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Ubuntu porta una propria immagine ufficiale in WSL: GNU/Linux sempre più presente anche dentro Windows

Inviato da tuxsa il
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Il progetto Ubuntu ha pubblicato la terza snapshot mensile di Ubuntu 26.10 “Stonking Stingray”, nuova tappa verso la futura versione della distribuzione GNU/Linux. Tra le 35 immagini rese disponibili c'è però una novità che merita particolare attenzione: compare per la prima volta nel nuovo ciclo di sviluppo anche un'immagine ufficiale destinata a Windows Subsystem for Linux, WSL.

Le snapshot non devono essere confuse con una Beta o con una versione stabile. Lo stesso Release Team di Ubuntu le definisce sostanzialmente artefatti temporanei destinati ai test: servono a fotografare periodicamente lo stato dello sviluppo, permettere verifiche più regolari e individuare problemi prima delle fasi decisive del rilascio.

La Beta di Ubuntu 26.10 è prevista per il 24 settembre, quindi chi utilizza il computer per attività quotidiane o di produzione non dovrebbe installare Snapshot 3 aspettandosi la stabilità di una normale versione Ubuntu.

L'aspetto interessante è piuttosto la presenza di WSL.

Windows Subsystem for Linux permette di utilizzare un ambiente Linux direttamente all'interno di Windows senza ricorrere alla tradizionale macchina virtuale gestita manualmente dall'utente o a un sistema dual boot. È possibile utilizzare shell, package manager, compilatori e moltissimi strumenti tipici dell'ambiente GNU/Linux continuando contemporaneamente a lavorare sul desktop Windows.

Per gli sviluppatori questo modello può essere estremamente comodo.

Un programmatore che deve mantenere Windows per applicazioni aziendali o strumenti specifici può utilizzare contemporaneamente Bash, SSH, Git, Python e l'enorme ecosistema di programmi disponibili attraverso i repository di una distribuzione Linux. Analogamente, WSL può rappresentare un primo contatto con GNU/Linux per persone che non sono ancora pronte a sostituire il sistema operativo principale del proprio computer.

Naturalmente esiste una distinzione fondamentale che non dovrebbe essere nascosta.

Utilizzare Ubuntu dentro Windows non equivale a utilizzare un sistema GNU/Linux indipendente.

Il computer rimane controllato dal sistema operativo Microsoft e WSL è una tecnologia sviluppata e integrata da Microsoft. L'utente beneficia degli strumenti e del software disponibili nell'ambiente Linux, ma continua a dipendere dalla piattaforma proprietaria che lo ospita.

Da una prospettiva legata alla libertà del software questa differenza è importante.

GNU/Linux può rappresentare un sistema operativo completo attraverso il quale costruire un ambiente informatico basato prevalentemente su Software Libero; dentro WSL diventa invece uno strato utilizzato all'interno di un ecosistema proprietario.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato ignorare il valore pratico della tecnologia.

Per decenni Windows e Unix/Linux sono stati percepiti come mondi sostanzialmente separati. Oggi milioni di sviluppatori possono aprire un terminale Linux senza lasciare Windows, utilizzare strumenti nati nell'ecosistema libero e lavorare con gli stessi ambienti che troveranno successivamente su server, container e infrastrutture cloud.

È una trasformazione significativa anche dal punto di vista storico.

Linux non si è diffuso soltanto sostituendo altri sistemi operativi sul desktop. È diventato progressivamente una componente fondamentale di server, supercomputer, dispositivi embedded, container, infrastrutture cloud e ambienti di sviluppo. Con WSL arriva perfino all'interno del sistema desktop che per molti anni ne è stato considerato il principale concorrente.

La disponibilità di un'immagine Ubuntu ufficialmente inserita nel normale processo di sviluppo rende questa integrazione ancora più strutturale.

Esiste però anche una riflessione più ampia.

La diffusione degli strumenti del Software Libero non coincide necessariamente con la diffusione della libertà informatica.

Possiamo utilizzare Bash, GCC, Python e migliaia di programmi liberi dentro una piattaforma proprietaria; possiamo utilizzare software libero attraverso servizi cloud sui quali non abbiamo alcun controllo; possiamo perfino costruire intere applicazioni utilizzando componenti open source senza che l'utente finale abbia realmente la possibilità di controllare l'infrastruttura che li esegue.

Per questo è utile distinguere sempre la libertà del singolo componente dalla libertà dell'ambiente complessivo.

WSL rappresenta comunque una porta importante. Può permettere a uno sviluppatore di scoprire strumenti GNU/Linux, imparare a utilizzare il terminale e acquisire competenze immediatamente trasferibili su una macchina Linux indipendente.

L'importante è non confondere il punto di ingresso con il punto di arrivo.

La nuova immagine Ubuntu per WSL mostra quanto profondamente GNU/Linux sia ormai entrato nell'informatica contemporanea: non soltanto come sistema operativo alternativo, ma come infrastruttura e ambiente di sviluppo talmente importante che perfino Windows ha dovuto costruire uno spazio nel quale poterlo eseguire.

È un successo tecnologico enorme per l'ecosistema Linux.

La sfida del Software Libero rimane fare in modo che alla diffusione del codice e degli strumenti corrisponda anche una maggiore capacità degli utenti di conoscere, scegliere e controllare le piattaforme sulle quali lavorano.