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Consiglio Comunale a Salerno: la trasparenza non può dipendere da una concessione

Inviato da tuxsa il
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Il recente diniego alla trasmissione in diretta di una seduta del Consiglio Comunale di Salerno ripropone una questione che, come Collettivo TUXSA, riteniamo debba essere affrontata andando oltre il singolo episodio e oltre le contrapposizioni politiche del momento.

Il problema non è ottenere, di volta in volta, l'autorizzazione a trasmettere una seduta. Anche quando questa autorizzazione viene concessa, resta infatti irrisolta la questione fondamentale: la conoscibilità dei lavori del Consiglio Comunale non dovrebbe dipendere da una decisione occasionale, ma essere garantita da regole certe, pubbliche e valide per tutti.

La trasparenza delle istituzioni non può essere una concessione della maggioranza di turno.

Quello che già prevedono le norme

Non partiamo da zero. L'articolo 38, comma 7, del Testo Unico degli Enti Locali stabilisce come principio generale che le sedute del Consiglio e delle Commissioni sono pubbliche, salvo i casi previsti dal regolamento.

Il TUEL non stabilisce un obbligo generalizzato di trasmissione delle sedute via Internet e sarebbe quindi scorretto sostenere che esista, in questi termini, un diritto alla diretta streaming. Esiste però un principio chiarissimo di pubblicità delle sedute.

A Salerno questo principio trova ulteriore conferma nello Statuto comunale e si accompagna a disposizioni particolarmente significative sul diritto all'informazione e sulla partecipazione dei cittadini.

L'articolo 40 dello Statuto stabilisce infatti che il Comune garantisce e promuove il diritto all'informazione, considerandolo un diritto fondamentale dell'individuo e della collettività e uno strumento essenziale per l'effettiva partecipazione democratica.

La domanda che poniamo è allora molto semplice: nell'epoca della comunicazione digitale, come può essere concretamente ampliato questo diritto?

Il problema è già scritto nel Regolamento

La verifica del Regolamento per le Adunanze consiliari del Comune di Salerno consente di individuare con precisione il punto sul quale intervenire.

L'articolo 11 disciplina infatti la pubblicità delle sedute e le riprese audiovisive, prevedendo per gli organi d'informazione accreditati dalla Presidenza la possibilità di effettuare riprese per un tempo massimo di tre minuti.

È una disciplina che appartiene evidentemente a una concezione della comunicazione istituzionale precedente all'attuale diffusione delle tecnologie digitali.

La nostra proposta, pertanto, non è chiedere una deroga per la prossima seduta!

Proponiamo di modificare l'articolo 11 del Regolamento.

La trasmissione audiovisiva integrale delle sedute pubbliche dovrebbe diventare un servizio istituzionale ordinario del Comune, disciplinato preventivamente e accompagnato dalla conservazione delle registrazioni in un archivio digitale pubblico.

In questo modo non sarebbe più necessario discutere, seduta dopo seduta, se autorizzare o meno una diretta. La regola sarebbe stabilita prima e varrebbe per tutti.

La tecnologia non è il problema

Dal punto di vista tecnologico, realizzare un simile servizio non rappresenta oggi un'impresa particolarmente complessa.

Esistono strumenti che consentono di acquisire, trasmettere e archiviare contenuti audiovisivi senza dover necessariamente ricorrere a piattaforme commerciali proprietarie.

Come Collettivo TUXSA riteniamo che anche in questo caso l'Amministrazione dovrebbe valutare prioritariamente soluzioni basate su Software Libero e Open Source, capaci di garantire autonomia tecnologica, interoperabilità, verificabilità degli strumenti utilizzati e assenza di dipendenza obbligata da uno specifico fornitore.

Owncast rappresenta, ad esempio, una delle possibili tecnologie libere per la realizzazione di un'infrastruttura autonoma di streaming. Non proponiamo l'adozione obbligatoria di uno specifico programma: proponiamo un principio, quello della priorità da riconoscere, nella valutazione tecnica, alle soluzioni libere e aperte.

