Per comprendere GiraSalerno bisogna abbandonare per un momento l'idea tradizionale del sito turistico come raccolta di pagine.
Quando visitiamo un normale portale vediamo una pagina dedicata a un monumento, una struttura ricettiva, un ristorante o un evento. Dietro quella pagina, però, può esserci semplicemente un testo scritto per essere letto in quel punto e in nessun altro luogo.
GiraSalerno parte da un principio differente:
prima viene la conoscenza, poi vengono i modi attraverso i quali decidiamo di utilizzarla e mostrarla.
Il funzionamento del sistema deriva da questa scelta.
Il Punto di interesse come elemento centrale
Il principale punto di raccordo è il Punto di interesse, che chiameremo spesso, per brevità, POI.
Un POI rappresenta un luogo della città: può essere un monumento, un museo, una stazione, un albergo, un'area verde o qualsiasi altro luogo appartenente alle categorie previste dal sistema.
Ma non è soltanto una scheda descrittiva.
Al Punto di interesse possono essere associate informazioni differenti: la posizione geografica, la tipologia, le fonti, i servizi, i contatti, informazioni sull'accessibilità, collegamenti esterni e altri elementi utili.
Alcune informazioni, invece, vivono come elementi autonomi collegati al POI. È il caso, ad esempio, degli orari o delle condizioni di accesso.
Questa distinzione è importante perché evita di costruire un'unica enorme scheda nella quale inserire indiscriminatamente qualsiasi informazione.
Separare ciò che ha significati differenti e collegare ciò che appartiene alla stessa conoscenza è uno dei criteri utilizzati nella progettazione.
Un esempio: il Duomo non è soltanto il Duomo
Immaginiamo di cercare il Duomo di Salerno.
GiraSalerno può naturalmente mostrarci una pagina dedicata al luogo. Ma dietro quella pagina esistono informazioni strutturate.
Il sistema sa che si tratta di un determinato Punto di interesse, conosce la sua tipologia, può conoscerne le coordinate e le fonti utilizzate per documentarlo. Può associare contatti, modalità di fruizione, servizi o altre informazioni quando queste risultano documentate.
Quelle coordinate non sono state inserite soltanto per far apparire un punto su una mappa.
Possono essere utilizzate anche per chiedere:
che cosa si trova vicino al Duomo?
Allo stesso modo, il Duomo può diventare una tappa di un itinerario insieme ad altri luoghi.
L'informazione acquisita una volta comincia quindi a produrre più funzioni.
Le relazioni costruiscono il sistema
Questo è probabilmente il modo più semplice per comprendere GiraSalerno.
Non dobbiamo immaginarlo come una pila di schede, ma come una rete di elementi e relazioni.
Un POI può essere collegato a una Fonte.
Un Orario può riferirsi a un POI.
Una Condizione di accesso può descrivere una determinata modalità di fruizione di quel luogo.
Un Itinerario può mettere in sequenza più POI.
Un'immagine può essere associata a un luogo mantenendo proprie informazioni sull'autore, sulla licenza e sull'attribuzione.
Una Segnalazione può riferirsi a un POI senza diventare automaticamente parte delle informazioni pubblicate.
È attraverso queste relazioni che il sistema acquista progressivamente capacità.
Non occorre riscrivere ogni volta tutto.
Le fonti non stanno soltanto in fondo alla pagina
Un ruolo particolare è assegnato alle Fonti.
In GiraSalerno una fonte non viene considerata semplicemente come una nota bibliografica da aggiungere alla fine di un testo.
È un elemento della struttura informativa.
Una stessa fonte può documentare informazioni relative a un luogo e può essere riutilizzata senza doverne riscrivere ogni volta i riferimenti.
Anche la provenienza delle coordinate può essere indicata separatamente quando necessario.
Questo approccio serve a rispondere a una domanda fondamentale:
come facciamo a sapere perché GiraSalerno pubblica una determinata informazione?
