Il 1° ottobre 2026 segna una tappa storica per il movimento del software libero in Europa: la Free Software Foundation Europe (FSFE) celebra il suo 25° anniversario. Fondata nel 2001 da un piccolo gruppo di attivisti europei, l'organizzazione è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento continentale con centinaia di collaboratori, oltre 10 dipendenti, più di mille sostenitori e un impatto tangibile su politiche pubbliche, legislazione e cultura digitale.
Ma questo anniversario non è solo una celebrazione: è un'opportunità per riflettere su ciò che è stato realizzato e, soprattutto, su ciò che resta da fare.
I pilastri del lavoro FSFE nel 2026
Nel suo rapporto annuale "Software Freedom in Europe 2026", che copre le attività da settembre 2025 ad agosto 2026, la FSFE ha delineato i risultati raggiunti in sette aree strategiche.
1. Neutralità dei dispositivi: il diritto di installare qualsiasi software
La battaglia per la Device Neutrality rimane una priorità assoluta. La FSFE ha continuato a lavorare per garantire che il Digital Markets Act (DMA) si traduca in interoperabilità reale per sviluppatori e utenti di software libero.
Vittoria contro Apple: il 21 ottobre 2025, la FSFE è intervenuta come terza parte nel caso Apple v Commission (T-1080/23) davanti alla Corte di Giustizia Europea, difendendo l'interoperabilità come obbligo di interesse pubblico. Nel luglio 2026, la Corte ha respinto le azioni legali di Apple riguardanti l'App Store e la designazione di iOS, confermando che Apple non può usare le procedure di designazione per sfidare l'articolo 6(7) del DMA.
"Questa sentenza conferma ciò che abbiamo sostenuto fin dall'inizio: l'interoperabilità non è opzionale sotto il DMA, è la legge."
— Lucas Lasota, Senior Programme Manager Legal della FSFE
Tuttavia, la battaglia continua: la FSFE è stata ammessa come interveniente in un secondo caso contro Apple (T-359/25), che affronta direttamente l'implementazione pratica dell'articolo 6(7).
Router Freedom: dopo anni di frammentazione tra Stati membri, la FSFE ha spinto per una protezione coerente della Router Freedom nel proposto Digital Networks Act (DNA), chiedendo che il Network Termination Point (NTP) sia ancorato al punto fisico passivo della rete in tutti i paesi UE.
Radio Equipment Directive: una vittoria decennale. Nell'aprile 2026, la Commissione Europea ha abbandonato l'articolo 3(3)(i) della direttiva, che dal 2014 minacciava di obbligare i produttori a bloccare l'installazione di software personalizzato su router WiFi, telefoni e altri dispositivi radio. La decisione ha citato esplicitamente lo studio legale commissionato dalla FSFE, che dimostrava l'incompatibilità della norma con licenze come la GNU GPL.
2. Educazione legale: licenze basate sui fatti, non sulla paura
La FSFE continua a fornire supporto legale e formativo a progetti di software libero in tutta Europa.
Next Generation Internet (NGI): dopo 8 anni di partecipazione al consorzio NGI0, la FSFE sta affrontando la chiusura del programma a causa dei tagli ai finanziamenti UE. Tuttavia, nuovi progetti Horizon Europe sono già stati approvati: "Restack" (avviato a giugno 2026), "GeoCommons" e "Rebase" (entrambi in partenza nel 2027), che continueranno a supportare l'ecosistema del software libero europeo.
REUSE tool: lo strumento per aggiungere informazioni di licenza e copyright a ogni file di un progetto è stato migrato da GitHub a Codeberg alla fine del 2025 e continua a essere mantenuto attivamente.
Legal & Licensing Workshop 2026: oltre 100 professionisti legali, tecnologi ed esperti di policy si sono riuniti a Berlino per discutere le sfide emergenti, incluso l'impatto dei large language models sul licensing del software libero.
3. Regolamentazione dei mercati: il Cyber Resilience Act
L'implementazione del Cyber Resilience Act (CRA) è stata un focus centrale. La FSFE ha sviluppato raccomandazioni basate sulle esperienze di sviluppatori e progetti di software libero, portandole alla Commissione Europea e alle autorità di vigilanza del mercato.
