Una banca dati turistica diventa realmente comprensibile quando le informazioni che contiene cominciano a trasformarsi in servizi utili.
La mappa è probabilmente l'esempio più immediato.
Un visitatore può non sapere che cosa siano un'API, un dataset o una tassonomia. Ma comprende immediatamente il significato di una domanda molto semplice:
“Che cosa c'è qui intorno?”
La dimensione geografica permette di trasformare una serie di Punti di interesse in una rappresentazione del territorio e, soprattutto, di costruire relazioni che non devono essere inserite manualmente una per una.
GiraSalerno ha utilizzato proprio la geografia per sperimentare il passaggio dal dato al servizio.
Una coordinata non serve soltanto a mettere un punto sulla mappa
Ogni Punto di interesse geolocalizzabile può essere associato alle proprie coordinate.
Latitudine e longitudine potrebbero sembrare semplicemente informazioni tecniche necessarie a mostrare un marcatore.
In realtà rappresentano molto di più.
Una volta che il luogo possiede una posizione strutturata, possiamo utilizzarla per differenti funzioni.
Possiamo mostrarlo sulla mappa.
Possiamo confrontare la sua posizione con quella degli altri luoghi.
Possiamo individuare ciò che si trova nelle vicinanze.
Possiamo rappresentare geograficamente le tappe di un itinerario.
Possiamo mettere quelle stesse coordinate a disposizione di altri sistemi attraverso i dati aperti.
È un esempio particolarmente chiaro del principio che attraversa tutto il progetto:
il dato viene acquisito per descrivere la realtà, non per una singola funzione dell'interfaccia.
Le funzioni possono cambiare. La conoscenza rimane riutilizzabile.
Esplorare invece di conoscere già
La ricerca tradizionale parte generalmente da qualcosa che l'utente conosce.
Scrivo “Duomo di Salerno” perché so che esiste il Duomo e voglio trovarne le informazioni.
La mappa permette invece un comportamento differente: esplorare.
Posso osservare una parte della città e scoprire luoghi dei quali non conoscevo in precedenza il nome.
È una differenza particolarmente importante in ambito turistico.
Chi visita una città non possiede necessariamente una lista completa di ciò che vuole vedere. Molte scoperte nascono dalla vicinanza:
sono qui; che cosa posso trovare intorno a me?
La rappresentazione geografica trasforma quindi il database in uno strumento di scoperta.
La mappa non è un'immagine
Una cartina inserita come immagine dentro una pagina mostra una situazione stabilita nel momento in cui è stata realizzata.
La mappa di GiraSalerno viene invece alimentata dai Punti di interesse presenti nella base di conoscenza.
Questo significa che luogo, classificazione e posizione non devono essere ricostruiti appositamente per la cartografia.
La mappa utilizza informazioni già esistenti.
Anche la rappresentazione dei marcatori può derivare dalla classificazione dei luoghi. Il sistema può risalire dalla tipologia specifica alla grande categoria alla quale appartiene e utilizzare questa informazione per rappresentarla.
È però importante mantenere distinti i due livelli.
La tipologia è un dato sul luogo. Il marcatore è una scelta di rappresentazione.
Cambiare l'aspetto di un simbolo sulla mappa non significa cambiare la natura del POI.
È una distinzione apparentemente piccola che diventa importante quando vogliamo mantenere separati dati e interfaccia.
“Vicino” può essere calcolato
Uno dei servizi sperimentati da GiraSalerno nasce direttamente dalle coordinate.
Quando osserviamo un Punto di interesse, il sistema può cercare altri POI nelle sue vicinanze.
Nella configurazione utilizzata dal dimostratore vengono considerati i luoghi entro un chilometro, mostrando fino a cinque risultati, ordinati in base alla distanza.
Non abbiamo quindi bisogno di scrivere manualmente, sotto ogni luogo:
“Nelle vicinanze puoi visitare anche…”
La relazione viene ricavata dalla posizione geografica.
Se domani viene aggiunto un nuovo POI nella stessa area, esso può entrare automaticamente tra i luoghi vicini senza dover modificare manualmente tutte le pagine circostanti.
Questo è un piccolo ma significativo esempio di ciò che accade quando la conoscenza viene strutturata.
Il servizio nasce dai dati e dalle relazioni tra i dati.
La posizione dell'utente
La mappa può inoltre utilizzare, quando l'utente lo richiede e il browser lo consente, la posizione del dispositivo per facilitare l'orientamento.
Questo aspetto merita particolare attenzione perché riguarda la privacy.
