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Dal Piano alla sperimentazione

Inviato da tuxsa il

Fino a questo punto Salerno Turismo Aperto ha cercato soprattutto di porre domande, raccogliere conoscenza e costruire un metodo.

Abbiamo analizzato quali informazioni sul turismo esistono, chi le produce, quali sono accessibili e quali invece risultano difficili da trovare, riutilizzare o collegare. Abbiamo allargato lo sguardo oltre il semplice conteggio degli arrivi e delle presenze, considerando il rapporto del turismo con residenti, lavoratori, imprese, cultura, ambiente, mobilità, accessibilità e territorio. Infine abbiamo trasformato questa analisi in un Piano, definendo una visione, degli obiettivi, possibili scenari, azioni, indicatori, responsabilità, priorità, strumenti di monitoraggio e modalità di revisione.

Potremmo fermarci qui. Avremmo un documento che propone un modello possibile e indica una direzione.

Ma uno dei principi che attraversano questo lavoro suggerisce di compiere un passo ulteriore: provare a verificare concretamente almeno una parte di ciò che abbiamo proposto.

Da questa scelta nasce la sperimentazione.

Dalla proposta alla prova

Un Piano può affermare che i dati dovrebbero essere aperti, strutturati e interoperabili, ma soltanto provando a raccogliere dati reali possiamo capire quanto siano effettivamente disponibili, aggiornati e riutilizzabili.

Possiamo sostenere che un'informazione dovrebbe essere aggiornata alla fonte e utilizzata in molti servizi diversi, ma soltanto costruendo il meccanismo possiamo verificare quali difficoltà organizzative e tecniche comporti.

Possiamo proporre identificativi stabili, metadati, mappe, API, procedure di correzione e strumenti di partecipazione, ma è nel momento in cui proviamo a farli funzionare insieme che emergono i problemi che una descrizione teorica difficilmente riesce a prevedere.

La sperimentazione serve quindi prima di tutto a questo: mettere alla prova le nostre stesse proposte.

Non per dimostrare che avevamo ragione, ma per scoprire dove dobbiamo correggerle.

Un dimostratore, non il portale turistico di Salerno

Lo strumento attraverso il quale intendiamo effettuare questa verifica è GiraSalerno.it.

È importante chiarirne subito la natura.

GiraSalerno non vuole essere presentato come il nuovo portale turistico della città, né intende sostituire siti istituzionali, servizi pubblici, sistemi regionali, piattaforme commerciali o strumenti già utilizzati dagli operatori.

Non avrebbe senso aggiungere semplicemente un altro sito alla frammentazione che abbiamo descritto nelle pagine precedenti.

GiraSalerno nasce invece come dimostratore.

Il suo compito è verificare se sia possibile raccogliere informazioni provenienti da fonti differenti, organizzarle attraverso un modello comune, conservarne la provenienza, renderle riutilizzabili e utilizzare lo stesso dato per produrre servizi diversi.

La differenza è sostanziale.

Un portale tende a chiedersi:

quali contenuti dobbiamo pubblicare?

Il dimostratore che vogliamo costruire parte da una domanda diversa:

come devono essere organizzati i dati perché possano essere utilizzati da molti servizi senza dover essere continuamente copiati e ricostruiti?

Partire da pochi dati reali

Non abbiamo interesse a riempire rapidamente GiraSalerno con centinaia o migliaia di schede.

La quantità, in questa fase, dimostrerebbe molto poco.

Preferiamo partire da un insieme limitato di informazioni reali e seguirne l'intero percorso: individuare la fonte, comprendere il formato originale, verificare le condizioni di utilizzo, strutturare il dato, documentarne la provenienza, pubblicarlo e infine utilizzarlo per costruire uno o più servizi.

In termini molto semplici, il percorso sarà:

fonte → dato originale → normalizzazione → dato strutturato → provenienza e metadati → riuso → servizio.

