Audacity 4.0 è ufficialmente disponibile. Pubblicata il 3 settembre, la nuova versione rappresenta uno dei cambiamenti più profondi nella storia dello storico editor audio libero: l'interfaccia è stata ricostruita utilizzando Qt, il sistema di gestione delle clip è stato ripensato e compare un nuovo formato per i progetti.
Non siamo quindi davanti al consueto aggiornamento composto da qualche nuova funzione e da una serie di correzioni.
Audacity 4 modifica alcuni dei meccanismi attraverso i quali gli utenti hanno lavorato con il programma per anni.
La trasformazione più immediatamente visibile riguarda l'interfaccia. Il passaggio a Qt introduce pannelli agganciabili, spazi di lavoro salvabili e temi chiaro, scuro e ad alto contrasto. L'obiettivo non è soltanto modernizzare l'aspetto del programma, ma costruire una base più flessibile sulla quale continuare lo sviluppo futuro.
Ancora più importante è il nuovo sistema di editing.
Le clip possono essere selezionate direttamente attraverso la loro intestazione e più clip possono essere selezionate contemporaneamente, spostate, accorciate o sottoposte a time stretching come gruppo. È possibile anche raggrupparle stabilmente, in modo che rimangano insieme durante operazioni come spostamento, copia, incolla e duplicazione.
Diventa inoltre più semplice spostare il materiale tra tracce mono e stereo, mentre sovrapporre una clip a un'altra non impedisce più necessariamente l'operazione: la parte sovrapposta viene sostituita secondo il nuovo modello di editing.
Anche la divisione delle clip dispone ora di uno strumento dedicato. Premendo o mantenendo premuto S è possibile indicare direttamente il punto nel quale effettuare il taglio.
Sono cambiamenti che possono richiedere un periodo di adattamento per chi utilizza Audacity da molti anni.
La nuova versione elimina infatti alcuni dei tradizionali “tool modes”. Le funzioni non sono necessariamente scomparse, ma sono state integrate diversamente nel flusso di lavoro. L'editing dei singoli campioni, per esempio, diventa disponibile automaticamente aumentando sufficientemente lo zoom sulla forma d'onda.
Anche il vecchio Sync-Lock viene sostituito da un modello di ripple editing, attraverso il quale inserimenti e cancellazioni possono mantenere sincronizzato il materiale presente sulle diverse tracce.
Un altro cambiamento importante è il nuovo formato dei progetti, .aup4.
Audacity 4 può aprire i progetti .aup3 creati con Audacity 3 e convertirli nel nuovo formato senza modificare l'originale. È una precauzione importante perché permette di sperimentare la nuova versione conservando il progetto precedente.
Non tutto, però, è già arrivato nella nuova architettura.
Gli stessi sviluppatori indicano chiaramente che alcune caratteristiche disponibili in Audacity 3 non sono ancora presenti nella versione 4.0. Tra queste figurano Time Tracks, tracce MIDI/Note, Macro Manager e scripting pipe, Play-at-speed e alcune funzioni di esportazione, rendering, analisi ed effetti.
Anche il panorama dei plugin attraversa una fase di transizione. Audacity 4 supporta attualmente VST3, VST, LV2, LADSPA e Audio Units su macOS, mentre alcune tecnologie precedentemente disponibili non sono ancora state riportate completamente nella nuova versione.
È una precisazione importante.
Una major release non è automaticamente migliore per qualsiasi utente e per qualsiasi flusso di lavoro. Chi dipende da una delle funzioni temporaneamente mancanti dovrebbe verificare attentamente la compatibilità prima di abbandonare la serie precedente.
Il rilascio assume però un significato particolare se osserviamo la storia di Audacity.
Nato nel 1999 e pubblicato per la prima volta nel 2000, il programma è diventato nel tempo uno degli strumenti liberi più conosciuti per registrare, modificare e convertire audio. La sua diffusione ha superato largamente i confini del mondo GNU/Linux: Audacity è utilizzato anche su Windows e macOS e rappresenta per moltissime persone il primo incontro con un programma libero dedicato alla produzione multimediale.
La sua forza è sempre stata una combinazione non semplice da ottenere: offrire strumenti sufficientemente potenti per lavorazioni audio reali senza trasformarsi necessariamente in una complessa Digital Audio Workstation.
Con la versione 4.0 il progetto prova a modernizzare questa impostazione senza limitarsi a ridisegnare qualche pulsante.
Ed è proprio la dimensione del cambiamento a rendere comprensibile anche l'esistenza di qualche funzione ancora mancante.
Riscrivere o sostituire parti importanti di un'applicazione utilizzata da milioni di persone è uno dei compiti più difficili nello sviluppo del software. Bisogna migliorare l'architettura senza distruggere abitudini, compatibilità e flussi di lavoro costruiti in decenni.
Audacity 4.0 va quindi considerato anche come l'inizio di una nuova fase del progetto, non semplicemente come il punto finale di una lunga riscrittura.
Rimane inoltre una caratteristica fondamentale: l'utente può continuare a lavorare e salvare i propri progetti direttamente sul computer. Audacity offre anche servizi cloud opzionali attraverso audio.com, ma il salvataggio locale rimane disponibile e non richiede un account.
È una distinzione importante in un'epoca nella quale sempre più applicazioni tendono a trasformarsi in semplici porte di accesso a un servizio remoto.
Un editor multimediale libero dovrebbe invece continuare a permettere all'utente di scegliere dove conservare il proprio lavoro e quali servizi utilizzare.
Audacity 4.0 non è soltanto una nuova veste grafica: è il tentativo di costruire le fondamenta sulle quali far vivere uno dei programmi multimediali liberi più conosciuti anche nei prossimi anni.
Proprio perché il cambiamento è profondo, la scelta migliore per gli utenti più esperti non è aggiornare alla cieca, ma provarlo, verificare il proprio flusso di lavoro e contribuire eventualmente segnalando ciò che ancora manca.
Anche questo, in fondo, è uno dei vantaggi di un progetto libero: una grande transizione tecnologica non deve essere semplicemente subita dagli utenti, ma può essere osservata, discussa e migliorata dalla comunità.