Quando parliamo del patrimonio verde di Salerno, rischiamo di commettere un errore: guardare soltanto ciò che appartiene al Comune. Parchi, giardini pubblici, alberature stradali, aiuole sono certamente il cuore delle politiche pubbliche del verde, ma non rappresentano tutto il sistema vegetale della città. Dietro muri e cancelli esiste un'altra Salerno.
- Giardini condominiali.
- Cortili.
- Ville.
- Terreni.
- Orti.
- Aree agricole residue.
- Giardini di strutture private.
- Alberi cresciuti per decenni all'interno delle proprietà.
Questo patrimonio non è pubblico ma dal punto di vista ecologico non smette per questo di appartenere al funzionamento della città.
Pubblico e privato, una distinzione necessaria
Dobbiamo però chiarire immediatamente un principio:Salerno Verde non propone di confondere proprietà privata e spazio pubblico.
- Un giardino condominiale non diventa un parco pubblico.
- Un terreno privato non diventa automaticamente accessibile.
- Un albero situato all'interno di una proprietà rimane nella responsabilità prevista dall'ordinamento.
La distinzione giuridica deve essere rispettata ma l'ecosistema urbano non conosce i confini catastali. Un albero privato:
- produce ombra;
- intercetta acqua;
- ospita biodiversità;
- contribuisce alla copertura arborea;
- modifica il microclima.
Il suo beneficio ambientale può estendersi molto oltre il muro della proprietà.
Una parte del patrimonio che dobbiamo conoscere
Per questo il Piano del Verde non può ignorare il verde privato. Ovviamente non significa censire ogni vaso presente sui balconi ma costruire progressivamente una conoscenza delle componenti strutturali.
- Grandi giardini.
- Aree alberate.
- Terreni permeabili.
- Sistemi agricoli.
- Grandi alberi.
- Continuità ecologiche.
Il primo obiettivo deve essere capire quanto del patrimonio vegetale cittadino si trovi effettivamente su proprietà private.
La Carta della copertura arborea non distingue proprietà
Quando costruiremo la Carta delle Chiome proposta nei capitoli precedenti, dovremo mappare tutta la copertura arborea visibile. Pubblica e privata. Solo successivamente sovrapporremo la carta delle proprietà.
Avremo così due informazioni differenti: dove si trovano gli alberi e chi gestisce il terreno sul quale crescono.
Questa distinzione sarà essenziale.
Il grande albero dietro un muro
Immaginiamo un grande albero maturo all'interno di un giardino privato. Una parte della chioma può ombreggiare:
- marciapiede;
- strada;
- edifici vicini.
Può contribuire alla continuità ecologica con altri alberi. Dal punto di vista della città quell'albero possiede quindi un valore che non coincide con il suo valore patrimoniale per il proprietario. È una vera infrastruttura ecologica privata con beneficio collettivo.
Gli alberi maturi sono difficili da sostituire
Questo punto è particolarmente importante. Un grande albero eliminato oggi non viene ecologicamente sostituito domani semplicemente piantando un giovane esemplare. Serviranno anni, talvolta decenni, perché la nuova chioma raggiunga dimensioni comparabili. Per questo Salerno Verde propone di attribuire particolare attenzione agli alberi maturi, indipendentemente dalla proprietà. Non significa impedirne sempre l'abbattimento.
Esistono:
- problemi di stabilità;
- malattie;
- rischi;
- necessità edilizie legittime;
- altre condizioni.
Significa che la perdita di un grande albero deve essere considerata un fatto ambientalmente rilevante.
Un regolamento realmente efficace
Il futuro Piano del Verde dovrà quindi coordinarsi con un Regolamento del Verde capace di disciplinare in maniera chiara anche gli aspetti che riguardano il patrimonio privato, nei limiti consentiti dalla normativa.
Non soltanto divieti. Anche:
- criteri;
- procedure;
- informazione;
- assistenza tecnica;
- incentivi.
L'obiettivo non deve essere trasformare il proprietario in un avversario. Deve essere renderlo parte della strategia ecologica cittadina.
