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Gli obiettivi strategici

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La visione indica una direzione, gli obiettivi strategici devono renderla operativa. Non sono ancora azioni e non dicono:

  • quale software installare;
  • quale evento organizzare;
  • quale infrastruttura realizzare;
  • quale campagna avviare.

Dicono invece: quale cambiamento vogliamo ottenere.

È una distinzione fondamentale.


Obiettivo e azione non sono la stessa cosa

Un obiettivo potrebbe essere: migliorare l'accessibilità delle informazioni turistiche.

Un'azione potrebbe essere: realizzare una banca dati strutturata delle condizioni di accessibilità.

L'azione è uno strumento mentre l'obiettivo è il risultato che vogliamo raggiungere.


Non partire dagli strumenti

Quando si confondono obiettivi e azioni, il Piano rischia di diventare un elenco di progetti.

  • Portale.
  • App.
  • Evento.
  • Campagna.
  • Osservatorio.

sono strumenti possibili ma la domanda viene prima: quale problema devono risolvere?


Gli obiettivi devono poter sopravvivere agli strumenti

  • Una tecnologia può diventare obsoleta.
  • Un progetto può essere sostituito.
  • Un servizio può evolvere.

L'obiettivo deve restare valido anche quando cambia il modo per raggiungerlo.


Pochi obiettivi, riconoscibili

Una strategia efficace non ha bisogno di decine di obiettivi principali.

Se tutto è strategico, nulla lo è realmente.

Per Salerno Turismo Aperto possiamo individuare un nucleo di obiettivi capaci di raccogliere il lavoro sviluppato nelle parti precedenti.


Obiettivo strategico 1

Costruire una conoscenza permanente del turismo

Salerno deve passare da una conoscenza frammentata e occasionale a un sistema stabile. Questo significa poter conoscere progressivamente:

  • flussi;
  • comportamenti;
  • stagionalità;
  • mobilità;
  • spesa;
  • esperienza;
  • effetti sulla città.

Non soltanto raccogliere più dati

L'obiettivo non è accumulare informazioni ma costruire conoscenza utilizzabile. Un dato ha valore quando può contribuire a:

  • comprendere;
  • decidere;
  • valutare.

Una memoria turistica della città

  • Studi.
  • Dataset.
  • Questionari.
  • Indicatori.
  • Valutazioni.

devono essere conservati. La città deve poter confrontare periodi differenti e imparare dalla propria storia.


Primo risultato atteso

Salerno dovrebbe arrivare ad avere una base conoscitiva:

  • documentata;
  • aggiornabile;
  • verificabile;
  • riutilizzabile.

Obiettivo strategico 2

Rendere i dati accessibili, aperti e interoperabili

La conoscenza prodotta non deve restare chiusa in documenti difficili da riutilizzare. Quando possibile, i dati devono essere:

  • strutturati;
  • documentati;
  • aperti;
  • collegabili.

Open Data come infrastruttura

L'obiettivo non è pubblicare più file ma rendere possibile il riuso da parte di:

  • cittadini;
  • ricercatori;
  • imprese;
  • associazioni;
  • sviluppatori;
  • istituzioni.

Interoperabilità

I sistemi devono poter comunicare.

  • Comune.
  • Regione.
  • Mobilità.
  • Cultura.
  • Territorio.

Non serve un unico sistema centrale ma una lingua comune.


Secondo risultato atteso

Salerno dovrebbe poter passare progressivamente da informazioni duplicate e disperse a dati aggiornati alla fonte e riutilizzati da più servizi.


Obiettivo strategico 3

Rendere la partecipazione una componente ordinaria delle decisioni

La partecipazione non deve essere un momento straordinario.

Deve diventare parte del metodo.


Partecipare prima della decisione

Il principio è:

conoscenza → alternative → partecipazione → decisione.

La partecipazione deve avvenire quando esiste ancora la possibilità di cambiare la scelta.


Più soggetti, più prospettive

  • Residenti.
  • Operatori.
  • Lavoratori.
  • Associazioni.
  • Visitatori.

possono contribuire in modi differenti. Non tutti devono partecipare a tutto ma nessuna delle principali prospettive dovrebbe essere sistematicamente esclusa.


Terzo risultato atteso

Le decisioni turistiche più rilevanti dovrebbero poter mostrare:

  • quali alternative sono state considerate;
  • quali soggetti sono stati ascoltati;
  • quali osservazioni sono emerse;
  • come si è arrivati alla scelta finale.

