Ogni attività turistica utilizza risorse:
- Spazio.
- Acqua.
- Energia.
- Trasporti.
- Servizi.
Produce inoltre:
- rifiuti;
- emissioni;
- consumi;
- pressione sugli ecosistemi;
- trasformazioni dello spazio urbano.
Per questo non esiste un turismo a impatto zero. Dovremmo quindi chiederci: quali impatti produce il turismo e quanto sono compatibili con la capacità della città e del territorio?
La sostenibilità non è uno slogan
La parola “sostenibile” viene utilizzata molto facilmente:
- Turismo sostenibile.
- Mobilità sostenibile.
- Eventi sostenibili.
- Strutture sostenibili.
ma una parola ripetuta senza indicatori rischia di perdere significato. Una politica realmente sostenibile deve poter rispondere a domande concrete:
- quanta energia viene consumata?
- quanta acqua?
- quanti rifiuti vengono prodotti?
- come si spostano i visitatori?
- quanta pressione viene esercitata sugli spazi?
- quali effetti producono gli eventi?
La sostenibilità deve diventare misurabile.
Ambiente e turismo non sono settori separati
Un errore frequente consiste nel considerare ambiente e turismo come due politiche differenti. In realtà sono strettamente collegati.
Il turista utilizza:
- strade;
- trasporti;
- acqua;
- energia;
- spazi verdi;
- spiagge;
- lungomare;
- aree naturali.
La qualità ambientale della città diventa quindi anche qualità dell'esperienza turistica.
Una città più sostenibile è una città più accogliente
- Ombra.
- Verde.
- Aria migliore.
- Spazi pedonali.
- Trasporto pubblico efficiente.
- Pulizia.
- Riduzione del rumore.
sono benefici per i residenti ma anche per chi visita Salerno. Ancora una volta emerge un principio fondamentale: le migliori politiche turistiche sono spesso buone politiche urbane prima ancora che turistiche.
Il clima cambia le condizioni del turismo
Una città mediterranea deve confrontarsi sempre più con:
- temperature elevate;
- ondate di calore;
- periodi di siccità;
- piogge intense;
- eventi meteorologici estremi.
Questi fenomeni modificano direttamente l'esperienza urbana. Una piazza priva di ombra può diventare difficilmente utilizzabile nelle ore più calde, un percorso pedonale può risultare poco confortevole, un evento all'aperto può richiedere nuove precauzioni.
Il cambiamento climatico diventa quindi anche un tema di pianificazione turistica.
Il comfort climatico
Tradizionalmente la città turistica viene descritta attraverso monumenti e servizi ma nel futuro dovremo probabilmente aggiungere un'altra dimensione: comfort climatico.
Disponibilità di:
- ombra;
- acqua;
- verde;
- spazi di sosta;
- percorsi freschi;
- luoghi coperti.
Questi elementi possono influenzare profondamente la qualità dell'esperienza.
Ombra come infrastruttura
L'ombra non dovrebbe essere considerata soltanto un elemento estetico ma una vera infrastruttura urbana.
Può essere prodotta da:
- alberi;
- pergolati;
- strutture leggere;
- edifici;
- soluzioni progettuali.
Una città che pianifica itinerari pedonali dovrebbe considerare anche la disponibilità di ombra lungo i percorsi.
Il verde urbano
Il verde produce numerosi benefici:
- riduzione delle temperature;
- migliore qualità dello spazio pubblico;
- biodiversità;
- comfort;
- assorbimento delle acque;
- qualità paesaggistica.
per residenti e visitatori. Il turismo può quindi essere uno dei motivi aggiuntivi per investire nel verde che non deve essere realizzato come semplice decorazione turistica. Deve essere parte della struttura ecologica della città.
Il mare
Salerno possiede una relazione diretta con il mare:
- Il lungomare.
- La costa.
- Il porto.
- Le spiagge.
