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Partecipazione e correzione dei dati

Inviato da tuxsa il

Un sistema aperto non può limitarsi a pubblicare informazioni.

Se consideriamo la conoscenza turistica come qualcosa che cambia nel tempo, dobbiamo anche chiederci chi può contribuire a mantenerla aggiornata.

Un orario cambia. Un servizio viene introdotto o eliminato. Un collegamento non funziona più. Un luogo modifica le proprie modalità di accesso. Una descrizione contiene un errore. Un'informazione importante manca completamente.

Nessuna redazione, per quanto organizzata, può osservare continuamente tutto ciò che accade in una città.

Residenti, visitatori, operatori economici, associazioni e persone che frequentano quotidianamente i luoghi possono invece accorgersi di cambiamenti che un sistema centralizzato potrebbe scoprire molto più tardi.

Da qui nasce una delle scelte più importanti sperimentate con GiraSalerno:

chi utilizza la conoscenza può contribuire a migliorarla.

Ma partecipare non significa modificare direttamente i dati.

Tra il sito chiuso e la modifica senza controllo

Possiamo immaginare due modelli estremi.

Nel primo, il sito pubblica informazioni e il cittadino può soltanto leggerle. Se trova un errore deve cercare un indirizzo email, individuare il responsabile oppure rinunciare alla segnalazione.

Nel secondo, chiunque può modificare direttamente le informazioni pubblicate.

GiraSalerno sperimenta una terza strada.

Il cittadino può inviare una Segnalazione, ma questa rimane distinta dal dato pubblico fino a quando non viene verificata.

È una differenza fondamentale.

La partecipazione viene riconosciuta come una risorsa senza rinunciare alla responsabilità editoriale.

Segnalare deve essere semplice

La partecipazione funziona soltanto se il suo accesso è comprensibile.

Per questo GiraSalerno dispone di una funzione pubblica dedicata alle segnalazioni.

Chi individua un problema può indicare il tipo di informazione interessata, descrivere ciò che ritiene errato o mancante e proporre elementi utili alla verifica.

Le segnalazioni possono riguardare, per esempio, informazioni mancanti, errate o non aggiornate, coordinate, orari, accessibilità e altri aspetti della conoscenza disponibile.

L'obiettivo non è chiedere al cittadino di conoscere il modello dei dati o il funzionamento interno del sistema.

Chi segnala deve poter dire, nella maniera più semplice possibile:

“Qui c'è qualcosa che dovrebbe essere controllato.”

Da quel momento comincia il lavoro editoriale.

La Segnalazione è un oggetto autonomo

Nel modello di GiraSalerno la Segnalazione non viene inserita come semplice nota dentro la scheda del luogo.

Possiede una propria identità.

Può essere collegata al Punto di interesse interessato, descrivere il problema e conservare le informazioni necessarie alla sua gestione.

Questo permette di separare chiaramente due cose:

ciò che GiraSalerno pubblica

e

ciò che qualcuno propone di verificare.

La distinzione protegge contemporaneamente il dato e il contributo.

Il dato non viene modificato senza controllo.

La segnalazione non scompare dentro una generica casella di posta elettronica, ma può essere seguita attraverso un processo.

Dalla ricezione alla chiusura

La sperimentazione ha quindi definito un piccolo ciclo di vita della Segnalazione.

Una segnalazione può essere:

Ricevuta → In verifica → Accolta oppure Respinta → Chiusa.

Gli stati non rappresentano soltanto una comodità amministrativa.

Rendono esplicito che tra l'invio di un contributo e la modifica della conoscenza esiste un processo.

Quando la segnalazione viene ricevuta, sappiamo che qualcuno ha posto un problema.

Quando entra in verifica, il problema viene esaminato.

Se viene accolta, ciò significa che il contributo è stato ritenuto fondato; l'eventuale informazione pubblica viene quindi aggiornata attraverso il normale processo editoriale.

Se viene respinta, la segnalazione rimane comunque distinta e può essere chiusa senza aver modificato il POI.

La partecipazione diventa così tracciabile.

Accogliere una segnalazione non significa pubblicarne il testo

Questo passaggio merita particolare attenzione.

Supponiamo che un cittadino scriva:

“L'orario del museo è sbagliato: adesso chiude alle 18.”

La segnalazione è utile, ma non dovrebbe essere sufficiente, da sola, a sostituire immediatamente l'orario pubblicato.

La redazione deve cercare una fonte pertinente, controllare l'informazione e aggiornare il dato secondo il modello previsto.

Anche quando la segnalazione viene accolta, quindi, non è necessariamente il testo del cittadino a diventare contenuto pubblico.

La segnalazione può attivare una verifica dalla quale nasce un dato aggiornato.

Questa distinzione protegge la qualità senza svalutare il contributo.