Un punto critico è l'articolo 25, che prevede programmi volontari di attestazione di sicurezza per il software libero. La FSFE ha lanciato un sondaggio dedicato e ha presentato i risultati al FrOSCon, chiedendo che il framework non imponga oneri sproporzionati a sviluppatori individuali e comunità.
4. Public Money? Public Code!: fondi pubblici solo per software libero
La campagna "Public Money? Public Code!" continua a spingere perché tutto il software finanziato con denaro pubblico sia rilasciato come software libero.
Tech Sovereignty Package: la Commissione Europea ha proposto una revisione della EU Open Source Strategy e il Cloud and AI Development Act (CADA), che promuove soluzioni di software libero per appalti pubblici di cloud e AI. La FSFE avverte però che criteri come "made in Europe" non bastano: solo il software libero garantisce sovranità digitale reale.
Interoperable Europe Act: a due anni dall'adozione, la FSFE continua a lavorare con l'Interoperable Europe Board per assicurare che l'implementazione sia guidata dal principio "Public Money? Public Code!".
Watchdog activities: quando è emerso che il NHS England intendeva rendere privati la maggior parte dei repository di codice pubblico, la FSFE ha contestato pubblicamente il piano, sottolineando che nascondere il codice non è una misura di sicurezza efficace.
5. Giovani generazioni: educare al software libero
Ada & Zangemann: il libro illustrato e il film per bambini sulla libertà del software hanno raggiunto nuove vette. Tradotto in 35+ lingue, incluso norvegese, olandese e ceco, il progetto ha anche una versione in Braille (la prima realizzata con software libero e un'embosser open hardware). Il Ministero dell'Educazione austriaco ha creato un corso online basato sulla storia, e Fedora ha incluso Ada & Zangemann nei bookmark predefiniti di Firefox.
Youth Hacking 4 Freedom (YH4F): la competizione annuale per giovani hacker europei è giunta alla quinta edizione. Nel 2026, 88 partecipanti da 21 paesi (inclusa la Serbia, per la prima volta) hanno sviluppato progetti di software libero. I vincitori del 2025 includono progetti come OpenLingu (piattaforma di apprendimento linguistico), custom rom list (catalogo automatico di ROM personalizzate) e Hyper (motore di rendering per geometria iperbolica).
Software Freedom nelle scuole superiori: Emanuele Solferino, studente di 18 anni, ha portato i principi del software libero in tre scuole superiori italiane (Como, Busto Arsizio, Pesaro), coinvolgendo 200 studenti tra febbraio e aprile 2026.
6. Coinvolgimento dei volontari: I ♥️ Free Software Day
Il 14 febbraio 2026, la celebrazione annuale del software libero ha raggiunto dimensioni record: 22 eventi in 12 paesi europei, con oltre 300 partecipanti offline e centinaia di messaggi sul Fediverse. Per la prima volta, l'iniziativa ha raggiunto Croazia e Norvegia, e nuove città come Bonn, Amsterdam e Tirana si sono unite alla rete.
Innovazioni guidate dai volontari includono:
Un Fediwall per visualizzare la partecipazione online sul Fediverse
BadgeFed con badge dedicati per organizzatori e partecipanti
Una mappa degli eventi personalizzata, realizzata grazie al progetto mapforge
7. Sviluppo organizzativo: crescere per servire meglio
Il sito fsfe.org continua a essere il principale canale di comunicazione. Da settembre 2025 ad agosto 2026 sono stati pubblicati 44 articoli, 12 newsletter e 17 episodi podcast.
Le traduzioni sono una priorità: nel 2025 sono state aggiunte 40 traduzioni in tedesco, 21 in italiano (la lingua più vicina al completamento delle pagine prioritarie), 18 in olandese, 11 in spagnolo, 8 in ebraico e 6 in francese.
Uno sguardo al futuro: la visione per il 2048
La FSFE non si limita a celebrare il passato: ha già delineato una visione per il 2048, immaginando un'Europa in cui il software libero è la norma, non l'eccezione. I pilastri di questa visione includono:
Sovranità digitale completa: pubbliche amministrazioni che controllano realmente le proprie infrastrutture
Interoperabilità universale: nessun gatekeeper può bloccare l'innovazione
Educazione diffusa: ogni giovane europeo cresce con la consapevolezza che la tecnologia deve servire, non controllare
Sostenibilità: hardware riparabile, software durevole, riduzione dell'e-waste