Questi elementi sono parte importante dell'identità urbana ma il mare è anche un ecosistema. La qualità delle acque, la gestione della costa e la pressione delle attività hanno quindi un valore contemporaneamente:
- ambientale;
- sociale;
- turistico.
Il paesaggio come risorsa fragile
Il paesaggio può essere una delle principali ragioni di attrazione ma proprio per questo può essere soggetto a enorme pressione.
- Nuove costruzioni.
- Infrastrutture.
- Occupazione del suolo.
- Pubblicità.
- Affollamento.
possono modificare ciò che rende il luogo interessante. Il turismo deve quindi evitare di consumare la stessa risorsa dalla quale dipende.
Consumare il paesaggio per promuovere il paesaggio
Esiste un paradosso. Un territorio può costruire infrastrutture per attrarre visitatori e, nel farlo, alterare il paesaggio che voleva promuovere. Questo rischio richiede una valutazione attenta delle trasformazioni.
La capacità di attrazione non può essere separata dalla capacità di conservazione.
Il suolo
Il turismo può generare domanda di:
- strutture;
- parcheggi;
- servizi;
- infrastrutture.
Ma il suolo è una risorsa limitata ed ogni nuova trasformazione dovrebbe quindi essere valutata anche rispetto a:
- consumo di suolo;
- impermeabilizzazione;
- rischio idrogeologico;
- qualità urbana.
La crescita turistica non può diventare giustificazione automatica per nuove costruzioni.
Riusare prima di costruire
Un principio di sostenibilità potrebbe essere: prima riusare, poi costruire.
Recuperare:
- edifici esistenti;
- spazi inutilizzati;
- strutture dismesse.
può ridurre il consumo di nuovo suolo.
Questo principio vale anche per:
- ricettività;
- servizi;
- spazi culturali.
Turismo e acqua
L'acqua è una risorsa fondamentale. Le strutture ricettive, la ristorazione, le attività possono aumentare notevolmente i consumi in periodi di maggiore pressione. La gestione dovrebbe quindi osservare:
- consumo;
- efficienza;
- riduzione degli sprechi;
- riuso quando possibile.
Una doccia non è soltanto una doccia
Un singolo comportamento sembra irrilevante ma moltiplicato per migliaia di presenze produce un effetto. Questo vale per:
- acqua;
- energia;
- rifiuti.
La sostenibilità nasce spesso dalla somma di molte azioni quotidiane.
Responsabilità delle strutture
Le strutture ricettive possono contribuire attraverso:
- riduzione dei consumi;
- efficienza energetica;
- gestione dei rifiuti;
- informazione agli ospiti;
- riduzione della plastica monouso;
- acquisti responsabili.
Ma queste pratiche devono essere valutabili e non soltanto dichiarate.
Evitare il greenwashing
Un'etichetta verde non garantisce una gestione sostenibile. Una struttura può comunicare un'immagine ecologica e avere consumi elevati. Per questo le politiche pubbliche dovrebbero privilegiare:
- criteri;
- indicatori;
- certificazioni affidabili;
- dati.
La comunicazione viene dopo.
Energia
Il turismo utilizza energia per:
- climatizzazione;
- illuminazione;
- trasporto;
- servizi;
- eventi.
L'efficienza energetica può quindi ridurre:
- costi;
- emissioni;
- pressione sulla rete.
La transizione energetica interessa direttamente il settore turistico.
Eventi ed energia
Un grande evento può richiedere:
- illuminazione;
- impianti audio;
- strutture temporanee;
- trasporti;
- generatori.
Anche questi consumi dovrebbero rientrare nella valutazione complessiva perchè un evento sostenibile non è soltanto quello che utilizza bicchieri riciclabili ma quello che considera l'intero ciclo organizzativo.
I rifiuti
La crescita dei visitatori può aumentare i rifiuti soprattutto:
- nei periodi di picco;
- durante eventi;
- nelle aree ad alta frequentazione.
Una città deve quindi poter conoscere:
- quantità;
- distribuzione;
- periodi;
- tipologie.