Prima aiutare a conservare
Molte volte un albero può essere percepito dal proprietario soprattutto come:
- costo;
- responsabilità;
- problema di manutenzione;
- rischio.
Se vogliamo conservarne il valore collettivo dobbiamo riconoscere anche questi problemi. Il Comune potrebbe quindi studiare forme di supporto per gli alberi di particolare interesse.
Per esempio:
- consulenza;
- elenchi di professionisti qualificati;
- linee guida;
- eventuali programmi di sostegno nei casi previsti.
Proteggere funziona meglio quando alla regola si accompagna la possibilità concreta di gestire bene.
Gli alberi monumentali
Una categoria particolare è naturalmente rappresentata dagli alberi monumentali, già tutelati dalla normativa nazionale e regionale. Ma Salerno Verde dovrebbe guardare anche a un livello intermedio. Alberi che magari non possiedono i requisiti formali della monumentalità ma hanno:
- grandi dimensioni;
- età significativa;
- valore paesaggistico;
- funzione ecologica;
- importanza per il quartiere.
Potremmo definirli, in termini progettuali: alberi di interesse urbano.
La definizione giuridica dovrà naturalmente essere verificata, il concetto però è importante.
I giardini condominiali
Una parte enorme del potenziale si trova nei condomini. Molti edifici possiedono spazi esterni utilizzati prevalentemente come:
- parcheggio;
- accesso;
- cortile pavimentato.
Non proponiamo di eliminare automaticamente queste funzioni. Proponiamo di chiedere: quanta superficie potrebbe tornare permeabile senza compromettere l'uso necessario? Anche una trasformazione parziale può produrre risultati.
Il condominio verde
Potremmo costruire un programma volontario:
Condominio Verde
attraverso il quale i condomini possano accedere a:
- linee guida;
- supporto progettuale;
- informazioni;
- eventuali incentivi disponibili;
- modelli di intervento.
- Le azioni potrebbero comprendere:
- deimpermeabilizzazione;
- nuovi alberi;
- rain garden;
- raccolta dell'acqua piovana;
- vegetazione mediterranea;
- tetti verdi dove appropriati.
Non un concorso di balconi fioriti
L'obiettivo non deve essere principalmente estetico. I fiori sui balconi sono piacevoli e possono contribuire in alcuni casi alla biodiversità ma il Piano deve concentrarsi sulle trasformazioni strutturali.
- Suolo.
- Chiome.
- Acqua.
- Permeabilità.
- Biodiversità.
Il Condominio Verde deve essere prima di tutto un programma climatico.
Gli incentivi
Qui la politica pubblica può diventare particolarmente interessante. Se una trasformazione privata produce un beneficio ambientale collettivo, possiamo valutare strumenti per incoraggiarla. Non definiamo oggi quali. Dipenderanno da:
- normativa;
- bilancio;
- competenze comunali;
- programmi regionali;
- finanziamenti nazionali ed europei.
Ma il principio può essere stabilito: premiare chi aumenta la funzione ecologica del proprio spazio.
Misurare il beneficio
Gli incentivi non dovrebbero dipendere semplicemente dal fatto di aver “messo del verde”. Potremmo valutare:
- metri quadrati deimpermeabilizzati;
- nuova copertura arborea prevista;
- acqua meteorica trattenuta;
- alberi maturi conservati;
- biodiversità;
- connessione con la rete ecologica.
Anche nel privato il risultato deve essere misurabile.
I parcheggi condominiali
Uno dei principali campi di intervento potrebbe essere proprio questo. Molti parcheggi privati devono naturalmente mantenere la propria funzione ma possono diventare:
- più permeabili;
- più alberati;
- più ombreggiati;
- dotati di fasce vegetate.
Il principio del parcheggio climatico può essere applicato anche qui.
