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Rune diventa Software Libero: il nuovo IDE viene pubblicato sotto GPLv3

Inviato da tuxsa il
rune

Rune, un ambiente di sviluppo pensato soprattutto per essere utilizzato attraverso la tastiera, è diventato Software Libero: il suo codice sorgente è stato pubblicato sotto licenza GNU GPLv3.

È una notizia interessante non tanto perché al mondo mancasse un altro editor o IDE, quanto per la direzione scelta dal progetto.

Rune nasce infatti come ambiente di programmazione moderno, disponibile per Linux e macOS, costruito prevalentemente in Go e caratterizzato da un'interfaccia renderizzata attraverso la GPU. Il progetto punta soprattutto a un utilizzo rapido attraverso la tastiera, cercando di ridurre la necessità di passare continuamente tra editor, mouse, pannelli e finestre differenti.

Ma la novità più significativa non riguarda una funzione.

Riguarda la licenza.

Con la pubblicazione del codice sotto GNU General Public License versione 3, Rune può essere studiato, modificato e redistribuito secondo le condizioni di una delle licenze copyleft più importanti del movimento del Software Libero.

La distinzione merita attenzione.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla diffusione di programmi che vengono descritti come “aperti” semplicemente perché possiedono un repository pubblico o perché una parte del loro codice può essere consultata.

Avere il codice visibile, però, non significa necessariamente avere Software Libero.

La libertà dipende dalla licenza e dai diritti che questa concede agli utenti e agli sviluppatori.

La GPLv3 non si limita a permettere di leggere il codice. Consente di eseguirlo, studiarlo, modificarlo e redistribuirlo, imponendo contemporaneamente che le versioni derivate distribuite continuino a rispettare le libertà garantite dalla licenza.

È il principio del copyleft.

Chi prende un programma GPL può costruirvi sopra, modificarlo e perfino utilizzarlo commercialmente, ma non può distribuire una versione derivata trasformandola semplicemente in software proprietario.

È una differenza sostanziale rispetto alle licenze permissive e, ancora di più, rispetto ai modelli cosiddetti source available, nei quali il codice può essere leggibile ma rimangono restrizioni incompatibili con la definizione di Software Libero.

Per un ambiente di sviluppo questa caratteristica assume un significato particolare.

Gli editor e gli IDE sono gli strumenti attraverso i quali viene prodotto altro software. Controllare l'ambiente di sviluppo significa quindi controllare una parte importante della catena attraverso la quale il software viene creato.

Negli ultimi anni questa questione è diventata ancora più evidente con la crescente integrazione di servizi cloud e sistemi di intelligenza artificiale negli strumenti destinati ai programmatori.

Un editor può essere installato sul nostro computer ma dipendere progressivamente da account, servizi remoti, estensioni proprietarie o infrastrutture controllate da un unico fornitore.

La disponibilità del codice sotto GPLv3 non risolve automaticamente tutti questi problemi.

Un programma libero può comunque interagire con servizi proprietari e una piattaforma può contenere componenti con licenze differenti. Bisogna quindi valutare sempre l'intero ecosistema e non soltanto il repository principale.

Ma una licenza libera offre almeno una garanzia fondamentale: il programma può continuare a esistere indipendentemente dalle decisioni del suo sviluppatore originario.

Se un progetto viene abbandonato, la comunità può teoricamente riprenderlo.

Se una scelta tecnica non viene condivisa, qualcuno può creare una versione differente.

Se una funzione manca, uno sviluppatore può studiare il codice e provare ad aggiungerla.

È questo uno dei vantaggi più concreti del Software Libero, spesso molto più importante della semplice possibilità di scaricare gratuitamente un programma.

Rune entra inoltre in un settore nel quale la concorrenza è enorme.

GNU Emacs e Vim rappresentano due storiche interpretazioni dell'editor programmabile e controllabile principalmente attraverso tastiera; Neovim ha costruito negli ultimi anni un ecosistema particolarmente vivace; altri progetti liberi propongono approcci più vicini agli IDE grafici contemporanei.

Rune dovrà quindi dimostrare sul campo di avere qualcosa di realmente utile da aggiungere.

Essere Software Libero non garantisce infatti automaticamente qualità, successo o una comunità numerosa.

La licenza crea le condizioni affinché una comunità possa nascere; non può crearla artificialmente.

Ed è proprio questo che rende interessante osservare ciò che accadrà nei prossimi mesi.

Un progetto giovane che apre completamente il proprio codice può ricevere contributi, essere distribuito attraverso nuove piattaforme, generare estensioni e perfino essere utilizzato come base per idee che i suoi sviluppatori originali non avevano immaginato.

È la differenza tra costruire semplicemente un prodotto e mettere a disposizione anche un bene comune tecnologico.

Nel mondo dello sviluppo software questa possibilità rimane particolarmente importante.

I programmatori utilizzano ogni giorno strumenti attraverso i quali affidano codice sorgente, configurazioni, credenziali, repository e una parte considerevole del proprio lavoro intellettuale. Sapere cosa fa realmente l'ambiente che gestisce queste informazioni non dovrebbe essere considerato un dettaglio.

Rune è ancora un progetto giovane e sarebbe prematuro presentarlo come alternativa consolidata ai grandi editor esistenti.

La notizia importante, oggi, è un'altra.

Gli sviluppatori hanno scelto di permettere alla comunità non soltanto di utilizzare Rune, ma anche di studiarlo, modificarlo e costruire su di esso attraverso una licenza copyleft.

In un periodo nel quale la parola “open” viene utilizzata con crescente elasticità — dal software all'intelligenza artificiale — ricordare che esistono licenze che definiscono concretamente quali libertà possiede l'utente diventa ancora più importante.

Per questo il passaggio alla GPLv3 vale forse più di una lunga lista di nuove funzioni.

Un programma può diventare più veloce con una nuova versione. Diventando Software Libero, può invece cambiare il rapporto tra chi lo sviluppa e chi lo utilizza.