Non sempre sarà possibile ricostruire ogni singolo dato fino alla sua origine con la stessa precisione. Il dimostratore ha infatti evidenziato che una delle aree da migliorare in futuro è proprio una provenienza ancora più granulare, capace di collegare la fonte non soltanto al POI nel suo complesso ma, quando necessario, alla singola informazione.
Il fatto stesso di aver individuato questo limite è parte della sperimentazione.
Cercare
Una volta organizzati i dati, il primo servizio naturale è la ricerca.
Il visitatore non deve necessariamente conoscere in anticipo il nome esatto di ciò che cerca.
GiraSalerno permette di interrogare i Punti di interesse e di restringere progressivamente la ricerca attraverso le loro caratteristiche e classificazioni.
Ma la funzione di ricerca dimostra soprattutto un principio più generale: se i luoghi sono classificati attraverso criteri coerenti, quelle classificazioni non servono soltanto all'organizzazione interna.
Diventano strumenti di esplorazione.
La tassonomia, quindi, non è un elenco costruito per comodità dell'amministratore del sito. È una parte della conoscenza che può essere utilizzata per fornire servizi al pubblico.
Esplorare la città sulla mappa
La dimensione geografica introduce un secondo modo di interrogare il sistema.
I Punti di interesse dotati di coordinate possono essere rappresentati su una mappa.
Anche qui non si tratta semplicemente di aggiungere una cartina alle pagine.
Le categorie dei luoghi possono contribuire alla loro rappresentazione e la posizione geografica diventa una caratteristica utilizzabile dal sistema.
Il visitatore può così passare dalla domanda:
“Che cosa conosco di questo luogo?”
alla domanda:
“Che cosa c'è in questa parte della città?”
È un cambiamento significativo, perché la conoscenza non viene più organizzata soltanto per argomenti ma anche attraverso il territorio.
Scoprire ciò che si trova nelle vicinanze
La stessa informazione geografica permette un passaggio ulteriore.
Da un Punto di interesse è possibile individuare altri POI che si trovano nelle sue vicinanze.
Nel dimostratore questa funzione è stata volutamente mantenuta semplice: vengono ricercati i luoghi entro un chilometro, mostrando fino a cinque risultati, ordinati per distanza.
Non è necessario creare manualmente per ogni luogo una lista del tipo “potrebbe interessarti anche”.
È il sistema che utilizza le coordinate già disponibili per costruire la relazione geografica.
Questo è un piccolo esempio di ciò che significa trasformare i dati in servizi.
Costruire itinerari
Un'altra relazione possibile è quella tra più luoghi che compongono un itinerario.
GiraSalerno ha sperimentato questo meccanismo collegando, in una sequenza di visita, il Duomo di Salerno, il Museo Diocesano San Matteo e il Complesso monumentale di San Pietro a Corte.
L'itinerario conosce l'ordine delle tappe e può rappresentarle anche geograficamente.
È però importante non attribuire al sistema funzioni che non possiede.
GiraSalerno, nella configurazione sperimentata, non è un navigatore.
L'ordine delle tappe indica una sequenza consigliata; non equivale al calcolo automatico del percorso stradale da seguire.
Questa distinzione è un esempio del metodo adottato durante tutta la sperimentazione: descrivere ciò che il sistema realmente sa e realmente fa, senza trasformare una funzione limitata in una promessa più grande.
Aggiungere informazioni specialistiche
La struttura permette poi di aggiungere progressivamente informazioni più specifiche.
Possiamo documentare i servizi disponibili presso un luogo.
Possiamo registrare informazioni relative all'accessibilità, mantenendole distinte dai servizi generali.
Possiamo rappresentare orari e condizioni di accesso, comprese eventuali gratuità o tariffe.
Possiamo associare contatti, sito ufficiale, pagine di approfondimento o collegamenti verso servizi esterni.
La distinzione tra questi elementi non è burocratica.
Un parcheggio non equivale a un parcheggio riservato. Un servizio igienico non equivale automaticamente a un servizio igienico accessibile. Il sito ufficiale di un luogo non svolge necessariamente la stessa funzione della fonte dalla quale abbiamo ricavato un'informazione.
