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software libero

FreeLinX: un Linux senza GNU, GCC e glibc

Inviato da tuxsa il
Nel panorama delle distribuzioni Linux è relativamente facile imbattersi in un nuovo progetto. Molto più raro è incontrarne uno che cerchi realmente di costruire qualcosa di diverso alla base, invece di prendere una distribuzione già esistente, modificarne l'ambiente grafico, aggiungere alcuni programmi e pubblicare una nuova immagine ISO. FreeLinX appartiene decisamente alla seconda categoria. Il progetto si presenta infatti come una distribuzione Linux indipendente, costruita praticamente da zero, basata sul kernel Linux ma progettata deliberatamente per fare a meno di alcuni componenti che, da decenni, siamo abituati ad associare quasi automaticamente a un sistema GNU/Linux: GCC, glibc e buona parte dell'ambiente GNU. Al loro posto troviamo una combinazione decisamente meno comune: userland derivato da NetBSD, libreria C musl e toolchain LLVM/Clang.

Valkey: l’alternativa open source a Redis

Inviato da tuxsa il
Valkey è un database open source in memoria, compatibile con Redis e progettato per offrire prestazioni elevate e tempi di risposta ridotti. Può essere utilizzato per creare cache, gestire sessioni utente, contatori, classifiche e code di lavoro. Il progetto è nato come fork di Redis ed è sviluppato sotto l’egida della Linux Foundation. Tra i suoi vantaggi ci sono la licenza BSD, le numerose strutture dati disponibili e la compatibilità con molti strumenti esistenti. Valkey può essere installato facilmente con Docker oppure compilato direttamente dai sorgenti. Il client valkey-cli consente di eseguire comandi come SET, GET, INCR e EXPIRE. Le chiavi possono avere una scadenza automatica, caratteristica utile per cache e codici temporanei. Valkey può essere utilizzato anche dalle applicazioni Python tramite librerie compatibili con Redis. Prima di usarlo in produzione è necessario configurare sicurezza, persistenza, backup e monitoraggio. Per molti progetti rappresenta un’interessante alternativa comunitaria e open source a Redis.

Zig: un linguaggio di sistema moderno (e comprensibile) per sostituire C

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Immagina un linguaggio che ti dà il controllo totale di C, ma con una sintassi più pulita, meno sorprese a runtime e strumenti moderni integrati. Questo è Zig: un linguaggio open source pensato per scrivere software di sistema robusto, veloce e facile da leggere, senza garbage collector, senza runtime nascosti e senza magie. Zig non vuole essere “il linguaggio perfetto per tutto”, ma uno strumento onesto: sai esattamente cosa fa il tuo codice, quando alloca memoria e quando esegue operazioni costose. Per questo è interessante sia per chi viene da C, sia per chi cerca un’alternativa più moderna e gestibile.

Siemens chiude OpenRadioss, ma non può chiudere il codice già liberato

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OpenRadioss non continuerà più come progetto aperto sotto la guida della società che ne controlla lo sviluppo. Siemens, dopo aver acquisito Altair, ha deciso di concentrare gli investimenti futuri sulla versione commerciale Simcenter Radioss, mentre il sito del progetto libero viene ritirato e lo sviluppo pubblico viene di fatto interrotto. È certamente una cattiva notizia per la comunità scientifica e tecnica che negli ultimi quattro anni aveva potuto utilizzare, studiare e contribuire a un software professionale di simulazione estremamente sofisticato, ma la vicenda dimostra contemporaneamente qualcosa di fondamentale: quando un programma è stato realmente distribuito con una licenza libera, neppure il proprietario originario può cancellare successivamente le libertà che ha già concesso sul codice pubblicato. Per comprendere la portata della decisione bisogna innanzitutto capire cosa sia Radioss, perché non stiamo parlando di una piccola applicazione sperimentale né di uno dei tanti programmi destinati all'uso quotidiano sul desktop.

