Il visitatore arriva, rimane poche ore, qualche giorno o qualche settimana e poi riparte. Il residente resta. Questa semplice differenza temporale cambia profondamente il modo nel quale dobbiamo valutare il turismo. Chi vive a Salerno utilizza ogni giorno:
- strade;
- trasporti;
- servizi;
- spazi pubblici;
- quartieri;
- commercio;
- luoghi culturali.
Gli effetti del turismo non terminano quindi con la visita ma entrano nella vita ordinaria della città.
Per questo possiamo formulare un principio: il successo turistico non può essere misurato separatamente dalla qualità della vita dei residenti.
Residenti e turisti non sono avversari
Una lettura sbagliata del rapporto tra turismo e città consiste nel costruire due schieramenti.
Da una parte: chi vuole sviluppo.
Dall'altra: chi protesta.
Ma la realtà è molto più complessa.
Un residente può apprezzare:
- nuovi servizi;
- maggiore vitalità;
- opportunità di lavoro;
- iniziative culturali;
- riqualificazione urbana.
E contemporaneamente criticare:
- rumore;
- congestione;
- pressione sugli alloggi;
- uso eccessivo degli spazi pubblici.
Non c'è contraddizione.
La questione non è essere favorevoli o contrari al turismo ma capire quali condizioni rendono il turismo compatibile con la città.
Il residente non è un ostacolo da convincere
In molti processi decisionali il cittadino viene ascoltato soltanto quando una scelta è già stata presa. A quel punto la partecipazione diventa spesso una forma di comunicazione.
- Si spiega il progetto.
- Si illustrano i benefici.
- Si cerca consenso.
Questo approccio è particolarmente fragile quando parliamo di turismo. Il residente non dovrebbe essere considerato un destinatario passivo al quale far accettare una strategia ma dovrebbe essere parte della costruzione della strategia stessa.
Il turismo usa la stessa città dei residenti
Esistono servizi apparentemente turistici che in realtà sono servizi urbani.
- Trasporto pubblico.
- Pulizia.
- Segnaletica.
- Illuminazione.
- Spazi verdi.
- Servizi igienici.
- Accessibilità.
- Wi-Fi pubblico.
- Informazione.
Una città che migliora queste infrastrutture per i visitatori può produrre benefici permanenti per chi ci vive.
Questo è uno degli scenari migliori: investimenti motivati anche dal turismo che migliorano la città per tutti.
Quando accade il contrario
Può però verificarsi anche il processo opposto per cui servizi e spazi vengono progressivamente orientati verso la domanda dei visitatori.
- Il commercio cambia.
- Le abitazioni cambiano funzione.
- Gli spazi pubblici vengono occupati.
- Determinati prezzi aumentano.
Il residente si ritrova a vivere in una città sempre più organizzata per qualcun altro ed è proprio questo il punto nel quale la crescita turistica può trasformarsi in conflitto urbano.
Il problema non è la presenza del turista
La presenza del visitatore non è di per sé un problema; esso nasce quando la città non governa gli effetti prodotti da quella presenza. La stessa quantità di turisti può generare conseguenze molto differenti in città organizzate diversamente.
- Trasporto efficiente.
- Regole chiare.
- Distribuzione dei flussi.
- Servizi adeguati.
- Controlli.
- Informazione.
possono trasformare la capacità di una città di accogliere. La pressione turistica non è quindi soltanto una questione di quantità ma soprattutto una questione di governo.
Non esiste “il residente”
Come non esiste un solo tipo di turista, non esiste un residente astratto:
- Chi vive nel centro storico può avere un'esperienza molto diversa da chi vive in un quartiere periferico.
- Chi possiede un'attività può beneficiare direttamente dai flussi.
- Chi lavora da casa può soffrire il rumore.
- Chi possiede un immobile può vedere crescere il valore economico.
- Chi cerca casa può incontrare nuove difficoltà.
- Giovani.
- Anziani.
- Famiglie.
- Studenti.
- Lavoratori.
- Commercianti.
- Persone con disabilità.
vivono la trasformazione della città in modi differenti.
La media può nascondere il conflitto
Supponiamo che un'indagine mostri che il 70% dei residenti valuta positivamente il turismo. Il dato può essere utile ma potrebbe nascondere che in un determinato quartiere il giudizio negativo raggiunge livelli molto più alti. Oppure che alcune categorie sostengono costi molto maggiori.