Se questo processo funziona per pochi dati ben scelti, potrà essere esteso.

Se non funziona, sarà meglio scoprirlo su una sperimentazione limitata piuttosto che dopo aver costruito una grande infrastruttura.

Non ricopiare ciò che esiste già

Uno dei primi problemi che la sperimentazione dovrà affrontare riguarda le fonti.

Molte informazioni utili a un visitatore sono già pubblicate da qualcuno: amministrazioni, enti culturali, sistemi regionali, operatori del trasporto, musei, organizzatori di eventi e altri soggetti.

Il metodo tradizionale consiste spesso nel prendere quelle informazioni e copiarle all'interno di un nuovo sito.

Da quel momento esistono due versioni dello stesso contenuto.

Quando la fonte cambia, la copia può rimanere indietro.

Moltiplicando questo processo per decine di siti e migliaia di informazioni si comprende una parte importante della frammentazione digitale.

GiraSalerno proverà quindi, quando tecnicamente e giuridicamente possibile, a seguire un principio differente:

aggiornare alla fonte, riutilizzare ovunque.

Non sempre sarà possibile applicarlo immediatamente. Alcune fonti non saranno strutturate, altre non offriranno strumenti automatici di accesso e altre ancora richiederanno procedure differenti.

Anche questi limiti faranno parte della sperimentazione.

Conservare sempre la provenienza

Un'informazione non dovrebbe comparire su GiraSalerno come se fosse nata sul sito.

Dovremmo poter sapere da dove arriva.

La provenienza diventa quindi parte del dato.

Quando possibile, ogni informazione dovrà essere accompagnata almeno dalla fonte, dalla data dell'ultimo aggiornamento conosciuto e dalle condizioni che ne permettono il riutilizzo.

Questo consentirà anche di distinguere chiaramente tra dati provenienti da fonti istituzionali, informazioni prodotte direttamente dal progetto, dati elaborati e segnalazioni ancora da verificare.

Non tutte le informazioni possiedono lo stesso grado di affidabilità e il sistema non dovrebbe fingere il contrario.

Il dato prima della pagina

La costruzione del dimostratore seguirà un altro principio importante.

Prima di progettare come apparirà una pagina dovremo stabilire quali dati contiene.

Prendiamo un luogo culturale.

Potremmo immediatamente costruire una bella pagina con fotografie, descrizione e mappa.

Ma prima dovremmo chiederci quali informazioni descrivono realmente quel luogo: denominazione, tipologia, posizione, coordinate geografiche, contatti, orari, accessibilità, fonte, aggiornamento e relazioni con altri elementi.

Soltanto successivamente decideremo come presentarle.

Questo approccio permette allo stesso dato di essere utilizzato in una pagina, in una mappa, in un elenco, in un'applicazione, in un dataset aperto o attraverso un'API.

La pagina è una possibile rappresentazione del dato. Non è il dato.

Un'informazione, molti servizi

È qui che il principio dell'interoperabilità può diventare concreto.

Se un luogo è descritto attraverso dati strutturati, non abbiamo bisogno di riscriverlo ogni volta che vogliamo utilizzarlo.

La stessa informazione può alimentare una scheda per il visitatore, una mappa dei luoghi culturali, un percorso accessibile, un dataset, una ricerca tematica o un servizio sviluppato da altri.

Questo è uno degli aspetti che GiraSalerno dovrà dimostrare realmente.

Non attraverso diagrammi teorici, ma mostrando lo stesso dato mentre viene utilizzato in contesti differenti.

Anche gli errori fanno parte della dimostrazione

Costruire qualcosa di reale significa inevitabilmente incontrare problemi.

  • Una fonte che sembrava facilmente utilizzabile potrebbe rivelarsi incompleta.
  • Un modello dei dati potrebbe risultare troppo complesso.
  • Una classificazione potrebbe non funzionare.
  • Un'automazione potrebbe produrre errori.
  • Un'informazione potrebbe essere più difficile da aggiornare di quanto avevamo previsto.