Nel funzionamento verificato durante la sperimentazione, la funzione di localizzazione utilizza il meccanismo di geolocalizzazione del browser e non è stato rilevato un invio delle coordinate dell'utente a GiraSalerno da parte del controllo di localizzazione.
La visualizzazione cartografica comporta invece richieste verso i servizi esterni necessari a ottenere le tessere della mappa, che costituiscono un aspetto distinto dalla localizzazione.
La distinzione è importante.
Una funzione apparentemente semplice come “mostra dove mi trovo” non dovrebbe essere introdotta senza domandarsi che cosa accada ai dati di posizione dell'utente.
Anche la privacy fa parte della progettazione di un servizio.
Dalla vicinanza agli itinerari
Sapere dove si trovano i luoghi permette anche di costruire relazioni più articolate.
GiraSalerno ha sperimentato un primo itinerario nel centro storico:
Duomo di Salerno → Museo Diocesano San Matteo → Complesso monumentale di San Pietro a Corte.
L'itinerario mette in relazione Punti di interesse che esistono già autonomamente nel sistema.
Non crea copie dei tre luoghi.
Stabilisce invece una sequenza.
La stessa tappa potrebbe quindi appartenere, in futuro, a itinerari differenti senza che sia necessario duplicarne le informazioni.
Questo permette di passare dal concetto di luogo al concetto di esperienza costruita attraverso più luoghi.
Una sequenza non è un navigatore
Anche qui la sperimentazione ha imposto una distinzione importante.
GiraSalerno conosce l'ordine delle tappe e può mostrarle sulla mappa.
Ma questo non significa che calcoli automaticamente il percorso pedonale o stradale tra esse.
Durante la sperimentazione è stata verificata anche la plausibilità delle distanze attraverso un servizio esterno di routing, ma questa verifica non trasforma GiraSalerno in un sistema di navigazione.
Sequenza delle tappe e percorso stradale sono due informazioni differenti.
Questa distinzione suggerisce anche una possibile strategia futura.
Non è necessario che un'infrastruttura turistica faccia internamente tutto.
Può mantenere i dati dei luoghi e degli itinerari e, quando opportuno, dialogare con servizi specializzati nel calcolo dei percorsi.
L'interoperabilità serve anche a questo: evitare di ricostruire male ciò che altri sistemi sanno già fare bene.
Dal servizio generico al servizio contestuale
La posizione geografica apre inoltre una prospettiva più ampia.
Un normale elenco turistico risponde alla domanda:
“Quali luoghi esistono?”
Un sistema basato su dati strutturati può progressivamente rispondere a domande più contestuali:
“Quali luoghi si trovano vicino a questo?”
“Quali appartengono a questa categoria?”
“Quali tappe fanno parte di questo itinerario?”
E, con dati sufficienti e adeguatamente verificati, potrebbero in futuro essere poste domande ancora più specifiche.
Ma qui occorre evitare una tentazione: trasformare immediatamente ogni informazione disponibile in una funzione automatica.
Sapere che un luogo esiste non significa sapere se è utilizzabile adesso
Gli orari mostrano bene questo problema.
GiraSalerno dispone di una struttura capace di rappresentare orari documentati.
Da qui potrebbe sembrare naturale costruire immediatamente una funzione:
“Aperto adesso”.
Ma la realtà è più complessa.
Festività, eccezioni, aperture straordinarie, chiusure temporanee e variazioni non sempre possono essere rappresentate correttamente attraverso un semplice calendario settimanale.
Per questo la versione sperimentata di GiraSalerno non dichiara dinamicamente che un luogo sia aperto o chiuso in un determinato momento.
Prima viene la qualità della base informativa.
Soltanto quando il modello temporale sarà sufficientemente affidabile avrà senso costruire sopra di esso un servizio dinamico.
È un principio applicabile all'intero progetto:
non trasformare un dato incompleto in una certezza dell'interfaccia.
I servizi di un luogo
La parola “servizi” possiede anche un secondo significato.
Non indica soltanto le funzioni offerte da GiraSalerno, ma anche le dotazioni presenti presso i Punti di interesse.
Il sistema può documentare, quando le fonti lo consentono, elementi come biglietteria, Wi-Fi, servizi igienici, bar e caffetteria, ristorante, parcheggio, bike sharing, noleggio auto e altre dotazioni.
Queste informazioni possono diventare, in futuro, criteri di ricerca o strumenti per costruire esperienze più adatte alle esigenze del visitatore.
Ma la loro presenza nel sistema deve derivare da informazioni documentate.
