Dopo aver definito un modello fondato sulla conoscenza, sui dati aperti, sull'interoperabilità e sulla partecipazione, occorreva verificare se quei principi potessero uscire dalle pagine di un Piano e diventare qualcosa di concreto.
Da questa esigenza nasce GiraSalerno.it.
È importante chiarirne subito la natura. GiraSalerno non è il nuovo portale turistico di Salerno, non è un servizio istituzionale e non pretende di sostituire gli strumenti già esistenti. Non è neppure semplicemente il “sito turistico” del Collettivo TUXSA.
GiraSalerno è un progetto autonomo e un dimostratore locale dell'infrastruttura proposta da Salerno Turismo Aperto.
La parola più importante è forse proprio dimostratore.
Significa costruire, in dimensioni necessariamente limitate, qualcosa che permetta di verificare concretamente le idee esposte nel Piano.
Dalle parole a un sistema funzionante
È relativamente semplice affermare che i dati dovrebbero essere aperti, interoperabili e aggiornabili. Più difficile è provare a costruire un sistema che rispetti realmente questi principi.
GiraSalerno nasce per questo.
Abbiamo voluto verificare se fosse possibile descrivere un luogo della città non soltanto attraverso una pagina di testo, ma attraverso informazioni strutturate: che luogo è, dove si trova, quali sono le fonti, quando le informazioni sono state acquisite o verificate, quali servizi risultano documentati, quali informazioni possediamo sull'accessibilità, quali sono gli eventuali orari e le condizioni di accesso.
E soprattutto abbiamo voluto verificare se quelle stesse informazioni potessero essere utilizzate più volte e per scopi differenti.
Una coordinata geografica può servire a collocare un luogo sulla mappa, ma anche a individuare altri Punti di interesse nelle vicinanze.
Una tipologia può descrivere un luogo, ma anche permettere di cercarlo.
Più Punti di interesse possono essere messi in relazione per costruire un itinerario.
Le stesse informazioni possono essere presentate sul sito e contemporaneamente rese disponibili attraverso API e distribuzioni Open Data.
Il principio discusso nella Parte III del Piano —
un dato, molti utilizzi
— smette così di essere soltanto una proposta e diventa qualcosa che possiamo osservare in funzione.
Il Punto di interesse non è soltanto una pagina
Questo cambiamento di prospettiva è essenziale per comprendere GiraSalerno.
In un sito tradizionale potremmo creare una pagina dedicata al Duomo, una alla Stazione, una a un museo, una a un albergo e così via. Ciascuna pagina potrebbe contenere testo, indirizzo, fotografie e collegamenti.
GiraSalerno prova invece a considerare ogni luogo come un Punto di interesse inserito in una rete di conoscenza.
Il Duomo di Salerno non è soltanto una pagina da leggere.
È un luogo identificato, classificato e geolocalizzato, collegabile alle proprie fonti e alle altre informazioni che siamo riusciti a documentare.
La Stazione di Salerno è contemporaneamente un luogo, un nodo della mobilità, un punto geografico, un insieme di servizi documentati e un elemento che può entrare in relazioni territoriali con altri luoghi.
La differenza può sembrare sottile, ma cambia radicalmente ciò che possiamo fare con l'informazione.
La pagina diventa una delle possibili rappresentazioni della conoscenza, non il contenitore nel quale quella conoscenza rimane imprigionata.
Un piccolo campione per verificare un grande principio
GiraSalerno non contiene, nella fase documentata da questo Book, un censimento completo della città.
La sperimentazione è stata condotta inizialmente su cinque Punti di interesse reali e volutamente differenti:
Duomo di Salerno, Grand Hotel Salerno, Stazione di Salerno, Museo Diocesano San Matteo, Complesso monumentale di San Pietro a Corte.
La scelta di lavorare su pochi casi non è casuale.
L'obiettivo non era riempire rapidamente un database con centinaia di schede, ma verificare se il modello riuscisse a gestire correttamente luoghi con caratteristiche molto diverse.
Un albergo non ha le stesse informazioni di un museo. Una stazione non ha le stesse esigenze descrittive di un monumento. Un luogo di culto pone problemi differenti da una struttura ricettiva.
