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social media

Dossier: Il lato oscuro dei social media - Puntata 1.0 - Presentazione

Inviato da tuxsa il
Benvenuti a un nuovo dossier di TUXSA Collettivo, dedicato a una delle tecnologie più pervasive e controverse della nostra epoca: i social media. Non parleremo solo di piattaforme per condividere foto, video e messaggi. Parleremo di macchine progettate per catturare la nostra attenzione, modellare le nostre opinioni, influenzare le nostre emozioni e, in ultima analisi, trasformare il nostro tempo e la nostra vita in denaro per pochi.

Una bambina morta di difterite: il vero fallimento non è (solo) dei No Vax

Inviato da enzo de simone il
Ci sono notizie che dovrebbero fermarci tutti per un momento, prima ancora di dividerci in schieramenti. La morte di una bambina di quattro anni a Palermo, colpita da una malattia — la difterite — che in Italia non uccideva un bambino dal 1991, è una di queste. Non è una statistica: è una vita che si poteva salvare, in un paese che dispone da decenni degli strumenti per farlo.

Puntata 5 – Il turismo dei selfie: quando l'immagine sostituisce l'esperienza

Inviato da tuxsa il
Uno degli aspetti più sorprendenti del turismo contemporaneo è che, pur vivendo nell'epoca in cui è più facile viaggiare, conoscere culture diverse e accedere a una quantità praticamente illimitata di informazioni, il rapporto con i luoghi sembra diventare sempre più superficiale

Puntata 1.2 – La psicologia della dipendenza: come i social ci catturano

Inviato da tuxsa il
I social media non sono solo piattaforme tecnologiche: sono macchine psicologiche progettate a tavolino per sfruttare i meccanismi più profondi del nostro cervello. Ogni notifica, ogni like, ogni video che si autoavvia è studiato per innescare un ciclo di ricompensa che ci tiene incollati allo schermo.

Puntata 1.1 – Il modello di business: l’attenzione come merce

Inviato da tuxsa il
«Se il prodotto è gratuito, il prodotto sei tu.» Questo mantra, ormai logoro ma non per questo meno vero, è la chiave di volta per comprendere l’intero ecosistema dei social media. Perché Twitter, Instagram, TikTok, Facebook e YouTube non sono – non sono mai stati – semplici strumenti di comunicazione. Sono macchine da pubblicità travestite da piazze virtuali.

Normalizzazione del bordello senza muri. L'oscenità virale tra arte, moda e social network

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Anno pubblicazione
2020
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Pompa_Chiara_tesi.pdf

Il progetto di tesi nasce dalla volontà di far luce sul rapporto tra il medium fotografico e la nozione di nuova oscenità, teorizzata e disseminata nei suoi scritti da Jean Baudrillard. Nozione che – se intesa nell’accezione proposta dal filosofo francese, ovvero l’oscenità del visibile, del troppo visibile, del più visibile del visibile – ben si adatta a dettagliare i concetti di trasparenza e di visibilità peculiari della società attuale, costantemente impegnata nel mettere a nudo se stessa attraverso i social media in nome della cosiddetta ideologia della post-privacy. Incoraggiando una continua violazione della sfera del segreto, tale ideologia favorirebbe, infatti, la progressiva diminuzione dello scarto tra ciò che può essere reso di dominio pubblico e ciò che invece, tradizionalmente, sarebbe dovuto appartenere all’ambito del privato. Un andamento generale della cultura, quello appena delineato, che si è imposto capillarmente a cavallo di millennio, accelerato dalla nascita del World Wide Web, del quale la fotografia riesce a farsi promotrice oltre che sommo interprete, contribuendo – anche in virtù di un’innovata condizione tecnologica– al compimento della visibilità e della trasparenza totale. Nel corso della trattazione, la nozione “aggiornata” di osceno sarà, dunque, assurta a strumento euristico utile a tracciare gli svolgimenti paralleli della pratica fotografica nei campi delle arti visive, della moda e dei social media, in un arco temporale che va dall’inizio degli anni Novanta a oggi. Uno strumento attraverso cui connettere autori di riferimento, rileggerne alcuni e candidarne di nuovi tra quanti, allargando il “campo del fotografabile” teorizzato da Pierre Bourdieu, profanano la soglia del privato e portano alla ribalta i risvolti banali e ordinari della quotidianità, fino a quelli intimi, tragici, inquietanti, perturbanti o addirittura nefandi, favorendo così la concretizzazione di quel “bordello senza muri” che secondo Marshall McLuhan è il mondo nell’età fotografica.

Tipo Risorsa
Tesi
Fondo Librario