GiraSalerno cerca quindi di conservare le differenze di significato invece di appiattirle in un'unica descrizione.
Il tempo entra nei dati
Una delle difficoltà maggiori dell'informazione turistica è che non tutti i dati invecchiano alla stessa velocità.
La posizione di un monumento è relativamente stabile.
Un orario può cambiare.
Una tariffa può essere modificata.
Un servizio può essere sospeso o introdotto.
Per questo GiraSalerno registra informazioni utili a comprendere quando un dato è stato acquisito o verificato e prevede differenti stati del dato.
Anche la parola “Verificato” deve essere interpretata correttamente.
Non significa che la scheda sia completa, né che il sistema certifichi il luogo.
Significa che le informazioni pubblicate sono state sottoposte alla verifica prevista dal processo editoriale.
Un POI può quindi essere verificato e avere alcuni campi vuoti.
Non c'è contraddizione: semplicemente, per quei campi non disponiamo ancora di informazioni sufficientemente documentate.
Le immagini non vengono trattate come semplici allegati
Anche le immagini entrano nel sistema attraverso una struttura propria.
Una fotografia può essere collegata a un Punto di interesse, ma mantiene informazioni indipendenti: autore, eventuale fonte originale, licenza, attribuzione, note sui diritti e testo alternativo.
La scelta deriva da un principio semplice:
l'immagine è un contenuto con propri diritti, non un accessorio anonimo della pagina.
Per questo la possibilità di pubblicare apertamente i dati di un POI non comporta automaticamente la possibilità di distribuire con la stessa licenza le fotografie associate.
Segnalare un problema
Il funzionamento di GiraSalerno comprende anche il percorso inverso: non soltanto dal sistema verso il cittadino, ma dal cittadino verso il sistema.
Attraverso la funzione Segnala, una persona può comunicare un'informazione mancante, errata o presumibilmente non aggiornata.
La segnalazione rimane distinta dal dato pubblico.
Viene ricevuta, può essere verificata, accolta o respinta e infine chiusa.
Soltanto dopo il controllo un eventuale aggiornamento può entrare nella conoscenza pubblicata.
In questo modo GiraSalerno prova a conciliare due esigenze: partecipazione e affidabilità.
Dalla stessa base informativa verso l'esterno
Infine, ciò che GiraSalerno conosce non è destinato esclusivamente alle proprie pagine.
Una parte delle informazioni può essere resa disponibile attraverso API e distribuzioni Open Data.
Questo significa che un altro programma può utilizzare i dati senza dover leggere e interpretare le pagine destinate alle persone.
È uno dei passaggi decisivi dell'intero progetto.
La pagina web è destinata al visitatore.
I dati strutturati possono essere destinati anche ad altri sistemi.
La stessa base di conoscenza comincia così a servire destinatari differenti.
Un ciclo, non una catena
Possiamo quindi descrivere il funzionamento di GiraSalerno attraverso un ciclo:
acquisire → documentare → strutturare → verificare → pubblicare → utilizzare → aprire al riuso → ricevere correzioni → verificare nuovamente.
Non è una catena che termina con la pubblicazione della pagina.
La conoscenza continua a vivere.
Può essere aggiornata, collegata a nuove informazioni, utilizzata per nuovi servizi e corretta grazie a nuove fonti o alle segnalazioni.
È probabilmente questa la caratteristica più importante del dimostratore.
GiraSalerno non prova semplicemente a costruire pagine migliori sul turismo.
Prova a costruire una base di conoscenza dalla quale possano nascere pagine, mappe, ricerche, itinerari, servizi e dati riutilizzabili.
Nel prossimo capitolo entreremo quindi nel cuore di questa architettura: il modello dei dati.
Perché è proprio il modo in cui decidiamo di rappresentare la realtà a determinare, in larga parte, ciò che saremo poi capaci di conoscere, collegare e utilizzare.