Se il sistema avesse funzionato soltanto con una categoria di luoghi, avrebbe dimostrato poco.
La diversità del piccolo campione ha invece permesso di mettere alla prova il modello.
Non riempire le caselle
La sperimentazione ha prodotto anche una regola editoriale che potrebbe sembrare controintuitiva per un portale turistico:
non bisogna cercare di compilare tutti i campi.
Bisogna compilare quelli per i quali disponiamo di informazioni sufficientemente documentate.
Se non conosciamo l'accessibilità di un luogo, lasciare quella parte senza informazioni è più corretto che dedurre una risposta.
Se non abbiamo documentato un servizio, non possiamo affermare che non esista.
Se non disponiamo di un orario sufficientemente affidabile, l'assenza dell'orario nel sistema non significa che il luogo sia chiuso.
Questo principio può essere sintetizzato in una formula che accompagna l'intera sperimentazione:
Il campo vuoto significa “informazione non disponibile nel sistema”, non necessariamente “no”.
È una piccola regola che assume grande importanza quando i dati vengono aperti al riuso. Una deduzione sbagliata pubblicata in una pagina può confondere un lettore; la stessa deduzione trasformata in dato strutturato può essere ripresa automaticamente da molti altri servizi.
Sapere da dove viene un'informazione
GiraSalerno attribuisce per questo grande importanza alle fonti.
Non basta raccogliere informazioni. Occorre poter ricostruire, per quanto possibile, da dove provengano.
Anche questa sperimentazione ha mostrato che il problema è più complesso di quanto possa apparire.
Un sito istituzionale può essere una fonte autorevole, ma non necessariamente documentare ogni particolare informazione che ci interessa. Un sito ufficiale di una struttura può essere appropriato per verificarne i contatti o i servizi, ma svolgere una funzione diversa da una fonte amministrativa.
La domanda non è quindi soltanto:
“La fonte è autorevole?”
ma anche:
“La fonte documenta realmente questa informazione?”
È il passaggio dalla semplice raccolta di contenuti alla costruzione di una conoscenza verificabile.
Una città che comincia a diventare interrogabile
Quando le informazioni vengono organizzate in questo modo, accade qualcosa che una raccolta di pagine isolate difficilmente permette.
La città può cominciare a essere interrogata.
Non soltanto:
“Mostrami la pagina del Duomo.”
Ma:
“Quali luoghi appartengono a questa tipologia?”
“Dove si trovano?”
“Che cosa c'è nelle vicinanze?”
“Quali luoghi posso collegare in un itinerario?”
“Quali servizi risultano documentati?”
“Quali informazioni abbiamo sulle condizioni di accesso?”
La crescita del sistema non consiste quindi soltanto nell'aggiungere nuove pagine. Consiste nell'aumentare progressivamente la quantità e la qualità delle relazioni interrogabili.
Ed è qui che GiraSalerno comincia a mostrare la differenza tra un sito informativo e un'infrastruttura della conoscenza.
Il cittadino non è soltanto un lettore
C'è poi un altro elemento che collega direttamente il dimostratore ai principi di Salerno Turismo Aperto.
Chi utilizza il sistema può contribuire a migliorarlo.
GiraSalerno prevede una funzione pubblica attraverso la quale segnalare informazioni mancanti, errate o non aggiornate.
La scelta importante è che la segnalazione non modifica direttamente il dato pubblico.
Il contributo entra in un processo di verifica.
Il cittadino non è quindi ridotto al ruolo di spettatore, ma allo stesso tempo il sistema non rinuncia alla responsabilità editoriale.
La partecipazione viene trattata come parte della manutenzione collettiva della conoscenza.
Dedicheremo a questo aspetto uno dei prossimi capitoli.
I dati possono uscire da GiraSalerno
Un'altra verifica decisiva riguardava l'apertura.
Se tutto il lavoro di raccolta, classificazione e verifica producesse informazioni utilizzabili soltanto all'interno di GiraSalerno, avremmo realizzato un altro contenitore.
