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Il modello dei dati

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Dietro una mappa, una ricerca o una scheda dedicata a un luogo esiste una scelta meno visibile, ma decisiva: come rappresentare la realtà attraverso i dati.

È qui che si gioca una parte importante della differenza tra un normale sito informativo e il modello sperimentato con GiraSalerno.

Se descriviamo un museo attraverso un unico testo, possiamo certamente raccontarlo bene. Ma sarà difficile chiedere successivamente al sistema di distinguere il suo indirizzo dalle coordinate, i servizi dalle condizioni di accesso, le fonti dai collegamenti di approfondimento o gli orari dalle altre informazioni.

Perché un'informazione possa essere cercata, collegata, verificata e riutilizzata occorre prima riconoscerne il significato.

È questo il compito del modello dei dati.

Non una grande scheda, ma informazioni collegate

La soluzione apparentemente più semplice sarebbe creare una grande scheda per ogni luogo e inserirvi tutto ciò che sappiamo.

Nome, descrizione, indirizzo, telefono, orari, servizi, accessibilità, prezzi, immagini, fonti e qualsiasi altra informazione.

GiraSalerno ha scelto una strada diversa.

Il Punto di interesse rimane l'elemento principale di raccordo, ma non deve diventare necessariamente il contenitore materiale di tutta la conoscenza che riguarda quel luogo.

Alcune informazioni possono essere caratteristiche direttamente associate al POI; altre hanno invece una propria identità e vengono messe in relazione con esso.

La distinzione non è puramente tecnica.

Un orario, per esempio, possiede caratteristiche proprie. Può avere una fonte, una tipologia e variazioni nel tempo.

Una condizione di accesso può riguardare un determinato pubblico, una tariffa o una gratuità.

Una fonte può essere utilizzata per documentare più informazioni.

Un'immagine possiede autore, licenza e condizioni di riuso indipendentemente dal luogo che rappresenta.

Un itinerario mette in relazione diversi luoghi e non appartiene esclusivamente a nessuno di essi.

Una segnalazione riguarda un POI, ma non per questo diventa immediatamente un'informazione pubblica del POI.

Il modello nasce quindi da una regola:

separare ciò che ha significati differenti e collegare ciò che appartiene alla stessa conoscenza.

Il Punto di interesse

Il Punto di interesse, o POI, è il principale elemento attraverso il quale GiraSalerno rappresenta i luoghi.

Ogni POI possiede innanzitutto un'identità e una tipologia.

La tipologia è l'unica informazione specialistica che il sistema richiede strutturalmente per classificare un Punto di interesse. Questo non significa, naturalmente, che una scheda composta soltanto da titolo e tipologia sia editorialmente sufficiente per essere pubblicata.

Qui emerge una distinzione importante tra ciò che il software obbliga a inserire e ciò che un processo editoriale considera necessario per ottenere un dato di qualità.

Sono due livelli diversi.

Il software può impedire tecnicamente di creare un POI senza tipologia. La qualità editoriale richiede invece ulteriori verifiche: fonti pertinenti, coordinate quando il luogo è geolocalizzabile, date di acquisizione e verifica, stato del dato e coerenza delle informazioni pubblicate.

Non tutto ciò che può essere salvato deve necessariamente essere pubblicato.

Classificare i luoghi

Per classificare i Punti di interesse è stato costruito un vocabolario organizzato gerarchicamente.

Le grandi famiglie comprendono:

Aree Verdi, Arte e Cultura, Commercio, Ristorazione, Sport e Tempo Libero, Strutture Ricettive, Trasporti, Utilità.

Sotto queste categorie possono essere collocate tipologie più specifiche.

La gerarchia permette di conservare contemporaneamente due livelli di informazione.

Possiamo sapere, per esempio, che un determinato luogo appartiene alla grande famiglia Arte e Cultura e, allo stesso tempo, identificarne una tipologia più precisa.

Questo diventa utile non soltanto per organizzare il lavoro editoriale, ma anche per la ricerca, i filtri e la rappresentazione geografica.

Una tassonomia ben costruita non serve quindi a mettere ordine nell'amministrazione del sito.

Serve a dare significato condiviso ai dati.

Un luogo ha una posizione, ma anche quella posizione ha una fonte

La geografia costituisce un'altra parte essenziale del modello.

Un Punto di interesse può possedere coordinate che permettono di collocarlo nello spazio.

Ma GiraSalerno ha introdotto anche la possibilità di indicare la fonte delle coordinate.

La distinzione può sembrare eccessiva finché consideriamo una coordinata come un semplice numero.

Diventa invece importante quando vogliamo costruire dati verificabili.

Da dove proviene quella posizione?

È stata ricavata da una fonte istituzionale? Da una fonte cartografica? Da un'altra informazione documentata?

Conservare la provenienza permette di non separare completamente il dato dalla storia attraverso la quale lo abbiamo acquisito.

