In questi tempi sembra quasi un obbligo: se apri un'app o un programma, deve esserci un pulsante con le scintille che ti promette di scrivere testi al posto tuo, riassumere le tue email o creare diapositive in due secondi.
Eppure, c'è chi ha deciso di andare controcorrente.
La The Document Foundation, il cuore battere del progetto LibreOffice, ha preso una posizione chiara: la celebre suite di scrittura e calcolo open source non integrerà strumenti di intelligenza artificiale di default. Nessun assistente invadente, nessun algoritmo pronto a spiare cosa stai scrivendo.
E no, non è pigrizia: è una vera e propria scelta di campo a favore di chi usa il computer ogni giorno.
1. I tuoi dati restano davvero tuoi
Quando usi un assistente IA integrato in una suite cloud o proprietaria, molto spesso i tuoi testi fanno un "viaggio" verso server esterni per essere elaborati. Per chi lavora con dati sensibili, contratti, bilanci o semplicemente ci tiene alla propria privacy, questo è un bel grattacapo. LibreOffice ha scelto di proteggere i tuoi file: quello che scrivi sul tuo computer, rimane sul tuo computer.
2. Nessuna "scatola nera" nel codice
L'anima del software libero è la trasparenza: chiunque deve poter guardare "sotto il cofano" del programma per capire come funziona. La maggior parte dei modelli di IA attuali sono invece delle vere e proprie "scatole nere" proprietarie. Integrarle a forza avrebbe snaturato l'essenza stessa di un software aperto e verificabile da tutti.
3. Programmi leggeri, PC felici
Aggiungere moduli di intelligenza artificiale significa spesso appesantire i programmi, richiedere computer sempre più potenti e consumare più energia. LibreOffice preferisce rimanere quello che è sempre stato: una suite veloce, reattiva e capace di girare a meraviglia anche su quel vecchio portatile che hai nell'armadio.
E se l'IA la volessi davvero?
Qui sta il bello della filosofia open source: libertà di scelta.
LibreOffice non ti impedisce di usare l'IA se ne hai bisogno. Se vuoi collegare un modello di intelligenza artificiale che gira in locale sul tuo computer (come Ollama) o usare un'estensione specifica, sei libero di farlo. La differenza sta tutta qui: sei tu a decidere se e come attivare questi strumenti, non è il programma a importeli.
Mentre il mercato corre a infilare l'IA ovunque, anche dove non serve, LibreOffice si conferma l'isola felice per chi cerca uno strumento di lavoro solido, essenziale, sicuro e che mette al primo posto la sovranità dei dati dell'utente.
In un mondo di algoritmi che decidono per noi, un software che ci lascia il totale controllo è forse la vera rivoluzione.