Un'automobile sotto un albero
Un parcheggio alberato offre anche un vantaggio immediatamente percepibile dal proprietario: l'ombra. Questo è importante perché dimostra che beneficio privato e beneficio pubblico non devono necessariamente entrare in conflitto. Un albero può contemporaneamente:
- ombreggiare l'automobile;
- raffrescare il cortile;
- assorbire acqua;
- contribuire alla chioma urbana.
Le politiche migliori sono spesso quelle nelle quali gli interessi convergono.
Tetti verdi
In alcuni edifici il tetto può offrire ulteriori possibilità ma non ogni struttura è adatta.
Servono verifiche:
- statiche;
- impermeabilizzazione;
- manutenzione;
- accessibilità;
- costi.
Ma dove tecnicamente possibile un tetto verde può contribuire a:
- gestione dell'acqua;
- isolamento;
- biodiversità;
- riduzione del surriscaldamento superficiale.
È una delle opzioni della città densa. Non la soluzione universale.
Pareti verdi
Lo stesso vale per le pareti vegetate che possono avere applicazioni interessanti. Ma dobbiamo evitare la tentazione delle soluzioni spettacolari difficili da mantenere.
Salerno Verde preferisce: semplice, robusto, duraturo a spettacolare ma fragile.
Ogni soluzione deve essere valutata soprattutto per il comportamento nel tempo.
I terreni privati non edificati
Esiste poi una categoria molto più delicata: i terreni privati ancora non costruiti. Qui dobbiamo evitare qualsiasi semplificazione.
Un terreno può avere:
- diritti edificatori;
- destinazioni urbanistiche;
- vincoli;
- usi agricoli;
- condizioni proprietarie differenti.
Non possiamo considerarlo automaticamente verde pubblico futuro ma possiamo e dobbiamo conoscere la funzione ecologica che svolge oggi.
Non edificato non significa inutile
Un terreno apparentemente vuoto può:
- assorbire acqua;
- ospitare vegetazione;
- garantire continuità ecologica;
- ridurre l'impermeabilizzazione;
- contribuire al paesaggio.
Il fatto che non possieda una funzione economica immediatamente visibile non significa che non produca servizi ecosistemici.
Questo deve entrare nelle valutazioni urbanistiche.
Le aree agricole residue
Particolare attenzione meritano le superfici agricole ancora presenti nel territorio comunale:
- Oliveti.
- Orti.
- Frutteti.
- Altre coltivazioni.
Non devono necessariamente diventare parchi. La loro funzione produttiva può essere parte della stessa infrastruttura territoriale.
Salerno Verde deve quindi integrare, dove appropriato: verde urbano e paesaggio agricolo.
Agricoltura periurbana
Nelle aree di margine e collinari l'agricoltura può svolgere contemporaneamente funzioni:
- produttive;
- paesaggistiche;
- idrogeologiche;
- ecologiche.
Abbandonare completamente queste superfici può produrre problemi differenti dalla loro urbanizzazione. Il Piano dovrà quindi studiare anche come favorire la permanenza di attività agricole compatibili.
Gli orti urbani
In alcune aree pubbliche o private disponibili potrebbero essere sviluppati anche orti urbani. Ma anche qui evitiamo di trasformare l'orto in una soluzione automatica. Servono:
- acqua;
- gestione;
- regole;
- accessibilità;
- qualità del suolo;
- continuità nel tempo.
Un orto ben gestito può diventare:
- spazio produttivo;
- luogo sociale;
- presidio territoriale;
- strumento educativo.
Un orto abbandonato diventa rapidamente un problema.
Il verde delle attività economiche
Anche:
- centri commerciali;
- alberghi;
- stabilimenti;
- uffici;
- strutture sportive;
- attività produttive
- possono contribuire alla rete.
I loro parcheggi e spazi esterni possono essere trasformati attraverso:
- alberature;
- permeabilità;
- fasce vegetate;
- raccolta dell'acqua.
Il Piano deve parlare anche a questi soggetti.
Ogni grande trasformazione privata deve contribuire
Per i nuovi interventi significativi il principio dovrebbe essere ancora più forte. Una trasformazione urbana non dovrebbe limitarsi a rispettare una quantità minima di verde prevista dalle norme. Dovrebbe dimostrare il proprio contributo alla rete ecologica complessiva.
