Salta al contenuto principale

CODICE PUBBLICO - Software libero, trasparenza e autonomia digitale nella Pubblica Amministrazione

Inviato da tuxsa il
Immagine
Codice Pubblico

Ogni giorno le Pubbliche Amministrazioni utilizzano software per produrre documenti, gestire archivi e banche dati, comunicare con cittadini e imprese, amministrare servizi, proteggere le proprie infrastrutture e conservare una parte sempre più importante del patrimonio informativo pubblico. Dietro ciascuno di questi strumenti ci sono scelte tecnologiche, contratti, licenze, costi, formati e rapporti con fornitori che incidono non soltanto sui bilanci degli enti, ma anche sulla loro autonomia e sulla possibilità dei cittadini di accedere liberamente ai servizi e alle informazioni pubbliche.

Quanto sappiamo realmente di queste scelte?

Codice Pubblico nasce da questa domanda.

Il progetto del Collettivo TUXSA intende ricostruire, partendo dalle informazioni e dai documenti pubblicamente disponibili, quali software e servizi digitali vengono utilizzati dalle amministrazioni, quanto costano, quali soggetti li forniscono, quali rapporti di dipendenza tecnologica producono e quali alternative basate sul Software Libero e sugli standard aperti potrebbero essere concretamente valutate.

L'obiettivo non è dimostrare una tesi già scritta. Non sarebbe corretto sostenere che ogni software proprietario possa essere semplicemente eliminato, così come non sarebbe serio calcolare un possibile risparmio considerando soltanto il prezzo delle licenze. Una migrazione tecnologica comporta compatibilità, formazione, assistenza, sicurezza, continuità dei servizi e costi di transizione che devono essere valutati.

Vogliamo invece partire dai dati.

Per ogni amministrazione presa in esame cercheremo di ricostruire acquisti e rinnovi di licenze, affidamenti di servizi informatici, applicativi utilizzati, fornitori, durata dei contratti e costi documentabili, distinguendo le diverse tipologie di software e verificando, quando possibile, l'esistenza di soluzioni libere, possibilità di riuso e standard aperti.

Un'attenzione particolare sarà dedicata anche alle modalità con cui vengono effettuate le scelte tecnologiche. Il Codice dell'Amministrazione Digitale e le relative Linee guida prevedono infatti strumenti di valutazione comparativa per l'acquisizione del software nella Pubblica Amministrazione e disciplinano il riuso e la disponibilità del codice sviluppato per gli enti pubblici.

Codice Pubblico vuole verificare come questi principi trovino applicazione nella realtà.

La ricerca utilizzerà prioritariamente fonti pubbliche: amministrazione trasparente, determine, contratti, dati sugli affidamenti, documentazione contabile, banche dati pubbliche e ogni altra informazione liberamente consultabile. Soltanto quando da questa ricostruzione emergeranno informazioni mancanti o punti che richiedono chiarimenti utilizzeremo gli strumenti di accesso civico, formulando richieste circoscritte e documentate.

In questo modo il progetto non dipenderà dai tempi o dall'esito delle richieste rivolte alle amministrazioni. Ogni informazione sarà accompagnata, per quanto possibile, dalla propria fonte e saranno indicati con altrettanta chiarezza i dati che non è stato possibile reperire.

Si comincia da Salerno

La prima applicazione del progetto sarà CODICE PUBBLICO / SALERNO — Mappa del software pubblico del Comune di Salerno.

Cercheremo di ricostruire progressivamente il patrimonio software utilizzato dall'amministrazione comunale, i relativi costi, le licenze, i fornitori, i servizi collegati e le eventuali dipendenze tecnologiche, verificando dove il Software Libero sia già utilizzato e dove possano esistere alternative concretamente valutabili.

Salerno sarà però il punto di partenza, non il confine del progetto.

Una volta sperimentato e perfezionato il metodo, intendiamo renderlo disponibile affinché la stessa ricerca possa essere estesa ad altri enti della Campania e possa essere liberamente replicata da cittadini, associazioni e comunità interessate.

Per il Collettivo TUXSA il Software Libero non rappresenta semplicemente un modo per ridurre il costo delle licenze. Significa possibilità di conoscere e controllare gli strumenti digitali utilizzati dalle istituzioni, favorire il riuso delle risorse finanziate con denaro pubblico, utilizzare formati aperti, ridurre le dipendenze da singoli fornitori e costruire competenze che rimangano patrimonio della Pubblica Amministrazione e della comunità.

Alla critica vogliamo, come sempre, affiancare una proposta.

Per questo Codice Pubblico non si limiterà a fotografare ciò che esiste. Dai dati raccolti proveremo a individuare percorsi realistici di transizione, indicando dove sia possibile intervenire, con quali priorità, quali difficoltà debbano essere affrontate e quali benefici possano essere ragionevolmente ottenuti.

Conoscere quanto spendiamo, quali strumenti utilizziamo e da chi dipendono le nostre infrastrutture digitali è il primo passo per poter scegliere.

E quando le risorse, i dati e i servizi sono pubblici, anche questa conoscenza deve essere pubblica.