L’informatica forense è una disciplina sempre più centrale in un mondo dove le nostre vite scorrono tra dispositivi digitali, reti e servizi online. Ricostruire un incidente informatico, garantire la validità di una prova digitale in un procedimento giudiziario, analizzare log, dispositivi mobili e dati cloud: tutto questo richiede metodo, competenza e strumenti affidabili.
Questa rubrica nasce con l’obiettivo di offrire un percorso quotidiano, semplice e accessibile, per esplorare i principali aspetti della digital forensics: dai concetti base alle tecniche avanzate, dai casi pratici agli strumenti realmente utilizzati nei laboratori di analisi.
Un’attenzione particolare è dedicata al Software Libero e Open Source, che rappresenta un valore aggiunto per il settore:
trasparenza → il codice aperto consente audit indipendenti e verifiche in sede legale;
affidabilità → strumenti collaudati da community internazionali;
sostenibilità → conoscenza accessibile senza vincoli di licenza proprietaria.
✨ A chi è rivolta
La rubrica è pensata per:
studenti e appassionati di informatica, giurisprudenza e cybersecurity che vogliono un primo orientamento;
professionisti IT e sistemisti che desiderano capire come preservare e analizzare correttamente le evidenze digitali;
avvocati e giuristi che cercano di avvicinarsi al linguaggio tecnico della prova digitale;
docenti e formatori in cerca di materiale chiaro e aggiornato;
chiunque creda che la conoscenza sia un bene comune e che la tecnologia libera sia una risorsa fondamentale anche in ambito investigativo.
🎯 Perché è importante
Comprendere i principi e gli strumenti dell’informatica forense significa:
acquisire maggiore consapevolezza digitale;
contribuire a una giustizia più equa e trasparente, basata su prove tecniche solide;
rafforzare la cultura del Software Libero anche in un ambito critico come quello probatorio.
L’informatica forense studia come identificare, preservare, analizzare e presentare prove digitali in modo valido in sede legale. È una disciplina ponte tra tecnologia e diritto.
Contesto e Teoria
Obiettivi chiave: integrità della prova, ripetibilità delle procedure, catena di custodia documentata. Gli standard metodologici (es. linee guida tecniche e best practice) puntano alla verificabilità delle operazioni svolte.
Svolgimento Tecnico
Identificazione dei reperti digitali: dispositivi, servizi cloud, account.
Acquisizione tramite copie bit-a-bit e write-blocker hardware/software.
Analisi su immagini forensi, mai sull’originale.
Report tecnico con evidenze, metodo e limiti.
Errori comuni: lavorare sul supporto originale, documentazione incompleta, strumenti non verificabili.
Strumenti Utili
Autopsy / Sleuth Kit (libero): suite per analisi di file system e artefatti.
Guymager (libero): imaging forense con interfaccia semplice e hashing integrato.
dc3dd (libero): variante di
ddorientata all’uso forense.
Caso Pratico
Sequestro di un laptop: si crea un’immagine forense con hashing, si analizza la copia con Autopsy, si redige report con evidenze su cronologie, documenti e metadati.
Riferimenti e Risorse Esterne
Linee guida tecniche su acquisizione e analisi (NIST, ENISA, manuali accademici).
Documentazione ufficiale dei tool citati (Autopsy, Guymager, dc3dd).
Tre domini vicini ma distinti: la forense ricostruisce i fatti accaduti; la sicurezza previene e mitiga; l’hacking etico verifica le difese con test autorizzati.
Contesto e Teoria
Forense: integrità probatoria e ricostruzione post-evento.
Sicurezza: gestione del rischio, hardening, monitoraggio.
Hacking etico: simulazioni d’attacco per migliorare la postura difensiva.
Punti in comune: conoscenza dei sistemi, log e protocolli; metodologia e documentazione rigorosa.
Svolgimento Tecnico
Separare ruoli e finalità nei progetti: indagine forense ≠ test di penetrazione.
Stabilire regole d’ingaggio e autorizzazioni per attività offensive legittime.
Conservare artefatti e timeline per entrambe le attività.
Errori comuni: confondere scopi, contaminare evidenze, non verbalizzare i limiti.
Strumenti Utili
Elenco forense: Autopsy, Plaso/Log2Timeline, Volatility (tutti liberi).
Elenco sicurezza/hacking etico: Nmap, Zeek, Metasploit, Kali Linux (liberi).
Caso Pratico
Dopo un test di phishing controllato, si analizzano i log per capire la catena di eventi. Il materiale confluisce in una relazione sia per la sicurezza sia, se serve, per la forense.
Riferimenti e Risorse Esterne
Best practice su incident response e catena di custodia.
Manuali di Nmap, Zeek, Metasploit; documentazione Kali.
Dalla consulenza tecnica in tribunale agli incident response team: la forense coinvolge profili tecnici e giuridici.
Contesto e Teoria
Consulente tecnico/Perito: analizza evidenze e redige perizie.
Analista forense: conduce acquisizioni e analisi su supporti e memoria.
Incident responder: containment, eradication, recovery e post-mortem.
Digital investigator: correlazioni tra fonti (host, rete, cloud, mobile).
Svolgimento Tecnico
Competenze core: sistemi operativi, reti, scripting, legale di base.
Standard operativi interni, playbook e checklist condivise.
Errori comuni: zone grigie di responsabilità, conflitti di interesse, scarsa gestione della prova.