La raccolta deve adattarsi alla geografia reale dei flussi.
Il problema delle punte
La produzione annuale può sembrare gestibile ma in alcuni giorni può crescere fortemente. La pressione ambientale deve quindi essere osservata anche temporalmente. Lo stesso vale per:
- trasporti;
- acqua;
- pulizia;
- servizi.
La media può nascondere le emergenze.
Prevenire prima di raccogliere
La strategia migliore sui rifiuti non consiste soltanto nell'aumentare la raccolta ma anche nel ridurre ciò che viene prodotto.
- Packaging.
- Materiali monouso.
- Allestimenti.
Le politiche per eventi e operatori possono contribuire alla prevenzione.
Raccolta differenziata comprensibile anche per chi arriva
Un visitatore può non conoscere le regole locali: colori, giorni, contenitori. La segnaletica deve quindi essere semplice e possibilmente multilingue.
Una raccolta progettata soltanto per chi vive stabilmente nella città può funzionare meno bene nelle zone turistiche.
Mobilità: il principale nodo
Una parte importante dell'impatto ambientale del turismo deriva dagli spostamenti.
Come arriva il visitatore?
- Aereo.
- Auto.
- Treno.
- Nave.
- Autobus.
Come si muove in città?
- A piedi.
- Trasporto pubblico.
- Taxi.
- Noleggio con conducente (NCC).
- Auto.
La mobilità è quindi una delle variabili ambientali più importanti.
Non possiamo governare tutto il viaggio
Salerno non può decidere da sola come una persona raggiunge l'Italia o la Campania ma può influenzare:
- informazione;
- collegamenti;
- trasporto locale;
- intermodalità;
- mobilità pedonale.
La strategia deve concentrarsi sui segmenti sui quali esiste una reale possibilità di intervento.
Rendere facile la scelta migliore
Una politica efficace non dovrebbe limitarsi a dire: usa il trasporto pubblico.
Deve renderlo:
- comprensibile;
- affidabile;
- frequente;
- conveniente;
- integrato.
Il comportamento sostenibile diventa più probabile quando è anche il comportamento più semplice.
L'ultimo chilometro
Un visitatore può arrivare a Salerno in treno ma incontrare difficoltà nell'ultimo tratto.
- Luogo culturale.
- Hotel.
- Evento.
- Spiaggia.
se il collegamento è difficile, può ricorrere all'automobile o al taxi. La sostenibilità dipende quindi anche dalla qualità dell'ultimo chilometro.
Camminare
Il turismo urbano è spesso fortemente pedonale e di conseguenza la qualità dei percorsi diventa essenziale.
- Marciapiedi.
- Attraversamenti.
- Ombra.
- Segnaletica.
- Panchine.
- Accessibilità.
Una città camminabile riduce l'impatto ambientale e migliora l'esperienza.
Ma camminabile per chi?
Un percorso considerato facile da una persona giovane può essere difficile per:
- anziani;
- bambini;
- persone con disabilità;
- chi trasporta bagagli.
La mobilità sostenibile deve essere anche accessibile per cui sostenibilità e inclusione non possono essere separate.
La bicicletta
La mobilità ciclabile può avere un ruolo ma richiede:
- continuità dei percorsi;
- sicurezza;
- parcheggi;
- integrazione.
Non basta installare qualche infrastruttura simbolica. La bicicletta diventa alternativa reale quando esiste una rete reale.
Trasporto pubblico ed eventi
Gli eventi sono un caso particolarmente importante.
Se migliaia di persone vengono invitate a raggiungere una zona ma non esistono alternative adeguate all'automobile, il traffico diventa parte inevitabile dell'evento.
La mobilità deve quindi essere pianificata prima della promozione.
Informazione integrata
Un visitatore dovrebbe poter conoscere:
- orari;
- fermate;
- percorsi;
- tempi;
- eventuali variazioni.