Non possiamo dedurre che un albergo disponga di un determinato servizio semplicemente perché molti alberghi lo offrono.
Non possiamo dedurre che una stazione abbia una determinata dotazione perché normalmente le stazioni la possiedono.
La categoria del luogo non deve generare automaticamente i suoi servizi.
Servizio non significa accessibilità
Una distinzione ancora più importante riguarda l'accessibilità.
GiraSalerno mantiene separati i servizi generali dalle caratteristiche di accessibilità.
Avere un parcheggio non significa avere un parcheggio riservato.
Avere servizi igienici non significa che questi siano accessibili.
Avere un ingresso non significa che esista un percorso privo di barriere.
Questa distinzione permette di evitare uno dei rischi maggiori delle informazioni turistiche: trasformare indicazioni generiche in promesse che possono avere conseguenze concrete sull'esperienza delle persone.
Le informazioni sull'accessibilità devono essere documentate per ciò che effettivamente affermano.
E, ancora una volta:
assenza dell'informazione non significa assenza dell'accessibilità.
Collegarsi a servizi esterni
Non tutti i servizi devono essere costruiti dentro GiraSalerno.
Il sistema può anche collegare un Punto di interesse a una funzione esterna pertinente.
Nel caso della Stazione di Salerno, per esempio, è stato sperimentato il collegamento verso il servizio ufficiale che fornisce informazioni in tempo reale su arrivi e partenze.
Qui il collegamento non è una semplice fonte e non è un approfondimento.
È un servizio operativo esterno.
Mantenere questa distinzione permette di immaginare un ecosistema nel quale GiraSalerno organizza la conoscenza ma non pretende di sostituirsi ai soggetti che producono servizi specialistici.
È un modello molto diverso dal portale che cerca di incorporare qualsiasi funzione.
Un'infrastruttura può produrre servizi che non avevamo previsto
Questo è forse l'aspetto più interessante.
Quando abbiamo coordinate, classificazioni, relazioni, servizi documentati, informazioni temporali e condizioni di accesso, non dobbiamo necessariamente conoscere in anticipo tutte le applicazioni che potranno utilizzare quei dati.
Una guida potrebbe costruire un proprio percorso.
Una struttura ricettiva potrebbe mostrare i luoghi vicini.
Un progetto sull'accessibilità potrebbe utilizzare una parte delle informazioni.
Un ricercatore potrebbe analizzare la distribuzione territoriale di determinate categorie.
Un'applicazione futura potrebbe combinare dati turistici con mobilità, eventi o informazioni ambientali.
L'infrastruttura acquista valore proprio perché separa la conoscenza dal singolo servizio che oggi abbiamo deciso di costruire.
Non tutto deve stare in GiraSalerno
Da questa sperimentazione emerge quindi un principio più generale per Salerno Turismo Aperto.
Una buona infrastruttura turistica non dovrebbe aspirare necessariamente a diventare un'unica gigantesca applicazione capace di fare tutto.
Dovrebbe invece rendere disponibili dati sufficientemente affidabili e interoperabili affinché molti servizi possano nascere sopra la stessa conoscenza.
Alcuni potranno essere realizzati direttamente.
Altri potranno essere forniti da soggetti pubblici.
Altri ancora da operatori economici, associazioni, università, comunità o sviluppatori indipendenti.
Non è necessario controllare tutte le interfacce per costruire un'infrastruttura utile alla città.
Dalla mappa alla città come sistema
La mappa di GiraSalerno rappresenta quindi qualcosa di più di una funzione cartografica.
Mostra visivamente un principio che attraversa l'intero Piano.
I luoghi non sono isolati.
Sono vicini ad altri luoghi, appartengono a categorie, possono entrare in itinerari, offrire servizi, essere collegati alla mobilità e assumere significati differenti a seconda delle esigenze di chi attraversa la città.
La conoscenza turistica comincia così a rappresentare Salerno non come un catalogo di attrazioni, ma come un sistema di relazioni territoriali.
Eppure manca ancora un elemento.
Finora abbiamo descritto soprattutto un sistema che raccoglie, verifica e restituisce informazioni.
Ma una città non può essere conosciuta soltanto da chi amministra una banca dati.
Residenti, visitatori, operatori e cittadini possono vedere errori, conoscere cambiamenti e possedere informazioni che il sistema ancora non ha.
La domanda diventa allora:
come permettere loro di contribuire senza trasformare una segnalazione non verificata direttamente in dato pubblico?
È il tema del prossimo capitolo.