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DevedeNG 4.22.0: il Software Libero continua a dare vita al DVD

Inviato da tuxsa il
DVD

In un'epoca dominata dallo streaming, dai servizi cloud e dai contenuti distribuiti attraverso Internet, parlare della creazione di DVD Video potrebbe sembrare anacronistico. Eppure DevedeNG continua a essere sviluppato e raggiunge la versione 4.22.0, confermando che nel mondo del Software Libero una tecnologia non deve necessariamente scomparire soltanto perché non è più al centro degli interessi commerciali.

DevedeNG è un programma dedicato alla creazione di DVD Video e Video CD, compresi VCD, sVCD e CVD, partendo da normali file video. Il risultato può essere utilizzato per realizzare supporti compatibili con i tradizionali lettori domestici, permettendo quindi di trasformare una raccolta di filmati digitali in un vero DVD dotato della struttura prevista dallo standard.

Il programma è l'evoluzione dello storico DeVeDe ed è sviluppato da Rastersoft. Uno dei suoi punti di forza rimane la relativa semplicità dell'architettura: DevedeNG utilizza diversi strumenti già consolidati nell'ecosistema libero per svolgere le operazioni di conversione, authoring e generazione delle immagini disco, evitando di reinventare componenti che esistono già e concentrandosi sull'offrire all'utente un'interfaccia con cui governare l'intero processo.

Dietro l'applicazione troviamo infatti strumenti come MPlayer, MEncoder, FFmpeg, DVDAuthor, VCDImager e MKisofs, insieme alle librerie necessarie per l'interfaccia e il funzionamento del programma. È un approccio tipicamente Unix e, più in generale, molto comune nel Software Libero: diversi programmi specializzati vengono combinati per costruire uno strumento più semplice da utilizzare.

DevedeNG permette di partire da più file video nei formati supportati dagli strumenti sottostanti, organizzarli e convertirli nel formato necessario alla creazione del supporto finale. L'utente può così realizzare DVD destinati alla riproduzione su normali lettori senza dover conoscere nel dettaglio i diversi comandi necessari per transcodifica, authoring e generazione dell'immagine da masterizzare.

Naturalmente il contesto nel quale viene utilizzato un programma di questo tipo è profondamente cambiato. Per molti utenti il DVD è stato sostituito prima dalle memorie USB e dai NAS e successivamente dalle piattaforme di streaming. Anche numerosi computer moderni vengono ormai venduti senza alcuna unità ottica.

Ma questo non significa che milioni di lettori DVD, masterizzatori e supporti fisici abbiano improvvisamente smesso di funzionare. Esistono archivi personali, registrazioni familiari, produzioni indipendenti, documentari, materiali didattici e vecchi apparecchi nei quali il DVD continua a rappresentare un mezzo perfettamente utilizzabile.

Ed è proprio qui che un progetto come DevedeNG assume un significato che va oltre la sua funzione immediata.

Il mercato tecnologico tende inevitabilmente a concentrare investimenti e sviluppo sui prodotti più recenti e redditizi. Quando una tecnologia viene considerata superata, gli strumenti commerciali che permettono di utilizzarla possono essere abbandonati, ritirati dal mercato o resi incompatibili con i sistemi operativi più recenti. Nel Software Libero questo rapporto con l'obsolescenza può essere molto diverso.

Finché esiste una comunità interessata a mantenere un programma, il codice rimane disponibile, può essere adattato alle nuove distribuzioni e può continuare a permettere l'utilizzo di tecnologie che altrimenti rischierebbero di diventare inutilizzabili.

La pubblicazione di DevedeNG 4.22.0 è quindi una piccola notizia che racconta qualcosa di molto più grande. Conservare software capace di utilizzare tecnologie mature significa anche prolungare la vita dell'hardware, evitare sostituzioni non necessarie e mantenere accessibili strumenti che possono ancora rispondere perfettamente alle esigenze di alcune persone.

Non tutto ciò che è tecnologicamente vecchio è necessariamente inutile.

E forse una delle caratteristiche meno celebrate del Software Libero è proprio questa: la possibilità di decidere collettivamente quando una tecnologia ha davvero terminato la propria vita, invece di lasciare che sia esclusivamente il mercato a deciderlo per noi.