- Dove si trova il verde?
- Che funzione svolge?
- È connesso?
- Produce ombra?
- È permeabile?
- Come viene gestito?
La qualità conta quanto la quantità.
Evitare il verde di rappresentanza
Un rischio frequente nei progetti privati è concentrare il verde nei punti più visibili:
- Ingresso.
- Facciata.
- Aiuole decorative.
Salerno Verde propone di valutare invece soprattutto il comportamento ecologico.Dieci alberi collocati correttamente possono essere più utili di una superficie ornamentale molto costosa. Il verde non deve servire soltanto a fotografare meglio l'edificio.
Le compensazioni
Quando una trasformazione rende inevitabile la perdita di vegetazione, le eventuali compensazioni devono essere valutate con criteri seri. Non soltanto: un albero eliminato = un albero piantato.
Un grande albero maturo e un giovane esemplare non sono ecologicamente equivalenti. Dovremo considerare almeno:
- dimensione;
- chioma;
- specie;
- funzione;
- tempo necessario alla sostituzione.
Compensare vicino
Quando possibile, la compensazione dovrebbe avvenire nello stesso ambito territoriale. Perdere chioma in un quartiere e compensarla dall'altra parte della città non restituisce necessariamente lo stesso servizio agli abitanti interessati. Il principio di equità ambientale vale anche qui.
Ma prima evitare
La gerarchia deve rimanere: EVITARE → RIDURRE → COMPENSARE.
Non: trasformare → compensare.
La compensazione è l'ultima opzione non una licenza preventiva per eliminare il verde esistente.
La responsabilità dei grandi proprietari
Quanto maggiore è la superficie posseduta, tanto maggiore può essere il contributo possibile.
- Grandi condomini.
- Aziende.
- Enti.
- Strutture commerciali.
- Organizzazioni.
Salerno Verde potrebbe costruire accordi volontari con i grandi proprietari per aumentare:
- chioma;
- permeabilità;
- biodiversità.
Una sorta di Patto per la Chioma Urbana.
Il Patto per la Chioma Urbana
I soggetti aderenti potrebbero impegnarsi a:
- conservare gli alberi sani;
- aumentare progressivamente la copertura arborea;
- ridurre superfici impermeabili;
- utilizzare specie appropriate;
- pubblicare gli interventi realizzati.
Non sostituirebbe gli obblighi normativi. Sarebbe un impegno ulteriore.
Il Comune deve fare per primo
Naturalmente una politica che chiede ai privati di deimpermeabilizzare i cortili perde credibilità se contemporaneamente gli spazi pubblici continuano a essere fortemente mineralizzati.
Il principio deve essere: prima dare l'esempio.
- Scuole.
- Parcheggi pubblici.
- Piazze.
- Strade.
- Edifici comunali.
Solo allora la richiesta di collaborazione ai cittadini diventa pienamente credibile.
Una alleanza, non uno scarico di responsabilità
Il coinvolgimento dei privati non deve diventare un modo per ridurre la responsabilità pubblica. Il Comune deve continuare a garantire:
- parchi;
- alberi stradali;
- giardini;
- manutenzione;
- programmazione.
Il privato aggiunge il proprio contributo non sostituisce quello pubblico.
Il cittadino custode
Esiste infine una dimensione culturale. Possedere un grande albero significa possedere qualcosa che ha un valore personale ma anche territoriale. Questo non deve trasformarsi in un peso morale imposto al cittadino. Può diventare invece una forma di riconoscimento: Chi conserva e cura un grande albero contribuisce concretamente alla qualità ambientale della città.
Conoscere il valore prodotto
Potremmo arrivare un giorno a stimare i servizi ecosistemici prodotti anche dal verde privato.
- Chioma.
- Carbonio.
- Acqua intercettata.
- Ombra.
Naturalmente senza pretendere una precisione impossibile. L'obiettivo sarebbe soprattutto rendere visibile qualcosa che oggi appare invisibile.