La Fonte è un elemento autonomo

Lo stesso ragionamento ha portato a modellare la Fonte come un elemento autonomo.

Questo evita di ridurla a un collegamento copiato dentro una descrizione.

Una fonte può avere una propria identificazione, un produttore e un indirizzo attraverso il quale consultarla.

Soprattutto può essere collegata alle informazioni che contribuisce a documentare.

Il modello attuale ha però anche un limite, emerso chiaramente durante la sperimentazione: la provenienza è ancora prevalentemente associata al POI nel suo complesso e non sempre alla singola proprietà.

Supponiamo che il sito ufficiale di un albergo documenti i servizi e i contatti, mentre un elenco pubblico regionale ne documenti la classificazione amministrativa. Entrambe le fonti possono essere collegate al POI, ma il sistema non esprime ancora con la stessa precisione, per ogni singolo attributo, quale delle due documenti quella specifica affermazione.

È un possibile sviluppo futuro.

Riconoscere il limite è però già un risultato del modello: ci permette di sapere dove la conoscenza può diventare più precisa.

Orari e condizioni di accesso

Gli Orari non vengono trattati semplicemente come una frase inserita nella descrizione del luogo.

Possono essere organizzati separatamente e collegati al Punto di interesse.

Questo consente di distinguere informazioni temporali da informazioni più stabili.

Lo stesso vale per le Condizioni di accesso.

Un luogo può essere gratuito per tutti, avere una tariffa generale oppure prevedere condizioni differenti per categorie diverse.

Tenere queste informazioni separate permette di rappresentarle senza costringerle dentro una frase generica come “ingresso a pagamento”.

E soprattutto consente di aggiornarle senza dover riscrivere l'intera descrizione del luogo.

Servizi e accessibilità: due cose diverse

Uno dei casi nei quali il modello ha mostrato maggiormente la propria utilità riguarda la distinzione tra servizi e accessibilità.

I servizi possono comprendere, per esempio, biglietteria, Wi-Fi, bar, ristorante, parcheggio, servizi igienici o altre dotazioni.

L'accessibilità descrive invece caratteristiche specifiche relative alla possibilità di accedere e fruire del luogo.

Le due dimensioni possono incontrarsi, ma non coincidono.

La presenza di:

Servizi igienici

non permette di dedurre:

Servizi igienici accessibili.

Allo stesso modo:

Parcheggio

non significa automaticamente:

Parcheggio riservato.

Se avessimo inserito tutto in un unico elenco di “servizi”, questa differenza sarebbe stata facilmente perduta.

Il modello dei dati serve anche a impedire deduzioni che i dati non autorizzano.

Le parole libere e i vocabolari controllati

Non tutte le informazioni devono però essere trasformate in categorie.

GiraSalerno utilizza vocabolari controllati quando il concetto è sufficientemente stabile, ripetibile e utile alla classificazione.

Per altre informazioni rimane necessario il testo libero.

Una descrizione delle modalità di fruizione di un luogo, per esempio, può richiedere sfumature che sarebbe artificioso ridurre a una serie di caselle.

Il criterio non è quindi:

“strutturare tutto”.

È piuttosto:

“strutturare ciò che trae beneficio dall'essere strutturato”.

Un buon modello dei dati non è quello che contiene il maggior numero possibile di campi. È quello che riesce a distinguere correttamente le informazioni necessarie senza rendere impossibile raccontare ciò che non entra facilmente in una classificazione.

Lo stato del dato

Ogni informazione vive anche dentro un processo.

Per questo il modello prevede uno stato del dato.

Nella sperimentazione sono stati utilizzati stati come:

Importato, Dichiarato dalla fonte, In verifica, Verificato, Da aggiornare.

Queste parole non esprimono un giudizio sul valore del luogo.

Descrivono la condizione della conoscenza che possediamo.

In particolare, Verificato non significa completo.

Un POI può essere verificato pur non avendo informazioni sull'accessibilità, sui servizi o su altri aspetti.

Significa che ciò che è stato pubblicato è stato controllato secondo il metodo adottato.

Allo stesso modo, Da aggiornare non significa necessariamente “sbagliato”. Può indicare semplicemente che un'informazione necessita di una nuova verifica perché il tempo trascorso o la sua natura la rendono meno affidabile.

Anche il tempo fa parte della conoscenza

Per questa ragione GiraSalerno distingue anche momenti differenti.

La data di acquisizione indica quando un'informazione è entrata nel sistema.

La data di verifica indica quando è stata sottoposta a controllo.

Una fonte può inoltre avere una propria data di aggiornamento, quando questa è disponibile.

Sono date che rispondono a domande diverse e non devono essere confuse.

Sapere che un'informazione è stata acquisita ieri non significa necessariamente che la fonte dalla quale proviene sia stata aggiornata ieri.