Una Segnalazione non è automaticamente una Fonte

Lo stesso principio permette di distinguere due elementi che potrebbero facilmente essere confusi.

Una persona segnala un cambiamento.

La segnalazione ci dice:

“verificate questa informazione”.

Una fonte ci permette invece di documentare:

“questa informazione può essere sostenuta da questo riferimento”.

In alcuni casi il cittadino potrà anche indicare una fonte utile. Ma il fatto che sia stata suggerita non elimina la necessità di valutarne pertinenza e affidabilità.

Per questo:

la Segnalazione alimenta il processo di conoscenza, ma non diventa automaticamente la Fonte della conoscenza pubblicata.

È una distinzione essenziale per qualsiasi sistema partecipativo che voglia produrre dati riutilizzabili.

Partecipare significa anche correggere

Spesso la partecipazione viene immaginata soltanto come produzione di nuovi contenuti.

Scrivere una recensione.

Pubblicare una fotografia.

Raccontare un luogo.

Sono tutte forme possibili di contributo.

GiraSalerno sperimenta però una forma meno appariscente e forse altrettanto importante: la correzione della conoscenza esistente.

Dire che un orario non è più valido è partecipazione.

Segnalare che un luogo è stato posizionato male sulla mappa è partecipazione.

Indicare che manca un'informazione sull'accessibilità è partecipazione.

Avvertire che un collegamento non funziona più è partecipazione.

In un'infrastruttura della conoscenza, contribuire non significa necessariamente produrre nuovi testi. Può significare aumentare l'affidabilità di ciò che già sappiamo.

Dal cittadino sensore al cittadino partecipante

Potremmo essere tentati di descrivere il cittadino come un “sensore” distribuito sul territorio.

L'immagine coglie un aspetto reale: migliaia di persone possono osservare cambiamenti che una piccola redazione non potrebbe controllare continuamente.

Ma sarebbe una definizione insufficiente.

Un sensore registra.

Una persona interpreta, conosce il contesto, formula una segnalazione e può spiegare perché ritiene che un'informazione debba essere verificata.

Il cittadino non è quindi una periferica del sistema.

È un soggetto della costruzione della conoscenza.

Questa distinzione è particolarmente importante per un progetto che considera la partecipazione democratica uno degli elementi della propria impostazione.

Anche il turista può contribuire

Il principio vale naturalmente anche per chi visita temporaneamente la città.

Nelle parti precedenti di questo Piano abbiamo proposto di considerare il turista come un abitante temporaneo.

Questa idea trova qui una piccola applicazione concreta.

Chi attraversa Salerno utilizza servizi, incontra luoghi, verifica sul campo informazioni e può accorgersi della distanza tra ciò che il sistema racconta e ciò che effettivamente trova.

Un visitatore che segnala un'informazione errata non è soltanto un consumatore insoddisfatto.

Sta contribuendo, se il sistema gli offre gli strumenti per farlo, al miglioramento della conoscenza disponibile per chi verrà dopo.

Gli operatori conoscono parti della città che il sistema non conosce

Lo stesso vale per chi lavora nel turismo.

Un albergatore può conoscere cambiamenti relativi alla propria struttura.

Una guida può individuare errori nelle informazioni culturali.

Un'associazione può conoscere meglio le condizioni di accesso a un determinato luogo.

Un operatore della mobilità può segnalare modifiche nei servizi.

Questo non significa trasformare automaticamente ogni soggetto interessato nella fonte definitiva delle informazioni che lo riguardano.

Significa riconoscere che la conoscenza è distribuita.

Il compito dell'infrastruttura è costruire meccanismi attraverso i quali questa conoscenza possa emergere, essere verificata e, quando appropriato, entrare nel patrimonio informativo comune.

La partecipazione richiede una redazione

Qui emerge però un limite che sarebbe sbagliato nascondere.

Aprire un modulo per le segnalazioni è tecnicamente semplice.

Gestire seriamente le segnalazioni è molto più difficile.

Qualcuno deve leggerle.

Qualcuno deve verificarle.

Occorre cercare le fonti.

Bisogna decidere se accoglierle.

Occorre aggiornare i dati.

Bisogna evitare che le richieste rimangano indefinitamente senza risposta.

La partecipazione genera quindi un costo organizzativo.

Più il sistema diventa utilizzato, maggiore può diventare questo lavoro.

Non esiste partecipazione reale senza capacità di gestire le conseguenze della partecipazione.

È una lezione che va ben oltre GiraSalerno.

Molti strumenti partecipativi falliscono non perché nessuno partecipi, ma perché nessuno ha costruito il processo necessario a trasformare i contributi in decisioni, verifiche o risposte.

