Il progetto Haiku ha pubblicato R1/beta6, nuova versione del sistema operativo libero nato con l'ambizioso obiettivo di raccogliere e continuare l'eredità tecnologica di BeOS. Il rilascio arriva quasi due anni dopo R1/beta5 e raccoglie una quantità considerevole di lavoro: oltre 530 segnalazioni relative a bug e miglioramenti sono state risolte durante questo ciclo di sviluppo.
Haiku rappresenta un caso particolare nel panorama del Software Libero perché non è una distribuzione GNU/Linux.
Il progetto sviluppa un proprio kernel, un proprio ambiente grafico e gran parte delle infrastrutture che costituiscono il sistema operativo, mantenendo al tempo stesso una forte compatibilità concettuale e, in determinati casi, binaria con BeOS.
Per capire la sua origine bisogna infatti tornare agli anni Novanta.
BeOS era stato progettato da Be Inc. come sistema operativo particolarmente orientato alla multimedialità e alle prestazioni del desktop. Era apprezzato per la reattività dell'interfaccia, il multitasking e un'architettura che all'epoca appariva estremamente moderna.
Il progetto commerciale non riuscì però a conquistare una quota di mercato sufficiente e nel 2001 le attività di Be furono acquisite da Palm. Nello stesso anno nacque il progetto che sarebbe poi diventato Haiku, con l'obiettivo di ricreare attraverso Software Libero un sistema compatibile con BeOS e, soprattutto, continuarne lo sviluppo.
A venticinque anni di distanza quel lavoro prosegue.
Una delle novità più importanti di Haiku R1/beta6 è l'arrivo di Mozilla Firefox e di diversi browser derivati. La disponibilità di un browser moderno rappresenta un passaggio fondamentale per qualsiasi sistema operativo desktop: gran parte delle attività quotidiane passa ormai attraverso applicazioni e servizi Web e l'assenza di un browser aggiornato può rendere difficile utilizzare concretamente un sistema, indipendentemente dalla qualità del resto dell'ambiente.
Il supporto a Firefox riguarda al momento soprattutto l'architettura x86-64, ma costituisce comunque un importante ampliamento dell'ecosistema software disponibile.
Un'altra novità significativa è l'introduzione del supporto a NVMM, il NetBSD Virtual Machine Monitor.
Grazie al porting di questa tecnologia Haiku può utilizzare l'accelerazione hardware della virtualizzazione attraverso QEMU sui sistemi x86-64 compatibili. Non siamo ancora davanti a una soluzione destinata a sostituire gli strumenti di virtualizzazione più maturi disponibili su Linux o altri sistemi, ma è un ulteriore passo verso un ambiente desktop più completo.
Molto lavoro è stato svolto anche nella gestione della memoria.
Haiku R1/beta6 introduce un nuovo allocatore largamente basato sul lavoro svolto nel progetto OpenBSD e comprende numerose ottimizzazioni che hanno permesso di ridurre il consumo di memoria e migliorare il comportamento generale del sistema.
Gli sviluppatori sono intervenuti anche sui filesystem, sull'I/O, sui driver e sul supporto hardware. È un lavoro particolarmente impegnativo per un progetto delle dimensioni di Haiku: mentre Linux può contare sul contributo diretto di migliaia di sviluppatori e numerose grandi aziende, un sistema operativo indipendente deve costruire e mantenere autonomamente una parte considerevole della propria compatibilità con l'hardware moderno.
Parallelamente continua infatti il lavoro sui driver grafici, audio, di rete e sulle periferiche, insieme agli interventi necessari per utilizzare Haiku su computer relativamente recenti.
Esiste inoltre un porting ARM64, anche se il supporto alle architetture ARM non ha ancora raggiunto il livello delle versioni x86 e x86-64.
La nuova Beta non deve comunque essere confusa con una versione definitivamente stabile.
La denominazione R1/beta6 indica chiaramente che Haiku continua a essere un sistema in sviluppo e che possono esistere problemi, incompatibilità hardware e applicazioni non ancora disponibili. Per chi vuole semplicemente sperimentarlo, una macchina virtuale o un computer secondario rappresentano quindi la soluzione più prudente.
Ma è proprio la lunga permanenza nella fase Beta a raccontare qualcosa della natura del progetto.
Haiku non è sostenuto da una grande azienda che deve rispettare una scadenza commerciale. Il suo sviluppo procede attraverso il lavoro di una comunità che sta costruendo praticamente un intero sistema operativo, dal kernel fino all'interfaccia grafica e alle applicazioni.
Ed è questo che rende Haiku particolarmente interessante nel panorama del Software Libero.
Spesso parliamo di libertà come possibilità di modificare un programma o sostituire un'applicazione proprietaria con una libera. Haiku mostra una possibilità ancora più radicale: una comunità può decidere di costruire e mantenere un intero sistema operativo indipendente, conservando idee tecnologiche che il mercato aveva sostanzialmente abbandonato.
Il fatto che il progetto continui a evolversi venticinque anni dopo la sua nascita dimostra inoltre una caratteristica fondamentale del Software Libero: la vita di una tecnologia non deve necessariamente terminare quando scompare l'azienda che l'aveva originariamente sviluppata.
BeOS appartiene ormai alla storia dell'informatica commerciale.
Le sue idee, attraverso Haiku, continuano invece a evolversi.