Obiettivo strategico 4

Migliorare il rapporto tra turismo e qualità della vita

Il turismo deve contribuire alla città.

Non sostituirla.


Il residente resta

Ogni politica turistica deve considerare gli effetti su:

  • mobilità;
  • spazio pubblico;
  • servizi;
  • rumore;
  • commercio;
  • abitazione;
  • quartieri.

Non cercare semplicemente consenso

L'obiettivo non è fare in modo che tutti siano favorevoli al turismo. È ridurre gli squilibri e rendere visibili:

  • benefici;
  • costi;
  • conflitti.

Quarto risultato atteso

La crescita turistica dovrebbe essere compatibile con una qualità urbana almeno stabile e, quando possibile, migliore.


Obiettivo strategico 5

Aumentare il valore locale prodotto dal turismo

La quantità di spesa non basta.

Conta quanto valore rimane nel territorio.


Rafforzare la filiera

  • Ricettività.
  • Ristorazione.
  • Commercio.
  • Cultura.
  • Trasporto.
  • Servizi.
  • Artigianato.
  • Tecnologia.
  • Professioni.

devono poter partecipare alla produzione del valore turistico.


Ridurre la dipendenza eccessiva

  • Piattaforme.
  • Intermediari.
  • Fornitori esterni.

sono parte dell'economia ma una forte dipendenza può ridurre la capacità locale.


Quinto risultato atteso

Una quota crescente del valore generato dal turismo dovrebbe trasformarsi in:

  • reddito locale;
  • competenze;
  • imprese più solide;
  • nuove opportunità.

Obiettivo strategico 6

Migliorare la qualità del lavoro turistico

Non può esistere turismo di qualità senza lavoro di qualità.


Dalla quantità alla qualità occupazionale

Dobbiamo guardare a:

  • continuità;
  • competenze;
  • sicurezza;
  • formazione;
  • opportunità di crescita.

Conservare il capitale umano

Quando persone qualificate abbandonano il settore perché non trovano prospettive, la destinazione perde conoscenza.


Sesto risultato atteso

Il turismo dovrebbe contribuire a costruire un mercato del lavoro:

  • più qualificato;
  • più stabile;
  • più sicuro;
  • capace di trattenere competenze.

Obiettivo strategico 7

Rendere Salerno progressivamente più accessibile

L'accessibilità deve diventare parte della qualità ordinaria della città.


Conoscere le condizioni reali

Non bastano etichette generiche. Servono informazioni precise su:

  • percorsi;
  • servizi;
  • barriere;
  • supporti.

Accessibilità come diritto e qualità

  • Fisica.
  • Sensoriale.
  • Cognitiva.
  • Linguistica.
  • Digitale.
  • Informativa.

devono essere considerate insieme.


Settimo risultato atteso

Ogni persona dovrebbe poter conoscere in anticipo le condizioni reali di un luogo o servizio e scegliere con maggiore autonomia.


Obiettivo strategico 8

Ridurre l'impatto ambientale e aumentare la resilienza

Il turismo deve funzionare entro i limiti ambientali della città e del territorio.


Misurare prima di dichiarare

Sostenibilità non deve essere uno slogan. Dobbiamo poter osservare:

  • mobilità;
  • consumi;
  • rifiuti;
  • pressione;
  • comfort climatico;
  • fragilità territoriali.

Adattamento climatico

La destinazione deve prepararsi a:

  • caldo;
  • eventi estremi;
  • cambiamenti stagionali.

Ottavo risultato atteso

Il turismo dovrebbe utilizzare le risorse in modo più efficiente e contribuire a una città più resiliente.


Obiettivo strategico 9

Rafforzare la cultura come patrimonio della città

La cultura non deve essere subordinata alla promozione turistica.


Una città culturalmente viva

Il patrimonio deve essere:

conservato;

  • accessibile;
  • raccontato;
  • utilizzato.

ma deve continuare ad avere valore anche per chi vive a Salerno.


Continuità

  • Musei.
  • Teatri.
  • Biblioteche.
  • Archivi.
  • Produzione contemporanea.
  • Associazioni.

devono contribuire a un sistema culturale stabile.


Nono risultato atteso

Il turismo dovrebbe ampliare la fruizione culturale senza trasformare la cultura in semplice prodotto promozionale.