La città non può essere governata soltanto attraverso una media. Dobbiamo osservare anche:
dove;
chi;
quando.
La geografia del rapporto tra turismo e residenti
Gli effetti del turismo hanno una geografia:
- Alcune zone ricevono molti visitatori.
- Altre quasi nessuno.
Alcune concentrano:
- ristorazione;
- strutture ricettive;
- eventi;
- mobilità;
- vita notturna.
altre possono beneficiare indirettamente oppure rimanere escluse. La distribuzione territoriale deve quindi essere parte dell'analisi.
Non tutti i quartieri devono diventare turistici
Questo punto va chiarito. Distribuire i benefici del turismo non significa trasformare ogni quartiere in una destinazione:
- Non tutti i luoghi hanno la stessa vocazione.
- Non tutti i residenti desiderano un aumento dei visitatori.
e la diffusione indiscriminata dei flussi potrebbe produrre nuovi problemi.
La domanda corretta è: come può il turismo contribuire all'intera città senza turistificare l'intera città?
Benefici diretti e indiretti
Un quartiere può beneficiare del turismo anche senza ricevere grandi quantità di visitatori attraverso:
- migliore mobilità;
- nuovi servizi;
- lavoro;
- investimenti;
- attività culturali;
- manutenzione urbana;
- spazi pubblici migliori.
Il beneficio turistico non coincide necessariamente con la presenza fisica del turista.
Chi beneficia e chi sostiene i costi
Una delle domande più importanti del Piano è: i soggetti che ricevono i benefici sono gli stessi che sostengono i costi?
Non sempre. Perchè un'attività commerciale può beneficiare di un evento ma un residente della stessa strada può subirne:
- rumore;
- difficoltà di accesso;
- rifiuti;
- occupazione dello spazio pubblico.
Entrambe le esperienze sono reali ed una buona politica deve riuscire a rappresentarle contemporaneamente.
Il conflitto non è un fallimento
Quando interessi differenti entrano in contrasto non significa necessariamente che il processo sia fallito perchè esso è parte della città. Il problema nasce quando viene:
- ignorato;
- negato;
- ridotto a propaganda;
- affrontato soltanto quando esplode.
La partecipazione serve anche a rendere il conflitto:
- visibile;
- argomentato;
- negoziabile.
Ascoltare prima
Il momento dell'ascolto è decisivo. Se chiediamo ai residenti un parere dopo aver già deciso:
- luogo;
- orari;
- dimensioni;
- regole;
l'ascolto avrà un valore limitato. Se invece vengono presentate alternative reali, il contributo può incidere.
Possiamo rappresentare i due modelli: decisione → comunicazione → protesta
oppure: problema → alternative → partecipazione → decisione → verifica.
Il secondo è più complesso ma produce decisioni più robuste.
Quali benefici percepiscono i residenti?
Le indagini non dovrebbero cercare soltanto i problemi. Dovremmo chiedere anche quali benefici vengono percepiti. Ad esempio:
- maggiori opportunità culturali?
- più attività commerciali?
- migliori collegamenti?
- spazi riqualificati?
- maggiore vitalità?
- opportunità di lavoro?
- orgoglio per la città?
Una strategia equilibrata deve sapere non soltanto cosa non funziona, ma anche cosa i cittadini considerano positivo.
Quali costi?
Allo stesso modo dobbiamo osservare i costi percepiti e misurabili. Tra questi possono comparire:
- traffico;
- rumore;
- rifiuti;
- affollamento;
- pressione sui servizi;
- difficoltà di parcheggio;
- occupazione dello spazio pubblico;
- aumento dei prezzi;
- trasformazione del commercio;
- pressione abitativa.
Non tutti avranno la stessa importanza ma devono essere misurati nel contesto locale.
Percezione e realtà
La percezione dei residenti è un dato importante ma non è automaticamente prova di una relazione causale. Se molte persone dichiarano che gli affitti sono aumentati a causa del turismo, abbiamo una percezione da approfondire. Dobbiamo poi confrontarla con:
- prezzi;
- offerta abitativa;
- locazioni brevi;
- redditi;
- demografia;
- altri fattori economici.
La percezione indica dove guardare mentre l'analisi cercherà di capire che cosa sta accadendo.
La percezione non va comunque liquidata
Il fatto che una percezione non dimostri da sola una causa non significa che sia irrilevante. Se molte persone percepiscono un quartiere come troppo rumoroso, quella percezione influenza realmente la qualità della vita. Può quindi essere contemporaneamente:
un dato soggettivo e un problema politico reale.
