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La Svizzera sceglie openDesk: 9 milioni di franchi per la sovranità digitale e l'open source

Inviato da tuxsa il
migrazione svizzera

L'Europa muove un altro passo fondamentale verso la dipendenza zero dai giganti del software proprietario. La Cancelleria Federale Svizzera ha annunciato l'avvio di un importante progetto pilota che vedrà la migrazione dei propri sistemi informatici verso openDesk, la suite di produttività open source sviluppata e promossa in ambito governativo.

Un investimento strategico per la Pubblica Amministrazione

L'iniziativa prevede uno stanziamento complessivo di circa 9 milioni di franchi svizzeri (pari a circa 11 milioni di dollari). Il piano operativo stabilisce una prima fase di rollout che porterà la piattaforma openDesk su 3.000 postazioni di lavoro entro il 2027.

Per quale motivo questa scelta?

Le motivazioni alla base di questa decisione riflettono una sfida comune a molte amministrazioni pubbliche europee:

  • Controllo e Sovranità sui Dati: Garantire piena trasparenza, tracciabilità e tutela della privacy sui dati dei cittadini e delle istituzioni, senza dover sottostare alle logiche di cloud proprietari extra-UE.

  • Sostenibilità Economica: Il continuo e costante aumento dei costi di licenza di piattaforme come Microsoft 365 ha spinto la Svizzera a valutare e adottare alternative sostenibili e sostenute da standard aperti.

  • Interoperabilità e Indipendenza: Ridurre il fenomeno del vendor lock-in, garantendo un ecosistema software aperto e liberamente adattabile nel tempo.

Un trend europeo in forte crescita

L'adozione di openDesk da parte della Svizzera conferma come la spinta verso la sovranità digitale non sia un semplice esperimento isolato, ma una direzione politica e tecnologica concreta guidata dalla necessità di riprendere il controllo sui propri dati e sulle infrastrutture critiche.