Il fenomeno "OpenDots": tra agenti IA autonomi, "gusci liberi" e la forza insostituibile delle comunità

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L'annuncio e la rapida diffusione di strumenti proprietari basati su agenti IA orientati all'autonomia operativa — come i recenti sistemi "Dots" creati per affiancare l'utente in modo persistente — hanno scatenato una risposta immediata e coesa nel panorama dell'open source. Nel giro di pochissimi giorni sono nati diversi progetti autonomi accomunati sotto la denominazione comune di OpenDots, rilasciati prevalentemente con licenza permessiva MIT (tra cui spicca l'implementazione promossa da CopilotKit). Ma cosa rappresenta davvero il fenomeno "OpenDots", quali sono le sue applicazioni concrete e quali sfide teoriche e pratiche pone al movimento del Software Libero?

coreboot 26.09: liberare il computer prima ancora che parta Linux

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È disponibile coreboot 26.09, nuova versione del progetto libero che prova a sostituire una delle componenti meno visibili e contemporaneamente più profonde dei nostri computer: il firmware utilizzato per inizializzare l'hardware prima dell'avvio del sistema operativo. La release porta oltre 1.300 modifiche realizzate da 120 autori e concentra gran parte del lavoro sulla sicurezza e sull'affidabilità del codice, ma offre soprattutto l'occasione per porre una domanda che spesso dimentichiamo quando parliamo di Software Libero: quanto è realmente libero un computer sul quale abbiamo installato GNU/Linux?

LocalSend sfiderà i servizi Cloud: l'alternativa open source ad AirDrop conquista la community

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LocalSend è una soluzione open-source e multipiattaforma (disponibile per Windows, macOS, Linux, Android e iOS) progettata per inviare file, foto, video e testi tra dispositivi collegati alla stessa rete Wi-Fi o locale, senza dover passare per Internet o servizi Cloud di terze parti. Perché sta riscuotendo così tanto successo: Privacy e Sicurezza Totale: Non richiedendo server esterni o account di registrazione, i dati condivisi non abbandonano mai la rete locale. Inoltre, la trasmissione tra dispositivi utilizza crittografia end-to-end (TLS/HTTPS). Cross-Platform Senza Vincoli: Supera il limite dei sistemi proprietari (come Apple AirDrop o Google Quick Share), consentendo il trasferimento immediato tra sistemi operativi differenti (ad esempio da uno smartphone Android a un PC Linux o Mac). Indipendenza e Codice Aperto: Il codice sorgente è interamente trasparente e controllabile dalla community, garantendo l'assenza di tracciamento, telemetria o pubblicità.

Software libero e sovranità digitale: la battaglia per l'autonomia tecnologica

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Nel dibattito istituzionale e tecnologico italiano, il tema del software libero e dell'open source è tornato al centro dell'attenzione con iniziative volte a promuovere la sovranità digitale nazionale ed europea. Attualmente, si stima che tra il 70% e il 90% della pubblica amministrazione e delle infrastrutture dello Stato italiano si affidi a software proprietari gestiti da grandi aziende extra-europee. Questa forte dipendenza espone il Paese a rischi strategici ed economici, inclusa la vulnerabilità a potenziali blocco dei servizi o cyber-attacchi.

OpenTV: la TV in streaming libera, leggera e open source

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Se sei stanco di interfacce pesanti, pubblicità invadenti e costosi abbonamenti per guardare la TV in streaming, OpenTV potrebbe essere la soluzione che cercavi. Si tratta di un’applicazione open source, minimalista e multipiattaforma, pensata per chi vuole organizzare e guardare playlist IPTV in modo semplice e senza fronzoli. OpenTV è un playerTV gratuito, creato da Fredolx e disponibile su GitHub. Permette di caricare playlist in formato M3U (o URL) e di visualizzare i canali TV in un’interfaccia pulita, con supporto per EPG ( Program Guide) e registrazione. Il progetto si distingue per la filosofia “keep it simple”: niente store, niente plugin, niente account. Solo il necessario per guardare la TV.