Non considereremo questi casi deviazioni dal progetto. Sono parte del progetto.

La sperimentazione deve poter modificare le ipotesi iniziali.

  • Se una soluzione non funziona, la cambieremo.
  • Se un campo risulta inutile, potremo eliminarlo.
  • Se una struttura risulta insufficiente, potremo estenderla.

La capacità di correggere il dimostratore sarà essa stessa una verifica del metodo proposto nel Piano.

Costruire in modo incrementale

GiraSalerno non nascerà quindi completo. Procederemo per componenti relativamente piccoli, ciascuno dei quali dovrebbe avere un'utilità propria.

  • Un primo tipo di dato.
  • Una prima fonte.
  • Una prima mappa.
  • Una prima forma di esportazione.
  • Una prima API.
  • Una prima procedura di segnalazione.

Ogni passaggio dovrà poter essere verificato prima di procedere al successivo.

È lo stesso principio che abbiamo adottato per il Piano:

orizzonte ambizioso, attuazione progressiva, risultati verificabili.

Tecnologia aperta

La sperimentazione utilizzerà Software Libero.

GiraSalerno viene costruito utilizzando Drupal 11, un sistema di gestione dei contenuti libero e open source che offre gli strumenti necessari per modellare contenuti strutturati, creare relazioni, organizzare tassonomie e rendere disponibili le informazioni attraverso interfacce differenti.

Ma Drupal non è il progetto. È lo strumento utilizzato oggi per sperimentare il modello. Questa distinzione è essenziale.

Se il sistema viene progettato correttamente, in futuro dovrebbe essere possibile utilizzare tecnologie differenti senza perdere il patrimonio fondamentale costituito da dati, modelli, documentazione e conoscenza.

Il principio resta quello già definito:

il software può cambiare; il dato deve poter rimanere.

Evitare la dipendenza dalla piattaforma

Per questa ragione cercheremo, dove possibile, di utilizzare standard aperti, formati documentati e strumenti che permettano l'esportazione e il riuso dei dati.

Una sperimentazione sull'autonomia digitale sarebbe poco credibile se producesse una nuova dipendenza tecnologica.

L'obiettivo non è dimostrare che Drupal sia l'unico strumento possibile.

È dimostrare che un sistema turistico locale può essere costruito in modo da non dipendere completamente dallo strumento che utilizza.

Il codice come parte della conoscenza

Quando svilupperemo componenti specifici, configurazioni o procedure riutilizzabili, valuteremo anche come documentarli e, quando possibile, renderli disponibili.

Il codice può infatti diventare parte della conoscenza prodotta dal progetto.

Se una soluzione sviluppata per Salerno può essere studiata, modificata o utilizzata da un altro territorio, il valore pubblico della sperimentazione aumenta.

Non significa che ogni componente sarà automaticamente generalizzabile.

Significa evitare di considerare il lavoro tecnico come una scatola nera.

Proteggere i dati personali

Apertura non significa pubblicare tutto. GiraSalerno dovrà applicare fin dall'inizio un principio di minimizzazione.

Per la maggior parte delle funzioni che intendiamo sperimentare non abbiamo bisogno di conoscere l'identità delle persone.

Possiamo descrivere:

  • luoghi;
  • servizi;
  • eventi;
  • mobilità;
  • accessibilità

senza costruire profili individuali.

Quando sarà necessario raccogliere informazioni attraverso questionari o segnalazioni, dovremo chiederci quale sia il minimo dato personale realmente necessario.

Una città capace di conoscere i fenomeni non deve necessariamente conoscere ogni individuo che li produce.

Il visitatore non è l'unico utente

Anche nella sperimentazione dobbiamo evitare di costruire un sistema pensando esclusivamente al turista.

Lo stesso patrimonio informativo può essere utile a:

  • residenti;
  • operatori;
  • lavoratori;
  • associazioni;
  • ricercatori;
  • amministrazioni;
  • sviluppatori.