L'informazione sulla mobilità può essere integrata con quella turistica ed è un esempio concreto di interoperabilità che produce sostenibilità.
L'informazione riduce anche gli spostamenti inutili
Informazioni errate possono produrre:
- viaggi a vuoto;
- spostamenti aggiuntivi;
- uso inutile dell'automobile.
Un luogo indicato aperto ma chiuso genera anche un piccolo impatto ambientale evitabile. La qualità del dato ha quindi conseguenze fisiche.
Turismo e qualità dell'aria
Un aumento del traffico può incidere sulla qualità dell'aria particolarmente nelle aree:
- dense;
- portuali;
- congestionate.
Per questo le politiche turistiche dovrebbero dialogare con i sistemi di monitoraggio ambientale.
Non serve costruire dataset separati ma solo collegare quelli esistenti.
Il porto
Le attività portuali rappresentano una componente particolare perchè è infrastruttura economica e di mobilità.
Il traffico crocieristico può produrre visitatori e valore ma ha anche impatti ambientali.
La valutazione dovrebbe tenere insieme:
- economia;
- mobilità;
- emissioni;
- rapporto con la città.
Senza trasformare il tema in una contrapposizione ideologica.
Le crociere
Un crocierista può contribuire all'economia locale ma la nave che lo trasporta fa parte di un sistema con impatti ambientali rilevanti.
La valutazione deve quindi distinguere:
- impatto della presenza del visitatore;
- impatto della modalità di trasporto.
Sono due dimensioni differenti.
Il turismo giornaliero
Anche il visitatore che non pernotta può produrre pressione.
- Trasporti.
- Rifiuti.
- Uso dello spazio.
- Servizi.
Per questo gli indicatori ambientali non possono basarsi soltanto sulle presenze nelle strutture ricettive.
La pressione per persona
Potremmo progressivamente costruire indicatori che mettano in relazione:
- visitatori;
- rifiuti;
- consumo;
- mobilità.
Non per attribuire responsabilità individuali ma per comprendere l'efficienza del sistema. Una città può accogliere più persone senza aumentare proporzionalmente l'impatto se migliora la propria organizzazione.
Efficienza non significa crescita infinita
Questo punto è essenziale. Ridurre l'impatto per visitatore non significa poter aumentare indefinitamente i visitatori. Se dimezziamo l'impatto individuale ma triplichiamo i flussi, l'impatto complessivo può comunque crescere.
Dobbiamo quindi osservare contemporaneamente impatto unitario e impatto totale.
La capacità ambientale
Ogni territorio possiede limiti.
- Acqua.
- Spazio.
- Mobilità.
- Rifiuti.
- Ecosistemi.
questi limiti possono cambiare con gli investimenti e l'organizzazione ma non scomparire. Una strategia sostenibile deve essere capace di riconoscere quando la pressione si avvicina a livelli problematici.
Capacità di carico: non un solo numero
La capacità di carico viene talvolta immaginata come: numero massimo di turisti ma la realtà è molto più complessa.
Dipende da:
- luogo;
- periodo;
- tipo di attività;
- mobilità;
- infrastrutture;
- comportamenti.
Un numero unico per tutta Salerno avrebbe quindi poco significato.
Capacità per luogo e per periodo
Possiamo invece ragionare in modo più preciso.
- Una piazza durante un evento.
- Un museo.
- Una spiaggia.
- Una strada.
- Un quartiere.
possono avere capacità differenti.
E la stessa capacità può cambiare tra:
- estate;
- inverno;
- giorno;
- notte.
Il sistema deve essere dinamico.
Monitorare prima di limitare
Prima di introdurre eventuali limiti dobbiamo conoscere il fenomeno.
- Quanti?
- Quando?
- Dove?
- Quali effetti?
La regolazione dovrebbe derivare dalla conoscenza non dall'impressione.
Ma non aspettare il danno
Allo stesso tempo, attendere prove definitive quando il rischio è evidente può rendere l'intervento tardivo. La pianificazione deve saper utilizzare anche il principio di precauzione.
