Il 26 agosto 2026 il collettivo italiano Autistici/Inventati (A/I) è stato inserito dagli Stati Uniti nella lista degli Specially Designated Global Terrorist (SDGT), la stessa categoria di sanzione prevista dall'Executive Order 13224. Non stiamo parlando di un gruppo armato, ma di una realtà nata nel 2001 che da venticinque anni fornisce, su base volontaria e senza scopo di lucro, caselle mail cifrate, hosting, blog, VPN, chat e strumenti di anonimato a movimenti sociali, giornalisti, ONG e cittadini di mezza Europa.
Come Collettivo Tuxsa lo diciamo senza mezzi termini: è un episodio gravissimo, e la nostra solidarietà ad A/I è totale.
Cosa è successo
- 26 agosto 2026: il Dipartimento del Tesoro USA, tramite l'OFAC (Office of Foreign Assets Control), designa A/I come SDGT insieme ad altre organizzazioni come Palestine Action e Masar Badil.
- Notte tra il 27 e il 28 agosto, ore 3:57: il dominio autistici.org sparisce dalla risoluzione DNS pubblica.
- 28 agosto: si scopre che il Public Interest Registry (PIR), l'ente USA che amministra i domini .org, ha applicato un blocco tecnico noto come serverHold: il dominio continua a esistere formalmente, ma non è più raggiungibile dai browser.
Il collettivo ha dichiarato di aver appreso della propria designazione non tramite una notifica ufficiale, ma da un post pubblico del Segretario di Stato USA, senza ottenere risposte dal proprio registrar europeo — a sua volta dipendente da un registry con sede negli Stati Uniti.
Le accuse americane
Il documento del Tesoro sostiene che l'infrastruttura di A/I sarebbe stata usata da cellule anarchiche e antifasciste per rivendicare sabotaggi ferroviari avvenuti nel 2026 in Francia, Italia, Germania e Paesi Bassi, oltre al sabotaggio dell'oleodotto Transalpino (TAL) del marzo 2026, e per organizzare un'azione contro elicotteri della Customs and Border Protection a Portland. Viene inoltre richiamato un presunto collegamento con reti già sanzionate, tra cui il PKK.
È importante sottolineare un punto: si tratta delle motivazioni del governo statunitense, non dell'esito di alcun procedimento giudiziario italiano o europeo. La designazione SDGT è più debole, sul piano delle garanzie procedurali, rispetto all'inserimento formale nella lista delle Foreign Terrorist Organizations, ma produce comunque un effetto pratico devastante: da quel momento nessun soggetto statunitense — quindi anche buona parte dell'infrastruttura globale di internet, dai registri dei domini ai fornitori di pagamento — può più avere rapporti con il collettivo. Il Tesoro ha dovuto perfino emettere una licenza apposita (la numero 36) per permettere a chi aveva rapporti commerciali con A/I di chiuderli senza incorrere a sua volta in sanzioni.
La risposta di Autistici/Inventati
Il collettivo ha respinto le accuse, ribadendo sul proprio blog storico che la propria attività consiste nel fornire strumenti di autodifesa digitale e infrastruttura per la libertà di comunicazione, non supporto a organizzazioni terroristiche. Il criterio contestato è proprio questo: la designazione non distingue fra chi avrebbe commesso un reato e la totalità degli utenti di un servizio di posta cifrata o di un blog collettivo — lo stesso principio, va detto, su cui si regge qualunque infrastruttura di comunicazione libera, compresa quella che gestiamo noi come Tuxsa.
Perché riguarda tutti noi
In Italia, a distanza di giorni dalla designazione, l'unica voce istituzionale che ha chiesto chiarimenti al governo è arrivata da Rifondazione Comunista, con un'interrogazione al ministro degli Esteri Antonio Tajani. Un silenzio istituzionale che pesa quanto il provvedimento stesso.
Il punto politico è più grande del singolo collettivo. Un'infrastruttura con sede legale e server in Italia, che opera nel pieno rispetto della legge italiana ed europea, può essere resa irraggiungibile da un provvedimento amministrativo di un governo straniero, senza processo, senza contraddittorio, agendo semplicemente sui nodi tecnici — un registro di domini, un registrar, un fornitore di connettività — che restano fisicamente o giuridicamente sotto giurisdizione USA.
È lo scenario che, come Collettivo Tuxsa, denunciamo da anni parlando di sovranità tecnologica: non è una questione di preferire il software libero per principio astratto, ma di non dipendere, nei gangli vitali della comunicazione, da infrastrutture che un attore esterno può spegnere con un tratto di penna. Il caso A/I dimostra che il problema non riguarda solo le Big Tech commerciali, ma l'intera architettura di governance di internet — DNS, registri, registrar — su cui anche i progetti più indipendenti finiscono per appoggiarsi.
Continueremo a seguire gli sviluppi della vicenda e a lavorare, nel nostro piccolo, perché episodi come questo restino un'eccezione e non diventino la norma.
Fonti e approfondimenti:
- Zerozone.it — Quando l'infrastruttura diventa un'arma
- Wu Ming Foundation / Giap — Il nemico è la rete che non ti spia
- Pasquale Pillitteri — USA sanzioni Autistici/Inventati
- Bismark.it — Autistici/Inventati nella lista nera
- Massa Critica — Il diritto di difendere una comunicazione resistente
- Osservatorio Repressione — Il server chiamato "Paranoia"
- Euroxweb.it — Cosa è successo ad Autistici/Inventati
- Pressenza — Un ordine esecutivo americano, un collettivo italiano spento in una notte