Strumenti Utili
Stack libero “starter”: Autopsy, Plaso, Volatility, Wireshark, Zeek, CyberChef.
Automazione: Python + Jupyter per estrazioni e reportistica ripetibile.
Caso Pratico
Team misto (legale + tecnico) analizza un data breach: l’analista prepara timeline e indicatori, il consulente struttura la relazione per il giudice.
Riferimenti e Risorse Esterne
Guide a ruoli e competenze professionali nella DFIR.
Community e conferenze (SANS DFIR, forensics wiki, progetti GitHub).
Senza catena di custodia, la prova digitale può essere contestata e perdere valore probatorio.
Contesto e Teoria
La catena di custodia è la documentazione continua di ogni accesso, movimento e trasformazione della prova, dal sequestro alla presentazione in giudizio.
Svolgimento Tecnico
Registrare chi, cosa, quando, dove, perché e come di ogni passaggio.
Usare moduli standard, versionamento e controllo degli accessi.
Immagini forensi firmate (hash) e verifica periodica.
Errori comuni: buchi temporali, assenza di firme, supporti non sigillati.
Strumenti Utili
hashdeep, sha256sum (liberi): per impronte e verifiche.
Magneto di log con sistemi liberi (es. ELK stack auto-ospitato) per accessi e audit.
Simple CMDB / tracciamento inventario (libero) per asset e movimenti.
Caso Pratico
Un’unità USB sequestrata viene inventariata, sigillata e clonata. Ogni passaggio è registrato; a distanza di mesi l’hash combacia: la prova è integra.
Riferimenti e Risorse Esterne
Modelli di catena di custodia e linee guida di laboratori forensi.
Raccomandazioni su hashing, sealing e storage sicuro.
Il valore di una prova digitale dipende anche dal rispetto delle leggi e delle regole procedurali.
Contesto e Teoria
Quadro tipico: norme su privacy e protezione dei dati, regolamenti sulla conservazione e acquisizione dei reperti, principi di ammissibilità della prova.
Svolgimento Tecnico
Conciliare necessità di indagine con minimizzazione dei dati.
Definire basi giuridiche e autorizzazioni.
Conservare log e audit trail per la dimostrabilità.
Errori comuni: over-collection, scarsa tutela, mancata segregazione dei dati sensibili.
Strumenti Utili
Cryptsetup/LUKS (libero): cifrare i repository di evidenze.
OpenAudit / sistemi liberi per registri di trattamento e accountability.
Nextcloud (libero): condivisione controllata e auditabile di documenti.
Caso Pratico
Per una perizia su dati personali, il laboratorio allestisce una bolla di trattamento: cifratura, accessi minimi, logging e distruzione controllata al termine.
Riferimenti e Risorse Esterne
Linee guida di autorità garanti e standard tecnici internazionali.
Modelli di DPIA (valutazione d’impatto) e registri attività.
Un kit essenziale, preferibilmente basato su software libero, consente di coprire acquisizione, analisi e reportistica.
Contesto e Teoria
Seleziona tool affidabili, ben documentati e con community attive. Prediligi formati standard e output riproducibili.
Svolgimento Tecnico
Acquisizione: Guymager / dc3dd con hashing.
Analisi host: Autopsy + Sleuth Kit; Plaso/Log2Timeline per timeline.
Rete: Wireshark e Zeek per PCAP e telemetrie.
Memoria: Volatility per RAM dump.
Automazione: Python per parser e report.
Errori comuni: installazioni estemporanee, mancato version pinning, assenza di checklist.
Strumenti Utili
Guymager, dc3dd — imaging.
Autopsy / Sleuth Kit — analisi dischi e artefatti.
Plaso/Log2Timeline — timeline.
Volatility — memory forensics.
Wireshark, Zeek — rete.
CyberChef — trasformazioni e decoding.
Caso Pratico
Creazione di una live USB con toolkit libero, checklist e modelli di report: pronti per acquisire e analizzare senza toccare l’OS del reperto.
Riferimenti e Risorse Esterne
Manuali e wiki dei progetti open source citati.
Guide alla costruzione di ambienti live e all’hardening.
Terminologia condivisa = meno ambiguità e più efficacia nelle indagini.
Contesto e Teoria
Un glossario operativo facilita briefing, report e collaborazione tra tecnici e giuristi.
Svolgimento Tecnico (Selezione di termini)
Immagine forense: copia bit-a-bit con hash di verifica.
Write-blocker: dispositivo/software che impedisce la scrittura sul reperto.
Timeline: sequenza cronologica di eventi/artefatti.
Hash: impronta univoca (es. SHA-256) per verificare integrità.
Artefatto: traccia digitale utile (log, cache, metadata, ecc.).
Volatile vs Non-volatile: dati in RAM vs su disco.
Chain of custody: documentazione dei passaggi della prova.
Strumenti Utili
CyberChef (libero): encodings, hash, parsers rapidi.
ExifTool (libero): metadati file multimediali e documenti.
Strings (libero): estrazione stringhe da binari e dump.
Caso Pratico
Creazione di un “mini glossario” interno al team: termini prioritari, esempi e tool associati per supportare analisti junior e stakeholder legali.
Riferimenti e Risorse Esterne
Glossari DFIR pubblici e materiali didattici open.
Documentazione ufficiale ExifTool e CyberChef.
Conclusione
Parlare la stessa lingua accorcia i tempi di indagine. Domani: “Analisi dei dispositivi”.