La città vista dall'alto
Una fotografia aerea non distingue immediatamente:
- albero comunale;
- albero condominiale;
- albero di una villa;
- albero di un'azienda.
Mostra una sola cosa: la chioma della città. Ed è questa immagine che dovrebbe guidare una parte della nostra strategia.
Un patrimonio condiviso nella funzione
Il verde privato rimane privato nella proprietà ma può essere condiviso nella funzione ecologica. Questa formula permette di evitare due errori opposti:
- Pretendere di trattarlo come bene pubblico.
- Oppure ignorarlo completamente perché non appartiene al Comune.
Salerno Verde sceglie una terza strada: riconoscerlo, proteggerlo quando necessario, incentivarne la crescita e integrarlo nella rete.
La Carta del Verde Privato Strategico
Da questo capitolo nasce quindi un altro elaborato del Piano:
Carta del Verde Privato Strategico
Non dovrà necessariamente rappresentare ogni piccolo giardino. Dovrà individuare soprattutto:
- grandi superfici alberate;
- giardini storici o di particolare interesse;
- grandi alberi;
- aree agricole;
- terreni permeabili strategici;
- continuità ecologiche;
- cortili con forte potenziale di deimpermeabilizzazione;
- grandi parcheggi privati;
- aree private lungo i corridoi verdi e blu.
Sovrapposta alla Carta delle Chiome e alla Carta delle Proprietà, permetterà di comprendere meglio il funzionamento reale della città.
Un obiettivo comune
Alla fine il principio è molto semplice: se vogliamo aumentare significativamente la copertura arborea di Salerno entro il 2050, difficilmente potremo farlo lavorando soltanto sulle proprietà comunali. Serve una collaborazione più ampia.
- Comune.
- Cittadini.
- Condomini.
- Imprese.
- Scuole.
- Altri enti.
- Proprietari di terreni.
Ognuno con responsabilità differenti.
La foresta urbana non ha cancelli
Abbiamo utilizzato più volte l'espressione foresta urbana e questo capitolo ci permette di comprenderne pienamente il significato.
La foresta urbana non coincide con un bosco: è l'insieme degli alberi e delle strutture vegetali che attraversano il territorio urbanizzato.
- Quelli del parco.
- Quelli della strada.
- Quelli della scuola.
- Quelli del cortile.
- Quelli dietro un muro.
Per gli uccelli, per gli insetti, per l'acqua e per il clima, il confine proprietario non interrompe necessariamente la rete.
Salerno Verde appartiene a tutti
Il Piano del Verde deve quindi essere guidato dall'Amministrazione pubblica ma non può essere realizzato soltanto dall'Amministrazione pubblica. Una città realmente verde nasce dalla somma di migliaia di decisioni:
- La scelta pubblica di conservare un parco.
- La scelta urbanistica di non consumare altro suolo.
- La decisione di piantare un filare.
- Il condominio che rimuove parte dell'asfalto.
- L'impresa che trasforma il parcheggio.
- Il proprietario che conserva un grande albero.
Una città che cresce senza costruire
C'è infine un'immagine che sintetizza perfettamente questo capitolo. Pensiamo a Salerno vista dall'alto nel 2050. Gli edifici possono essere in gran parte gli stessi, le strade possono essere in gran parte le stesse. Eppure la città appare diversa.
- Le chiome sono cresciute.
- I cortili sono più permeabili.
- I parcheggi più alberati.
- I terreni strategici sono stati conservati.
- I corridoi ecologici sono più continui.
È una città che è cresciuta senza necessariamente costruire.
È cresciuta biologicamente.
Ed è forse questa una delle trasformazioni più radicali che Salerno Verde possa proporre.
Non chiedere soltanto: quanto nuovo verde costruirà il Comune?
Ma arrivare a una domanda molto più grande: quanto può diventare più verde l'intera città, indipendentemente da chi possiede il terreno sul quale cresce un albero?
Perché la proprietà può avere un confine. La funzione ecologica della natura, molto meno.