La conoscenza deve tenere insieme entrambe le dimensioni.
L'abitare come indicatore sensibile
Tra i temi da osservare con attenzione c'è il rapporto tra turismo e casa. L'espansione delle locazioni turistiche può avere effetti differenti. Può:
- generare reddito;
- recuperare immobili inutilizzati;
- aumentare l'offerta ricettiva.
Ma in alcuni contesti può anche:
- ridurre l'offerta residenziale;
- modificare il mercato degli affitti;
- aumentare i prezzi;
- trasformare i condomini;
- ridurre la stabilità della popolazione residente.
Il punto non è assumere in anticipo uno dei due giudizi ma costruire un sistema capace di accorgersi dei cambiamenti.
Monitorare prima dell'emergenza
Molte città intervengono quando il conflitto sull'abitare è già esploso ed a quel punto correggere diventa molto difficile. Salerno può scegliere una strada diversa. Monitorare periodicamente:
- numero e distribuzione delle strutture;
- locazioni brevi;
- offerta residenziale;
- canoni;
- vendite;
- popolazione;
- quartieri maggiormente interessati.
Non per regolamentare automaticamente ma per sapere quando la situazione sta cambiando.
La casa non è soltanto una merce
L'abitazione possiede una doppia natura: è un bene economico ma è anche una condizione essenziale della vita urbana.
Una strategia turistica deve quindi tenere insieme:
- diritto dei proprietari;
- attività economiche;
- offerta turistica;
- possibilità per le persone di continuare ad abitare la città.
Questo equilibrio non può essere lasciato esclusivamente al mercato.
Il commercio cambia con il turismo
Un'altra trasformazione riguarda il commercio. L'aumento dei visitatori può sostenere:
ristorazione;
artigianato;
servizi;
negozi.
ma può anche modificare progressivamente l'offerta. Attività rivolte prevalentemente ai residenti possono essere sostituite da attività rivolte ai visitatori. La domanda non è se il commercio debba rimanere immobile.
È: quale equilibrio commerciale permette al quartiere di rimanere vivo anche quando i turisti non ci sono?
Una città non può vivere soltanto di consumo turistico
Se un centro urbano perde:
- alimentari;
- servizi quotidiani;
- artigiani;
- attività di prossimità
e guadagna esclusivamente:
- ristorazione;
- souvenir;
- servizi per visitatori,
può diventare più attrattivo nel breve periodo ma più fragile come luogo di vita.
La vitalità turistica deve convivere con la vitalità residenziale.
Il commercio locale come punto d'incontro
Esiste anche uno scenario positivo. Il turismo può sostenere attività che servono contemporaneamente residenti e visitatori.
- Ristorazione di qualità.
- Artigianato.
- Librerie.
- Mercati.
- Produzioni locali.
- Servizi culturali.
Questi luoghi possono diventare veri punti di incontro tra chi vive nella città e chi la visita.
Lo spazio pubblico appartiene alla città
- Piazze.
- Strade.
- Lungomare.
- Parchi.
sono infrastrutture civiche e il turismo può animarle. Ma non dovrebbe trasformarle completamente in spazi destinati al consumo.
Un tavolino può rendere una strada più viva. Cento tavolini possono renderla quasi impraticabile.
Non esiste una soglia valida ovunque. Serve equilibrio.
Lo spazio gratuito
Una città deve conservare spazi nei quali sia possibile:
- sedersi;
- incontrarsi;
- passeggiare;
- giocare;
- stare
senza dover acquistare qualcosa. Questa caratteristica è importante per i residenti ma anche per i visitatori. La qualità urbana dipende anche dalla presenza di spazio pubblico realmente pubblico.
Il turismo notturno
La relazione tra residenti e turismo cambia anche durante la giornata. Una zona piacevolmente animata alle 20 può diventare problematica alle 2 di notte. Dobbiamo quindi osservare:
- orari;
- rumore;
- mobilità notturna;
- raccolta rifiuti;
- sicurezza;
- attività economiche.
Il tempo è parte della geografia urbana.
Il diritto al riposo
Il turismo e la vita notturna possono produrre economia e socialità ma il diritto al riposo dei residenti è una componente concreta della qualità urbana. La soluzione non può essere semplicemente chiudere tutto oppure lasciare tutto senza regole.
