Di fronte all'insistenza con cui la Casa Bianca di Donald Trump è tornata a reclamare la Groenlandia nel biennio 2025-2026, molti osservatori hanno rispolverato un termine che sembrava sepolto nei libri di storia: Lebensraum. Sebbene il paragone tra l'attuale amministrazione USA e il Terzo Reich sia storicamente azzardato, l'ossessione per lo "spazio vitale" rivela una verità profonda sul nuovo secolo: la terra e le sue risorse sono tornate a contare più dei trattati.
La dottrina dello spazio necessario
Per Adolf Hitler, lo spazio vitale era un’ossessione biologica. Nel suo schema, la Germania era un organismo che necessitava di terra a Est per non soffocare. Non era solo economia; era una visione del mondo dove la sopravvivenza di un popolo dipendeva fisicamente dall'estensione dei suoi confini e dallo sterminio di chi li occupava.
Oggi, l'approccio di Trump alla Groenlandia si muove su una logica diversa — quella del "Real Estate Geopolitico" — ma condivide con il passato la medesima premessa: una grande potenza non può essere confinata entro limiti geografici ereditati dalla storia se questi ne limitano la crescita.
Terre rare e Scudi spaziali: La Groenlandia come asset
Perché proprio ora? La risposta è in tre fattori che rendono l'isola la "nuova frontiera" americana:
Indipendenza Tecnologica: Senza il controllo delle terre rare groenlandesi, l'industria bellica e l'intelligenza artificiale americana rimangono ostaggio delle catene di approvvigionamento cinesi.
Il Progetto Golden Dome: Per Trump, la Groenlandia è il pilastro nord del suo nuovo scudo missilistico. Senza basi fisse sull'isola, la difesa continentale degli Stati Uniti ha un "buco" che la Russia potrebbe sfruttare.
Rotte Artiche: Con lo scioglimento dei ghiacci, l'isola diventa il casello autostradale delle nuove rotte commerciali mondiali.
Un imperialismo transazionale
A differenza del Lebensraum hitleriano, che cercava la "purezza", quello di Trump è un imperialismo di transazione. Non si muove con i carri armati (per ora), ma con la pressione economica, i dazi alla Danimarca e la minaccia di abbandonare la protezione NATO. È un mondo in cui la sovranità non è più un diritto inalienabile, ma un asset che ha un prezzo. Se un territorio è strategico e tu non sei in grado di difenderlo o sfruttarlo, la logica di "America First" suggerisce che debba appartenere a chi ne ha la forza.
Il ritorno del concetto di "spazio vitale" segna il tramonto definitivo dell'ordine liberale nato nel 1945. Stiamo entrando in un’era in cui le mappe tornano a essere ridisegnate dalla necessità delle superpotenze. Che si chiami Lebensraum o "sicurezza strategica dell'Artico", il messaggio è lo stesso: la geografia è tornata a essere il destino delle nazioni.