Una mappa dell'accessibilità può servire a un visitatore e a un residente.

Un dataset degli eventi può alimentare un portale turistico, un calendario culturale o un servizio di quartiere.

Un'informazione sulla mobilità può essere utile a chi arriva per la prima volta e a chi ogni giorno va al lavoro.

Questa pluralità di utilizzi è una delle cose che il dimostratore dovrà verificare.

Non costruire tutto ciò che è tecnicamente possibile

Drupal e gli altri strumenti che utilizzeremo permettono di costruire moltissime funzionalità.

Non significa che dobbiamo utilizzarle tutte.

Ogni componente dovrà rispondere a una domanda:

quale problema risolve?

Se non troviamo una risposta convincente, probabilmente non abbiamo bisogno di quella funzione.

Il dimostratore deve restare sufficientemente semplice da poter essere compreso, mantenuto e modificato.

La complessità tecnica non è una misura della qualità del progetto.

Documentare mentre costruiamo

La sperimentazione produrrà anche una documentazione tecnica.

Non soltanto la configurazione finale, ma le ragioni delle principali scelte, le fonti utilizzate, i problemi incontrati e le soluzioni adottate.

Questo è particolarmente importante perché uno degli obiettivi di Salerno Turismo Aperto è costruire memoria.

Se tra alcuni anni qualcuno dovesse riprendere il progetto, non dovrebbe essere costretto a ricostruire da zero il motivo per cui un dato è stato organizzato in un determinato modo.

La documentazione è parte dell'infrastruttura.

Dal laboratorio alla città

GiraSalerno non deve dimostrare che una piccola sperimentazione civica possa sostituire un sistema pubblico complesso.

Sarebbe una conclusione sbagliata.

Deve dimostrare qualcosa di più limitato e, proprio per questo, più utile: che alcuni dei principi descritti nel Piano possono essere tradotti in procedure e strumenti funzionanti.

Se riusciamo a mostrare che:

  • una fonte può essere documentata;
  • un dato può essere strutturato;
  • la provenienza può essere conservata;
  • un'informazione può alimentare servizi differenti;
  • un errore può essere segnalato e corretto;
  • un dataset può essere riutilizzato;

allora avremo trasformato una parte della proposta in una prova osservabile.

Dimostrare significa anche mostrare i limiti

Alla fine della sperimentazione dovremo poter dire non soltanto ciò che siamo riusciti a fare.

Dovremo indicare anche ciò che non siamo riusciti a fare e perché.

  • Dati non disponibili.
  • Fonti non interoperabili.
  • Informazioni difficili da aggiornare.
  • Competenze mancanti.
  • Limiti organizzativi.
  • Problemi tecnici.

Questi risultati possono essere importanti quanto le funzionalità realizzate, perché mostrano concretamente dove si trovano gli ostacoli alla costruzione di un ecosistema turistico aperto.

Un laboratorio aperto

La Parte VI sarà quindi diversa dalle precedenti.

Non descriverà soltanto un modello.

Seguirà progressivamente la sua sperimentazione.

Partiremo da un sistema reale, da fonti reali e da dati reali, cercando di costruire un piccolo ecosistema nel quale le informazioni possano essere organizzate, collegate, verificate e riutilizzate.

Non sappiamo ancora se ogni soluzione immaginata nelle pagine precedenti funzionerà esattamente come previsto.

Ed è proprio questa la ragione per cui vale la pena sperimentarla.

Perché:

dimostrare non significa costruire qualcosa che confermi necessariamente la teoria. Significa costruire qualcosa che permetta alla realtà di verificarla.

Il prossimo passo sarà quindi conoscere da vicino lo strumento attraverso il quale questa sperimentazione prenderà forma: GiraSalerno.it Non come nuovo contenitore di informazioni turistiche, ma come primo laboratorio concreto di Salerno Turismo Aperto.