Dopo mesi di attesa, il progetto Audacity ha rilasciato la Beta 4 della versione 4.0, il 28 agosto 2026, saltando a piè pari la Beta 3 (di cui, dicono gli stessi sviluppatori, "non si hanno notizie"). Si tratta dell'aggiornamento più significativo nella storia recente di uno dei software di editing audio open source più usati al mondo, e merita un approfondimento per chi, come noi in TUXSA, lavora quotidianamente con strumenti liberi per la produzione di contenuti audio.
Cosa cambia davvero
La Beta 4 segna il passaggio definitivo da wxWidgets a Qt6, portando con sé una revisione profonda dell'interfaccia e un miglioramento delle prestazioni. È importante chiarire un punto tecnico: non si tratta di una riscrittura completa del software. Il motore audio che gestisce l'importazione dei file, l'archiviazione dei progetti e gli effetti integrati resta basato sul codice storico, collegato alla nuova interfaccia tramite un modulo chiamato au3wrap. In pratica: nuovo volto, stesso cuore — ma un cuore ripulito e ottimizzato. OMG! Ubuntu
Le novità principali della Beta 4
- Supporto ASIO su Windows, finalmente disponibile, insieme alla compatibilità con FFmpeg 9 per una gamma più ampia di codec.
- Il ritorno dell'effetto Bass and Treble e la possibilità di importare i vecchi file .aup creati da Audacity 2.x. UbuntuHandbook
- Editing delle clip migliorato, con una correzione molto richiesta dalla community: il cursore di riproduzione non salta più all'inizio della clip quando si clicca su di essa. GitHub
- Un nuovo pannello per le preferenze di esportazione, con opzione per un sample rate personalizzato e il ritaglio degli spazi vuoti in fase di export. GitHub
- I plugin che causano crash vengono ora individuati e segnalati come "non funzionanti", invece di mandare in crash l'applicazione a ogni avvio. GitHub
- Installer più leggeri e disponibilità di build ARM64 sia per Windows che per Linux. GitHub
- Accessibilità migliorata, con un supporto più solido per gli screen reader (gli sviluppatori stessi ammettono che il lavoro non è ancora completo). GitHub
Una nota per chi lavora con Linux e software libero
Da segnalare, per chi come noi predilige distribuzioni GNU/Linux: il pacchetto AppImage ufficiale supporta ora anche l'architettura arm64, utile per dispositivi come Raspberry Pi o i nuovi laptop con SnapDragon X, mentre le distribuzioni Linux e Flatpak mantenuto dalla community offrono già da tempo questo supporto. Inoltre, è stata migliorata la gestione delle dipendenze, e ora Audacity 4 può essere compilato anche in un ambiente offline — un dettaglio non da poco per chi ha a cuore l'autonomia digitale e la possibilità di costruire il software partendo dal codice sorgente, senza dipendere da servizi esterni. UbuntuHandbookGitHub
Attenzione: è ancora una beta
Vale la pena ribadirlo con chiarezza: alcune funzionalità della versione 3.x non sono ancora presenti nella 4.0 — le tracce tempo, i plugin LADSPA e gli analizzatori Vamp sono assenti, e al momento non è chiaro se torneranno prima della release stabile. Chi ha bisogno di queste funzioni può restare sulla serie 3.x, che continua a essere mantenuta stabilmente. Gli stessi sviluppatori raccomandano prudenza: da non usare per progetti di lavoro importanti, e sempre con un backup a portata di mano. OMG! UbuntuOMG! Ubuntu
Perché ne parliamo
Per un collettivo come il nostro, che promuove il software libero come strumento di autonomia culturale e tecnica, l'evoluzione di Audacity è un caso interessante da seguire: mostra come un progetto storico nato nel 1999 possa reinventarsi senza abbandonare i propri principi (licenza GPL, sviluppo aperto, comunità attiva) restando al passo con le aspettative di interfaccia degli utenti di oggi.