Il 16 gennaio 1969 Jan Palach, studente di filosofia all'Università Carolina di Praga, si cosparse di benzina e si diede fuoco nei pressi del Museo nazionale, in piazza San Venceslao. Il suo gesto avvenne alcuni mesi dopo l'invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia, nell'agosto 1968, che aveva posto fine al tentativo di riforma noto come Primavera di Praga.
Palach intendeva scuotere una società che, sotto la pressione dell'occupazione e della censura, rischiava di rassegnarsi alla normalizzazione imposta dal regime. Le sue lettere chiedevano l'abolizione della censura e la fine della diffusione di una pubblicazione collaborazionista. Morì in ospedale il 19 gennaio 1969. La sua protesta divenne un simbolo della resistenza civile e della lotta per la libertà.