Il 30 gennaio 1948 Mahatma Gandhi venne assassinato nel giardino della Birla House, a Nuova Delhi, mentre si recava a un incontro di preghiera. L'attentatore, Nathuram Godse, apparteneva all'ambiente del nazionalismo indù radicale ed era ostile agli sforzi di Gandhi per contenere la violenza interreligiosa e favorire la convivenza tra induisti e musulmani dopo la partizione del subcontinente.
Gandhi era stato una figura centrale nella lotta per l'indipendenza dell'India, sostenendo la disobbedienza civile, la nonviolenza e la mobilitazione di massa contro il dominio coloniale britannico. Il suo assassinio, pochi mesi dopo l'indipendenza e la divisione dell'India e del Pakistan, divenne un evento di portata mondiale e lasciò aperte profonde questioni sul rapporto tra nazionalismo, pluralismo e convivenza.