E sapere quando è stato generato un file Open Data non significa sapere quando ciascun dato contenuto nel file sia stato verificato.

La dimensione temporale diventa quindi parte integrante della qualità.

Identificare senza confondere

Il modello deve inoltre permettere di distinguere gli identificatori utilizzati in contesti differenti.

GiraSalerno possiede identificatori tecnici interni necessari al funzionamento del sistema. Utilizza inoltre identificatori adatti all'esposizione dei dati attraverso le proprie interfacce e può conservare l'eventuale identificativo che un elemento possiede nella fonte originale.

Anche qui il principio è evitare una falsa equivalenza.

L'identificatore interno di GiraSalerno non è necessariamente l'identificatore con cui quel luogo è conosciuto da un'altra banca dati.

Conservare questa distinzione è indispensabile se, in futuro, vogliamo far dialogare sistemi differenti.

Gli itinerari sono relazioni ordinate

Il modello degli Itinerari offre un altro esempio utile.

Un itinerario non è semplicemente un testo nel quale vengono nominati alcuni monumenti.

È una relazione ordinata tra più Punti di interesse.

Il sistema può quindi sapere quale sia la prima tappa, quale la seconda e quale la successiva.

Questa struttura permette di riutilizzare le informazioni già disponibili sui singoli POI senza duplicarle dentro l'itinerario.

Se cambia un'informazione relativa a un museo, non dovrebbe essere necessario riscriverla in tutti gli itinerari nei quali quel museo compare.

È un'applicazione concreta del principio:

acquisire una volta, riutilizzare in molti contesti.

Non significa necessariamente che ogni informazione esista fisicamente una sola volta nel sistema. È un principio architetturale: evitare duplicazioni non necessarie e costruire relazioni tra elementi già conosciuti.

Le Segnalazioni restano separate dai dati

Anche il contributo dei cittadini possiede un proprio modello.

Una Segnalazione non viene memorizzata come modifica del POI.

È un elemento distinto, che può indicare il luogo interessato, il tipo di problema, le informazioni proposte e il proprio stato nel processo di verifica.

Gli stati possono accompagnarla dalla ricezione fino alla chiusura.

Questo permette di conservare una traccia del contributo senza confonderlo con il dato pubblicato.

La separazione è essenziale:

una segnalazione è un'informazione da verificare, non una fonte automaticamente valida.

Le immagini mantengono la propria identità

Lo stesso criterio viene applicato ai Media.

Un'immagine associata a un POI rimane un oggetto distinto, con il proprio file e le informazioni necessarie a descriverne correttamente uso e diritti.

Autore, fonte originale, licenza, attribuzione e note sui diritti possono quindi accompagnare l'immagine.

Anche il testo alternativo viene considerato parte necessaria della sua pubblicazione.

In questo modo l'immagine non perde la propria identità giuridica e informativa quando viene collegata a un luogo.

Il modello non è definitivo

Il modello sperimentato da GiraSalerno non pretende di rappresentare definitivamente tutto ciò che può essere conosciuto sul turismo di una città.

Sarebbe una pretesa contraria alla stessa filosofia del progetto.

Nuovi utilizzi faranno emergere nuove esigenze.

Nuove fonti potrebbero richiedere ulteriori relazioni.

L'esperienza con accessibilità, servizi e provenienza ha già mostrato quanto sia importante poter correggere e affinare la struttura.

Per questo il modello deve essere estensibile, ma non arbitrario.

Aggiungere un nuovo campo non dovrebbe essere la risposta automatica a ogni nuova informazione.

Prima bisogna domandarsi:

che cosa rappresenta?

È una proprietà del luogo o un elemento autonomo?

Può avere più valori?

Ha una fonte propria?

Cambia nel tempo?

Deve essere ricercabile?

Può essere riutilizzato da altri sistemi?

Sono domande che precedono la tecnologia.

Modellare significa scegliere

Il modello dei dati non è quindi una questione riservata agli informatici.

Decidere che servizi e accessibilità siano cose differenti è una scelta sul significato.

Decidere di conservare le fonti è una scelta sulla verificabilità.

Distinguere una segnalazione da un dato pubblicato è una scelta sulla partecipazione e sulla responsabilità editoriale.

Separare l'immagine dal POI è una scelta sui diritti.

Registrare le date di verifica è una scelta sulla qualità.

Dietro la struttura tecnica esiste quindi una visione della conoscenza.

Ed è questa la ragione per cui il modello dei dati occupa un posto centrale in Salerno Turismo Aperto.

Perché prima di chiedere:

“Quale applicazione vogliamo costruire?”

dovremmo imparare a chiedere:

“Quale conoscenza vogliamo costruire e come vogliamo rappresentarla?”

Una volta definito il modello, però, occorre popolarlo con informazioni reali.

È il passaggio che affronteremo nel prossimo capitolo.