Non è normale. Chi ha deciso che dovremmo parlarci tutti dentro il recinto di Zuckerberg?
Facciamo un esperimento. Chiedete a dieci persone perché usano WhatsApp. Otto risponderanno: "Perché ce l'hanno tutti." Una dirà: "Non ci ho mai pensato." L'ultima vi guarderà come si guarda un tipo strano che rompe le scatole.
Ecco il punto. Non "perché è sicuro", non "perché è meglio", non "perché l'ho scelto". Perché ce l'hanno tutti. È l'argomento più debole che esista, e regge un'infrastruttura di comunicazione per oltre due miliardi di persone.
Io non uso WhatsApp. E non lo dico per snobismo, né per fare il bastian contrario. Lo dico perché non è normale che la comunicazione privata di un'intera società passi per i server di una multinazionale della pubblicità, e ancora meno normale è che nessuno lo trovi strano.