Servono:
- monitoraggio;
- regole;
- controlli;
- mediazione;
- soluzioni tecniche;
- organizzazione degli orari.
Gli eventi
Gli eventi rendono particolarmente evidente il rapporto tra benefici e costi. Possono portare:
- visitatori;
- spesa;
- visibilità;
- socialità;
- cultura.
E contemporaneamente:
- traffico;
- rumore;
- rifiuti;
- chiusure;
- pressione sui servizi.
Valutare un evento significa quindi costruire un bilancio più ampio del semplice numero di partecipanti.
Prima, durante e dopo
Per gli eventi più importanti possiamo immaginare tre momenti di ascolto.
Prima quali criticità prevedono residenti e operatori?
Durante cosa sta accadendo realmente?
Dopo quali benefici e problemi sono stati osservati?
In questo modo ogni evento può contribuire a migliorare l'organizzazione del successivo.
L'evento come laboratorio urbano
Un evento può diventare una sperimentazione.
- Nuovi percorsi.
- Navette.
- Pedonalizzazioni.
- Informazione.
- Gestione dei rifiuti.
- Servizi.
Se misuriamo i risultati possiamo capire quali soluzioni funzionano anche oltre l'evento. Il turismo può quindi contribuire alla capacità della città di innovare.
Turismo e servizi pubblici
L'aumento dei visitatori può creare maggiore domanda di:
- trasporto;
- pulizia;
- sicurezza;
- manutenzione;
- servizi igienici;
- informazione.
Questi costi devono essere riconosciuti. Il turismo genera entrate economiche ma utilizza anche infrastrutture pubbliche ed una strategia sostenibile deve osservare entrambe le componenti.
L'imposta di soggiorno come patto
L'imposta di soggiorno può essere letta non soltanto come entrata fiscale ma può diventare parte di un patto tra visitatore e comunità. Chi soggiorna contribuisce economicamente alla città che utilizza e la città dovrebbe poter spiegare in maniera comprensibile:
- quanto viene raccolto;
- come viene utilizzato;
- quali risultati produce.
La trasparenza può rafforzare la legittimità dello strumento.
Rendere visibile il ritorno
Immaginiamo una comunicazione annuale semplice: quanto abbiamo raccolto e cosa è stato realizzato.
- Manutenzione.
- Informazione.
- Mobilità.
- Cultura.
- Accessibilità.
- Servizi.
Quando il ritorno è visibile, anche i residenti possono comprendere più chiaramente la relazione tra turismo e città.
Non tutto deve essere finanziato dal turismo
Naturalmente non dobbiamo costruire un principio secondo il quale ogni servizio urbano dipende dall'imposta di soggiorno in quanto una città possiede responsabilità proprie. Il punto è un altro. Quando esistono entrate direttamente collegate ai flussi turistici, il loro utilizzo dovrebbe essere:
- trasparente;
- verificabile;
- coerente con gli effetti generati dal turismo.
Turismo e manutenzione
Una destinazione turistica di qualità richiede manutenzione continua non soltanto nuove opere.
- Marciapiedi.
- Segnaletica.
- Illuminazione.
- Verde.
- Arredi.
- Pulizia.
Una città ben mantenuta produce valore sia per residenti sia per visitatori e da questo punto di vista il turismo può contribuire a spostare l'attenzione dalla logica della sola inaugurazione alla cura quotidiana della città.
Il residente come conoscitore del territorio
Chi vive in un quartiere possiede informazioni che difficilmente emergono dai dataset. Sa:
- dove manca illuminazione;
- quale percorso è difficile;
- quali orari creano problemi;
- quale spazio viene utilizzato;
- dove si accumulano rifiuti;
- quali attività stanno scomparendo.
Questa conoscenza locale può aiutare la pianificazione turistica.
Le mappe dei residenti
Un processo partecipativo potrebbe permettere ai cittadini di segnalare sulla mappa:
- luoghi di valore;
- criticità;
- percorsi;
- barriere;
- spazi da valorizzare;
- zone da proteggere.
Non per sostituire la pianificazione tecnica ma per aggiungere una conoscenza che i soli dati amministrativi non possiedono.
Ciò che un quartiere vuole mostrare
Un altro aspetto interessante riguarda la valorizzazione. Non dovrebbe essere sempre un soggetto esterno a decidere quali elementi di un quartiere sono “turisticamente interessanti”. Gli abitanti possono contribuire a raccontare:
- storie;
- memorie;
- tradizioni;
- luoghi;
- percorsi.
