È disponibile Home Assistant 2026.9, nuova versione della piattaforma libera per la domotica che continua a sviluppare un modello di casa intelligente fondato sul controllo locale dei dispositivi, sull'interoperabilità e sulla possibilità per l'utente di mantenere sotto il proprio controllo dati e automazioni.
Il nuovo aggiornamento introduce numerose funzioni, tredici nuove integrazioni, miglioramenti alla gestione di Matter, nuove possibilità per sicurezza e accessibilità e un'importante revisione dell'integrazione con Modbus, un protocollo utilizzato da moltissime apparecchiature industriali ed energetiche.
Ed è proprio quest'ultima novità a rendere particolarmente interessante Home Assistant 2026.9.
Modbus non è certamente una delle tecnologie più appariscenti della domotica. È però presente in una quantità enorme di dispositivi: inverter fotovoltaici, pompe di calore, sistemi HVAC, contatori di energia e apparecchiature di automazione.
Fino a oggi utilizzare molti di questi dispositivi con Home Assistant poteva richiedere una configurazione relativamente complessa. Era spesso necessario conoscere i registri Modbus utilizzati dall'apparecchio e descriverli manualmente attraverso configurazioni YAML.
La nuova architettura permette invece alle integrazioni di Home Assistant di condividere una connessione Modbus e di incorporare direttamente le informazioni necessarie per comunicare con uno specifico dispositivo.
Per l'utente la differenza può essere notevole.
Invece di conoscere indirizzi, registri e dettagli del protocollo, sarà progressivamente possibile installare determinati dispositivi attraverso la normale interfaccia di Home Assistant, lasciando all'integrazione il compito di conoscere il modo nel quale quell'apparecchiatura comunica.
Non è soltanto una semplificazione tecnica.
Significa rendere più accessibile una strada particolarmente interessante per la domotica: comunicare direttamente con i dispositivi attraverso protocolli locali invece di dipendere necessariamente dai servizi Internet del produttore.
È una distinzione fondamentale.
Una parte consistente dei dispositivi definiti oggi “smart” funziona infatti attraverso un modello molto particolare. Il dispositivo si trova fisicamente nella nostra abitazione, ma per controllarlo il comando può dover uscire dalla casa, raggiungere i server dell'azienda che lo produce e successivamente ritornare attraverso Internet.
Il funzionamento dell'oggetto dipende quindi non soltanto dall'hardware acquistato, ma dall'esistenza di un account, dalla disponibilità della connessione e dalla volontà dell'azienda di continuare a mantenere il proprio servizio.
Home Assistant nasce invece intorno a un principio differente: local control and privacy first, controllo locale e privacy prima di tutto.
Questo non significa che ogni dispositivo supportato da Home Assistant funzioni completamente offline. Alcune integrazioni dipendono inevitabilmente da API e servizi esterni. La piattaforma permette però, quando l'hardware lo consente, di costruire automazioni che rimangono all'interno della propria rete.
La modernizzazione di Modbus rafforza proprio questa possibilità in un settore particolarmente importante: quello dell'energia.
Fotovoltaico, accumulo, pompe di calore, climatizzazione e misurazione dei consumi stanno trasformando progressivamente l'abitazione in un piccolo sistema energetico. Poter accedere direttamente ai dati prodotti da queste apparecchiature significa poter costruire automazioni senza affidare necessariamente l'intero funzionamento della casa all'infrastruttura cloud di diversi produttori.
Home Assistant 2026.9 introduce anche una nuova mappa della rete Matter, attraverso la quale diventa possibile visualizzare la topologia dei dispositivi e comprendere meglio come comunicano tra loro. È uno strumento utile soprattutto quando una rete domestica comincia a contenere molti dispositivi e diagnosticare un problema diventa più difficile.
Migliora anche il pannello dedicato alla sicurezza, che può mostrare gli avvisi attivi e permettere di indicare come preferiti quelli più importanti.
Particolarmente interessante è inoltre il lavoro sull'accessibilità dei grafici.
Storicamente molti grafici presenti nelle applicazioni Web vengono rappresentati in una forma difficilmente utilizzabile attraverso screen reader o tastiera. Con la nuova versione è possibile spostarsi tra i punti dei grafici utilizzando i tasti freccia e ottenere attraverso lo screen reader informazioni relative a orario e valore.
Home Assistant introduce persino una rappresentazione sonora dei dati: muovendosi lungo il grafico vengono prodotti toni differenti in funzione del valore, permettendo di percepire acusticamente l'andamento di una serie.
È un esempio interessante di accessibilità progettata non come funzione separata, ma come parte dell'interfaccia ordinaria.
Il progetto continua parallelamente a sviluppare anche i propri servizi cloud. Home Assistant Cloud sta sperimentando un nuovo motore speech-to-text per il controllo vocale, pensato in particolare per migliorare il riconoscimento di accenti, rumore ambientale e lingue diverse dall'inglese.
È importante però distinguere le due cose.
Home Assistant rimane un progetto open source orientato al controllo locale, mentre Home Assistant Cloud è un servizio opzionale gestito da Nabu Casa. Chi vuole utilizzare l'elaborazione vocale locale può continuare a costruire un'infrastruttura autonoma; chi preferisce delegare alcune operazioni più pesanti può utilizzare il servizio remoto.
Questa possibilità di scelta rappresenta uno degli aspetti più interessanti del progetto.
Il problema della casa intelligente, infatti, non è soltanto stabilire quante lampadine possiamo accendere attraverso uno smartphone.
La questione è capire chi controlla realmente l'abitazione quando gli oggetti che acquistiamo diventano computer collegati alla rete.
Se ogni serratura, termostato, telecamera, lampadina, inverter o elettrodomestico dipende da un'infrastruttura proprietaria remota, la casa può trasformarsi progressivamente in una collezione di servizi sui quali il proprietario dell'abitazione possiede un controllo limitato.
Il Software Libero propone un modello differente.
Non elimina il cloud e non pretende che ogni elaborazione debba necessariamente avvenire localmente. Offre però la possibilità di scegliere, integrare tecnologie differenti e mantenere una parte significativa dell'intelligenza della casa su hardware controllato direttamente dall'utente.
È questo che rende interessante Home Assistant 2026.9 oltre le singole novità della versione.
Una casa diventa davvero intelligente non quando dipende da più servizi Internet, ma quando chi la abita conserva la possibilità di decidere come funzionano i propri dispositivi, dove viaggiano i propri dati e quali infrastrutture utilizzare.
La domotica può essere comoda senza trasformare necessariamente l'abitazione in un terminale del cloud.