Partecipazione non significa deresponsabilizzazione

Permettere ai cittadini di segnalare errori non trasferisce su di loro la responsabilità della qualità dei dati.

Non possiamo dire:

“Se c'è un errore, qualcuno ce lo segnalerà.”

La manutenzione ordinaria rimane responsabilità di chi gestisce la conoscenza.

Le fonti devono essere ricontrollate.

Le informazioni più sensibili al tempo devono essere sottoposte a verifiche periodiche.

I dati indicati come da aggiornare devono essere riesaminati.

La partecipazione integra questo lavoro.

Non lo sostituisce.

È una rete aggiuntiva di conoscenza e controllo, non un alibi per abbandonare la manutenzione.

Le Segnalazioni non sono Open Data

La distinzione tra contributo e dato verificato produce anche una conseguenza sull'apertura.

Le Segnalazioni non fanno parte delle distribuzioni Open Data dei Punti di interesse.

Non avrebbe senso mescolare nello stesso insieme:

“questa è l'informazione che il sistema pubblica”

e

“qualcuno sostiene che questa informazione potrebbe essere sbagliata”.

Sono due livelli differenti.

La segnalazione appartiene al processo editoriale.

L'eventuale correzione verificata può invece modificare il dato che successivamente viene distribuito.

L'Open Data diventa così il risultato di un processo aperto alla partecipazione, senza trasformarsi nel contenitore indistinto di ogni contributo ricevuto.

Una memoria delle correzioni

La separazione delle Segnalazioni permette anche di conservare una memoria del processo.

Nel tempo può diventare interessante sapere quali tipi di informazioni generano più frequentemente correzioni.

Gli orari?

I servizi?

Le coordinate?

I collegamenti?

L'accessibilità?

Queste informazioni potrebbero aiutare a comprendere quali parti della base di conoscenza richiedano una manutenzione più frequente o fonti migliori.

La partecipazione può quindi produrre non soltanto singole correzioni, ma anche conoscenza sulla qualità del sistema stesso.

Naturalmente questo richiede attenzione alla gestione dei contributi e alla protezione delle informazioni che non devono essere pubblicate.

Dal modulo alla comunità

Il modulo di segnalazione realizzato nel dimostratore è soltanto il primo livello possibile.

Una vera infrastruttura cittadina potrebbe sviluppare forme più articolate di collaborazione con associazioni, operatori, istituzioni culturali, università, quartieri e comunità locali.

Alcuni soggetti potrebbero contribuire stabilmente alla verifica di specifici ambiti.

Potrebbero essere organizzate campagne per migliorare particolari categorie di dati.

Si potrebbe lavorare collettivamente sull'accessibilità, sulla toponomastica, sui servizi, sul patrimonio culturale minore o sulle informazioni relative ai quartieri.

Ma il principio dovrebbe rimanere lo stesso:

contributo, provenienza, verifica e pubblicazione devono rimanere distinguibili.

Più cresce la partecipazione, più diventa importante il metodo.

Dall'informazione pubblica alla conoscenza comune

Con la funzione di Segnalazione, GiraSalerno compie quindi un piccolo ma significativo passaggio.

Il cittadino non è più soltanto destinatario dell'informazione.

Può diventare parte del processo attraverso il quale quella informazione viene mantenuta.

È una forma concreta, ancora elementare, del principio di partecipazione che attraversa Salerno Turismo Aperto.

Non si tratta di aggiungere una casella “Scrivici”.

Si tratta di riconoscere che la conoscenza della città non può essere costruita interamente da un unico soggetto.

Le istituzioni possiedono alcuni dati.

Gli operatori ne possiedono altri.

I residenti conoscono il territorio vissuto.

I visitatori osservano la città attraverso l'esperienza del viaggio.

Le associazioni possono possedere competenze specifiche.

Un'infrastruttura aperta dovrebbe riuscire a mettere in comunicazione almeno una parte di queste conoscenze senza confonderne ruoli e responsabilità.

La conoscenza come bene comune

Arriviamo così a un passaggio ulteriore.

Se i dati possono essere aperti, se i cittadini possono contribuire a migliorarli e se altri soggetti possono costruire nuovi servizi utilizzandoli, allora dobbiamo domandarci anche che cosa accada allo strumento tecnologico che rende possibile tutto questo.

Il modello dovrebbe poter essere studiato?

Il software dovrebbe poter essere modificato?

Un'altra città, un'associazione o una comunità dovrebbe poter riutilizzare ciò che è stato costruito senza dover ricominciare da zero?

Per TUXSA la risposta è strettamente collegata alla scelta del Software Libero.

Dopo aver parlato della conoscenza come patrimonio condivisibile, il passo successivo consiste quindi nel guardare al codice con la stessa prospettiva.

È il tema del prossimo capitolo.