Magari migliore, ma pur sempre un contenitore.
Per questo il dimostratore rende disponibili informazioni attraverso interfacce applicative e distribuzioni Open Data.
Il principio è semplice:
la conoscenza della città non deve appartenere all'interfaccia che la mostra.
Un'informazione raccolta e mantenuta correttamente dovrebbe poter alimentare domani un'altra applicazione, una ricerca, un servizio per l'accessibilità, una mappa tematica, un sistema alberghiero, un progetto culturale o qualcosa che oggi non abbiamo ancora immaginato.
Non tutto deve però essere aperto indiscriminatamente.
Le segnalazioni dei cittadini appartengono al processo editoriale e non al dataset pubblico. Le immagini pongono problemi specifici di licenza e attribuzione e, nella prima versione del dimostratore, rimangono separate dalle distribuzioni Open Data dei POI.
Apertura significa quindi anche sapere che cosa aprire, con quali informazioni e a quali condizioni.
Software Libero per una conoscenza aperta
GiraSalerno è stato costruito utilizzando Software Libero.
Anche questa scelta è parte della sperimentazione.
Se immaginiamo un'infrastruttura destinata alla collettività, capace di produrre Open Data e di essere riutilizzata, è importante ridurre le dipendenze non necessarie da tecnologie chiuse.
Il Software Libero permette di studiare il funzionamento del sistema, modificarlo, riutilizzarlo e, con le condizioni previste dalle rispettive licenze, mettere il lavoro svolto a disposizione di altri.
Non significa che tutto diventi automaticamente libero.
Il software, i dati e le immagini sono oggetti differenti e possono avere condizioni di utilizzo differenti.
Anche questa distinzione fa parte della cultura dell'apertura che Salerno Turismo Aperto propone.
Un progetto autonomo
GiraSalerno ha dunque una doppia natura.
Da una parte è il dimostratore di Salerno Turismo Aperto: rende verificabili alcune delle proposte contenute nel Piano.
Dall'altra è un progetto autonomo, che può continuare a crescere, acquisire nuovi dati, sperimentare servizi e coinvolgere nuovi soggetti indipendentemente dalla pubblicazione di questo Book.
Questa autonomia è importante.
Il Piano non deve dipendere dall'esistenza di un particolare sito e GiraSalerno non deve essere ridotto a illustrazione temporanea del Piano.
Il rapporto tra i due è più interessante:
Salerno Turismo Aperto propone un modello. GiraSalerno prova a metterlo alla prova. L'esperienza di GiraSalerno, a sua volta, permette di correggere e rendere più concreto il modello.
È un processo circolare di proposta, sperimentazione e apprendimento.
Una prova concreta, non una soluzione definitiva
Oggi possiamo dire qualcosa che, all'inizio di questo lavoro, potevamo soltanto ipotizzare.
Il dimostratore funziona.
Sono state realizzate e verificate la struttura dei Punti di interesse, le fonti, le tassonomie, la ricerca, la rappresentazione cartografica, i POI nelle vicinanze, gli itinerari, le informazioni specialistiche, le segnalazioni, le interfacce di accesso ai dati e le distribuzioni Open Data.
Il lavoro è stato inoltre sottoposto a un collaudo finale e documentato in un Quaderno Tecnico di GiraSalerno — Versione 1.0.
Questo non significa che GiraSalerno sia concluso.
Significa che abbiamo superato una soglia importante: non stiamo più parlando soltanto di ciò che sarebbe possibile fare. Disponiamo di una sperimentazione concreta sulla quale ragionare.
Nei prossimi capitoli entreremo progressivamente dentro questa esperienza.
Vedremo come funziona GiraSalerno, come è stato costruito il modello dei dati, che cosa intendiamo per primi dataset, come operano Open Data e API, quali servizi possono nascere dalle mappe, come può intervenire la partecipazione e perché anche il codice può essere considerato un bene comune.
Non per trasformare questo Book in un manuale informatico.
Ma per dimostrare che dietro parole come conoscenza, interoperabilità, partecipazione e apertura possono esserci scelte concrete, verificabili e riproducibili.