sulle procedure utilizzate dal motore di ricerca per gestire le richieste di deindicizzazione formulate nell’esercizio del cosiddetto diritto all’oblio. Google dovrà adeguare le proprie procedure entro il 15 novembre.
K2 Horizon: quando un modello di IA può dirsi davvero aperto?
Nel dibattito sull’Intelligenza Artificiale si utilizza ormai con grande facilità la parola “open”. Si parla di modelli open source, open weight, modelli aperti e IA libera, spesso mettendo sullo stesso piano realtà molto diverse. Ma avere la possibilità di scaricare i pesi di un modello significa davvero avere un’Intelligenza Artificiale aperta?
Il rilascio di K2 Horizon, avvenuto il 3 settembre 2026 da parte dell’Institute of Foundation Models (IFM) della Mohamed bin Zayed University of Artificial Intelligence, offre un caso particolarmente interessante sul quale ragionare.
L’IA, il potere e la democrazia: Mattarella indica il problema, ma occorre andare oltre
La conoscenza non si recinta: Per un’Intelligenza Artificiale Libera contro il Nuovo Feudalesimo Digitale
Attorno all’Intelligenza Artificiale si sta consumando una narrazione ipnotica. Ci raccontano il futuro in termini puramente tecnici: quanti parametri ha l’ultimo modello, quanto è veloce la risposta, quale compito aziendale potrà essere automatizzato domani. Ma fermarsi alla tecnica significa cadere in una trappola culturale. L’Intelligenza Artificiale non è una questione tecnologica: è, prima di ogni altra cosa, una questione eminentemente politica.
Il Consiglio comunale in streaming? Bene. Ma non chiamatela partecipazione
La richiesta avanzata da alcune associazioni salernitane - termine che ormai viene utilizzato con una certa generosità e che finisce per comprendere anche aggregazioni e coalizioni protagoniste di recenti esperienze elettorali cittadine - di trasmettere in diretta streaming le sedute del Consiglio comunale di Salerno è certamente condivisibile. Più informazione è sempre meglio di meno informazione. Consentire a chi non può essere fisicamente presente di seguire una seduta consiliare significa rendere più accessibile ciò che accade nelle istituzioni cittadine. Ma fermiamoci alle parole corrette: questa è trasparenza, è informazione. Non è ancora partecipazione democratica.
Riconoscimento facciale e IA: il vero pericolo non è (solo) lo Stato
Oggi la Commissione Politiche dell'Unione Europea del Senato ha dato il via libera allo schema di decreto legislativo destinato ad adeguare l'ordinamento italiano al Regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (AI Act), ampliando le possibilità di impiego del riconoscimento facciale e dell'identificazione biometrica da parte delle forze di polizia.
APPENDICE: METODO, GLOSSARIO E CONCLUSIONI
Questo dossier è nato da un’esigenza: proporre una visione di Smart City per Salerno che mettesse al centro i residenti, gli anziani e la rigenerazione urbana, evitando gli errori di altre città. Il percorso di stesura ha seguito principi precisi, che qui rendiamo espliciti per garantire trasparenza e replicabilità.
GOVERNANCE E PARTECIPAZIONE – Come coprogettare la Smart City con i cittadini (3)
Il fallimento più comune delle iniziative Smart City in Italia e nel mondo è stato l'approccio top-down: la pubblica amministrazione (spesso spinta da grandi aziende tecnologiche) decide cosa è meglio per i cittadini, installa sensori, lancia app, crea piattaforme. Il risultato? Progetti sottoutilizzati, costosi, scollegati dai bisogni reali. I cittadini non li adottano perché non li capiscono, non li sentono propri, o semplicemente non risolvono i loro problemi quotidiani
Segretezza e trasparenza tra politica, arte, digitalizzazione. Dal segretario di lettere alla governamentalità algoritmica
Anno pubblicazione
2024
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Il volume raccoglie i contributi di studiosi e studenti che hanno partecipato all’insegnamento di Filosofia Politica per il corso di studi magistrale in Filosofia del Dipartimento di Studi Umanistici della Università “Federico II” e alla sperimentazione didattica che ne è seguita. Le sfide e i problemi inediti cui sono sottoposti i sistemi democratico-costituzionali sono all’origine della scelta del programma di lavoro, dedicato ai temi della segretezza e della trasparenza democratica. Nei diversi ambiti del governo e dell’amministrazione, infatti, il ricorso alla segretezza e la ricerca della trasparenza e della visibilità/misurabilità politica hanno assunto un’importanza sempre maggiore. Il corso si è dunque posto l’obiettivo di illustrare i principali nuclei storici e concettuali che, a partire dalle riflessioni sulle arti del governo e attraverso l’analisi dei percorsi della sovranità, sono giunti a definire gli elementi fondativi di quella misura costituzionale tra segretezza e trasparenza che condiziona i regimi democratici contemporanei, in modo da rintracciare gli elementi di tensione che la attraversano. L’ipotesi è che, non solo il governo pubblico della segretezza rappresenti una tra le principali sfide della democrazia, ma anche la trasparenza si presenti con l’opacità tipica della segretezza. In tal senso, oggi il lessico e la grammatica della politica democratica sono messi in questione e richiedono uno sforzo di ripensamento di quella misura che la modernità ha predisposto, ma che la nostra attualità sembra aver messo in crisi.
Scheda Bibliografica
Tipo Risorsa
Libro
Fondo Librario
IA: Riepilogo e proposte di correttivi sistemici
Siamo giunti all'ultima puntata di questo dossier. Dopo aver esplorato uno per uno i rischi della concentrazione dell'IA – dalla manipolazione politica alla sicurezza informatica, dalla disuguaglianza sociale all'omologazione culturale – è il momento di tirare le fila e proporre una serie di correttivi concreti e trasversali.
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