- Monitorare.
- Sperimentare.
- Intervenire gradualmente.
- Correggere.
Turismo e biodiversità
Le aree verdi e naturali possono diventare luoghi di visita ma l'aumento della frequentazione può produrre:
- calpestio;
- disturbo;
- rifiuti;
- erosione.
La valorizzazione deve quindi essere proporzionata alla fragilità dell'ecosistema.
Non ogni area verde deve diventare attrazione
Un parco o un'area naturale può essere importante soprattutto come:
- ecosistema;
- spazio di quartiere;
- infrastruttura climatica.
La sua funzione turistica può essere secondaria ma ancora una volta il turismo non deve diventare il criterio attraverso il quale misuriamo tutto.
Il rumore è ambiente
L'inquinamento acustico viene spesso considerato soltanto un problema di convivenza ed invece è anche una componente della qualità ambientale.
- Traffico.
- Eventi.
- Vita notturna.
possono modificare fortemente l'esperienza di un quartiere. Il monitoraggio ambientale dovrebbe quindi includere anche il suono.
Luce e città
Anche l'illuminazione può produrre effetti.
- Sicurezza.
- Valorizzazione.
- Consumo energetico.
- Inquinamento luminoso.
Eventi e installazioni devono essere valutati tenendo insieme queste dimensioni.
Eventi e ciclo di vita
Per un grande evento possiamo osservare l'intero ciclo.
- Produzione.
- Trasporto.
- Montaggio.
- Energia.
- Materiali.
- Rifiuti.
- Smontaggio.
Non soltanto ciò che avviene nelle ore di apertura. La sostenibilità riguarda anche ciò che il pubblico non vede.
Riutilizzare gli allestimenti
Strutture temporanee e materiali possono essere:
- riutilizzati;
- modulari;
- riciclabili.
Una progettazione attenta può ridurre sprechi.
Acquisti locali
La sostenibilità ha anche una dimensione territoriale. Utilizzare fornitori locali, quando appropriato e possibile, può ridurre alcuni spostamenti e rafforzare la filiera economica.
Non è una regola automatica ma è una variabile da considerare.
Cibo e territorio
La ristorazione è una parte importante dell'esperienza turistica. Le scelte alimentari hanno effetti su:
- filiera;
- trasporto;
- rifiuti;
- identità.
La valorizzazione di produzioni locali può collegare sostenibilità economica e culturale ma anche qui serve evitare etichette artificiali.
La sostenibilità deve essere verificabile
Una destinazione potrebbe costruire una propria comunicazione ambientale. Ma prima dovrebbe disporre di indicatori. Ad esempio:
- quota di spostamenti sostenibili;
- consumo energetico;
- produzione di rifiuti;
- accessibilità al trasporto pubblico;
- qualità ambientale;
- pressione stagionale.
Solo dopo può comunicare i risultati.
Prima misurare, poi dichiarare
Il principio può essere espresso così: non dichiararsi sostenibili. Dimostrarlo progressivamente.
La sostenibilità deve essere un percorso.
- Con obiettivi.
- Indicatori.
- Risultati.
- Correzioni.
Indicatori ambientali e turismo
Il Piano non deve necessariamente produrre tutti i dati ambientali da zero in quanto molti possono già essere raccolti da altri sistemi.
- Qualità dell'aria.
- Meteo.
- Rifiuti.
- Mobilità.
- Consumi.
Il compito della Banca Dati Turistica Aperta può essere collegare queste informazioni alla dimensione turistica.
Ancora una volta: riusare
Non serve costruire un “database ambientale del turismo” separato se i dati esistono già ma è importante comprendere come metterli in relazione.
- Turismo + mobilità.
- Turismo + rifiuti.
- Turismo + clima.
- Turismo + territorio.
È questo che trasforma i dati ambientali in conoscenza turistica.