Obiettivo strategico 10

Migliorare la mobilità turistica senza peggiorare quella urbana

Visitatori e residenti condividono gran parte dello stesso sistema.


Una rete comprensibile

Il visitatore dovrebbe poter conoscere:

  • percorsi;
  • orari;
  • costi;
  • intermodalità;
  • accessibilità.

Mobilità dei lavoratori

Anche chi lavora nel turismo deve poter raggiungere i luoghi di lavoro in orari compatibili.


Decimo risultato atteso

Gli spostamenti turistici dovrebbero diventare più semplici e sostenibili senza creare nuove difficoltà per residenti e lavoratori.


Obiettivo strategico 11

Distribuire meglio turismo, benefici e pressioni

La distribuzione deve essere:

  • temporale;
  • territoriale;
  • economica.

Non distribuire persone per forza

Non ogni quartiere deve diventare turistico.

L'obiettivo è distribuire meglio i benefici e ridurre le concentrazioni eccessive.


Nel tempo

La destagionalizzazione deve ridurre i picchi senza trasformare ogni periodo in alta stagione.


Undicesimo risultato atteso

Salerno dovrebbe avere un turismo meno concentrato e più compatibile con la capacità della città.


Obiettivo strategico 12

Rafforzare il ruolo di Salerno nel sistema territoriale

La città deve essere contemporaneamente:

  • destinazione autonoma;
  • nodo aperto verso il territorio.

Non soltanto porta

La vicinanza ad altre destinazioni è un'opportunità.

Ma Salerno deve avere proprie ragioni di visita.


Cooperazione

  • Mobilità.
  • Dati.
  • Cultura.
  • Servizi.
  • Informazione.

possono essere costruiti su scala territoriale.


Dodicesimo risultato atteso

Salerno dovrebbe aumentare la propria capacità di cooperare con il territorio senza perdere identità e autonomia.


Obiettivo strategico 13

Costruire autonomia digitale e tecnologica

La conoscenza turistica non deve dipendere interamente da piattaforme o fornitori esterni.


Controllare ciò che conta

  • Dati.
  • Formati.
  • Documentazione.
  • Modello informativo.

devono restare nella disponibilità della città.


Software Libero e standard aperti

Quando appropriati, possono ridurre:

  • dipendenza;
  • costi di migrazione;
  • duplicazioni.

E aumentare:

  • riuso;
  • trasparenza;
  • collaborazione.

Tredicesimo risultato atteso

La città dovrebbe poter cambiare strumenti tecnologici senza perdere dati, conoscenza e capacità operativa.


Obiettivo strategico 14

Rendere le informazioni turistiche affidabili e riutilizzabili

L'informazione è parte dell'esperienza.


Informazioni corrette

  • Orari.
  • Luoghi.
  • Eventi.
  • Trasporti.
  • Accessibilità.
  • Servizi.

devono essere:

  • aggiornati;
  • verificabili;
  • coerenti.

Una fonte, molti utilizzi

L'obiettivo è ridurre la copia manuale delle stesse informazioni tra sistemi differenti.


Quattordicesimo risultato atteso

Il visitatore dovrebbe trovare meno informazioni contraddittorie e più dati aggiornati direttamente alla fonte.


Obiettivo strategico 15

Costruire una capacità permanente di misurazione e correzione

Il Piano deve poter imparare.


Non basta realizzare

Ogni politica deve poter essere valutata.

  • Cosa ha prodotto?
  • Quanto è costata?
  • Chi ne ha beneficiato?
  • Quali problemi sono emersi?

Correggere è parte del Piano

Un'azione può essere:

continuata;

modificata;

ridotta;

interrotta.

In base ai risultati.


Quindicesimo risultato atteso

Il monitoraggio deve diventare parte ordinaria della decisione, non una rendicontazione finale.


Gli obiettivi non sono indipendenti

Questi quindici obiettivi formano un sistema. Migliorare i dati aiuta:

  • la partecipazione;
  • la mobilità;
  • l'accessibilità;
  • la valutazione.

Migliorare il lavoro può aumentare:

  • qualità dell'esperienza;
  • competenza;
  • resilienza economica.

Migliorare la mobilità può ridurre:

  • impatto ambientale;
  • barriere;
  • pressione.

Le relazioni contano

Per questo non dobbiamo pensare agli obiettivi come a quindici settori separati.