La scelta concreta dovrà naturalmente essere effettuata dall'Amministrazione sulla base delle proprie esigenze tecniche, organizzative e normative.

Streaming significa informazione. Partecipazione è qualcosa di più

C'è però un punto sul quale vogliamo essere altrettanto chiari: Trasmettere il Consiglio Comunale non significa, da solo, realizzare la partecipazione democratica.

Un cittadino che segue una seduta attraverso Internet è certamente un cittadino più informato, ma continua a essere uno spettatore. La partecipazione comincia quando il cittadino dispone anche di strumenti attraverso i quali proporre, intervenire, essere ascoltato e concorrere alla formazione delle decisioni pubbliche.

Lo stesso Statuto comunale dedica specifiche disposizioni alla partecipazione dei cittadini.

Per questo il Collettivo TUXSA continuerà a porre anche il problema dell'effettività degli strumenti di partecipazione previsti dalle norme comunali.

La diretta streaming appartiene invece, prima di tutto, al terreno della trasparenza, dell'informazione e della conoscibilità dell'attività istituzionale.

Ed è già un terreno sul quale è possibile intervenire immediatamente.

I Consiglieri hanno gli strumenti per farlo

Anche su questo le norme sono chiare.

L'articolo 43 del TUEL riconosce ai Consiglieri il diritto di iniziativa sulle questioni sottoposte alla deliberazione del Consiglio e il diritto di presentare interrogazioni e mozioni.

Lo Statuto del Comune di Salerno riconosce analoghe prerogative e il Regolamento per le Adunanze consiliari disciplina espressamente la presentazione delle mozioni. In particolare, l'articolo 44 del Regolamento prevede la possibilità di presentare una mozione sottoscritta da almeno tre Consiglieri. Non chiediamo quindi genericamente alla politica di "fare qualcosa".

Chiediamo ai Consiglieri comunali di utilizzare gli strumenti che già possiedono.

Tre Consiglieri possono assumere l'iniziativa e portare la questione nell'aula consiliare.

Esiste inoltre una Commissione consiliare competente in materia di Statuto e Regolamenti, sede naturale nella quale approfondire e definire la modifica regolamentare.

Dalla critica alla proposta

Come Collettivo TUXSA abbiamo sempre ritenuto insufficiente limitarsi alla denuncia di ciò che non funziona ed alla critica cerchiamo di accompagnare sempre una proposta.

Per questo non chiediamo semplicemente che venga consentita la prossima diretta.

Proponiamo:

  1. che almeno tre Consiglieri comunali sottoscrivano e depositino una mozione;
  2. che venga avviato il procedimento per la modifica dell'articolo 11 del Regolamento per le Adunanze consiliari;
  3. che la trasmissione integrale delle sedute pubbliche diventi un servizio istituzionale ordinario;
  4. che le registrazioni vengano conservate in un archivio digitale pubblico, accessibile e facilmente consultabile;
  5. che nella progettazione dell'infrastruttura venga data priorità alla valutazione di soluzioni basate su Software Libero e standard aperti;
  6. che siano definite preventivamente le necessarie garanzie relative alla protezione dei dati personali e agli eventuali casi nei quali la normativa o il Regolamento richiedano una seduta non pubblica.

Non una diretta ottenuta oggi e nuovamente negata domani.

Una regola che valga oggi e domani, indipendentemente da chi governa la città.

È questa, per noi, la differenza tra ottenere una concessione e costruire una garanzia.

Il Collettivo TUXSA mette quindi pubblicamente a disposizione dei Consiglieri comunali una lettera e una prima proposta di mozione, aperte naturalmente alle verifiche e agli approfondimenti tecnici e giuridici necessari.

Chi condivide l'obiettivo ha adesso uno strumento concreto dal quale partire.