Questo può produrre una rappresentazione molto diversa dalla semplice costruzione di attrazioni.
Ma non tutto deve essere trasformato in attrazione
Partecipare alla narrazione non significa che ogni elemento della vita locale debba essere trasformato in prodotto turistico. Una comunità può desiderare che alcuni luoghi rimangano soprattutto:
- quotidiani;
- residenziali;
- intimi.
Anche la possibilità di dire “questo spazio non deve essere turistificato” fa parte della partecipazione.
Il diritto alla città
Il principio più ampio può essere espresso così: chi vive a Salerno deve continuare a poter usare, abitare e trasformare la propria città anche mentre il turismo cresce.
Il turismo non può sospendere il diritto alla città ma deve inserirsi al suo interno.
Residenti come destinatari dei servizi turistici
Una separazione troppo rigida tra residente e turista produce anche inefficienze. Perché un residente non dovrebbe utilizzare:
- una mappa culturale;
- un calendario degli eventi;
- un'applicazione per gli itinerari;
- informazioni sull'accessibilità;
- una guida ai quartieri?
Il sistema costruito per il turismo può diventare una vera infrastruttura informativa della città.
GiraSalerno anche per chi vive a Salerno
Questo principio è particolarmente importante per GiraSalerno. Il dimostratore non dovrebbe chiedersi soltanto “cosa serve al turista?” ma anche “questa informazione può essere utile a chi vive qui?”
- Eventi.
- Mobilità.
- Luoghi culturali.
- Servizi.
- Percorsi.
- Accessibilità.
Una piattaforma utilizzata anche dai residenti tende ad avere un rapporto molto più forte con il territorio.
L'errore di costruire due città digitali
Una città digitale per il turista e una per il residente rischiano di duplicare:
- dati;
- servizi;
- mappe;
- informazioni.
Il principio “un dato, molti utilizzi” vale anche qui e la stessa base informativa può offrire interfacce differenti a seconda delle necessità senza costruire ecosistemi separati.
Informazione bidirezionale
Il residente non deve soltanto ricevere informazione anzi può contribuire a migliorarla. Segnalare:
- un errore;
- un luogo chiuso;
- una barriera;
- un cambiamento;
- un problema.
Il sistema informativo può diventare così una relazione bidirezionale tra città e comunità.
Restituzione
Se chiediamo partecipazione dobbiamo restituire risultati. Non basta raccogliere opinioni. Un sistema credibile dovrebbe poter dire:
avete segnalato questo problema;
abbiamo verificato;
questa è la decisione;
questo è ciò che è stato fatto.
Oppure:
non possiamo intervenire per queste ragioni.
La restituzione trasforma la partecipazione da raccolta di commenti a processo pubblico.
Non promettere che tutti avranno ragione
Partecipazione non significa accogliere ogni richiesta perchè ovviamente i cittadini possono avere opinioni opposte.
- Un gruppo può chiedere più eventi.
- Un altro meno.
- Un'attività può chiedere orari più lunghi.
- I residenti possono chiedere silenzio.
La politica deve scegliere ed il vero valore della partecipazione consiste nel fare in modo che la scelta venga presa conoscendo le diverse conseguenze.
Anche il dissenso è informazione
Una città che ascolta soltanto chi concorda perde una parte importante della conoscenza. Il dissenso può rivelare:
- costi;
- paure;
- conflitti;
- effetti non previsti.
Non deve essere automaticamente accettato ma deve poter entrare nel processo.
Partecipare significa anche poter dire di no.
Monitorare il rapporto nel tempo
Il rapporto tra residenti e turismo non può essere osservato una volta sola perchè può cambiare rapidamente.
- Una crescita inizialmente percepita in modo positivo può diventare problematica.
- Un quartiere inizialmente contrario può cambiare valutazione dopo nuovi investimenti.
Servono quindi rilevazioni periodiche.
Un possibile cruscotto dei residenti
Senza anticipare gli indicatori che verranno definiti più avanti, possiamo immaginare alcune dimensioni da monitorare:
- percezione dei benefici;
- percezione dei costi;
- qualità dello spazio pubblico;
- rumore;
- mobilità;
- abitare;
- commercio di prossimità;
- accesso ai servizi;
- partecipazione agli eventi;
- percezione della pressione turistica.
