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disinformazione

Non abbiamo un problema con l’Intelligenza Artificiale. Abbiamo un problema con la nostra cultura digitale

Inviato da enzo de simone il
Da mesi, forse da anni, discutiamo dei pericoli dell’Intelligenza Artificiale come se improvvisamente fosse comparso davanti a noi un oggetto completamente estraneo alla storia recente della tecnologia e della società. Si moltiplicano gli allarmi, gli appelli alla regolamentazione, le richieste di nuovi divieti, le previsioni catastrofiche e le descrizioni di un futuro nel quale le macchine potrebbero sottrarci capacità, lavoro, autonomia e persino la possibilità di distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. Molti di questi problemi esistono e sarebbe irresponsabile negarli. Ma concentrando quasi tutta l’attenzione sull’Intelligenza Artificiale rischiamo di non vedere qualcosa di molto più grande e, soprattutto, di molto più antico: non abbiamo ancora imparato, come società, a usare consapevolmente gli strumenti digitali che già possediamo.

Una bambina morta di difterite: il vero fallimento non è (solo) dei No Vax

Inviato da enzo de simone il
Ci sono notizie che dovrebbero fermarci tutti per un momento, prima ancora di dividerci in schieramenti. La morte di una bambina di quattro anni a Palermo, colpita da una malattia — la difterite — che in Italia non uccideva un bambino dal 1991, è una di queste. Non è una statistica: è una vita che si poteva salvare, in un paese che dispone da decenni degli strumenti per farlo.

Puntata 1.4 – Disinformazione e manipolazione politica

Inviato da tuxsa il
Nelle puntate precedenti abbiamo visto come gli algoritmi ci chiudano in bolle e amplifichino la polarizzazione. Ora esploriamo il passo successivo: come queste dinamiche vengono sfruttate per manipolare l'opinione pubblica, influenzare elezioni, diffondere teorie del complotto e minare la fiducia nelle istituzioni democratiche

Puntata 1.3 – Bolle e polarizzazione: come gli algoritmi ci dividono

Inviato da tuxsa il
Gli algoritmi che decidono cosa vedere nel nostro feed non sono neutrali. Sono progettati per massimizzare il tempo di permanenza, e il modo più efficace per farlo è mostrarci contenuti che confermano le nostre convinzioni – e che ci fanno arrabbiare, indignare, temere. La rabbia e la paura trattengono l’attenzione più della gioia o della serenità. Lo dimostrano i dati: i contenuti negativi generano in media il doppio delle interazioni di quelli positivi

Puntata 1.1 – Il modello di business: l’attenzione come merce

Inviato da tuxsa il
«Se il prodotto è gratuito, il prodotto sei tu.» Questo mantra, ormai logoro ma non per questo meno vero, è la chiave di volta per comprendere l’intero ecosistema dei social media. Perché Twitter, Instagram, TikTok, Facebook e YouTube non sono – non sono mai stati – semplici strumenti di comunicazione. Sono macchine da pubblicità travestite da piazze virtuali.

IA: Riepilogo e proposte di correttivi sistemici

Inviato da tuxsa il
Siamo giunti all'ultima puntata di questo dossier. Dopo aver esplorato uno per uno i rischi della concentrazione dell'IA – dalla manipolazione politica alla sicurezza informatica, dalla disuguaglianza sociale all'omologazione culturale – è il momento di tirare le fila e proporre una serie di correttivi concreti e trasversali.

Guerra mediatica e difesa civica nell’era delle operazioni di informazione

Inviato da tuxsa il
Guerra Iran–USA: non è solo battaglia militare, è un'offensiva informativa studiata per confondere, manipolare e usare le vittime come strumenti narrativi. Distinguere verità e menzogna è ormai un atto di difesa civica: senza strumenti di verifica, educazione mediatica e pratiche editoriali rigorose, la popolazione diventa bersaglio e complice involontario di operazioni psicologiche