Le mappe ambientali
La dimensione geografica può essere particolarmente utile. Mappe di:
- ombra;
- verde;
- temperatura;
- trasporto;
- rumore;
- qualità dell'aria;
- aree fragili.
Possono aiutare a progettare:
- percorsi;
- eventi;
- servizi;
- interventi.
Percorsi climaticamente intelligenti
Un itinerario turistico potrebbe essere pensato anche in funzione:
- dell'ora;
- della stagione;
- dell'ombra;
- della presenza di acqua;
- del trasporto.
Non necessariamente un unico percorso valido sempre. La città può offrire esperienze adattate alle condizioni reali.
Informare sul caldo
In periodi di temperature molto elevate, l'informazione può includere:
- punti d'acqua;
- aree ombreggiate;
- spazi climatizzati accessibili;
- orari consigliati.
Questo è contemporaneamente:
- servizio;
- sicurezza;
- adattamento climatico.
Residenti e visitatori condividono lo stesso clima
Il caldo non distingue tra chi vive a Salerno e chi la visita. Gli investimenti per:
- ombra;
- verde;
- acqua;
- comfort
hanno quindi un forte valore condiviso. È uno degli esempi più evidenti di politica turistica che coincide con buona politica urbana.
Adattamento prima della promozione estiva
Se le condizioni climatiche rendono alcune ore poco confortevoli, non basta continuare a promuovere esperienze estive come se nulla fosse. La strategia può adattare:
- orari;
- eventi;
- percorsi;
- comunicazione.
La pianificazione deve imparare a lavorare con il clima reale.
Distribuire nel tempo
La destagionalizzazione può avere anche un beneficio ambientale.
Ridurre la concentrazione in pochi periodi può diminuire la pressione sui servizi ma soltanto se non produce una crescita continua senza limiti.
Distribuire non significa necessariamente aumentare il totale.
Turismo e resilienza
Una città resiliente è capace di continuare a funzionare durante:
- ondate di calore;
- piogge intense;
- interruzioni;
- emergenze.
Questa capacità è importante per i residenti ma influenza anche la sicurezza e l'affidabilità della destinazione.
Informazione durante le emergenze
Un'infrastruttura interoperabile può essere utile per comunicare rapidamente:
- chiusure;
- variazioni;
- percorsi alternativi;
- allerta.
L'informazione turistica deve poter dialogare con i sistemi di emergenza.
Non creare canali paralleli
Anche in situazioni di emergenza il principio rimane: la fonte competente produce l'informazione;
i servizi turistici la riutilizzano per cui non devono nascere comunicazioni autonome e potenzialmente contraddittorie.
Educare senza moralizzare
Il visitatore può essere coinvolto nella sostenibilità.
- Ridurre rifiuti.
- Usare acqua responsabilmente.
- Preferire il trasporto pubblico.
- Rispettare luoghi fragili.
ma la comunicazione deve evitare un tono moralistico.
La città deve prima offrire alternative realistiche.
Non chiedere comportamenti impossibili
Non possiamo chiedere di non usare l'auto se il luogo è raggiungibile praticamente solo in auto allo stesso modo in cui non possiamo chiedere di differenziare correttamente i rifiuti se i contenitori non sono comprensibili.
La responsabilità individuale deve essere sostenuta dall'organizzazione collettiva.
Una responsabilità condivisa
La sostenibilità turistica coinvolge:
- istituzioni;
- operatori;
- visitatori;
- residenti;
- trasporti;
- organizzatori di eventi.
Nessuno può risolvere il problema da solo. La governance deve quindi distribuire responsabilità chiare.
Premiare chi migliora
Il sistema può valorizzare le strutture e gli operatori che adottano pratiche verificabili.
Non necessariamente attraverso classifiche ma attraverso:
- informazione;
- riconoscimento;
- programmi;
- supporto.
L'obiettivo deve essere alzare progressivamente il livello dell'intero sistema.
Sostenibilità e competitività
- Migliore mobilità.