Non per produrre un unico voto ma per leggere l'evoluzione.
Per quartiere e per periodo
Quando possibile, queste informazioni dovrebbero essere analizzate per:
- zona;
- periodo;
- tipologia di fenomeno.
Un problema concentrato nel centro storico durante poche settimane richiede soluzioni diverse da un problema diffuso durante tutto l'anno. La granularità evita interventi generici.
Il turismo può aumentare l'orgoglio civico
Non dobbiamo osservare soltanto i conflitti. Un turismo ben governato può produrre anche un effetto culturale positivo. Vedere altre persone interessate alla propria città può rafforzare:
- conoscenza;
- cura;
- orgoglio;
- desiderio di valorizzazione.
Può spingere gli stessi residenti a riscoprire luoghi che conoscevano poco. Questo beneficio è difficile da misurare, ma reale.
Ma la città non deve vivere per il giudizio del turista
L'orgoglio civico non deve diventare dipendenza dallo sguardo esterno.
Salerno non vale perché viene visitata ma perchè il patrimonio culturale, gli spazi pubblici e la vita urbana hanno valore prima del turismo. Il visitatore può solo riconoscerlo perchè non è lui a crearlo.
La città come casa e come luogo di incontro
Possiamo quindi superare l'opposizione tra: città dei residenti e città dei turisti.
Salerno è innanzitutto casa di chi vi vive ma proprio per questo può essere anche luogo di incontro con chi arriva. L'ospitalità ha senso se esiste una comunità capace di ospitare ed una città svuotata della propria vita residente può continuare ad avere monumenti ma perde una parte essenziale dell'esperienza urbana.
Un patto tra chi arriva e chi resta
Il rapporto può essere pensato come un patto. La città offre:
- ospitalità;
- servizi;
- cultura;
- spazio pubblico;
- esperienze.
Il visitatore contribuisce attraverso:
- spesa;
- rispetto dei luoghi;
- utilizzo responsabile;
- contributi fiscali dove previsti;
- eventuale partecipazione alla conoscenza.
Il residente accoglie senza perdere il diritto alla propria città. Il turismo diventa sostenibile quando questo equilibrio rimane credibile.
Una domanda più utile
Invece di chiedere soltanto “i residenti sono favorevoli al turismo?” potremmo chiedere: “a quali condizioni i residenti considerano positivo lo sviluppo turistico?”
La differenza è importante: la prima domanda cerca un sì o un no mentre la seconda cerca le condizioni di equilibrio.
Ed è proprio questo che serve a un Piano.
Le condizioni possono essere differenti
Potremmo scoprire, ad esempio, che una comunità accetta più facilmente un aumento dei visitatori se:
- migliorano i servizi;
- il rumore viene controllato;
- una parte delle entrate ritorna visibilmente nel quartiere;
- la mobilità viene organizzata;
- le locazioni vengono monitorate;
- gli spazi pubblici rimangono accessibili.
Queste informazioni sono molto più utili di una semplice percentuale di consenso.
Dal consenso alla qualità della convivenza
L'obiettivo del Piano non deve essere ottenere il consenso permanente dei residenti - sarebbe irrealistico - ma deve costruire una buona qualità della convivenza.
- Conflitti gestibili.
- Regole comprensibili.
- Benefici riconoscibili.
- Canali di ascolto.
- Possibilità di correzione.
Una relazione da governare
Turismo e residenti non costituiscono quindi due mondi separati. Condividono:
- spazi;
- servizi;
- tempo;
- risorse.
Il loro rapporto deve essere governato come qualsiasi altra componente della città e soprattutto non attraverso slogan ma:
- conoscenza;
- regole;
- partecipazione;
- misurazione;
- capacità di correzione.
Il principio
Possiamo concludere con un criterio semplice: il turismo è sostenibile quando migliora la capacità della città di accogliere senza ridurre la capacità dei suoi abitanti di viverla.
Non è una soglia numerica ma un equilibrio che deve essere verificato nel tempo.
Il passo successivo
Ma i residenti non vivono la città in modo astratto. Vivono luoghi precisi:
- Quartieri.
- Strade.
- Piazze.
- Zone centrali e periferiche.
Ed è proprio sul territorio che i benefici e i costi del turismo diventano visibili. Dobbiamo quindi passare dalla relazione generale tra turismo e residenti alla sua geografia.
È il tema del prossimo capitolo.