Sono nodi di una stessa strategia.


Alcuni obiettivi sono trasversali

In particolare:

  • conoscenza;
  • partecipazione;
  • interoperabilità;
  • misurazione

attraversano quasi tutto il Piano. Non sono semplicemente quattro temi tra gli altri, sono condizioni di funzionamento.


Gli obiettivi devono poter entrare in conflitto

Una strategia reale deve riconoscerlo. Per esempio:

  • aumentare i visitatori può entrare in conflitto con la capacità ambientale;
  • estendere gli eventi può entrare in conflitto con il riposo dei residenti;
  • aumentare l'accessibilità può richiedere investimenti significativi.

Il conflitto non invalida gli obiettivi

Rende necessaria la decisione. La strategia serve proprio a trovare un equilibrio tra risultati differenti.


Non esiste una soluzione ottima in assoluto

Una decisione può migliorare una dimensione e peggiorarne un'altra.

Il compito del Piano è rendere visibile questo rapporto.


Dalle intenzioni ai risultati

Per evitare che gli obiettivi restino dichiarazioni generiche, ognuno dovrà essere collegato progressivamente a:

  • azioni;
  • indicatori;
  • responsabilità;
  • tempi.

Obiettivo → azione → indicatore

Questa relazione sarà fondamentale. Per ogni obiettivo dovremo poter chiedere:

  • cosa facciamo?
  • chi lo fa?
  • quando?
  • come sappiamo se funziona?

Non tutto contemporaneamente

Quindici obiettivi non significano quindici priorità immediate. Alcuni interventi potranno iniziare subito, altri richiederanno:

  • dati;
  • accordi;
  • risorse;
  • tempo.

La priorità verrà dopo

Prima dobbiamo capire quali possibili futuri si aprono davanti alla città.

Perché lo stesso obiettivo può essere perseguito con intensità e strumenti differenti.


Gli scenari

Possiamo immaginare, per esempio:

  • una continuità dell'attuale frammentazione;
  • un miglioramento graduale;
  • una trasformazione più profonda verso un ecosistema aperto e interoperabile.

Ogni scenario avrebbe:

  • costi;
  • benefici;
  • rischi;
  • tempi
  • differenti.

Il Piano non deve fingere che esista una sola strada

La scelta strategica è più trasparente quando rende visibili anche le alternative.

Non soltanto la soluzione preferita.


Dal cosa al quanto

Gli obiettivi dicono cosa vogliamo migliorare. Gli scenari ci aiuteranno a capire:

  • quanto cambiare;
  • con quale velocità;
  • con quale livello di ambizione.

Un primo quadro strategico

Possiamo quindi riassumere gli obiettivi di Salerno Turismo Aperto in quindici direzioni:

  1. costruire conoscenza permanente;
  2. aprire e rendere interoperabili i dati;
  3. rendere ordinaria la partecipazione;
  4. migliorare il rapporto tra turismo e qualità della vita;
  5. aumentare il valore locale;
  6. migliorare la qualità del lavoro;
  7. aumentare l'accessibilità;
  8. ridurre l'impatto ambientale e aumentare la resilienza;
  9. rafforzare la cultura;
  10. migliorare la mobilità;
  11. distribuire meglio benefici e pressioni;
  12. rafforzare la relazione con il territorio;
  13. aumentare l'autonomia digitale;
  14. migliorare l'affidabilità delle informazioni;
  15. costruire una capacità permanente di misurare e correggere.

Il criterio comune

Tutti gli obiettivi possono essere ricondotti a una domanda:

questa scelta rende Salerno più capace di conoscere, accogliere, distribuire valore, proteggere le proprie risorse e correggere le proprie decisioni?

Se la risposta è no, dovremmo chiederci perché quella scelta appartiene al Piano.


Gli obiettivi non sono ancora il Piano operativo

Abbiamo definito:

  • la direzione;
  • i cambiamenti desiderati.
  • Non abbiamo ancora scelto:
  • quanto velocemente;
  • con quali risorse;
  • con quali priorità.

Il prossimo passaggio

Prima delle azioni è utile costruire alcuni scenari. Non per prevedere il futuro ma per rendere visibili le alternative.

  • Che cosa accade se Salerno continua principalmente con l'attuale modello?
  • Che cosa cambia con una strategia graduale?
  • Che cosa richiederebbe una trasformazione più profonda?

È il tema del prossimo capitolo.