- Minori consumi.
- Spazi pubblici confortevoli.
- Ambiente curato.
possono rendere la città più competitiva. Sostenibilità e attrattività non sono necessariamente in conflitto e spesso coincidono.
Ma esistono anche conflitti reali
Alcune misure ambientali possono produrre costi.
- Limitazioni al traffico.
- Nuovi standard.
- Investimenti.
- Regole per eventi.
La sostenibilità non deve essere raccontata come se ogni scelta producesse soltanto vantaggi immediati.
Governare significa riconoscere anche questi costi e decidere come distribuirli.
La transizione deve essere giusta
Se una politica ambientale produce costi soprattutto sulle piccole imprese, può essere necessario prevedere:
- tempi;
- supporto;
- formazione;
- incentivi.
La sostenibilità deve essere anche economicamente e socialmente gestibile.
Ambiente e lavoro
Nuove politiche possono creare nuove competenze.
- Gestione energetica.
- Mobilità.
- Dati ambientali.
- Manutenzione del verde.
- Eventi sostenibili.
La transizione può quindi diventare anche opportunità professionale.
Non una certificazione finale
Il Piano non dovrebbe pensare alla sostenibilità come a un traguardo raggiunto una volta per tutte.
È un processo.
Le condizioni cambiano.
I dati cambiano.
Il clima cambia.
La tecnologia cambia.
La città deve continuare a misurare e correggere.
Un bilancio ambientale del turismo
Nel tempo Salerno potrebbe costruire una lettura periodica degli impatti turistici.
Non necessariamente un unico indice ma un quadro composto da:
- mobilità;
- energia;
- rifiuti;
- acqua;
- pressione territoriale;
- clima;
- qualità degli spazi.
Questo permetterebbe di discutere con maggiore concretezza.
Prima e dopo
Per ogni intervento importante dovremmo chiedere:
- qual era la situazione iniziale?
- cosa abbiamo fatto?
- cosa è cambiato?
Questo vale per:
- pedonalizzazioni;
- eventi;
- servizi;
- nuovi percorsi;
- interventi di verde.
Senza confronto non esiste valutazione.
La sostenibilità come capacità di correggere
Un progetto può produrre un impatto imprevisto. Questo non significa necessariamente che debba essere abbandonato.
Possiamo:
- modificarlo;
- ridimensionarlo;
- cambiarne gli orari;
- correggere l'organizzazione.
Il vero fallimento è continuare senza verificare.
L'ambiente come limite e come opportunità
La politica turistica deve quindi riconoscere questi due aspetti. L'ambiente pone limiti ma è anche una delle principali risorse della città.
- Mare.
- Clima.
- Paesaggio.
- Verde.
- Spazi pubblici.
Proteggerli non significa frenare il turismo ma proteggere una parte della sua stessa possibilità futura.
Non consumare ciò che rende Salerno attrattiva
Possiamo sintetizzare il principio così: il turismo non deve consumare più velocemente di quanto la città sia capace di rigenerare le risorse sulle quali si fonda.
- Spazio.
- Paesaggio.
- Servizi.
- Ambiente.
- Qualità della vita.
Questo è il significato concreto di sostenibilità.
Dal turismo “green” al turismo responsabile
Forse è più utile parlare di turismo responsabile ovvero un modello nel quale gli impatti vengono:
- conosciuti;
- misurati;
- ridotti;
- compensati quando appropriato;
- governati.
Non una destinazione perfetta ma capace di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
La domanda per Salerno
La domanda non è: Salerno è una destinazione sostenibile?
Una risposta sì/no sarebbe troppo semplice. Dobbiamo chiedere invece: in quali aspetti siamo sostenibili, dove siamo fragili e quali impatti vogliamo ridurre nei prossimi anni?
Questa domanda produce una strategia.
Il passo successivo
Una delle principali relazioni ambientali del turismo passa attraverso gli spostamenti. E' l'argomento del prossimo capitolo.