Il 17 gennaio 1945 reparti della Prima Armata dell'Esercito polacco, insieme alle forze sovietiche, entrarono nella parte occidentale di Varsavia, ormai ridotta in gran parte a un cumulo di rovine. L'avanzata era iniziata nell'ambito della grande offensiva sovietica partita il 12 gennaio e aveva costretto le forze tedesche a ritirarsi dalla città.
La conquista militare non trovò una capitale intatta da liberare: dopo la rivolta del 1944, repressa dai tedeschi, Varsavia era stata sistematicamente devastata. Per questo la storiografia polacca ha discusso criticamente il termine «liberazione», utilizzato dalla propaganda del dopoguerra, ricordando sia la fine dell'occupazione nazista sia il successivo assoggettamento del Paese all'influenza sovietica.